Game of Thrones – 5×01 The Wars to Come 5


Game of Thrones – 5x01 The Wars to ComeFinalmente ci siamo: Game of Thrones ha fatto il suo ritorno anche per questo 2015 con la sua quinta stagione, attesissima anche per il modo brusco – e sanguinoso – con cui si era conclusa la scorsa annata. E come inizio, siamo in buone mani.

Game of Thrones è senza ombra di dubbio una delle serie più attese ed apprezzate del panorama televisivo cable, in grado di attirare l’attenzione di un enorme numero di spettatori in tutto il mondo – ha vari primati, tra cui quello della serie più piratata ogni anno – e di creare con le proprie storie ed i numerosi personaggi un’aderenza emozionale alle vicende trasmesse. Un merito non da poco considerando che si tratta di una serie afferente al genere fantasy, che in televisione finora non era mai riuscita a far scintille. Nonostante quindi la parziale débâcle dovuta alla trasmissione illegale dei primi quattro episodi, la HBO è riuscita ad organizzare nella notte tra domenica e lunedì un evento mondiale come raramente altre volte si era visto prima.
Sui motivi di un così grande successo – meritato o meno che sia – potremmo parlarne a lungo; quel che ci interessa in questa sede, invece, è capire il ruolo che questa premiere ha nell’economia del resto della stagione. In questo caso, allora, non possiamo che definirci sinceramente soddisfatti.

You’ll be queen. For a time. Then comes another, younger, more beautiful, to cast you down and take all you hold dear.

Game of Thrones – 5x01 The Wars to ComeSin dal primo momento questo episodio ci introduce in una delle più particolari – e riuscite – novità: un flashback riguardante il tanto discusso e discutibile personaggio di Cersei Lannister, matriarca di una Casa che dopo la morte di Tywin Lannister si ritrova inevitabilmente in difficoltà, attaccata e dilaniata da più fronti. Quello di Cersei è un personaggio molto complesso e che ha attirato su di sé per lo più critiche ed astio; ciò che sappiamo – e questo flashback ce lo conferma – è che Cersei è nata con una naturale attitudine al potere, a farne uso per i propri bisogni ed i propri capricci. Mai come con il suo personaggio abbiamo visto tanta aderenza tra la propria personalità ed il simbolo della sua casata: Cersei Lannister è una leonessa, feroce e violenta contro chiunque osi minacciare la sua famiglia. Questo, però, spesso avviene a discapito di una lucidità più ferrea: nonostante sia da moltissimo al potere, Cersei non sembra davvero in grado di giocare al Gioco del Potere, convinta di essere perennemente in vantaggio quando deve il suo potere alla fortuna paterna e alle debolezze degli altri.

Game of Thrones – 5x01 The Wars to ComeEcco perché Tyrion è sempre stato, per lei, un nemico: il fratello deforme che le ha strappato la madre è il simbolo di tutto quello che una donna come lei disprezza, un errore dalla mente troppo sottile per essere assoggettato dal suo fascino, privo di ogni controllo. Con la morte di suo padre e del figlio primogenito, Cersei inizia a capire che Approdo del Re, quella tana dei leoni in cui si era finora mossa così comodamente, non è più il luogo in cui può dominare la scena; e a ricordarglielo ci penserà quel cugino Lancel che nelle scorse stagioni era il suo trastullo sessuale in assenza di Jaime. Quel ragazzetto magrolino che – ma ormai lo avevamo capito da tempo – aveva avuto un ruolo decisivo nella morte di Robert proprio su indicazione della regina, ritorna con una rinnovata fede negli Dei per ricordarle tutti gli errori commessi finora. E sembra già profilarsi all’orizzonte la prima tegola che cede, il primo possibile passo falso.

Game of Thrones – 5x01 The Wars to ComeIl pregio del flashback di apertura riguarda, però, soprattutto la ragione per cui la regina ha provato precocemente astio nei confronti di Margaery Tyrell: quella donna più giovane e bella pronta a toglierle dalle mani ogni cosa potrebbe essere proprio la sua futura nuora; d’altronde abbiamo già visto quanto Margaery sia abile a farsi largo e ad acquisire potere. I Tyrell – con una scena d’amore fraterno che dimostra ancora una volta quanto siano i personaggi femminili quelli più riusciti ed acuti – non sono più da tempo degli spettatori ed ora hanno tutta l’intenzione di dimostrarlo entrando nel vivo dell’azione. Ancora una volta, quindi, Approdo del Re si rivela essere il fulcro più interessante della narrazione e l’arrivo della tematica religiosa, che finora avevamo conosciuto solo con Melisandre ed il suo Signore della Luce, non può che rivelarsi di fondamentale importanza.

They followed me because they respected me. Because they believed in me. The moment I kneel for a southern king, that’s all gone.

Game of Thrones – 5x01 The Wars to ComeRimanendo in ambito Melisandre, la Sacerdotessa Rossa è saldamente alla Barriera con il suo Re, Stannis Baratheon. Se lo scorso anno le vicende del fratello di Robert erano state per lo più una fase di preparazione, questa sezione narrativa – legandosi alle vicende di Jon Snow – acquista subito un nuovo e più denso significato. Grande Inverno è ora nelle mani dei Bolton e sono la preda più vicina per Stannis: ecco perché è così importante per lui riuscire a portare i bruti al proprio fianco, ecco perché ha bisogno di Mance Rayder. Eppure, Stannis e Mance non potrebbero essere più distanti, nonostante le reciproche attestazioni di stima: Stannis è convinto d’essere Re per elezione, per diritto di sangue, e che nessuno possa passare impunito sotto il suo pugno di ferro, anche se questo dovesse costargli degli alleati preziosi. Mance Rayder, invece, è diventato Re Oltre la Barriera, un sovrano scelto da un popolo per niente avvezzo ad una guida unitaria, guadagnandosi quel ruolo senza nessuna investitura divina; non c’è alcuna speranza di convincerlo ad inginocchiarsi: sono due concezioni del potere e del diritto totalmente opposte. Ancora una volta Stannis dimostra che il suo principale punto debole è l’incapacità di scendere dalla posizione su cui si è erto, freddo e calcolatore in ogni movimento sulla scacchiera.

Game of Thrones – 5x01 The Wars to ComeA sorpresa, però, a farla da padrone è il personaggio di Jon Snow: nonostante sia messo in difficoltà dalla calda Melisandre, il bastardo di Ned dimostra ancora una volta la presenza del sangue Stark nelle sue vene; l’atto di pietà nei confronti di Mance, il concedergli una morte assai più rapida di quella comminata dalle fiamme, è forse il momento culminante di un percorso che lo ha condotto, negli ultimi due anni, a liberarsi dal peso di un volto imbronciato da ragazzino viziato in favore di una personalità molto più profonda e di un animo gentile che, in un mondo come quello rappresentato da questa serie TV, è sempre più una rarità. Così facendo, però, Jon Snow potrebbe anche avere attirato su di sé la stima e la riconoscenza di Tormund, favorendo l’integrazione tra i due popoli – mossa indispensabile nell’Inverno ormai prossimo.

– The Seven Kingdoms need someone stronger than Tommen, but gentler than Stannis. A monarch who can intimidate the high lords and inspire the people. A ruler loved by millions with a powerful army and the right family name.
– Good luck finding him.
– Who said anything about “him”?

Game of Thrones – 5x01 The Wars to ComeSe Jon Snow è divenuto con il tempo uno dei personaggi più promettenti della serie è probabilmente anche merito dell’incontro, nella prima stagione, con un vero gigante: stiamo parlando di Tyrion Lannister, in fuga dopo l’assassinio di suo padre e dell’amata Shae. Tyrion è un uomo distrutto, privo di prospettive e di motivi di sopravvivenza. Le due morti che ha causato in preda all’ira e ai soprusi passati durante il processo hanno gravato sempre più su quello che per molto tempo è parso il più lucido dei Lannister. Ciò di cui ha bisogno – e quant’è abile Varys in questo! – è una nuova direzione, un nuovo percorso da affrontare. L’idea, già ribadita ai tempi della sua reggenza come Primo Cavaliere, che Tyrion sia sufficientemente compassionevole da poter plasmare il futuro di Westeros rappresenta la molla che gli permetterà di uscire dallo sconforto e dalla sensazione di sconfitta.

Game of Thrones – 5x01 The Wars to ComeTyrion, da Pentos, se ne andrà a Meereen dove, intanto, Daenerys continua ad imparare che cosa significa essere una regina. Mentre si profilano all’orizzonte dei nuovi nemici – questi inquietanti Figli dell’Arpia – la Targaryen dovrà imparare che anche una corona sulla testa necessita di una buona dose di capacità politiche. Se da un lato continua a trascinarsi la lontananza della khaleesi da Westeros, suo luogo d’elezione, questa fase della narrazione è fondamentale per la cura logica con cui è scritta: non ci si limita, infatti, a tratteggiare la Targaryen come una sovrana illuminata, conquistatrice ed amata liberatrice. Anche le sue scelte di stampo “positivo”, quelle che per noi moderni sono sacrosante, acquisiscono ben altro ruolo nel tenore generale della narrazione: l’abolizione della schiavitù, insomma, non viene tout court accettata ed osannata poiché presenta anche delle conseguenze di puro realismo. Daenerys sta letteralmente affrontando delle lezioni di reggenza sulla propria pelle (e dei suoi uomini) e le cose sembrano, in questo momento, non mettersi proprio al meglio per lei. D’altronde, le difficoltà di Daenerys si vedono anche, e soprattutto, nel rapporto ormai compromesso con i suoi draghi: uno è in fuga, gli altri due incattiviti dal trattamento loro riservato. La Madre dei Draghi, che proprio grazie a queste creature è riuscita ad avere seguito ed attenzione, si ritrova a non controllarli più, simbolo di un potere che anche in questo caso vacilla sotto il peso della realtà: i draghi non sono certo cuccioli da compagnia.

Game of Thrones – 5x01 The Wars to ComeIl Potere ed i modi per approcciarvisi restano, quindi, punto fondamentale su cui si muoveranno gli eventi. D’altronde anche in quest’ottica si può guardare all’insolito percorso di Sansa Stark che da ingenua ragazzina si sta trasformando sempre più, anche grazie ai consigli di Ditocorto, in un’attenta osservatrice e politica. Che sia venuto finalmente il momento per la giovane Stark di trovare una propria strada?

Non tutto viene spiegato in questa premiere: mancano ancora alcune storie, soprattutto quella di Arya che aveva concluso lo scorso finale, così come non è ben chiaro perché spendere minutaggio inutile a mostrarci la pochezza di Brienne e Pod. Per essere il primo episodio di stagione che deve preparare il tutto per un nuovo anno, però, non possiamo che ritenerci ampiamente soddisfatti, anche perché il ritmo ci è sembrato più sostenuto e la narrazione, salvo qualche eccezione, sempre ben centrata. I semi sono stati gettati su un terreno fertile, staremo a vedere cosa ne verrà fuori.

Voto: 8

Note:
 Con un po’ di attenzione è possibile notare nella sigla d’apertura, quando c’è il focus su Grande Inverno, il simbolo dei Bolton laddove c’era quello degli Stark.
– Nonostante la fuga di episodi, la premiere sulla HBO ha totalizzato 8 milioni di spettatori, un vero e proprio record per la serie.
Qui trovate i punteggi del Fanta-Game of Thrones relativi all’episodio.

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5 commenti su “Game of Thrones – 5×01 The Wars to Come

  • Boba Fett

    L’episodio prosegue e non rallenta la “carica” narrativa della stagione precedente ed è davvero un ottimo segnale; questa volta si parte subito senza impiegare/sprecare il poco tempo a disposizione in lente e anche noiose nitro (se ripenso alle passeggiate pettegole nei giardini della capitale dello scorso anno mi torna l’orticaria). E questo anche escludendo alcune storyline importanti che certamente troveremo nel prossimo episodio, quella di Arya Stark per prima. Credo anch’io che la scelta di aprire con Cersei e sulla profezia nefasta della strega (che coinvolgeva anche la prole) ci anticipi la centralità che il personaggio avrà in questa stagione, ancor più che nelle passate e che il culto, o meglio, i culti dei Sette Regni, saranno protagonisti assoluti.

     
  • Boba Fett

    I segmenti con i draghi sono sempre splendidii: il terrore di Daenerys mentre si addentra nelle catacombe e il loro emergere improvviso e fiammeggiante dal buio in due diversi punti sono grande spettacolo!

     
  • Il Buon Teo

    Innanzitutto complimenti a Seriangolo e alla recensione, è la prima volta che scrivo e non posso che premettere questo! 🙂

    Passando alla puntata

    Da vorace lettore dei libri di George “Muoviti a scrivere panzone!” R.R. Martin ho notato una cosa parecchio sconvolgente.. La Storyline di Sansa ha già superato l’ultimo libro!

    Credo sia la prima volta in cui la storia “ufficiale” viene superata da una sua derivazione…

    Considerando il fatto che le stime su internet danno il sesto libro in uscita nel 2017 e che in questo momento il quinto libro è stato già superato per le storie di alcuni personaggi (ora Sansa, non vi spoilero i nomi, ma anche altri 2/3 personaggi si muoveranno velocemente oltre il quarto e quinto libro) Abbiamo la (quasi) certezza che ci saranno anche una sesta e una settima stagione prima dell’uscita del prossimo capitolo letterario… Questo porta a una conseguenza:

    Finirà la serie Tv prima della serie cartacea e ci troveremo in un curioso dibattito… E’ il “vero finale” quello che è stato pubblicato prima o quello della storia che è partita prima?

    Se lo scarto temporale fosse di pochi mesi il discorso non si porrebbe, ma qui si parla di una paio d’anni prima di leggere quello che già adesso si sta vedendo sullo schermo.

    La situazione è ancora più curiosa se si pensa a una cosa: Almeno due trame sembrano essere state completamente cancellate nella trasposizione televisiva (Lady S. e I.Isl di certo non riempitivi) quindi, di fronte alla scelta tra l’aspettare l’autore ,arricchendo la serie con due trame aggiuntive pronte, o superarlo di slancio si è optato senza pensarci troppo sulla seconda opzione…

    Non so a cosa questo sia dovuto e a cosa porterà… So solo che non vedo l’ora di vedere la prossima puntata e non mi aspettavo questo Hype dopo aver finito i libri!

    Forse è proprio lo scopo ultimo degli autori… Mannaggia a loro 🙂

     
    • Frank Underwood

      Ciao Teo, innanzitutto benvenuto! In una recente intervista Martin ha ammesso di aver già dato una sorta di “linea guida” da seguire agli sceneggiatori nel caso in cui la serie tv mettesse la freccia e sorpassasse i libri. Sono curioso di vedere dove andranno a parare! Ottima intanto la recensione e puntata opener il cui 8 è a mio parere totalmente condivisibile.

       
    • Boba Fett

      Annosa questione Teo! Si vociferano tante cose, che il sesto volume uscirà quest’anno e che non concluderà la saga, che un settimo seguirà a breve l’uscita del sesto, che la Hbo potrebbe “congelare” la serie se tutto ciò non accadrà oppure che avrà un finale a prescindere dall’opera di Martin che, voglio sperare, comunque sa già dove andrà a parare.
      Magari potrebbe essere tutta una messinscena per alimentare curiosità e pubblico, però è vero che alcune storylines sono già arrivate fin dove sono state raccontate su carta (non è uno spoiler, la notizia è ufficiale, quest’anno non vedremo ad esempio Bran Stark e Hodor proprio perché non c’è più molta carne).
      C’è da dire che la serie ha già dimostrato di saper ben interpretare, aggiungendo e togliendo a suo piacimento e personalmente me la godo per quello che è: una riuscitissima trasposizione.