Person of Interest – 4×19 Search & Destroy

Person of Interest - 4x19 Search & DestroyDopo un lungo penare, finalmente Person of Interest torna a fare quello che sa fare meglio, ossia lanciarsi in quella trama orizzontale per troppo tempo tenuta in disparte quest’anno. Pur non al massimo delle proprie passate capacità, gli autori costruiscono un episodio molto riuscito e con non poche novità.

Che questa stagione stia prestando il fianco a più di una critica, non è certamente la prima volta che lo diciamo: troppa trama verticale, troppe storie secondarie non appieno sfruttate (Elias, Dominic ecc) ed una impostazione di trama orizzontale poco riuscita, con ripetizioni o momenti di stallo. Il paragone con la terza stagione è finora abbastanza impietoso, se escludiamo la tetralogia centrale che pure ci ha regalato momenti di altissima televisione. Finalmente con questa diciannovesima puntata pare che si stia tornando in carreggiata, rimettendo al centro del discorso la trama orizzontale – pur mantenendo alcuni aspetti propri di una narrazione procedurale – e si vede eccome. Questo “Search & Destroy” è un episodio riuscito, capace di farci di nuovo avvertire l’emozione e la tensione che nei suoi momenti migliori Person of Interest ci ha saputo donare. Ed oltre la patina thriller, c’è molto altro da dire.

Person of Interest - 4x19 Search & DestroyTutto comincia con un apparente caso procedurale: Khan viene pian piano demolito e distrutto e le sue email rese pubbliche, immagini imbarazzanti in libertà e false accuse telematiche; tutto questo viene inizialmente imputato ad un anonimo hacker, ma non ci vuole molto a capire che il grande giocatore di scacchi sia, in questa occasione, null’altro che lo stesso Samaritan, al lavoro su due livelli: su un primo costruisce false accuse di appropriazione indebita e provoca la rabbia e la furia della compagnia  della vittima dipingendola come un mostro. Ma il lato che si rivela senza dubbio più efficace – e spaventoso, a dirla tutta – è l’operazione di trasparenza che mette in campo: Samaritan non fa altro che rendere pubblico ciò che dovrebbe essere privato.

Con un’azione semplicissima (e che casualmente richiama The Good Wife, con cui pure questa serie ha alcuni punti di contatto) Person of Interest ha di nuovo il merito di farci guardare alla nostra dipendenza dalla tecnologia nel modo più fosco e spaventoso possibile: Khan ha effettivamente scritto quelle email, ha davvero bisogno di tenere sotto controllo medico il suo disturbo bipolare, ma tutto questo doveva rimanere chiuso nella sua sfera privata; ciò che ci riguarda è ormai sempre più disponibile ad occhi indiscreti con una semplicità che prima era inimmaginabile. Ciò che colpisce, però, è l’assoluta assenza di giudizio con cui queste problematiche vengono messe in campo: non c’è nessuna critica al sistema da parte degli autori, ma sembra più una presa d’atto che la nostra pretesa di privacy sia sempre più uno specchietto per le allodole, impossibile da perseguire seriamente.

Person of Interest - 4x19 Search & DestroyRavij Kahn – interpretato da un interessante Aasif Mandvi – non è un personaggio del tutto originale nella serie, anzi: non è certo il primo genio informatico che si trova in pericolo. Tuttavia c’è qualcosa di diverso, stavolta, che lo riguarda e richiama direttamente il ventiduesimo episodio della prima stagione: anche in quel caso c’era un uomo, Henry Peck, che, spinto da un’insaziabile curiosità, era caparbiamente deciso a portare alla luce l’esistenza della Macchina e vi erano delle forze esterne che cercavano in tutti i modi di fermarlo. C’è, tra le tante, una differenza fondamentale (e che determina anche la morte dell’uno e la sopravvivenza dell’altro): Finch non si comporta con entrambi nello stesso modo. Nel caso di Peck, infatti, in una scena ben riuscita e con varie implicazioni (c’era la Corwin ad ascoltarli), Finch capisce che l’unico modo per saziare la sua curiosità e salvargli la vita è ammettere l’esistenza della Macchina; in questo caso saranno proprio il suo silenzio e la sua reticenza a condannare a morte Kahn.

Basta questo differente atteggiamento per mostrarci quanto Samaritan rappresenti agli occhi di Finch un nemico imbattibile, di quanto l’uomo sia sempre più spaventato e per questo incapace di reagire. In quel suo silenzio ostinato – corroborato anche dal continuo rifiuto ad imparare l’uso di armi da fuoco – Finch sembra voler rifiutare le cose come stanno, combattuto tra una passività necessaria ed una volontà di continuare ad aiutare le persone, due sentimenti con cui non riesce a venire a patti. Se infatti a Reese sta sempre più stretta la necessità di farsi da parte per non rendersi riconoscibile agli occhi di Samaritan, per Finch questo compromesso sembra ancora necessario (ed è forse proprio questa potente passività a non permettere ancora un deciso contrattacco contro il nemico apparentemente insuperabile).

Person of Interest - 4x19 Search & DestroyLa scacchiera, però, sta nettamente cambiando: con la nuova invenzione di Khan, infatti, Samaritan non si limita a prendere atto dello stato di quasi impotenza in cui ha condotto la Macchina, ma sta direttamente provvedendo a cercarla per distruggerla una volta per tutte. Se finora la minaccia principale sembrava rivolta agli umani che “venerano il dio sbagliato”, adesso la situazione si fa sempre più seria e grave.
Altro motivo di attenzione, poi, è la grande novità che si dispiega in questo episodio: escludendo la sparatoria finale, infatti, per la prima volta Samaritan non agisce per interposta persona, ma si occupa personalmente di intervenire per far eseguire la condanna a morte di Khan: l’uso di cellulari – finora eravamo abituati solo alle telecamere –, l’intervento sui semafori e le offerte ai sicari ci mostrano un’azione più diretta che finora avevamo solo potuto immaginare. Il nemico diventa ancora più “umano” e senza l’intervento di Root guidata dalla Macchina persino Reese avrebbe faticato non poco ad uscirne vivo.

A tal proposito, non si può non riportare lo sguardo all’avversaria di Samaritan, ossia quella Macchina che, nonostante qualche difficoltà personale, ritorna ad agire per mezzo di Root; ecco quindi che la vediamo recuperare valigette ed avvelenare un’intera sala di un ristorante. Non sappiamo ancora quali siano le finalità parallele della Macchina né il motivo per cui sia ancora tutto segreto – e sinceramente spereremmo in una partecipazione attiva anche di Finch in tutto questo –, ma qualsiasi cosa sia è evidente che stia procedendo e che sarà fondamentale nell’ottica di un finale di stagione sempre più vicino.

Person of Interest - 4x19 Search & DestroyPer il resto, Person of Interest conferma anche qui i suoi stilemi più classici: momenti di comicità, flirt riuscitissimi (e qui Zoe è sempre un’eccellenza che ci piace incontrare), sparatorie eccessive ma non per questo meno divertenti. Menzione speciale allo scontro Root-Martine, dettato da nessun’altra ragione che voglia di vendetta contro la donna considerata responsabile per la morte di un membro del team, di un’amica che si ritiene persa. E sebbene Root l’avrebbe fatto senza remore, è più che comprensibile il motivo per cui Reese non le abbia permesso di uccidere Martine in quel modo: per la stessa ragione per cui loro servono una Macchina “buona” (ma possiamo attribuire ad un’Intelligenza Artificiale un aggettivo proprio del genere umano?) e si sono rifiutati di uccidere qualcuno quando fu chiesto loro di farlo da quella stessa macchina.

Che Person of Interest sia definitivamente tornata ad essere la serie che tutti ricordiamo? È ancora presto per dirlo, ma senza dubbio questa puntata ci lascia molto ben sperare. Con solo tre episodi ad attenderci, non c’è molto tempo per cambiare definitivamente le cose e raggiungere le vette della terza annata, ma si ha senza dubbio la possibilità di chiudere in bellezza, in attesa – e speranza – della conferma di una quinta (e probabilmente ultima) stagione davanti.

Voto: 8

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Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

4 Risposte

  1. Son of the Bishop scrive:

    È chiaro la tranche di episodi filler ha cambiato il vostro giudizio sulla stagione, ma io in fin dei conti dall’ inizio della stagione notavo il tracollo e in parte l’ abisso che c’ era fra seconda/soprattutto terza stagione e la quarta. Comunque Search and distroy dopo la terribile Skip e dopo una serie di puntate vuote sotto il punto di vista della storia, ha il merito di riportarla sui binari prima degli ultimi 3 episodi, certo c’ è pur sempre da tener conto l’ inconveniente avvenuto con la Shahi che magari avrà costretto Nolan e Co. a cambiare strada o a rallentare.
    Comunque spero solo che la vedo dura, ma se nel finale debbano arrivare delle puntate di altissimo livello all’ altezza della Trilogy o delle migliori dello scorso anno i votoni arriveranno lo stesso nonostante la parentesi che si può dire negativa, rappresentata da quelle puntate e in realtà esclusi piccoli sprazzi anche dalla quarta stagione, che io giudico pari o anche leggermente inferiore alla prima finora, ciò non vuol dire che non sia stata una buona stagione. Per carità, Person of interest lo ritengo ancora la migliore serie attualmente in onda e quindi si tratta comunque di un buon livello complessivo, comunque puntata buona, divertente e allo stesso tempo importante per la storia. Per fortuna il “Find The Machine” della 4×08 si è dimostrato non essere una semplice trovata ad effetto, mi ha fatto molto piacere, forse il merito più grande della puntata è stato tracciare una direzione verso il season finale adesso finalmente si capisce quale può essere il punto di arrivo di questa stagione.
    Speriamo bene nella quinta stagione, che probabilmente sarà l’ ultima, ma io spero che in caso ci fosse una quinta che ci sia anche una sesta così che Nolan possa raccontarci tutta la storia con l’ arco di tempo che si era progettato.

     
    • Dave scrive:

      Sono d’accordo su quasi tutto. Il ritmo è molto rallentato in questa seconda metà di stagione ma a me come episodi non mi sono dispiaciuti. Questa quarta stagione tutto sommato è stata buona a mio giudizio (mancano ancora 3 episodi sul giudizio definitivo) però è lontana parecchio dal capolavoro che è la terza stagione, in cui si possono criticare 2/3 episodi. Personalmente mi sto avvicinando in modo completamente diverso al finale di stagione rispetto l’anno scorso.
      Non so se la gravidanza della shahi abbia influito così tanto, però anche con la morte della Carter, il mondo è andato avanti.
      Rimango fiducioso per una quinta stagione, e se c’è ancora materiale per una sesta. Basta che non continuino ad andare avanti diluendo il brodo.

       
  2. Davide Tuccella scrive:

    Ottima recensione e puntata molto bella che segna un ritorno sui giusti binari per la serie: concordo su praticamente tutto e, adesso, sì che non vedo l’ora di vedere il finale della stagione!

     
  3. Firpo scrive:

    Puntata che apre (si spera) a un finale di stagione scoppiettante.

    Come dice Finch il fatto che Samaritan trovi La Macchina è ormai solo una questione di tempo…

    Comunque già un gran balzo in avanti rispetto alle ultime puntate andate in onda.

     

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