The Good Wife – 6×14 Mind’s Eye

The Good Wife - 6x14 Mind's EyeNon è la prima volta che The Good Wife si interroga sui fenomeni della mente, siano essi ricordi fallaci o meccanismi contorti. Ci troviamo ora davanti ad una puntata che, a differenza delle altre, decide di affrontare questo genere di tematiche accostando ad esse la voglia di sperimentare, e da più punti di vista. 

Proprio per questa innovazione, che è narrativa ma anche tecnica, “Mind’s Eye” è un episodio che può dividere parecchio il pubblico: la sua anomalia e la confusione generata da una serie di accostamenti, volti a raccontare il flusso di coscienza interiore che ciascuno di noi sperimenta ogni giorno, possono colpire le persone in modi diversi, ma ciò che è certo è che non li lasceranno indifferenti.
The Good Wife - 6x14 Mind's EyePiuttosto, ci si potrebbe interrogare su quanta e quale fosse la necessità di inserire così tante variabili all’interno della narrazione. È infatti evidente, e apprezzabile, la volontà di inserire ogni singolo aspetto della vita di Alicia, nel tentativo di esprimere esattamente cosa può passare nella mente di una donna-madre-avvocato-forse procuratore-ex moglie – e che non smette mai nemmeno per un secondo di incarnare ciascuna di queste sue sfumature; d’altra parte, però, alcune scelte risultano chiaramente forzate, come se fosse un obbligo, più che una necessità, parlare davvero di tutto. Ecco che quindi, laddove l’inserimento di Zach risulta funzionale e reso con un minutaggio adeguato, quello di Grace appare forse un po’ troppo ampio e inserito solo per ritirare in ballo per l’ennesima volta la tematica religiosa. Si tratta di un aspetto importantissimo per Alicia, ma che forse, in una puntata come questa, poteva lasciare spazio all’ampliamento di qualche altra sezione.

I just have been giving too many speeches.

L’idea di utilizzare un calo di voce per indagare nella mente di Alicia potrebbe essere considerata una scelta poco originale, ma non lo è nell’ottica con cui i King decidono di raccontarci cosa sta accadendo nella sua testa: candidarsi a Procuratore non ha fatto altro che aumentare le già fin troppo presenti voci intorno a lei che hanno sempre cercato di dirle cosa fare. La frase con cui, a fine episodio, risponde ad Elfman (“Your voice sounds better.” “I’m finding it.”) sottolinea, in modo più metaforico che pratico, la necessità di Alicia di ritrovare la sua voce, il suo modo di affrontare la vita e ciò che la circonda, prendendo decisioni – tutt’altro che poco considerate, come vediamo – che siano davvero sue.

The Good Wife - 6x14 Mind's EyeDel resto, ciò che fa la nostra protagonista non è molto diverso da quello che fa ciascuno di noi quando deve prendere una decisione, ed è per tale motivo che, sotto questo punto di vista, l’episodio funziona perfettamente: le mille voci che l’hanno circondata fino ad ora (John, Eli, Prady) si intrufolano nella sua testa e agiscono da contraddittorio, dandole modo di creare diversi scenari dai quali far scaturire delle risposte per essere il più possibile pronta per la sua intervista.
Croce e delizia per ciascuno di noi, il brainstorming fittizio ha i suoi pregi e i suoi difetti: aiuta (a maggior ragione chi ha una formazione legale alle spalle, quindi una lawyer attitude che rende l’arte del botta e risposta tutta un’altra cosa), ma rimane per l’appunto falso, perché tali persone – come i personaggi più volte sottolineano nel corso dell’episodio – non sono altro che proiezioni della mente basate sulla conoscenza che abbiamo di loro. Marissa che sottolinea apertamente il concetto, Bishop e Kalinda che guardano in camera quando non sanno più cosa dirsi, o Peter che smentisce la ricostruzione degli eventi, sono momenti che hanno di sicuro un risvolto extradiegetico importante (una sorta di comic relief per lo spettatore), ma rappresentano soprattutto i limiti di questo sistema, così umano e così ingannevole.
È quindi sensato affidarsi a questi “confronti”, che poi tali non sono? I King sembrano dirci che sì, possono funzionare: chiaramente non porteranno a risolvere ognuno dei nostri dubbi, morali o personali che siano, ma ci faranno di sicuro porre più domande, che condurranno inevitabilmente a più risposte.

You know, I am really sick of you guys playing into this “good girl” thing.

Se nei casi più strettamente razionali – l’intervista con il comitato editoriale, l’argomento Bishop, la vicenda Canning – la compresenza di queste preoccupazioni si evidenzia con un interscambio di personaggi e di relative frasi all’interno della mente di Alicia, è nella parte più passionale che l’episodio riesce a dare il meglio di sé.
The Good Wife - 6x14 Mind's EyeI pensieri relativi al tradimento (di Kalinda e di Peter), ai figli (soprattutto Zach), all’amore e al sesso si inseriscono nel flusso della narrazione in modo profondamente diverso dagli altri casi, con accostamenti improvvisi e imprevedibili che cercano di riprodurre il più fedelmente possibile il passaggio dall’inconscio al conscio, con una tecnica che potremmo definire di montaggio emotivo.
L’intera sfera affettiva di Alicia è pervasa di pensieri ai quali non si può semplicemente chiudere la porta in faccia: sono bisogni, sensazioni e sentimenti primari che non fanno altro che entrare e uscire dalle vite di ciascuno di noi in ogni momento del giorno, e questa particolare giornata di Alicia non fa eccezione.

La mancanza di comunicazione tra la donna e Zach viene evidenziata, in modo realistico e proprio per questo perfino comico, con la classica paura di un genitore che non sente il figlio da tempo: uno Zach senzatetto (ma che continua a ripetere che è alla Georgetown, perché in fondo Alicia sa che lui sta bene) è la rappresentazione perfetta della distanza che ormai separa i due; inoltre, la scelta di mostrare quanto il ragazzo aspetti una telefonata dalla madre, lungi dall’essere scontata, ci permette di vedere anche gli effetti della decisione della donna di allontanarsi da suo figlio.
The Good Wife - 6x14 Mind's EyeNiente, però, riesce a confondere di più Alicia come la sensazione di aver sentito di nuovo la voce di Will in una banalissima pubblicità online: grazie alla disponibilità di Josh Charles, che torna a prestare la voce al suo personaggio storico, viene data alla nostra protagonista la possibilità di dare addio definitivamente a Will e di cominciare a pensare a se stessa come ad una donna nuova.
Alicia è una persona che un tempo è stata brava moglie e madre, poi avvocato, quindi amante nascosta e infine donna con un lutto che non si poteva raccontare se non agli affetti più cari: ecco che quindi, tra una cotta per Finn Polmar e una per Elfman, punta i piedi e decide che è ora di smetterla (per gli alti personaggi, ma anche per il pubblico) di considerarla una brava ragazza a tutti i costi. Il confronto con il suo amore storico diventa quindi inevitabile, soprattutto perché i King non hanno mai dimenticato di reinserire ciclicamente un riferimento al compianto avvocato. Rappresentare Will al buio, come se Alicia faticasse a ricordarne persino il volto, e affidare l’intero personaggio alla sola voce – proprio nel momento in cui la donna non la possiede più – è di sicuro simbolicamente importante; ciò non toglie che la scelta di casting poteva essere migliore di questa, e che, se lo scopo non era quello di trovare qualcuno di somigliante a Josh Charles, si poteva addirittura evitare di mostrare il profilo dell’attore.

The Good Wife - 6x14 Mind's EyeTra scelte eccezionali e qualcuna discutibile, “Mind’s Eye” porta sugli schermi una sperimentazione che solo poche serie possono permettersi di intraprendere, risultando al contempo credibili e coerenti con il proprio percorso. Quel che è certo è che The Good Wife, con all’attivo 22 episodi a stagione, può avere il tempo per giocare con diversi stili di narrazione, ma non sfugge all’occhio più attento quanto ci si stia muovendo da un po’ troppo tempo nella zona grigia del filler: forse una programmazione diversa di questo episodio all’interno della stagione avrebbe giovato all’intero racconto, considerando che siamo da tempo immemore concentrati sulla campagna di Alicia e che sono stati messi da parte temi fondamentali, tra cui lo scontro con Diane e Cary.
Qualche accortezza maggiore da questo punto di vista avrebbe avvantaggiato una puntata che, se da una parte polarizzerà il pubblico in maniera netta, dall’altra verrà sicuramente ricordata come uno degli esempi più riusciti della rappresentazione mentale di un personaggio in una serie TV.

Voto: 8/9

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Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

18 Risposte

  1. Travolta scrive:

    Come hai giustamente scritto nella premessa e’ una puntata che potra’ dividere.
    Per me ad esempio forse la piu’ noiosa di TGW di sempre :-)

     
    • eleonora scrive:

      Infatti è un episodio filler ma non filler …. io all’inizio mi ero stancata quasi subito , però quando Santa Alicia ha incominciato a “vagare con la mente” mi ha incuriosito e ho visto l’episodio.
      Non vedo l’ora che concludano questa fase “elettorale” ….

       
    • Federica Barbera scrive:

      Capisco chi possa trovarla confusa o troppo carica, ma faccio fatica a comprendere come ci si possa annoiare con un episodio simile. Cioè, la noia è proprio l’ultima cosa che mi verrebbe in mente! Cosa hai trovato di così poco interessante da considerarla addirittura la più noiosa di sempre?

       
  2. Travolta scrive:

    L’ho trovata *scontata*.
    Ho percepito ogni situazione e ricostruzione mentale come banale e francamente molto prevedibile neppure la costruzione della puntata stessa mi e’ ovviamente piaciuta particolarmente. E per me TGW e’ da 9 intendiamoci bene :-) pero’ questa puntata non la trovo nemmeno sufficiente.

     
    • Federica Barbera scrive:

      allora, se il discorso è “ha introdotto temi nuovi o scoperte pazzesche relative ad Alicia o a chiunque altro?” la risposta è chiaramente no. Ma non era questo l’intento della puntata, che, lo sottolineo, è e rimane un filler: ma ce ne fossero di filler così, ecco!
      La mia domanda quindi è: al netto delle novità non introdotte (su cui mi trovo d’accordo, intendiamoci), cosa non ti è piaciuto della costruzione della puntata? E le altre puntate sui vari giochi della mente ti erano piaciute o proprio non è il genere ad appassionarti?
      E’ proprio per capire eh, visto che io mi sono confrontata solo con persone a cui è piaciuta molto o con persone che l’hanno trovata troppo carica, non certo quindi noiosa! La puntata è una summa di quelli che sono i pensieri e le preoccupazioni di Alicia, quindi la prevedibilità di queste fa parte del gioco; è la rappresentazione ad aver voluto dire qualcos’altro, e son curiosa di sapere cosa non ti è piaciuto 😉

       
      • Travolta scrive:

        Il genere “giochi della mente” in effetti non mi entusiasma particolarmente questo e’ vero.
        In questo caso ti ripeto mi sembrava pero’ di anticpare praticamente ogni scena (e non e’ che sono Einstein :-) ).
        Ho letto anche recensioni di utenti U.S.A nella stragrande maggioranza particolarmente entusiasti,si vede che faro’ parte della piccola minoranza a cui non e’ piaciuta

         
        • Federica Barbera scrive:

          Ma infatti come ti dicevo il discorso non è legato all’anticipare o meno le scene, credo che nessuno sia rimasto stupito dalle tematiche tirate in ballo perché erano tutte già viste e riviste. E’ una di quelle puntate in cui l’obiettivo non è la destinazione ma il viaggio 😉 e probabilmente non essendoti piaciuto il modo in cui è stato rappresentato ne hai colto solo la parte prevedibile, quindi ti sei annoiato… ora ho capito 😉

           
  3. Paola scrive:

    Molto interessante invece la trasposizione onirica e la confusione di Alicia l’addio a Will e la elaborazione del lutto. Peccato noi l’avessi mo già fatta da un pezzo. Quello che proprio non posso tollerare e’ aver messo Goode e Jonny sullo stesso piano.e uso il nome dell’attore e invece di un perfetto sconosciuto non a caso…come puoi avere dei dubbi Alicia tra il diavolo e l’acqua Santa? Finn is the One. Ma se proprio ci tini ritorna alla vita con quell’insulsone. Certo un attore come Goode merita di meglio e spero nel suo rientro settimana prossims

     
  4. Max R scrive:

    Sono d’accordo: tutto si può dire dell’episodio tranne che sia noioso. Devo ammettere che questa stagione di TGW è forse quella che più mi è piaciuta. Ho sempre accusato il personaggio Alicia di essere a un passo dalla schizofrenia e quindi sempre a rischio credibilità. Passava da comportamenti da tredicenne ad atteggiamenti da squalo dell’avvocatura. Tutti i commentatori hanno cercato di convincermi che faceva parte del personaggio, della sua crescita e quasi si compiacevano (in genere le donne) di questa altalena dell’essere. Io ho sempre pensato invece che fosse un difetto di narrazione che minava la credibilità totale del personaggio. Questo difetto è andato via via scomparendo in questa serie. La cosiddetta schizofrenia adolescenziale di Alicia per così dire. Per me TGW è sostanzialmente una serie di seconda scelta – con tutto il rispetto. Niente di paragonabile a Mad Men e alla sua introspezione o a True Detective per dire. Però i personaggi sono fantastici. Divertenti davvero. Alicia non mi ha mai fatto impazzire. Sembrava realmente artefatta. Oggi lo è molto molto meno. La forza di TGW è forse anche questo. Molti dei personaggi della serie sono più interessanti della protagonista. E’ un’opinione ovviamente…:-)

     
  5. Paola scrive:

    A parte la mia passione per Goode/Finn comunque trovo interessante anche l’evoluzione che sta avendo Grace e la sua maturazione. Tanto che Alicia preferirebbe rimanesse bigotta piuttosto che pericolosamente fuori controllo. Paranoie materne abbastanza classiche. Io sono psicoterapeuta e comunque mi sembra la statura psicologica della protagonista stia in piedi. Come molti uomini anche le donne possono scegliere uomini più controllabili e semplici che quelli rischioso come Finn. Troppo bello troppo gentleman troppo tutto. Però su dai Alicia coraggio. Non sopporterei un’altra delusione dopo quella avuta col personaggio Will. I King lasciano i sentimenti troppo insaturi e le relazioni non sono destinate che a finire ..buone le scelte musicali poi. Siempre quiero Mas e’ deliziosa e rende bene l’idea del ritorno alla vita. Della politica non ne posso più e se lo dico io che anche su quello sono piuttosto attiva vuol dire che il tema non è centrato. Lei è un ottimo avvocato la legge è il suo pane e torni a fare quello! Divorzi da Peter che non se ne può più’ e la smetta di andare avanti solo su base reattiva. Ma poi quanto la fanno durare sta campagna elettorale? Non so potrebbe esserci un fine stagione esplosivo ma purtroppo conoscendo i King e la loro tendenza a dare frustrazioni, anche no… Se usassero la loro indubbia genialità un po’ più a favore dei loro personaggi..

     
    • Federica Barbera scrive:

      Per come si stanno mettendo le cose, temo che i King siano più orientati ad un avvicinamento sempre più importante tra Alicia e John.
      Finn rimarrà comunque nei nostri meravigliosi pensieri XD
      La storia di Grace è secondo me più ampia: sì, c’è la questione “terrore materno” quindi “meglio casta che a sniffare colla” (seriamente, la scena in cui Grace è incinta e sniffa colla è la più delirante di tutte :-D), però è chiara anche la preoccupazione all’idea che la sua posizione di non credente abbia un’influenza sulla figlia. L’ho trovata onesta, insomma, quando dice che non vuole essere lei la causa della sua perdita di fede.

      La parte musicale è stata eccezionale, sia come sezione che come scelte: purtroppo non ho avuto modo di parlarne nella recensione perché c’era davvero troppo da dire, ma tutta quella sequenza è così realistica che è impossibile non immedesimarsi.
      Sul divorzio da Peter mi trovi perfettamente d’accordo. Hanno rotto con questo legame di sfruttamento reciproco, credo che abbiano dato tutto quello che potevano dare e che sarebbe ora di spostare il focus su altro.

       
      • annamaria scrive:

        John Chi?
        Il suo personal trainer per la campagna?
        No, ti prego, NO!
        Potrebbe quasi essere suo figlio.
        Non le voglio ‘ste robe da assatanata che teme di invecchiare!
        Non sarebbero da lei!
        Alicia non è quel genere di donna e poi basta dare del sesso questa immagine di ineluttabilità per cui basta un niente e partono gli ormoni anche se una non ne ha quasi più.
        Non è il caso di Alicia, lei è ancora una bellissima donna, ma John resta sempre troppo giovane per lei.
        Trovo che sia umiliante e profondamente maschilista dare questa immagine della donna.
        Una donna ha anche un cervello, che diamine, e non solo una vagina!
        Lo troverei davvero di pessimo gusto.
        Premetto che mi fa abbastanza schifo anche l’uomo maturo, (ma esperto eh, ah, quello sì), che si fa la ragazzina.
        Sono una bigotta?
        Può darsi ma mi rifiuto di considerare i rapporti umani solo come una premessa a futuri scopamenti.

         
  6. Paola scrive:

    Io invece più che altro lo trovo orribile. Senza lo stile e il sex appeal di Finn. Non sono sicura Barbara che con Finn sia finita se no non sarebbe neanche entrato nei suoi pensieri. E poi Goode ha troppe fan se leggi i commenti in giro per l’web. E poi Jonny non è all’altezza di Alicia dai ne’ socialmente ne’ intellettualmente. Potrebbe durare anche molto poco per lasciar spazio a qualcosa di più sensato. Se no i King fanno definitivo autogol nel trattare così uno che gira film con Nicole Kidman ed era in un film che ha appena vinto un oscar. Imitation game tanto per dirne due. Va bene che l’attore costerà troppo ma allora lo facciano uscire di scena dignitosamente non perché Alicia gli preferisce il bellimbusto please. Hanno già fatto una Toppata con Will che ha scatenato l’inferno. Vogliono raddoppiare? E allora di gravi teaumatofilici si tratta…In my opinion naturalmente

     
  7. Max R scrive:

    Mamma mia che commenti ! siete sicure che non state guardando l’isola dei famosi ? Secondo me siete tutte troppo impegnate a immedesimarvi con la protagonista…ruota tutto intorno a lei ma i personaggi coprotagonisti sono la vera forza dello show. Attenzione ! Parlo di personaggi in senso letterario non questo mi piace, l’altro mi è simpatico, troppi ormoni ecc. Esempio: Bishop è un personaggio pazzesco. Will lo era. Kalinda, Agos e tanti altri che si sono succeduti in questa serie. Alicia è migliorata (parlo della credibilità del personaggio e non delle azioni – mi pare che ci sia una tendenza a mischiare il giudizio critico al giudizio simpatia…)è più vera e la complessità è più credibile. Però se volete parliamo del divorzio, di quanto è bello Finn e amen…

     
  8. annamaria scrive:

    Scusa, io non voglio parlare del divorzio o di quanto è bello Finn, ecc. (è bello bello, fidati) ma il fatto è che le scelte di Alicia (o degli autori, che è lo stesso) servono a definire il personaggio e farsi il giovincello non è per niente in carattere.
    Io trovo questa stagione certamente molto interessante ma poco coinvolgente, almeno dal mio punto di vista.
    Per competere Alicia si sta vendendo l’anima, c’è poco da fare.
    La volta scorsa ha chiesto e ottenuto soldi da uno schifoso riccastro omofobo senza fare una piega.
    Riceve soldi da Bishop e la sua unica preoccupazione è nasconderne la fonte. Crede forse che Bishop non le presenterà il conto prima o poi?
    Si sta comportando molto meglio il suo avversario, anche nei suoi confronti, e comincio a pensare che dovrebbe propri vincere lui (e non solo perché è il mio adorato Niles di Frasier).
    Quando presenta il suo programma ripete un formuletta vuota che non si capisce bene cosa comporterà all’atto pratico.
    Vuole combattere il crimine?
    Ma va’?
    Direi che è il minimo per un Procuratore, ma come intende farlo io non l’ho ancora capito.
    E’ l’ambizione che la spinge o davvero pensa che farà la differenza?
    E come se già scende a compromessi sempre più imbarazzanti?
    Insomma, non è più la “mia” Alicia e questo va bene se serve a far evolvere il personaggio ma mi delude parecchio.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Io invece credo che sia proprio perché i King hanno deciso di smetterla di metterla in scena come Saint Alicia che il suo personaggio funziona.
      Proprio perché Prady sembra, e forse è, moralmente più integro, la scelta di mostrare in questo modo Alicia è tutto fuorché scontata. Partiamo da un percorso in cui lei era quella bravissima e suo marito quello corrotto: bene, e ora dove siamo? Fosse anche solo per riflettere su quanto nella stessa persona possano convivere contraddizioni di questo tipo, ben venga la rappresentazione non santificata.

      Poi, sulla questione delle sue relazioni o meno, io sono molto meno catastrofista. Il discorso che facevo tra Elfman e Polmar è il tentativo di intuire quale direzione stiano per prendere i King, e secondo me con un attore come Goode non possono pensare ad una linea più costante perché è preso a fare altro. Che John sia più giovane di Alicia francamente non mi tange (anche perché cosa saranno? 10 anni?), e peraltro non credo che una donna debba smettere di pensare al sesso una volta superati i 45: l’immagine che i King ci hanno dato di Alicia è spesso stata quella di una donna sensuale e consapevole di esserlo, e relegare il tutto solo al “se è innamorata bene, se no no” mi sembra davvero assurdo. Ripeto quello che ho detto nella recensione: questa puntata (più di qualunque altra) ha messo in scena ogni singola sfumatura di Alicia, che è donna, madre, ex moglie, tradita, avvocato, futuro-forse-procuratore e anche (ma perché no, dico io?) donna con dei desideri legittimi e da non reprimere a tutti i costi.
      Poi che sia Finn o John, a me quello che importa è che i King scrivano un percorso coerente e sensato sia per Alicia che per il suo nuovo interesse.
      E ovviamente spero che rimettano in ballo il conflitto con Diane e Cary, ma è da puntate e puntate che lo dico quindi ok, la smetto 😉

       
  9. Max R scrive:

    Alicia Alicia, che differenza ci sia nel mondo americano tra un politico e un avvocato davvero mi sfugge 😉 Diciamo che a livello di show questa sesta serie per me è meglio delle altre. Il personaggio Alicia, pur rimanendo un personaggio che ogni tanto sfora nella non-credibilità (a livello personaggio dico), adesso è più credibile. Prima capitava nelle stessa puntata che scendesse a patti con un assassino con la freddezza di Shark e che poi come una adolescente di 14 anni facesse dei giochetti da iphone con Will. Will era ad esempio un personaggio credibile ma lei nella relazione con lui sembrava una liceale. Era banale e poco credibile. ….e tutti a dire: che bello che bello è così complessa, poliedrica, variabile. A me sembrava solo poco credibile, punto. Oggi lo è meno. Infatti finalmente salta fuori ciò che ha sempre fatto. Scendere a patti, relazionarsi un giorno con Bishop, un giorno con suo marito e un giorno con un pluriassasino…ma senza avere reazioni da bambina dell’asilo dopo. Il che rendeva il personaggio una parodia. Ma questa è una vecchia storia ! Andiamo avanti…tanto ad aprile tornano le cose serie: Mad Men ecc. e poi sono alla seconda di House of Cards e lì sì che i personaggi esistono veramente ! Mamma mia Robin Wright !

     
  10. raffaella scrive:

    Ho visto la puntata e non mi è piaciuta, mi trovo in linea con Travolta, mi è sembrato tutto “troppo” , credo che i rumors non abbiano tutti i torti la Marguillas vuole essere solo lei la primadonna, peccato.
    tra Finn e John finn forever…. :)

     

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