Daredevil – 1×13 Daredevil

Daredevil – 1x13 DaredevilSiamo arrivati alla fine di questa intensissima cavalcata lungo i tredici episodi che han composto la prima stagione di Daredevil; il giudizio generale è assolutamente positivo e, nonostante qualche difetto che non ne inficia la visione, siamo di fronte ad una delle migliori novità di questo 2015.

Con la visione dell’episodio finale, non ci sono più dubbi: Daredevil è la scommessa vinta dalla Marvel e da Netflix, è la dimostrazione – ancora una volta – di come la compagnia della Disney non stia dormendo sugli allori ma sia sempre pronta a rinnovarsi dall’interno. Dopo il grande exploit cinematografico ai tempi del primo Iron Man e poi di The Avengers, la Marvel ha stabilito un canone che ha saputo profondamente innovare con I Guardiani della Galassia. Con Daredevil, invece, ha dimostrato che anche sul piccolo schermo – sebbene nella peculiare modalità via internet propria di Netflix – è possibile sperimentare e che la propria esperienza televisiva non si conclude nelle due Agents of S.H.I.E.L.D. e Agent Carter.

Daredevil – 1x13 DaredevilCon questo progetto – il primo tassello di un percorso molto più ampio, teso alla creazione di quattro serie indipendenti e di una quinta di raccordo, alla stregua di quanto fatto con i Vendicatori – la Marvel si è avvicinata alla propria rivale storica, quella DC Comics che, cinematograficamente parlando, si è distinta per uno stile più cupo ed introspettivo, lasciando il tono scanzonato e divertito per piccole ed oculate parentesi. Qui, in una discesa sempre più marcata nell’oscurità episodio dopo episodio, si dimostra ancora una volta come sia possibile trarre da quel vasto calderone di storie ed idee che è il mondo dei fumetti qualcosa di maturo e che non abbia come obiettivo esclusivo il divertimento più semplice e basilare (non che ci sia nulla di male, beninteso).

La scrittura di Steven DeKnight – che per questo “Daredevil” si mette a capo sia della sceneggiatura che della regia – e del suo team ha lavorato con estrema attenzione nel corso dei precedenti 12 episodi per condurci esattamente doveva avremmo voluto arrivare, ossia allo scontro finale tra Wilson Fisk e Matt Murdock, finalmente con i panni ed il nome che gli appartengono, Daredevil appunto. Ma non si tratta di un percorso prevedibile e facilmente immaginabile perché gli autori hanno avuto l’ottima capacità di costruire intorno a queste due figure – già di per sé atipiche – un mondo di personaggi secondari tutt’altro che piatti e stereotipati.

Due personaggi diametralmente opposti ma con lo stesso scopo davanti a loro: salvare la città. È con queste parole d’ordine che sia Fisk che Murdock si muovono nella complessa area di Hell’s Kitchen, entrambi con un passato turbolento alle spalle, entrambi con un rapporto molto forte e peculiare con la figura genitoriale maschile e soprattutto entrambi decisi a migliorare le condizioni di vita dei propri concittadini.

This is my city, my family.

Daredevil – 1x13 DaredevilMatthew Murdock è uno dei personaggi più complessi che la Marvel sia riuscita a portare dalla carta allo schermo: la sua cecità, il suo rapporto con il padre, la fede cattolica sono tutti elementi fondanti di un uomo complesso dotato di alcune capacità che lo conducono naturalmente alla diffidenza ed all’oscurità. La sua abilità, infatti, di discernere chiaramente le menzogne e la stessa “vista” di un mondo in fiamme non possono che dare il via ad un personaggio di natura umbratile ed oscura, che può essere facilmente attratto dalla sopraffazione dell’altro. In questa ottica, il rapporto di amicizia con Foggy – per quanto messo in crisi giustamente dalla scoperta della seconda vita di Matt – rappresenta il più forte appiglio morale che lega al momento Matt al proprio lato umano. Un’amicizia che, anche nella difficoltà conseguente alla rivelazione, sembra essere sempre tesa al riavvicinamento e che trova in Karen il tassello fondamentale che permette ai due amici di ritrovare un equilibrio nuovo e più onesto.

Non è solo un rapporto d’amicizia, quello che viene discusso, ma è la figura stessa dell’eroe: fino a che punto Matt ha il diritto di ergersi a giudice ed esecutore della condanna? Dov’è il limite che separa l’eroe dal vigilante? Questa è una domanda piuttosto pertinente e che associa Daredevil al meno riuscito Arrow della DC Comics che, secondo un’altra strada (e con una modalità d’espressione totalmente differente) è pure giunta a chiedersi quale sia la linea di demarcazione tra i due ruoli; ed entrambe non sono riuscite – o piuttosto non hanno voluto – trovare una risposta convincente. Daredevil è ciò di cui la città ha bisogno, soprattutto in un mondo in cui gli alieni piovono dal cielo e gli Dei come Thor camminano in mezzo alla gente. Eppure senza i suoi amici al fianco, senza l’umanità che continua a tirarlo via da pericolosi scivoloni, Matt sarebbe già perduto ed avrebbe ceduto all’oscurità che lo insegue.

Daredevil – 1x13 DaredevilSebbene accennato con delicatezza ma più volte ricordato, Matt è profondamente cattolico ed il lasciarsi andare all’omicidio significherebbe la sconfitta definitiva, la caduta nell’abisso, la vittoria di quel “diavolo” dentro. Forse nella maniera più convincente vista sinora in serie e film sui supereroi, la scelta dell’eroe di non uccidere, di non strappare una vita viene giustificata da una spiritualità considerabile inedita nel panorama supereroistico televisivo (chiaramente non per chi è lettore dei fumetti). L’argomento è estremamente spinoso e nel corso di questi tredici episodi non ha forse lo spazio di cui avrebbe necessitato, ma si tratta comunque di un aspetto fondante di un personaggio che sceglie di vestirsi come un diavolo: proprio ora che lo scontro tra lui e Fisk è arrivato al capolinea, l’uomo mascherato può trasformarsi a tutti gli effetti in Daredevil, assumendo totalmente il ruolo di protettore della città.

You think one man in a silly little costume will make a difference?

Wilson Fisk rappresenta, senza ombra di dubbio, uno degli elementi di maggior pregio di questa serie televisiva. Il villain interpretato perfettamente da Vincent D’Onofrio non è il prevedibile nemico da abbattere, definito solo dai propri interessi: Fisk è molto più di questo e risulta essere un personaggio inedito soprattutto perché è il protagonista della più intensa (e a tratti disfunzionale) storia sentimentale di questa prima stagione. Il suo rapporto con Vanessa, infatti, tratteggia un uomo dalla personalità estremamente complessa, capace di distruggere il volto di un uomo con la portiera dell’auto e nel frattempo mostrarsi debole e sensibile con la donna di cui è innamorato. E questo anche mettendo a rischio la propria posizione: l’omicidio di Leland si scatena proprio perché tra gli interessi e la vendetta è quest’ultima a vincere.

Daredevil – 1x13 DaredevilQuando abbiamo guardato indietro al passato di Wilson lo abbiamo visto come un bambino costantemente vittima di un padre violento e stupido; ciò nonostante, però, ha anche sviluppato un legame viscerale con Hell’s Kitchen in cui è cresciuto e che è stato costretto ad abbandonare. È proprio questo ad unire con forza Matt e Wilson: entrambi sono profondamente ancorati al proprio quartiere, entrambi sognano un posto migliore per la gente che vi abita. Chi gira intorno a loro due non può capirlo – e ce lo ricorda Wesley poco prima di morire – ma questo sta a dimostrare un punto fondamentale: è proprio Hell’s Kitchen la vera protagonista della serie, amante costantemente tradita e maltrattata. Ecco perché è inevitabile che due idee forti ma opposte come quella dell’eroe e dell’avversario debbano arrivare prima o poi alla resa dei conti, possibile solo con l’accettazione  da parte di Fisk del proprio ruolo di villain e carnefice.

Certo, è qui che si annida il difetto maggiore di questo season finale: la caduta di Fisk è troppo rapida e poggiata sulla testimonianza di un solo poliziotto corrotto; probabilmente sarebbe stata migliore una risoluzione più distesa in due episodi. Detto questo, però, non possiamo che ritenerci più che soddisfatti di come si arrivi allo scontro fisico finale tra i due, l’unico vero apice possibile per questa serie: stiamo parlando, infatti, di Daredevil, un eroe urbano; data l’importanza che Hell’s Kitchen riveste nell’economia narrativa della serie, quest’ultima non poteva che fungere da sfondo diretto per il confronto finale. Il combattimento tra i due uomini è viscerale e sporco come tutti gli scontri fisici di questa serie e proprio come gli altri è straordinariamente ben fatto ed emozionante, terminante con l’ovvia vittoria dell’eroe che ha finalmente accettato gli abiti che indossa.

Daredevil – 1x13 DaredevilUn season finale (confermata già per il 2016 una seconda stagione) che riesce a chiudere con maestria una stagione strepitosa  e che ci lascia, comunque, con una serie di dubbi che verranno approfonditi in futuro, soprattutto circa il passato di Karen e la persona con cui Stick parla al termine dell’episodio a lui dedicato. Nonostante, quindi, un finale “positivo”, Daredevil non ha terminato il proprio racconto. Il prossimo anno il compito di proseguire la sua storia è nelle mani di due nuovi showrunner Doug Petrie (Buffy) e Marco Ramirez (Sons of Anarchy); l’augurio è che sappiano continuare nello straordinario percorso tracciato finora.

Ed adesso, tutti in attesa di A.K.A. Jessica Jones, altra serie figlia del connubio Marvel-Netflix con David Tennant e Krysten Ritter, in onda il prossimo autunno.

Voto episodio: 8 ½
Voto stagione: 9

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

4 Risposte

  1. sixfeet scrive:

    Ottima recensione. Concordo su tutto, splendida serie. Come unico appunto alla serie: secondo me avrebbero dovuto approfondire il personaggio di Vanessa. Non si riesce veramente a capire perché sia così attratta dal personaggio di Fisk e nel loro reciproco coinvolgimento mi sembra avvenga tutto in modo eccessivamente frettoloso.

     
  2. Rorschach scrive:

    Serie fantastica, avete detto già tutto voi, solo un appunto, sono caduti in alcuni cliché come schivare i proiettili di un fucile d’assalto e il colpo finale a rallenty

     
  3. Firpo scrive:

    Spero che con la stagione due migliorino il costume “rosso” di Daredevil.
    E’ parecchio bruttarello.

    Su tutto il resto concordo con la recensione.

     

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