Agents of S.H.I.E.L.D. – 2×16/17 Afterlife & Melinda

Agents of S.H.I.E.L.D. - 2x16/17 Afterlife & MelindaSin dall’inizio della sua seconda annata la serie di punta della Marvel ha seguito un percorso altalenante tra puntate ben scritte e episodi poco incisivi, che non hanno saputo sfruttare appieno l’ampio materiale di base a disposizione. A partire da “Afterlife” si assiste ad un aggiustamento del tiro e a delle nuove sperimentazioni narrative per lo show.

La scelta di Skye che ha chiuso lo scorso episodio rappresenta uno snodo fondamentale per la trama orizzontale e per l’economia della serie: tutte le promesse insite nella trasformazione della ragazza avvenuta in “What They Become” vengono finalmente mantenute. Adesso, infatti, si ha la possibilità di esplorare più in profondità il mondo degli Inumani, gli esseri umani che sono stati potenziati dalla razza aliena Kree al fine di creare dei soldati che combattessero per loro, e si sente quasi la necessità di vedere chiusa il prima possibile la storyline più debole e meno interessante di sempre, quella del Real SHIELD.

2×16 “Afterlife”

Agents of S.H.I.E.L.D. - 2x16/17 Afterlife & MelindaCome da titolo, il sedicesimo episodio è incentrato sulla presentazione di Afterlife, luogo isolato tra le montagne che serve da rifugio e centro di formazione per i giovani Inumani. Fin da subito si notano numerose analogie tra questo sviluppo e quello dell’istituto per giovani dotati di Charles Xavier, il fondatore degli X-men e della prima scuola per i mutanti. Non era difficile prevedere che lo svolgimento di questa storyline non sarebbe stato tra i più originali, ma sono fin troppi gli elementi che danno l’idea di “già visto” allo spettatore che conosce il mondo mutante; per citarne uno, il sistema di reclutamento di Gordon è paragonabile a quello di Xavier attraverso Cerebro. Oltretutto l’introduzione da parte di Lincoln al funzionamento della comunità è fin troppo spiegato e troppo poco mostrato allo spettatore, che nell’episodio vede tutto attraverso gli occhi di Skye.

Questi elementi, tuttavia, non disturbano troppo la visione di un episodio tutto sommato ben scritto e ben impostato, con l’obiettivo di traghettare i personaggi verso un probabile sconvolgimento narrativo nell’imminente sovrapposizione dello show con l’uscita nelle sale di Avengers: Age of Ultron, il film di punta del Marvel Cinematic Universe. Nell’attesa del crossover, la situazione ad Afterlife si stabilizza: Skye dovrà imparare ad utilizzare i suoi poteri e a non averne paura, anche questo uno schema ormai ampiamente rodato nello sviluppo di personaggi di questo tipo; suo padre deve tenere a bada i suoi istinti rabbiosi e i continui sbalzi di umore se vuole avere qualche speranza di rivedere sua figlia; Raina deve superare lo scoglio dell’accettazione del suo nuovo aspetto fisico.

Agents of S.H.I.E.L.D. - 2x16/17 Afterlife & MelindaSe da una parte gli Inumani si impossessano della scena grazie all’interesse naturale che suscitano nello spettatore, lo stesso non si può dire di quello che accade nel quartier generale dello SHIELD; i personaggi di Fitz e Simmons ritornano in auge nell’episodio, ma il siparietto che mettono in scena e che riesce ad ingannare sia Gonzales che Bobbi (che dovrebbe essere un’esperta nel capire quando qualcuno mente) non ha lo stesso effetto dal punto di vista dello spettatore, che intuisce troppo facilmente e troppo presto il tacito accordo tra i due scienziati.
Ben più interessante e meglio costruita è la sezione dedicata a Coulson e Hunter in cui gli autori approfittano, saggiamente, del fatto che i due agenti siano in fuga insieme per delineare meglio i loro caratteri e comprendere il loro punto di vista sulla situazione difficile dell’agenzia. In questo episodio, infatti, Coulson si conferma come un personaggio a tutto tondo, intelligente e capace di prendere decisioni in modo rapido, che tuttavia non ha problemi ad ammettere di non essere stato il miglior capo per l’organizzazione e che non condanna totalmente ciò che ha fatto Gonzales.

In definitiva “Afterlife” può essere considerato un episodio di transizione al di sopra della media qualitativa a cui Agents of SHIELD ha abituato, pur senza grandi sconvolgimenti di trama. L’assestamento delle diverse storyline la fa da padrone e alcuni personaggi ne approfittano per emergere sotto una luce differente.

2×17 – Melinda

Agents of S.H.I.E.L.D. - 2x16/17 Afterlife & MelindaNel diciassettesimo episodio quello che salta subito all’occhio è la struttura narrativa nuova e mai sperimentata in questo modo dalla serie. Le due storyline principali viaggiano in parallelo al flashback che racconta la famosa missione che ha dato il soprannome “La Cavalleria” all’agente May; la vera innovazione strutturale per la serie è l’essere riusciti a collegare, in modo non originalissimo ma efficace, gli eventi del Bahrain agli Inumani di Afterlife, rafforzando ulteriormente il concetto corale alla base di tutto l’impianto narrativo Marvel: un unico grande universo in cui si muovono tutti i personaggi.

Da questa struttura quasi circolare ne esce rinnovato il personaggio di Melinda May, sempre sotto i riflettori ma mai adeguatamente caratterizzato. Grazie alla sua storia si riescono a comprendere le ragioni che l’hanno spinta ad abbandonare le missioni sul campo e la sua riluttanza a tornare in azione nella nuova squadra di Coulson; il percorso di May risulta così il più completo e coerente, a differenza di quello di Skye, che è invece molto più discontinuo. Rimangono, tuttavia, perplessità riguardo al futuro del personaggio, se dovesse schierarsi davvero contro l’ormai ex-direttore dello SHIELD; una scelta così drastica dovrà possedere motivazioni più solide alla base per risultare convincente.

Agents of S.H.I.E.L.D. - 2x16/17 Afterlife & MelindaI personaggi femminili continuano ad essere la vera linfa vitale della serie: di solito sono più interessanti e meglio caratterizzati delle loro controparti maschili e il minutaggio concesso loro è sempre molto elevato. Lo dimostra la decisione degli autori di puntare fortemente sull’opposizione tra le figure di Skye e Raina, mai così vicine tra loro ma allo stesso tempo separate da un abisso che non permette loro di incontrarsi. Quest’ultima soprattutto risente del fato avverso che le ha donato un aspetto riluttante e sottolinea la sua invidia nei confronti della ragazza che invece ha avuto tutte le fortune: un potere devastante che non ha modificato per niente il suo aspetto esteriore. La scelta di avere Gordon come guida risulta, quindi, azzeccata; dalle sue parole si presume che anche il teleporta abbia dovuto confrontarsi con i giudizi delle persone che lo vedevano solo come un mostro senza occhi, resta da vedere come svilupperanno questo legame e se avrà qualche effetto positivizzante sul carattere di Raina.

Agents of S.H.I.E.L.D. - 2x16/17 Afterlife & Melinda“Melinda” è un episodio migliore del precedente per la scelta di collegare, anche se in modo non del tutto originale e articolato, i due principali archi narrativi di questa seconda parte di stagione. Il personaggio di May ne esce rinnovato e, in attesa dell’imminente crossover con il film degli Avengers, gli schieramenti sembrano adesso essere ben impostati per poter esplodere negli episodi finali.

Voto 2×16: 6,5
Voto 2×17: 7

Note:

– Il diciassettesimo episodio segna il record annuale in fatto di ascolti per la serie.

 

Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.

1 Risposta

  1. Rorschach scrive:

    Come nella prima stagione, questa seconda metà è di gran lunga superiore alla prima parte, dove May lasciava agenti dell’Hydra a terra senza arrestarli (o sparargli?). Almeno c’è un po’ di carne al fuoco

     

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