Daredevil – 1×04/05 In The Blood & World On Fire 8


Daredevil - 1x04/05 In The Blood & World On FireUn grande e glorioso obiettivo giustifica i mezzi utilizzati per raggiungerlo? È su questo tema che Steven DeKnight sta costruendo la sua creatura televisiva, uno dei progetti televisivi a sfondo supereroistico più interessanti di sempre. Addentrandosi nel vivo della trama stagionale, Daredevil non fa che continuare a sorprendere.

Come è già stato detto nella recensione del secondo e del terzo episodio, la principale fonte di sorprese (positive) per lo spettatore è la scelta di raccontare le vicende e l’introduzione di alcuni personaggi chiave in modi diversi da quelli che ci si aspetterebbe e, proprio per questo, molto efficaci. A testimonianza di ciò vi è la costruzione delle puntate, quasi mai lineare ma spesso intervallata con dei flashback sul passato di alcuni personaggi, e l’introduzione atipica di alcuni villain importanti, primo fra tutti Wilson Fisk alias Kingpin (interpretato da un magistrale Vincent D’Onofrio). La scelta peculiare di farlo apparire di persona solo nel quarto episodio dimostra la scrittura intelligente e calibrata degli autori, che sono riusciti a caratterizzare in maniera già molto precisa il personaggio senza la necessità di mostrarlo agli spettatori. Uno dei difetti principali delle serie tratte dalle opere cartacee, infatti, è proprio quello di puntare tutto sull’effetto che avrà l’entrata in scena di un personaggio sullo schermo, senza stare troppo a pensare ad un’adeguata costruzione di tutti gli elementi che gli ruotano intorno (Gotham ne sa qualcosa); in Daredevil, invece, l’attenzione per i personaggi principali, in questo senso, è capillare.

I realized that this city was a part of me, that it was in my blood. And I would do anything to make it a better place… for people like you.

Daredevil - 1x04/05 In The Blood & World On FireEra forse prevedibile che la serie avrebbe puntato tutto sulle figure di Matt-Devil e di Fisk-Kingpin; un po’ meno auspicabile era che le avrebbe accostate così tanto, al punto da farle diventare due facce di una stessa medaglia. Ancora non è possibile, dopo soli cinque episodi e senza nessun confronto diretto tra i due, riuscire a comprendere fino in fondo il percorso che i personaggi compiranno fino alla fine della stagione, ma si possono trarre alcune conclusioni in merito alla scelta di creare queste due figure oppositive con molti più punti di contatto di quanto sembri.

Daredevil - 1x04/05 In The Blood & World On FireIl più rilevante di tutti è l’importanza di portare una maschera: per Matt si tratta di una benda che cela il suo volto, a protezione della sua identità segreta, per Fisk è l’importanza di nascondersi dietro il proprio nome, che viene mitizzato al punto di incutere paura solo con la sua pronuncia (“Do you know why Fisk doesn’t want anyone saying his name? Because it would betray that he’s just a man”). A tal proposito si individua nella personalità di Wilson una scissione tra due diversi aspetti: quello del boss criminale, che viene fuori nei suoi rapporti illeciti e nelle manifestazioni di violenza, e quello più umano, che trova spazio quando vengono messi in luce i sentimenti del personaggio. Questa ambivalenza caratteriale è ancora più chiaramente presente in Matt, cieco e inerme avvocato durante la sua vita ordinaria, violento lottatore appena indossa il costume.

A woman that can be bought isn’t worth having.

Daredevil - 1x04/05 In The Blood & World On FireI due uomini incrociano le loro personalità anche nel rapporto con il gentil sesso: entrambi hanno bisogno, e trovano, una donna che accetti la loro divisione interiore. Fisk trova in Vanessa una persona in grado di convivere con il peso di amare un assassino, barattando questo sacrificio morale con la certezza di rimanere al sicuro dagli eventi che infiammeranno Hell’s Kitchen; Matt, invece, scopre in Claire una personalità forte che non ha paura delle conseguenze di condividere gli ideali del Diavolo Rosso, né di rimanere coinvolta nelle sue peripezie notturne contro il crimine organizzato. Se la prima, tuttavia, sembra sempre più convinta di voler restar al fianco del suo nuovo compagno, l’infermiera, interpretata da una splendida Rosario Dawson, inizia ad avere dei ripensamenti, ammonendo Matt di non lasciarsi dominare dal suo lato violento e vendicativo, animato da buone intenzioni ma molto difficile da controllare. (“I just don’t think I can let myself fall in love with someone who’s so damn close to becoming what he hates.”)

I’m just trying to make my city a better place, that’s all.

Daredevil - 1x04/05 In The Blood & World On FireOltre a tutto questo, però, sono proprio gli ideali ad avvicinare maggiormente le due figure, che si battono per rendere la propria città un posto migliore in cui vivere per le persone che se lo meritano; quello che cambia tra l’uno e l’altro sono i limiti che vengono o non vengono superati. Nel caso di Fisk non c’è alcun tipo di scrupolo, i russi erano solo feccia da eliminare, per niente meritevoli di vivere nella sua città ideale; Matt, pur utilizzando anche lui la violenza come mezzo di persuasione principale nei panni di Devil, si pone dei paletti etici e morali non indifferenti  non per niente essendo un avvocato è anche portatore di principi costituzionali imprescindibili di civiltà (anche se, come ricorda lui stesso nel terzo episodio, la legge e l’etica non sono sempre dello stesso avviso).

The city’s really changing.

Daredevil - 1x04/05 In The Blood & World On FireAnche i personaggi secondari cominciano ad assumere, seppure in maniera più lenta, una certa importanza all’interno della narrazione principale. Karen e Ben Urich si muovono sullo sfondo della corruzione che serpeggia nelle multinazionali newyorchesi, Foggy tenta in tutti i modi di far decollare lo studio legale, Wesley continua ad essere il braccio destro di Fisk, dotato di una faccia di bronzo e di una lingua tagliente all’occorrenza. La sensazione è quella di assistere ad una città viva, in cui le storie e i personaggi si muovono naturalmente, senza la necessità di adoperare delle forzature in nessuna storyline; quello che ci si aspetta adesso è il momento in cui questi comprimari entreranno direttamente nel vivo delle vicende principali che coinvolgono l’eroe che dà il titolo alla serie, ma di questo passo non si dovrà attendere molto.

– Tell us about the man who did this to you.
– The devil.

Daredevil - 1x04/05 In The Blood & World On FireLa serie di Netflix non brilla solo per la trama e i personaggi, ma anche per il coraggio e la bravura della regia, un’ulteriore sorpresa per una serie che non partiva con aspettative così alte. Si segnalano in questi episodi alcuni passaggi esemplari come il piano sequenza circolare dall’interno del taxi in “World on Fire” o alcune inquadrature che contengono Fisk e Vanessa, simbolo di una maturità stilistica non indifferente. La fotografia è sempre ottimamente curata e tutte le ambientazioni della città, dalle più claustrofobiche alle più vaste, sono rese alla perfezione.

In definitiva Daredevil è un prodotto in ascesa, dotato di tutti gli elementi che possono consacrarlo nell’Olimpo delle serie tv  sempre che continui a mantenere i livelli qualitativi a cui ci ha abituato con questa prima parte di stagione.

Voto 1×04: 8
Voto 1×05: 8,5

Note

– Netflix ha rinnovato la serie per una seconda stagione, che uscirà nel 2016!

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Informazioni su Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.


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8 commenti su “Daredevil – 1×04/05 In The Blood & World On Fire

  • SerialFiller

    Dalle serie sui supereroi ma anche dai film marveliani ho imparato che quasi tutti i supervillain credono di agire per migliorare la propria città o il mondo, pochi credono di agire solo per vendetta o malvagità. Cosi come ho capito che prima o poi un qualsiasi eroe vivrà la fase in cui dovrà decidere quale limite non superare, dovrà decidere se coinvolgere amici e persone care, dovrà decidere se lasciarsi andare ad una vita normale. Anche in Daredevil esistono questi assiomi ma la grandezza degli autori è stata quella di non darci in pasto qualcosa che ci aspettavamo nel modo in cui ci aspettavamo. Ogni fotogramma e dialogo è costruito per essere un mattone su cui si poggerà la scena successiva o quella che vedremo fra 10 puntate. Ogni personaggio è li non perchè il fumetto esige la sua presenza ma perchè la storia raccontata su schermo ha portato a quel personaggio. E’ la costruzione dell’ambiente, del contesto e dei personaggi che popolano la serie ad esigere Fisk, ad esigere Daredevil e non il contrario. Fisk era il supervillain che tutti attendevamo. In gotham o arrow sarebbe arrivato dopo un nanosecondo con una scena ad effetto all’improvviso. Qui arriva dopo un po di puntate e ci viene presentato come un tenero e contorto essere umano in cerca di uno scopo e di un po di amore per poi man mano farci vedere di cosa è capace. Fisk non è il male assoluto, ma un uomo con un passato terribile divorato dalle insicurezze che vive inseguendo un obiettivo, un obiettivo sicuramente condito da violenza, morte e cattivi presagi ma non perfido nelle sue fondamenta. Fisk è un personaggio mastodontico (D’Onofrio credo vincerà tutti i premi esistenti) che incute paura dapprima che appaia sullo schermo e solo dopo pochi fotogrammi l’immagine di lui viene stravolta e successivamente stupendamente approfondita. Idem Matt Murdock. Regia ottima. Attori di contorno che potrebbero essere protagonisti in qualsiasi altra serie.
    Nulla da dire. Serie dell’anno. Imbarazzante dominio di questa creatura rispetto a tutte le altre apparse su TV direttamente dalla penna di Stan Lee e compari.

     
  • Rorschach

    Migliore serie TV dell’anno.
    Per fortuna hanno annunciato la seconda stagione, cosa che sicuramente scriverete nelle news di questa settimana 🙂

     
  • sixfeet

    Confermo! Al momento miglior serie dell’anno. Da tempo una serie non mi coinvolgeva così tanto. Ben superiore al film con Ben Affleck che peccava un po troppo di manicheismo (come d’altronde la maggior parte dei film della Marvell) .

     
  • Son of the Bishop

    Dopo le prime due puntate sinceramente non era affatto convinto, sebbene notassi le ottime caratteristiche tecniche, la fotografia, gli attori, la scrittura.
    Dalla terza puntata invece sono rimasto piuttosto soddisfatto, finalmente dopo poche puntate la serie ha cominciato a correre e l’ entrata del personaggio di Wilson Fisk interpretato da un maestoso Vincent D’Onofrio ha portato nello show la scintilla che mancava. Poi il finale della 5 puntata, sembrava non finire mai… Talmente tante scene ad impatto una dietro l’altra. Ero quasi convinto che la puntata si chiudesse con Fisk e la gallerista che guardano le abitazioni in fiamme, invece ci hanno voluto lasciare proprio con il fiato sospeso. Non vedo l’ora di gustarmi le successive puntate. Non so se sarà la miglior serie dell’ anno se proseguirà sui ritmi delle ultime tre puntate potrebbe esserlo, e soprattutto se svilupperanno bene tutta la storia, ma non penso che ci siano dubbi ormai, anche perchè più vengono aggiunti tasselli è più vengono mosse le pedine la serie diventa sempre più affascinante. Per il resto alla fine nota di merito alla bellezza di Deborah Ann Woll, semplicemente uau !!! 🙂

     
    • SerialFiller

      Finita anche io…
      per me voto altissimo. 13 episodi densi e mai banali mai…non si sono laciati prendere mai dalla fretta, hanno sfuggito i luoghi comuni, non si sono lasciati andare a facili buonismi e sentimentalismi. Ottimo