Justified – 6×11 Fugitive Number One 2


Justified – 6x11 Fugitive Number OneLo scorso episodio ci ha lasciato con un groppo alla gola e col fiato sospeso circa le sorti dei personaggi principali e il finale di serie; questo sin dal titolo decide di alzare ancora di più il ritmo e la tensione, catapultando definitivamente lo show verso la sua conclusione.

Il gesto improvviso di Ava si ripercuote in maniera esplosiva sul dipartimento di polizia di Harlan: erano settimane che il clima cominciava a non essere dei migliori, mentre la struttura piramidale iniziava a vacillare per dei rapporti di fiducia non proprio reciproci e una quantità ingente di soldi spesi al fronte di scarsi risultati. Ora Vasquez è fuori di sé e Rachel (e Art) sotto accusa perché aver utilizzato Ava come rat si è rivelata non solo un’operazione fallimentare, ma addirittura controproducente. In effetti, benché si faccia fatica ad ammetterlo, Vasquez ha ragione, “history repeated itself!”. Se per tutti gli altri si tratta di un modo quasi naturale di affrontare l’esistente, per quelli che invece ad Harlan non appartengono è chiaro che l’agire di Raylan non sia esclusivamente legato all’applicazione della legge, ma viva di una radicale osmosi con il territorio che calpesta da quando è nato e con le famiglie che lo hanno forgiato negli ultimi cinquant’anni. Tuttavia la conclusione del direttore del dipartimento è completamente scentrata (Raylan avrebbe rubato i soldi d’accordo con Ava), perché a non conoscere l’ambiente si rischia di perdere completamente di vista gli equilibri in gioco. Se non altro esiste una certezza: questo immenso casino venutosi a creare può risolverlo solo qualcuno che viene dall’interno, dal cuore di Harlan.

Gotta suck, be that close to the prize, have it shot out of your hand. I kinda know how you feel.

Justified – 6x11 Fugitive Number OneLeggermente posticipato rispetto a quanto ci si aspettasse, arriva finalmente il primo incontro tra Raylan e Boyd, l’ultimo di una serie di confronti che in questa stagione hanno prospettato tutto tranne che una conclusione pacifica tra i due maschi alfa dello show. Questa volta però si tratta di un incontro caratterizzato da un’inevitabile asimmetria: Raylan va a trovare Boyd in ospedale (dopo avercelo portato), mentre quest’ultimo è bloccato in posizione supina, parzialmente immobilizzato dal colpo subito. Il marshal non esita a tornare al cuore della loro rivalità, che li vede nascere da una stessa materia prima (facevano anche lo stesso lavoro) per poi plasmarsi in due direzioni opposte, l’uomo di legge da una parte, il criminale dall’altra. Non è un caso che sia proprio Raylan, nel suo silenzioso ma costante processo di autoanalisi, ad operare il primo parallelismo con il rivale: quello che per Boyd è il denaro per l’uomo col cappello è Boyd stesso, portando il discorso sul piano delle ossessioni primarie, cioè il cuore della rivalità, l’uomo di legge contro il criminale, che anche questa volta se le promettono di santa ragione. Boyd, però, come al solito è estremamente furbo nel rimandare il conflitto, portando Raylan dalla sua parte e mettendo al centro della discussione un nemico comune, Zachariah, zio di Ava e possibile ultima spiaggia della donna. Trovare Zachariah può significare trovare Ava e i soldi, fondamentali per Raylan quanto per Boyd.

Would it be so bad for the two of us to… live together, not trusting each other, just like everybody else in the whole wide world?

Justified – 6x11 Fugitive Number OneKatherine e Avery non potevano essere solo due figure di altissimo spessore venute da un tempo lontano, e sfruttare quell’enorme potenziale mettendoli uno di fronte all’altro era non solo suggerito ma a un certo punto addirittura necessario. Attraverso un tradimento del passato, che guarda caso è legato a del sangue versato, la fiducia tra i due si rompe fino ad arrivare a un faccia a faccia girato e interpretato in modo magistrale. La tensione tra i due è altissima, Katherine è eccezionale nell’essere al contempo fragile e perfida, mentre Avery nasconde dietro uno spassionato romanticismo una voglia matta di strozzarla, come sottolineato dalla sua mano alla gola della donna. I due sono due strateghi, giocatori di scacchi professionisti, tipologie umane che abbiamo visto spesso eccellere nella selezione naturale di Harlan. Sono due individui che si comportano in maniera non tanto distante dal modus operandi di Boyd e Raylan, specie rispetto all’uso di una certa retorica manipolatoria e affabulatoria, che nella sua esasperazione li avvicina certamente di più al criminale che all’uomo di legge.

It shouldn’t be too hard with all the chaos.

Justified – 6x11 Fugitive Number OneDa quel confronto, da quel momento in poi ci sarà solo il caos, parola fondamentale sia a livello diegetico che interpretativo. Dopo il chiarimento i due amanti individuano due fronti d’azione: Boyd (attraverso i fratelli Carl e Earl) e Wynn Duffy. Da questi centri nevralgici della narrazione partono due scene perfette, due dimostrazioni di quanto Justified possa essere sia quel racconto che lavora di cesello con dialoghi sempre sottilissimi, sia capace di esplosioni di violenza incredibili. Carl solo per un attimo ha creduto che Boyd potesse davvero fidarsi di lui e, esattamente come Dewey prima di lui, è in quel momento che ha perso tutto. Boyd è caos, anarchia, spirito dionisiaco per eccellenza e in men che non si dica scatena un putiferio, spara al petto a Carl, si veste da poliziotto ed evade dall’ospedale diventando per un attimo l’uomo col cappello, non mancando di sottolineare ironicamente il parallelo con Raylan. Materia pregiata è anche lo scontro tra Katherine e Mike: dopo aver sfoggiato tutta la sua eleganza e padronanza retorica, la donna si trova a dover far fuori Mike che si mette in mezzo tra lei e Duffy, ma da quel momento si imbatte in uno spettacolare corpo a corpo (accompagnato da una musica d’altri tempi e quasi antifrastica) che termina con la morte di entrambi i personaggi. Se di Mike ce ne frega ben poco, con questo episodio dicendo addio a Katherine salutiamo un personaggio che in poco tempo ha rapito letteralmente i nostri cuori.

Smelled like patchouli and scared hipster.

Justified – 6x11 Fugitive Number OneNel finale arriva l’ennesimo confronto tra Raylan e Avery, sempre più figura paterna per il marshal e sostituto ideale di Arlo Givens. A parte la comunicazione della cruenta morte di Katherine (che apre a future e imprevedibili reazioni di Avery), il faccia a faccia è però oscurato dal confronto che lo anticipa, quello tra Raylan e Boon, forse ancora più epico, carico di una tensione che dallo schermo come un treno investe lo spettatore. Il lavoro di messa in scena è perfetto in tutte le sue parti, dalla scelta delle inquadrature a quella dei costumi (entrambi uomini col cappello, uno il doppio dell’altro): ci viene presentato da una parte Raylan con gli occhi fiammeggianti, pronto come non mai a scatenare quella violenza primordiale che fa di lui un pistolero prima che un agente, e dall’altra un Boon folle come pochi personaggi visti in televisione ultimamente, occhi spiritati e mano lesta, quasi fosse uscito da un altro secolo, che riporta la serie all’interno di quel genere che ha sempre costeggiato, il western. Per ora la violenza estrema è rimandata, ma quei secondi con le mani pronte ad afferrare le fondine e le dita che pizzicano l’aria sono stati impagabili. A due episodi dalla fine siamo abbastanza certi che la sparatoria definitiva non sarà rimandata di tanto e che anzi, potrebbe avvenire proprio alla prossima puntata. Su Boon sono ormai terminati gli aggettivi: come Katherine e Avery è riuscito a bucare lo schermo in pochissimi episodi (grazie anche ad un’incredibile fotogenia), contribuendo in maniera importante a rendere questa stagione indimenticabile.

La serie si avvia così ai due episodi conclusivi passando per una puntata ad altissima tensione, che ci consegna un Raylan a suo modo fuggitivo (proprio come recita il titolo), che, come lui stesso confessa ad Art nel finale, non ha alcuna scelta se non quella di portare a termine la missione prima di tornare in dipartimento, per se stesso prima di tutto. La missione annovera principalmente i nomi di Ava e Zachariah, per certi versi i grandi assenti dell’episodio, ridotti quasi a macguffin narrativo, a lepre da inseguire per quaranta minuti, che appare all’orizzonte (eccetto qualche comparsata nel mezzo) solo nel finale con un misterioso cliffhanger.

Voto: 9+

L’episodio è stato valutato come uno dei migliori dell’intera serie sia da alcuni dei migliori siti di critica americani sia dalla media delle votazioni di IMDb.

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Informazioni su Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".


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2 commenti su “Justified – 6×11 Fugitive Number One

  • Eraserhead

    Per quanto riguarda la valutazione di iMDB forse è un po’ presto per tirare conclusioni: ha ancora meno della metà dei voti di tutti gli altri episodi, probabilmente quel 9,7 si abbasserà… 😉