Person of Interest – 4×20 Terra Incognita 2


Person of Interest - 4x20 Terra IncognitaA due episodi dal season finale, Person of Interest riapre antiche ferite e guarda al passato, andando definitivamente (forse) a chiudere un vecchio capitolo, prima che gli scenari delle prossime due puntate aprano al futuro della serie.

Viste le tante pause che la CBS si è presa tra un episodio e l’altro di questa stagione, di certo si poteva evitare un arresto totale anche da parte della serie stessa, che praticamente rinuncia sia al caso di puntata che alla propria trama mitologica (entrambe qui trattate in maniera più che superflua) per concedersi un break riflessivo e tornare a concentrarsi su una parte della serie che si supponeva essere ormai chiusa, quella riguardante la morte della detective Carter.

Person of Interest - 4x20 Terra IncognitaIl cuore dell’episodio non è infatti certo il “number” della settimana, risolto in pochi minuti e in maniera anticlimatica senza troppi misteri o investigazioni, né tantomeno lo screentime dedicato a Fusco, Root e Finch. Il succo è tutto nel confronto tra Reese e la parte di se stesso che vuole il cambiamento, quella parte che in passato aveva assunto le sembianze della Carter, e alla quale John non aveva voluto dare più speranza dopo la sua morte. In un segmento che mescola realtà e allucinazione, passato e presente, i due si confrontano così per un’ultima volta in un dialogo forse a tratti didascalico e ridondante, ma anche estreamemente efficace a livello emotivo. C’è però qualcosa che indebolisce il tutto, in una puntata che sarebbe potuta essere potenzialmente bellissima, ed è la pretestuosa premessa che porta poi ad avere Reese in punto di morte.

Person of Interest - 4x20 Terra IncognitaSi avverte infatti nella puntata una drammaticità che però non ha basi adeguate: il caso di puntata è davvero troppo debole, e anche i rapporti con gli altri personaggi non sono così deteriorati per giustificare la scelta di tornare a parlare della sociopatia e della solitudine di John. Insomma, l’impressione è che un episodio simile salti fuori un po’ dal nulla, senza delle premesse drammatiche pertinenti che avrebbero invece sostenuto l’intensità del confronto tra Reese e Carter, il quale vive semplicemente della nostalgia e del pathos veicolato dal ritorno del personaggio di Taraji P. Henson. Del resto, è proprio questo il problema che sta caratterizzando questa parte di Person of Interest, ovvero l’assenza di una base e di un percorso forti che sappiano far vibrare e risaltare i momenti più importanti della serie, così come i propri personaggi.

Person of Interest - 4x20 Terra IncognitaUn esempio lampante di questo problema è tutta la storyline legata al confrontro tra Elias e Dominic che fa da sfondo alla puntata e che serve da assist probabilmente al prossimo episodio. Anche nel suo più grande pregio, ovvero quello di saper distribuire perfettamente le proprie storyline, facendo felice il proprio spettatore anche solo dandone un assaggio in episodi maggiormente dedicati alla trama verticale, Person of Interest sembra infatti non sapere fare più il proprio lavoro, regalandoci dei momenti in questo caso pressoché inutili, che non ci danno informazioni rilevanti e soprattutto non svolgono il loro compito di alzare l’hype. Se insomma l’approdo alla trilogia del mid-season era stato costruito con uno sviluppo in crescendo ben strutturato, l’imminente season finale sarà invece costretto a partire in sgommata, dopo la brusca frenata che ha lasciato le multiple storyline in stallo troppo a lungo.

Person of Interest - 4x20 Terra IncognitaQuello che manca a questa seconda parte della stagione, dopo un’intensissima cavalcata iniziale terminata con “M.I.A.“, è dunque la solidità che aveva contraddistinto la gestione dei tempi e delle trame negli anni passati, e che aveva reso Person of Interest un ottimo esempio di come gestire una stagione da più di venti episodi in un’epoca in cui il formato tende invece sempre di più a restringersi. Premesso anche che parte della responsabilità sta nella scelta della CBS di distribuire gli ultimi cinque poco indispensabili episodi nell’arco di quasi tre mesi (facendoci così apparire lontanissimi i tempi della trilogia di “If-Then-Else“), è comunque innegabile che lo show stia vivendo di un’attesa ancora non ripagata, e che abbia il profilo sfilacciato di una serie che non rinuncia ai suoi guizzi (come questo episodio), ma che procede senza l’omogeneità necessaria e senza quella progressione tanto ben strutturata in passato.

Person of Interest - 4x20 Terra IncognitaUn ulteriore esempio è la gestione dei personaggi: se la morte di Carter nella passata stagione aveva messo tutti i protagonisti su precisi binari poi abilmente percorsi dagli autori, la scomparsa di Shaw non sembra aver dato la stessa benzina: ci si aspettavano conseguenze soprattutto su Root, che è invece scomparsa dalla narrazione per buona parte del tempo; ma soprattutto non si capisce il motivo per cui sono prepotentemente tornati alla ribalta i problemi “relazionali” di John, già ampiamente dibattuti la passata stagione. Per questo, a essere sbagliata in questo episodio è più che altro la sua collocazione: è una puntata che infatti sarebbe andata bene l’anno scorso, o all’inizio di questa stagione, prima che Reese cominciasse effettivamente a superare i propri problemi grazie, ad esempio, al suo avvicinamento alla psicologia Iris.

Person of Interest - 4x20 Terra IncognitaÈ dunque innegabile che i problemi dettati dall’addio di Sarah Shahi abbiano scombussolato i piani originalmente pensati per questa annata e che da lì si sia originata una confusione che solo in parte si è riusciti a riequilibrare. Di certo, una battuta d’arresto in uno sviluppo che è stato di continua crescita non può far immediatamente suonare l’allarme, per cui lo prendiamo come un incidente di percorso nell’attesa di una futura quinta stagione, non ancora confermata, ma a quanto pare ormai sempre più probabile. E ora, godiamoci il finale.

Voto: 7

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2 commenti su “Person of Interest – 4×20 Terra Incognita

  • winston smith

    Certo che fra l’episodio precedente in cui John esortava Finch a prendere le armi dicendogli che non ci sarà sempre lui a salvarlo e questo tutto concentrato su una sua potenziale dipartita direi che i presagi di morte per the Man in the suit si sprecano. Non ho proprio idea di come sbroglieranno le tante situazioni che si ritrovano in mano e sono curioso di scoprire cosa gli autori si porteranno dietro per la quinta stagione (Elias potrebbe uscire per sempre dai giochi per lasciare campo libero alla Brotherhood).
    Condivido infine l’osservazione avanzata nella recensione: quando si parte da fermi, anche un episodio con tanto slancio non smuove di di molto la situazione. Confido in Elias e nel suo latino pronunciato malamente per esaltarci in vista del gran finale.

     
  • Dave

    L’episodio mi è piaciuto davvero molto, però sono d’accordo col fatto che mettere una puntata di questo tipo quasi alla fine della stagione, contando anche tutte le pause che la CBS si è concessa di fare, non è stata una mossa particolarmente saggia. Nel complesso gli episodi che hanno caratterizzato questa seconda metà di stagione mi sono anche piaciuti, ma averli messi tutti insieme, mettendo da parte la trama principale per così tanto tempo è una decisione che non condivido con i produttori (dopo certo non sono nessuno io per giudicare il lavoro degli altri). La gravidanza della Shahi avrà dato sicuramente dei problemi, ma dubito che abbia influito così pesantemente sui progetti che si volevano fare per la seconda metà di stagione.