The Americans – 3×06 Born Again

The Americans - 3x06 Born AgainL’ambiguità è uno degli attributi principali di una spia e, a quanto pare, anche dell’ultimo episodio di The Americans, che sembra aver recepito così bene la lezione dei suoi personaggi da lasciare le spettatore confuso e (forse) ingannato come una delle tante vittime inconsapevoli del KGB. 

Menzogne, manipolazioni e tradimenti sono da sempre il pane quotidiano di Elizabeth e Philip, ma adesso che la loro vita familiare si intreccia in maniera sempre più fitta con quella professionale il confine tra verità e finzione è diventato ormai quasi impercettibile, per loro come per noi.
Sotto questo profilo la storyline più interessante è quella di Philip, vittima di due forme di auto-inganno: innanzitutto la sovrapposizione della propria esperienza personale a quella fittizia di James, ma anche l’illusione di preservare l’innocenza di Kimmie semplicemente astenendosi dall’avere rapporti sessuali con lei.

That was amazing.

The Americans - 3x06 Born AgainLo sguardo trasognato della ragazza dopo la preghiera e quelle tre semplici parole, che il consumo di serie tv (e non solo) ci ha insegnato ad associare a tutt’altro genere di attività, servono a ricordarci quanto la relazione che Philip/James ha instaurato con Kimberly sia già disturbante e soprattutto irrispettosa dei suoi sentimenti. Se l’ignara adolescente cercava disperatamente una figura paterna (come gli autori ci hanno fatto intendere in maniera forse un po’ troppo didascalica per gli standard della serie), il rapporto che Philip le offre è profondamente deviante anche senza superare il fatidico limite. Il bisogno di comprensione, la scelta di condividere un’esperienza spirituale o l’effetto collaterale di porsi come “guida” (la introduce ai Pink Floyd) agiscono comunque, e in maniera più subdola, sul percorso di crescita della ragazza. Come Annelise, morta per il desiderio di vivere un’esperienza autentica, o Evi, prima arrestata per amore e poi “trasferita” per aver inseguito un contatto umano, Kimberly e Philip sono vittime, loro malgrado, dello stesso tipo di illusione: la spinta, il bisogno di sentirsi ed agire secondo umanità, da un lato instaurando un rapporto sincero e profondo con un’altra persona, dall’altro cercando maldestramente di evitarlo.

Nina, what did you do?

The Americans - 3x06 Born AgainE qui viene anche da chiedersi: dove finisce Philip e inizia James? Quella confessione era solo un trucco per allontanare il più possibile lo spauracchio del sesso o rispondeva anche alla necessità di condividere con qualcuno — una “seconda” figlia, forse? — le proprie preoccupazioni? Allo stesso modo ci chiediamo se la richiesta di pregare insieme rappresenti un tentativo di avvicinarsi a Paige per vie traverse (le uniche possibili, in fondo) o, magari, un atto di ribellione verso la causa, se non addirittura il bisogno di trovare la stessa pace spirituale a cui la primogenita Jennings aveva accennato dopo il tanto avversato battesimo. L’episodio è costruito in modo tale da non darci alcuna certezza sulle intenzioni o piuttosto le motivazioni, che a questo punto potrebbero anche non essere del tutto consapevoli, dietro il comportamento di Philip e più in generale dei personaggi, facendo appunto dell’ambiguità la sua cifra stilistica.
Tutti i protagonisti, infatti, raccontano delle storie fatte di mezze verità delle quali è difficile dire se siano sincere o meno. Nina aveva davvero un marito? Il figlio di Philip, ammesso che esista, si trova veramente in Afghanistan? Sappiamo, infatti, che Misha era già stato nominato da Irina durante la prima stagione, tuttavia non ci sono mai state certezze a riguardo.
Ma soprattutto “Born Again” ci lascia dubbiosi sul reale significato che queste storie, o gli eventi che tali storie hanno messo in moto, hanno per chi le ha raccontate o ascoltate: il volto di Annet Mahendru è tanto vago quanto il passato di Nina, e lo sguardo deluso di Paige in chiusura di episodio ci lascia interdetti e confusi.

Grown-up problems, Henry.

The Americans - 3x06 Born AgainAltro aspetto di questa ambiguità è lo scambio di ruoli che coinvolge i personaggi, costruito sul filo del rapporto genitori-figli; questa settimana i coniugi Jennings sono sottoposti alle stesse manipolazioni di solito destinate ai rispettivi asset e, nello specifico, da colui il quale si avvicina di più ad una figura paterna. Gabriel, infatti, riserva loro il trattamento che, a loro volta, hanno riservato a Paige, mettendoli uno contro l’altro e spingendoli all’azione. L’elemento d’interesse è che, mentre Elizabeth e Philip cedono alle provocazioni del loro supervisore, la ragazza non le coglie nemmeno. Più vittime che carnefici — e al loro stesso gioco — i due genitori sfigurano nel confronto con i figli: Henry non si accontenta di risposte incomplete e pretende chiarimenti, Paige si dimostra diffidente e ferma nelle proprie convinzioni mentre, dall’altra parte, Elizabeth e Philip appaiono instabili e disorientati. Il ricorso al tema del fumo sottolinea ulteriormente questa sorta di “ribaltamento”, in particolare nella sequenza in garage in cui il ruolo dell’adulta è giocato proprio da Paige.

“Born Again” continua l’indagine sulla convergenza tra vita familiare e professionale portata avanti dallo scorso episodio, ma servendosi di una prospettiva diversa, che mette in luce la pervasività dell’inganno e dell’ambiguità nelle esistenze dei protagonisti. Un meccanismo a cui sembrano sfuggire solo coloro i quali, come Paige o Tori, riescono davvero ad essere sinceri con se stessi.

Voto 8 ½

 

Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

2 Risposte

  1. Heisenberg scrive:

    LA MIGLIOR SERIE DEL MOMENTO! Un più che degno sostituto per gli orfani di Breaking Bad, per quanto profondamente diversa… Magnifica.

     
  2. iaia scrive:

    Essendo praticamente al giro di boa della stagione, probabilmente le cose inizieranno a degenerare velocemente..penso non solo a Paige (forse sarà l’ultima cosa a risolversi) ma anche a Martha, a Nina e Beeman e a tutte le missioni in corso. spero che rendano tutto plausibile!
    si sa qualcosa in merito ad una eventuale quarta stagione??
    comunque una serie veramente bellissima!!

     

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