Justified – 6×12 Collateral

Justified - 6x12 CollateralIn the deep dark hills of eastern Kentucky,
that’s the place where I traced my bloodline.
And it’s there I read on a hillside gravestone:
You’ll never leave Harlan alive.

Ci sono serie che arrivano alla loro stagione finale a corto di idee; ci sono serie che proprio sul più bello non riescono a dare la giusta conclusione alla propria storia; e poi ci sono poi serie che al momento di chiudere il cerchio danno il meglio di loro stesse. A quest’ultima categoria appartiene Justified, show per il quale abbiamo davvero finito gli aggettivi. Con ormai solo l’ultimo (e più difficile) scoglio da superare, la creatura di Graham Yost centra il dodicesimo successo su dodici: di nuovo non una parola fuori posto, non un passaggio sbagliato; non si esagera se si dice che quest’anno Justified le ha davvero indovinate tutte.

Just say it, Raylan. “I want to win!”

Justified - 6x12 CollateralDa sempre poliziotto e criminale sono stati, nella letteratura quanto soprattutto nel cinema, i due termini per eccellenza metafora della scelta che ogni essere umano prima o poi si trova a fare: bene o male? Legge o Crimine? Justified ha fatto di questa dicotomia il cardine intorno a cui hanno ruotato tutte le vicende di Harlan County, portandolo ora al climax finale. Prima che però la definitiva resa dei conti si consumi, ecco che il conflitto rivela qui la propria vera natura: non c’è poliziotto, non c’è criminale; alla fine di tutto, non siamo altro che uomini con una pistola in mano che si inseguono nell’oscura penombra di un chiaro di luna. Per dira alla Jack Nicholson di The Departed, “when facing a loaded gun, what’s the difference?

– What the hell you laughing about?
– It’s a joke. Don’t you get it? We’re dead!

Justified - 6x12 CollateralLontano dalla civiltà, persi tra le aride e incontaminate montagne del Kentucky, ognuno rivela la fallacia delle proprie maschere. I ruoli si scambiano: Raylan abbandona il distintivo, Boyd indossa la divisa. Distinguere chi sia chi diventa impossibile, tutto si svela essere stato solo un gioco delle parti, in cui ognuno ha incarnato un ruolo per poi rivelarsi un “son of a bitch” come tutti gli altri, né peggiore né migliore dei propri padri. Mossi dallo stesso egoismo, dalla stessa ambizione (“Revenge, Katherine. What did you in?“), i personaggi si scoprono tutti guidati da una cieca rincorsa verso la vittoria, un beckettiano bottino che tutti inseguono e che nessuno riesce a possedere, rivelando alla fine non solo il peggio di sé, ma anche la propria meschina natura di esseri umani “who leave the dead to bury their own grave.

That’s who we are, born in these godforsaken hollers in this goddamn broken-down world. We’re survivors.

Justified - 6x12 Collateral“Collateral” è l’episodio che fa da prefinale ed è in un certo senso preparatorio a ciò che verrà, ma ciò non inficia la perfezione che trasuda in ogni momento e in ogni dialogo. È una puntata che scioglie ogni intreccio, che sbriglia tutta la storia riducendola ai minimi termini, quella di una caccia all’uomo all’ultimo sangue: chi sopravvive, vince. C’è tanto dell’aspra commedia di Pirandello nell’ipocrisia di ogni singola identità, tanto dell’assurdo di Beckett nel loro rincorrersi tra le montagne, ma si percepisce tanto anche l’ineluttabilità tipica della tragedia. Non è un caso che questo episodio condivida con il prefinale di Sons of Anarchy (la serie tv più shakesperiana di tutte) la battuta “that’s who we are”, che certifica il momento di amara auto-rivelazione, in cui i personaggi, ad un passo dalla fine del viaggio, fanno finalmente i conti con ciò che sono veramente e con ciò che sono diventati durante il tragitto compiuto.

You think you’re better than me ’cause you play by the rules? Whose rules? My life is my own. So I don’t give a shit about what you said. I’m an outlaw.

Justified - 6x12 CollateralLa consapevolezza del proprio sé conduce così al superamento di ogni limite, all’abbandono di ogni remora e ogni freno. Consci ormai del proprio lato oscuro, Raylan e Boyd ci si buttano dentro a capofitto, seppure con gli occhi bene aperti. La scena dell’omicidio di Hagan (un perfetto Shea Whigham preso in prestito da Boardwalk Empire), così come l’inseguimento notturno tra le montagne, mette in scena in modo magistrale la conclusione del percorso di Boyd e Raylan, che, come ogni western che si rispetti, culmina con una presa di coscienza sul mondo pregna di disillusione e amarezza. Intrappolato in un gioco tra gatto e topo ormai fine a se stesso e volto solo all’ottenimento di una futile vittoria, Raylan sa che ormai non c’è più eroismo tanto nella sua figura quanto in quella di Boyd. Non vince il poliziotto, non vince il criminale, solo la dimostrazione che tutti siamo condannati a vivere secondo un unico tratto in comune: la solitudine.

She’ll live her life the way everybody does … on her own.

Justified - 6x12 CollateralPlanets carrying guns“: ecco cosa siamo, per dirla alla Winn Duffy. Anche lui, come tutti, vuole lasciarsi alle spalle il Kentucky, ma anche lui, come tutti, ha sempre ancora qualcosa da sbrigare in quell’arido territorio che tiene ancorati ad esso. Tutti vogliono andarsene, eppure sono ancora lì (c’è chi, come Markham e Katherine, ci è persino tornato), perché qualcosa li intrappola, una forza più grande della gravità che fa sì che questi pianeti solitari continuino a ruotare per l’eternità intorno allo stesso Sole: i soldi, il bottino, la tentazione con cui Harlan incatena le sue vittime al proprio sistema, prendendosi gioco di loro e della loro meschinità.

So what say the next time the moon peeks out from behind those clouds, we show it down?

Justified - 6x12 CollateralCi siamo, dunque. Coloro che sono sopravvissuti si cercano l’un l’altro, tutti con una pistola carica in mano: Raylan, Boyd, Ava, Duffy, Markham, Art e Boone. Ormai manca solo la ciliegina a coronare una stagione costruita fin dall’inizio alla perfezione, cresciuta a ritmo costante senza un elemento fuori posto. Ci si aspetterebbe un duello epocale, forse un triello, o magari uno scontro corale: la bellezza di questa serie, del resto, sta soprattutto nella sua imprevedibilità, tanto che, a 45 minuti dal finale, può veramente ancora accadere di tutto. Godiamoci, allora, il canto del cigno di Justified che, vada come vada, consegnerà una delle serie più sottovalutate di sempre all’Olimpo che ormai le spetta di diritto.

Voto: 9,5

 

2 Risposte

  1. annamaria scrive:

    Mammamia, che bello che è Justified!
    Sta finendo anche meglio di SOA.
    Nessuna sbavatura, uno script eccellente, degli interpreti da urlo.
    La terrò sempre nel mio cuore come una delle serie che ho amato di più.
    La rimpiangerò, certo, ma il fatto che non sia finita in vacca come Schifo-Dexter o True-Bleah-Blood le ha meritato la mia eterna riconoscenza.
    Ciao, Rylan, sappi che ti ho amato.

     
  2. Andrea scrive:

    WOW… Che capolavoro ragazzi, bellissima anche la recensione… c’è poco da dire, non ho la più pallida idea di come possa andare a finire, non ci resta altro che aspettare in silenzio e impazienti la puntata finale… Anzi, una cosa possiamo farla, ringraziare Graham Yost per il capolavoro che ha creato e portato avanti coerentemente per tutti questi anni nonostante un successo ridicolmente limitato se paragonato alla qualità della serie… Grazie di cuore

     

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