The Walking Dead – 5×11 The Distance

The Walking Dead - 5x11 The DistanceDopo il tentativo, non andato a buon fine, di dare vita ad un episodio transitorio dedicato all’approfondimento psicologico, dopo importanti eventi luttuosi, gli autori di The Walking Dead decidono di dare una svolta a questa seconda parte di stagione proiettando le vicende verso una nuova e intrigante fase. 

Them” era stato uno degli episodi meno efficaci degli ultimi due anni della serie e sorprende che sia seguito da una delle puntate orchestrate e girate meglio dell’intera stagione; l’episodio giova di una ritrovata dinamicità che riesce a essere gestita con equilibrio e fermezza dagli autori. “The Distance” rappresenta un tassello chiave per il prosieguo della stagione: un viaggio che porta i protagonisti della vicenda di fronte ad un bivio fondamentale nel loro percorso, una svolta narrativa che molto probabilmente costituirà la spina dorsale della seconda parte di stagione. In questo episodio si può finalmente godere di una costruzione della tensione narrativa adeguata alle aspettative e di inconsueta efficacia.
The Walking Dead - 5x11 The DistanceL’intero episodio riesce a giocare con i timori e le perplessità di Rick ‒ proiettate interamente sullo spettatore ‒ nei confronti della figura del nuovo arrivato Aaron, che per il gruppo di sopravvissuti potrebbe rappresentare una minaccia alla loro incolumità o un’ancora di salvezza che potrebbe portare ad una svolta inaspettata per il loro futuro. Le conseguenze delle precedenti esperienze negative causate dallo scontro con Il Governatore e successive all’arrivo a Terminus sono fondamentali per capire la reazione violenta di Rick nei confronti del nuovo arrivato e il suo rifiuto categorico di credergli. Aaron è un uomo all’apparenza innocuo, una figura molto diversa rispetto a quelle incontrate precedentemente, che potrebbe non sembrare un pericolo per l’integrità della comunità; un elemento sconosciuto che promette un futuro non visibile, e che mette i protagonisti davanti alla scelta di seguirlo e avere fiducia nelle sue parole o negare completamente questa possibilità, come vorrebbe Rick.

You’re survivors and you’re people.

The Walking Dead - 5x11 The DistanceLe fotografie portate da Aaron come testimonianza di questo luogo sicuro, dove i “nostri” sopravvissuti potranno vivere senza la preoccupazione costante di una lotta giornaliera contro gli erranti, sono l’unico elemento concreto che potrebbe essere in grado di decodificare il mistero dietro il suo arrivo, così da poter credere alla buona volontà dell’uomo; l’indecifrabilità delle fotografie e la mancanza totale di persone nel loro quadro rendono ancora più intrigante e misteriosa l’intera questione. Per Rick la sopravvivenza e l’integrità della sua comunità viene prima della fiducia verso il singolo individuo: l’uomo viene visto come un abile ingannatore in grado di poter tradire la fiducia in qualsiasi momento; per Aaron, invece, ancora più importante della sopravvivenza è la fiducia nelle persone, senza le quali non è possibile pensare ad un futuro post apocalisse.

Just because we’re good people doesn’t mean we won’t kill you.

The Walking Dead - 5x11 The DistanceRick reagisce con violenza e aggressività perché sente di dover di nuovo mettere in discussione quell’equilibrio raggiunto con grande fatica, e non riesce a capire quale sia il comportamento più adatto da adottare, finendo per cedere più volte al volere degli altri membri del gruppo; ormai sembra aver capito che l’unico modo per combattere la paura della pressante difficoltà di dover leggere nella maniera migliore le diverse situazioni problematiche è costruirsi un piano alternativo, con cui poter affrontare una possibile svolta negativa nella vicenda. Nella sequenza finale in cui il gruppo si trova davanti al cancello chiuso di Alexandria il primissimo piano riservato a Rick, accompagnato da urla che non è chiaro se siano suoni diegetici o solamente rumori frutto della sua immaginazione, è in grado di restituirci perfettamente le dinamiche del suo stato d’animo, scisso tra la paura di stare per affrontare un nuovo pericolo e la speranza di aver finalmente trovato un posto in cui potersi fermare per poter crescere i suoi due figli. A controbilanciare il punto di vista del padre di Judith e Carl c’è il rinnovato ottimismo di Michonne, che sembra essere attratta da questa nuova opportunità di vita e fiduciosa della buona fede del nuovo ospite.

“The Distance” è una puntata dove prevalgono le qualità attrattive della serie e in cui gli autori preferiscono dare la precedenza alla complessità dell’intreccio narrativo rispetto al tentativo di dare spessore ad ogni singolo personaggio; riescono così ad equilibrare la tensione narrativa e la componente action tramite un sapiente utilizzo delle componenti spazio-temporali e finiscono per dare vita ad una delle puntate più solide e divertenti dell’ultimo anno di The Walking Dead.

Voto: 7

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

7 Risposte

  1. jackson1966 scrive:

    A me questa puntata proprio non è piaciuta manco un po’. Buchi di sceneggiatura e comportamenti da scemi come piovesse. Non è proprio il mio TWD questo.

     
    • Pinuccio scrive:

      Citazione da jackson1966:
      A me questa puntata proprio non è piaciuta manco un po’. Buchi di sceneggiatura e comportamenti da scemi come piovesse.Non è proprio il mio TWD questo.

      Ahahhahahaahhaahaha !
      Niente non ce la fai proprio….
      Uno di A e lei dice B , l’altro dice B e lei dice A….

       
    • MarcoP scrive:

      Praticamente la maggior parte delle puntate di TWD sono piene di buchi di sceneggiatura e comportamenti da scemi…

       
    • Gianfranco scrive:

      Sono d’accordo visto che di buchi di sceneggiatura e comportamenti da scemi ne abbiamo visti fin troppi in queste 5 stagioni.
      Certo arrivare a fine stagione con queste premesse…..che disastro !

       
  2. Davide Tuccella scrive:

    Concordo con la recensione, puntata decisamente migliore delle precedenti per un semplice motivo: succede qualcosa, finalmente. Speriamo che possa creare delle trame interessanti per la seconda metà della stagione.

     
  3. annamaria scrive:

    A me è piaciuta parecchio.
    Finalmente ci si muove.
    Basta introspezione, di grazia!
    Quanto ai buchi di sceneggiatura TWD non è mai stata un modello di coerenza, quindi bene così e avanti coi carri.

     
  4. Frank Underwood scrive:

    Sono sempre stato iper critico con TWD creatura che comunque, nonostante seri momenti di difficoltà e puntate riprese parecchio tempo dopo per mancanza di stimoli, continuo a seguire. Ma stavolta sono totalmente d’accordo con il 7 della puntata, che è scivolata via piacevole e, sopratutto con l’avvento di Alexandria si apre un capitolo interessante della storia.

     

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