American Crime – 1×06/07 Episode Six & Seven


American Crime – 1×06/07 Episode Six & SevenÈ già capitato in passato che tematiche forti e molto attuali approdassero sul piccolo schermo venendo sbattute in faccia al telespettatore, ampliate da una trama ancora più forte e ricca di avvenimenti. American Crime evita questa abbondanza, sia a livello narrativo che estetico, raccontandoci una storia senza intervenire sulla storia stessa.

1×06 “Episode Six”

Con la visione dell’episodio sei capiamo qualcosa di più non solo sui personaggi, ma soprattutto sullo show stesso: American Crime è un’operazione coraggiosa e audace non perché parli di un tema coraggioso e audace su un canale generalista, ma perché lo fa in modo coraggioso e audace. John Ridley, autore afroamericano della serie, continua a raccontare la storia principalmente dal punto di vista di due genitori bianchi, vittime in senso lato, che incarnano la doppia visione sul tema razzismo che spacca l’America a metà. Barb non smette di puntare il dito contro gli immigrati e i clandestini, i quali vivono situazioni di profondo disagio che li portano a sbagliare; la donna soffre, piange ed è costretta ad incassare da ogni lato. Dopo il rilascio ed il tentativo di fuga da parte di Carter, non possiamo non stare dalla sua parte e, seppur respingendo la sua visione intollerante, proviamo empatia per lei.

American Crime – 1×06/07 Episode Six & SevenIn questo modo Ridley non ci vuole dire che gli stranieri sono cattivi, ma che questi stranieri in particolare lo sono, e raggiunge questo obiettivo facendo commettere loro errori che anche Matt ha commesso. A prima vista sembra che l’autore voglia raccontarci una storia contro gli uomini di colore che dovrebbe rappresentare: ci fa pensare che l’assassino sia uno di loro e spinge il pubblico dalla parte di Barb; tuttavia, quando lo spettatore si accorge che le prove non fanno altro che scagionare Carter e che l’assassino potrebbe essere chiunque, fa un passo indietro e si rende conto che, involontariamente o meno, ha accusato qualcuno di un crimine solo basandosi sul colore della sua pelle. American Crime è un esperimento: cerca di farci patteggiare per la madre razzista per poi sbatterci in faccia la realtà e infrangere tutte le nostre certezze. Il colpevole non è nero e non è bianco: è una persona ed è un criminale.

American Crime – 1×06/07 Episode Six & SevenUn altro aspetto che “Episode Six” porta a galla è l’intolleranza verso chiunque pur di salvaguardare se stessi. La donna bianca ed il messicano puntano il dito contro il nero; l’immigrato regolare lo fa contro quelli irregolari; i genitori devoti accusano quelli che non credono. Chiunque cerca di assolvere i propri peccati dando la colpa all’altro, azionando un vortice di discriminazione senza fine. Neanche i più deboli riescono a fare gruppo per difendersi dai più forti: il pesce grande mangia quello piccolo che mangia quello più piccolo ancora, e questo viene solo mostrato, senza dare giudizi di valore. Chi si lamenta del prossimo lo fa argomentando a proprio favore, ma con un background che riporta la situazione ad un livello neutro: Hector si lamenta che Carter è stato rilasciato, ma lui stesso è giustamente in carcere.

American Crime – 1×06/07 Episode Six & SevenÈ chiaro che American Crime affronti l’argomento del razzismo cercando di togliere tutti gli strati di preconcetti e pregiudizi che in qualche modo possono falsare la discussione quando se ne parla, e lo fa nel modo più semplice di tutti: toglie e asciuga. La narrazione ci mostra le cose senza dare giudizi dall’esterno, ma lascia i personaggi dire la loro. Così i diversi punti di vista, sommandosi, portano ad un risultato neutro, senza però lasciare neutro lo spettatore. L’autore ha deciso che non è compito suo mettere mano alla storia e la tratta quasi come un reality show, ma ancora più super partes, come un documentario. Non agisce come un deus ex machina facendoci vedere cose o intervenendo offrendo assist ai personaggi, ma dà loro completa libertà d’azione. In questo modo mostra tutto (senza fare uso del superfluo), racconta entrambi i punti di vista, entrambe le fazioni, quella della vittima e del colpevole, quella del bianco e del nero, la versione bella e quella brutta; ci mostra il grosso vaso di vetro trasparente con dentro acqua ghiacciata al cetriolo e contemporaneamente la broccaccia di plastica con cui viene riempito.

Ridley, proprio perché vuole mantenere il racconto su un livello il più neutro possibile, non racconta il passato dei personaggi per non attribuire le colpe dei problemi nel presente, anche quando un flashback risponderebbe a molte domande. Non sappiamo perché Aubry sia in queste condizioni, ma il suo passato non viene rivelato per non attribuire responsabilità di qualcosa che solo la diretta interessata può modificare. Scoprire il suo passato vorrebbe dire contestualizzare il dolore e farla rivalutare, nel bene o nel male, dal pubblico, che penserebbe alla persona di oggi attraverso dei filtri che ne falserebbero il giudizio. Anche il passato di Tony viene appena raccontato, in modo che i suoi errori possano essere giudicati in modo oggettivo.

Voto: 7½

1×07 “Episode Seven”

American Crime – 1×06/07 Episode Six & SevenL’episodio sette riporta al centro del racconto la famiglia, l’amore e l’odio che ne scaturisce. I genitori tornano al centro delle dinamiche confrontandosi di nuovo con la difficoltà nel comunicare con i propri figli: l’incomunicabilità non è solo tra etnie diverse, ma anche tra generazioni differenti, che si rinfacciano colpe di cui nessuno può univocamente attribuirsene la paternità; questo processo viaggia su due binari paralleli. L’incontro ed il confronto sono l’unica arma usata dai nostri protagonisti per conoscersi e superare il problema, che però non solo non viene risolto, ma se possibile peggiora, mettendo una davanti all’altra posizioni opposte di persone che credono di avere la verità in tasca. Neanche quando una delle due parti cede e chiede aiuto in modo esplicito, come fa Carter con la sorella, si riesce a risolvere la situazione: le barriere resistono, i vetri spessi del parlatorio e le sbarre di metallo della cella non si spezzano, rendendo quasi impossibile un passo in avanti verso la comprensione di se stessi e dell’altro.

Questo tema dà origine al rapporto tra Carter e Aubry, moderni Romeo e Giulietta: le famiglie, pur non conoscendosi, cercano di convincere i propri figli a dimenticare il partner e a tradirlo in tribunale per conquistare la salvezza. Ora non è il nome ad essere il problema, ma l’etnia: la famiglia di Carter non vuole che lui frequenti donne bianche; i genitori di Aubry la vogliono strappare dalle braccia del fidanzato nero e criminale. Proprio come nel dramma shakespeariano, la sopravvivenza potrà derivare solo dal distacco dall’altro, così come la libertà, condizione ancora più preziosa per i nostri protagonisti.

American Crime – 1×06/07 Episode Six & SevenAnche “Episode Seven” non fa grandi passi avanti sul versante trama, ridimensionando le conseguenze che avrebbe avuto il risveglio di Gwen dal coma. Ridley non vuole ancora dirci chi è il colpevole, ma vuole mostrarci cosa pensa l’America a riguardo e come reagisce. Il crime del titolo non è da intendersi come suggerimento sul genere, infatti alle indagini della polizia si preferiscono quelle introspettive sulle quattro persone legate al caso e sulle loro famiglie, che vengono quasi poste sullo stesso piano. Anche la scelta di raccontare sia il dolore dei famigliari della vittima che quello delle persone vicine ai carnefici ha come scopo quello di allargare la discussione e calarla pesantemente nella realtà, che in situazioni del genere non pone barriere al dolore, e che si diffonde tra tutti i soggetti implicati nella vicenda.

American Crime, comunque, resta lontano dall’essere perfetto e probabilmente non lo sarà mai, ma ha dalla sua il coraggio di porre delle domande che nessuno prima aveva voluto porre in TV.

Voto: 7½

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Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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