Daredevil – 1×11/12 The Path of Righteous & The Ones We Leave Behind 2


Daredevil – 1x11/12 The Path of Righteous & The Ones We Leave BehindA tre episodi dalla fine della prima stagione, Daredevil non smette di crescere, mettendo in scena atto dopo atto episodi avvincenti e di grande profondità. Dopo dei segmenti dedicati alle backstory di alcuni personaggi, non resta che avviarci verso il cammino finale in cui nessun colpo sarà risparmiato.

“The Path of Righteous” comincia in medias res, come la maggior parte delle puntate, ma in questo caso lo fa collegandosi direttamente alla fine dell’episodio precedente, ovvero all’avvelenamento collettivo attraverso i bicchieri di champagne. Nella corsa contro il tempo per salvare Vanessa i punti di domanda sono tanti: chi può essere stato? Di sicuro c’entra Leland, che non a caso non ha bevuto, ma lo ha fatto da solo? O con Madame Gao, che in precedenza ha posto a Wilson un ultimatum dal sapore minaccioso? E soprattutto, l’obiettivo era Wilson o proprio Vanessa? La prima parte di questa coppia di episodi ha tra le altre cose l’incarico di rispondere a queste domande (facendolo benissimo), evidenziando il rapporto ormai inscindibile tra Wilson Fisk e Vanessa, che trova il suo momento apicale nel monologo dell’uomo di fronte all’amata, ancora senza conoscenza sul letto d’ospedale.

I think you’re also the man this city created.

Daredevil – 1x11/12 The Path of Righteous & The Ones We Leave BehindMatt Murdock e Daredevil, due facce della stessa medaglia, due volti per ora indistinguibili, specie perché il secondo è ancora in una fase embrionale e pertanto il primo, per il momento, li contiene entrambi. La personalità del protagonista in questa fase è delineata e al contempo sottolineata dai personaggi che gli stanno accanto, specie quelli femminili che si declinano nel binomio Claire/Karen, l’una l’opposto dell’altra, due figure in questo momento indispensabili per Matt. La prima, innamorata di lui dal primo sguardo, sarà sempre inarrivabile perché inconciliabile con l’attività di vigilante, ma al contempo ad oggi si dimostra necessaria all’integrità fisica di un eroe tutt’altro che indistruttibile. La seconda, viceversa, sta maturando sempre più la sua attrazione per Matt in maniera proporzionale alla nascita dell’eroe e al bisogno di questi di una figura femminile che lo accetti così com’è. Il palloncino che gli regala Karen è un oggetto simbolico che per quanto bizzarro, o proprio perché così bizzarro, rappresenta un segnale ineludibile di un legame che sembra poter solo crescere.

L’altro percorso di Matt, non meno fondamentale, è quello che lo porterà a essere Daredevil. Per ora il vigilante è conosciuto come The Mask, o il Diavolo di Hell’s Kitchen, ma sarà fondamentale un dialogo con Padre Lantom per comprendere la direzione migliore da seguire. Qui si incardina uno dei temi più importanti della serie e del protagonista: l’ambientazione newyorkese, le cui origini richiamano i film di Martin Scorsese degli anni Settanta, si presta perfettamente per la costruzione di un supereroe incredibilmente umano, tanto da fare del suo cattolicesimo una delle caratteristiche principali. È proprio grazie al rapporto con Padre Lantom, suo confessore abituale, che capisce che ripulire la città dal crimine vuol dire anche diventare un simbolo, essere quell’incarnazione diabolica capace di ricordare a tutti da che parte sta il cammino dei giusti. Per farlo ha bisogno di essere riconoscibile, ha bisogno di un’uniforme, che si farà fare da Malvin Potter, a sua volta personaggio (Il Gladiatore) dell’universo legato a Daredevil e in questo caso autore anche dell’armatura di Fisk.

Do you love this city?

Daredevil – 1x11/12 The Path of Righteous & The Ones We Leave BehindParte cruciale dell’episodio è costituita dal personaggio di Karen, sia per il suo ruolo all’interno del trio di protagonisti, sia per la lenta ma progressiva e ottimamente gestita evoluzione del suo personaggio. Karen è il punto medio tra Foggy e Matt, colei che può creare un terreno di ricostruzione dopo la rottura dello scorso episodio, l’unica in grado di conciliare la lotta per il bene attraverso la legge e quella condotta dal vigilante. È lei infatti a tranquillizzare Foggy, a riportarlo alla realtà dopo la botta subita dall’aver scoperto la verità su Matt; è lei ad accettare di poter, per il momento, non sapere avendo la capacità di mettersi da parte. Foggy infatti riesce a seguire ciò che ha sempre sognato e scardinare il potere di Fisk rubandogli fondamentali informazioni grazie alla collaborazione di Marci.

Ciò che più conta rispetto a Karen è il suo percorso di autoaffermazione e di crescita, come donna e come personaggio. Su questi binari si pone la frequentazione con Ben, giustamente in parte scollata da Matt e Foggy in quanto simbolo di qualcosa che riguarda solo lei e la sua personale lotta contro il crimine. Il climax arriverà nel finale, con il faccia a faccia tra lei e Wesley, personaggio che salutiamo prematuramente ma del quale ci siamo fin da subito innamorati. Questi è molto più che un braccio destro per Fisk, è il migliore amico, confessore e custode dei suoi traumi; è per Fisk ciò che Foggy è per Matt (altro parallelo tra i due “giganti” della serie) e forse anche qualcosa in più, viste le enormi fragilità caratteriali del villain della serie. Karen prende la pistola e gli spara (gesto dal quale non potrà più tornare indietro), varcando quella soglia che separa Matt da Foggy e confermando sempre più la sua posizione di confine tra i due migliori amici.

The Times They Are A-Changin’.

Daredevil – 1x11/12 The Path of Righteous & The Ones We Leave BehindCitando una celeberrima canzone di Dylan all’inizio di “The Ones We Leave Behind”, Foggy dice a Karen e a noi che nulla sarà come prima. Non lo sarà per lei a seguito dell’omicidio di Wesley, non lo sarà per Foggy dopo aver scoperto l’identità del suo migliore amico, e non lo sarà per Matt, ormai prossimo alla trasformazione definitiva, per quanto concerne la sua figura di vigilante mascherato. A questo giro tocca a Karen lasciarsi andare all’abuso di alcol per affogare i traumi recenti e a Foggy fare l’eroe diurno, che senza maschera getta il cuore oltre l’ostacolo e riesce a portare Marci dalla propria parte. L’altra metà degli eroi ordinari di quest’episodio è rappresentata da Ben, il quale decide finalmente, dopo le pressioni più o meno lecite di Karen, di seguire il suo istinto, di licenziarsi dal giornale ormai completamente nelle mani di Fisk e, dopo aver avuto il placet della moglie, denunciare tutto su internet. Come per la conclusione del precedente episodio, assistere alla morte di Ben lascia il magone in gola, ma non si può non constatare la perfetta gestione del suo personaggio fino alla sua dipartita, con i saluti finali alla moglie e a Karen (per telefono), con la quale avviene un vero e proprio passaggio di testimone. Prima di morire gli autori gli riservano un’ultima chicca: appena rientrato a casa, Ben guarda e fa vedere a noi spettatori la prima pagina del giornale incorniciata che mostra la Battaglia di New York, momento cruciale del Marvel Cinematic Universe e conclusione del primo capitolo di Avengers. Daredevil tenterà di fare giustizia nel proprio quartiere, non di salvare il mondo intero, conscio che nello stesso universo narrativo ci sono altri eroi in grado di farlo.

I can’t do this alone.

Daredevil – 1x11/12 The Path of Righteous & The Ones We Leave BehindTra le altre funzioni di Ben prima di essere ammazzato da Wilson Fisk c’è quella di dirigere The Mask verso lo spaccio di eroina di Hell’s Kitchen e quindi arrivare a uno degli elementi più potenti legati a Fisk, Madame Gao. La sequenza in cui Matt individua la donna che lo porterà al centro di produzione, e la segue per gran parte del quartiere solo focalizzandosi sulla musica classica proveniente dall’auto, è non solo un pezzo di bravura del regista, ma anche l’ennesima conferma delle qualità atletiche di Charlie Cox, che si dimostra una volta di più perfetto per questo ruolo. Dal punto di vista visivo, una volta entrati nella fabbrica, ritorna quell’estetica fumettistica che aveva caratterizzato la prima parte di stagione ed era stata in parte abbandonata in alcuni episodi maggiormente realistici, anche perché in molti casi focalizzati su altri personaggi. Il faccia a faccia con Madame Gao ce la mostra per l’ultima volta (per questa stagione) in tutte le sue splendide fattezze, con tanto di mossa conclusiva che mette al tappeto il protagonista. È possibile che l’anziana criminale sia un personaggio trasversale di questa sezione adulta del MCU poiché il simbolo del suo prodotto è quello di Serpent Steel, che dovremmo ritrovare in “Pugno d’acciaio”, serie che svilupperà Netflix nella seconda metà del prossimo anno. Nonostante la sua cecità è come se Matt riuscisse a vedere le stesse impressionanti immagini a cui assistiamo noi, e al suo ritorno appare trasfigurato, bisognoso come mai di quell’abbraccio che immediatamente gli offre Karen, che rafforza così il senso di quel bizzarro palloncino della puntata precedente.

A una puntata dalla fine Daredevil non perde un colpo e mette in scena altri due episodi eccezionali, non dimenticando mai la sua componente action pur senza lasciar per strada l’approfondimento dei personaggi, i quali a questo punto della stagione appiano tutti estremamente sfaccettati, complementari e addirittura indispensabili l’uno all’altro. A meno di un clamoroso e inaspettato fallimento nella conclusione, possiamo dire con sicurezza che ci troviamo di fronte a una delle più importanti e riuscite novità della stagione, una serie che è riuscita a coniugare l’amore per la cupezza del personaggio fumettistico (in particolare ispirandosi al lavoro di Frank Miller) e uno sguardo che trascende il comic movie, ponendosi come noir metropolitano, anche piuttosto crudo, in grado però di stupire con momenti di sottile ironia, come accade in molte delle frasi pronunciate da Padre Lantom e nel caso della battuta sui gattini pronunciata da Wilson nel finale dell’undicesimo episodio.

Voto 1×11 & 1×12: 8,5

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Informazioni su Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".


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2 commenti su “Daredevil – 1×11/12 The Path of Righteous & The Ones We Leave Behind

  • Firpo

    Ammetto che a una prima visione l’uccisione di Wesley mi aveva lasciato dubbiosa per la modalità. Wesley si era dimostrato un sottile criminale e non uno facile da cogliere di sorpresa, come invece è stato.

    Sia Wesley che Ben erano due personaggi che mi piacevano parecchio. Peccato che la loro storia sia già finita.

    Per il resto concordo su tutto e sottolineo che uno degli elementi che mi sono piaciuti di più sono i dialoghi tra Matt e il suo prete.

     
  • Rorschach

    Altri 2 episodi eccezionali, però mi chiedo da dove sia venuta la vena tamarra agli sceneggiatori con cui hanno fatto la scena del parcour