Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)Alla vigilia di questa stagione di Game of Thrones, sia gli sceneggiatori, sia George Martin stesso, avevano annunciato che quest’anno la trama della serie si sarebbe distanziata in maniera sensibile da quella dell’opera originale. Dopo quattro episodi, possiamo affermare senza ombra di dubbio che gli autori sono stati di parola.

In realtà già le passate stagioni presentavano alcuni – inevitabili – cambiamenti rispetto alla saga letteraria; quanto visto, però, in questi primi quattro episodi va molto più in là, spingendo la serie verso direzioni completamente inedite e inaspettate. Tali cambiamenti, alcuni dei quali davvero sorprendenti, hanno prevedibilmente diviso la comunità dei lettori tra coloro che sono sostanzialmente felici di tale svolta e coloro che invece (con diverse gradazioni ovviamente) la ripudiano. Il sottoscritto, ad esempio, si è sempre detto favorevole, in linea di massima, ad un cambio di rotta che vedesse la serie – ormai schiacciata dal peso del materiale originale e dalla necessità di rimanervi il quanto più possibile fedele – prendere finalmente una nuova strada, con tutte le potenzialità e rischi che ne derivano. Altri lettori invece la pensano diversamente, per motivi che spesso non hanno nulla di pregiudiziale, ma che anzi riflettono dei timori tangibili che non sono da sottovalutare.

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)Ovviamente ogni scelta in questo senso va giudicata e esaminata nel merito: per farlo abbiamo pensato di non usare le nostre recensioni, destinate a tutta l’utenza (non lettori compresi), ma di creare invece un ciclo di articoli a parte, appositamente dedicato all’analisi di queste differenze e indirizzato nello specifico a tutti coloro che hanno letto “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” e che hanno voglia di esprimere le loro opinioni o preoccupazioni a riguardo.

Avvertenza: L’articolo contiene informazioni e riferimenti a tutto la saga di George Martin, fino alla fine dell’ultimo libro pubblicato, “A Dance with Dragons” (in italiano “La Danza dei Draghi”). Se siete non lettori e non volete spoiler di nessun tipo, vi sconsigliamo vivamente di continuare la lettura di questo articolo.

Vista la quantità dei cambiamenti effettuati quest’anno abbiamo deciso, per mettere un po’ di ordine, di procedere in ordine geografico: prima da nord verso sud, per quanto riguarda il continente di Westeros, per poi procedere verso est.

La Barriera

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)Per quanto A song of ice and fire sia una saga fantasy che presenta pochi elementi magici rispetto agli stilemi del genere, la serie da questo punto di vista è ancora più avara. Ci sono sì draghi, giganti, figli della foresta e white walkers, ma mancano tutta una serie di elementi fantasy che nel libro hanno una loro importanza, anche se secondaria: sono ad esempio assenti i riferimenti al Corno di Jaramun o alla portatrice di luce di Stannis. Appare chiaro che nella serie si sia scelto di utilizzare il sovrannaturale solo quando strettamente necessario I motivi possono essere tanti, il budget per esempio, oppure la credenza, fondata o meno, che troppo fantasy possa risultare ostico al grande pubblico.

In quest’ottica potrebbe essere vista la morte di Mance Rayder avvenuta in “The wars to come” e il suo mancato scambio con Rattleshirt, il Lord delle ossa. Sebbene il momento della rivelazione a Jon Snow, durante il POV di Melisandre, sia uno dei plot-twist migliori del quinto libro, sarebbe andato in conflitto con il tono relativamente più realistico che la serie si è data rispetto a libro. Inoltre il personaggio di Mance Rayder nella serie non ha lo stesso spazio riservatogli nei libri: appare in pochissime puntate e non viene esplorato il suo passato, così come non viene menzionata la sua presenza a Winterfell durante la visita di Robert Baratheon. Sulla base di ciò la storia vista nei romanzi sarebbe stata narrativamente poco percorribile per la serie.

Gli autori hanno preferito restare fedeli al loro operato, mettendo piuttosto l’accento sull’onore e l’integrità morale di Mance Rayder, che rifiuta di piegarsi anche a costo della vita, diventando ulteriormente una figura di riferimento per il nuovo leader della Night’s Watch, Jon Snow.

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)Per quanto riguarda quest’ultimo, la sequenza di scene presente in “House of Black and White”, che lo vede rifiutare la proposta di Stannis per poi divenire Lord Comandante dei Guardiani della Notte, ha lasciato insoddisfatti molti lettori, in particolare per il pochissimo  spazio dedicato alla decisione di Jon di rifiutare la proposta di Stannis.

Per quanto bella e introspettiva, la passeggiata di Snow con il ritorno di Spettro (peraltro già avvenuto nella serie) che porta alla sua decisione nel libro, molto probabilmente non avrebbe reso a livello televisivo – tenendo anche conto del fatto che Kit Harrington non è un fenomeno nelle sequenze più intimiste.  Gli autori – probabilmente anche per esigenze di tempi – hanno preferito rivelare subito la scelta di Snow facendo leva sull’onore del ragazzo, collegandosi in questo modo anche a quanto avvenuto con Mance Rayder nell’episodio precedente.

Anche il rapporto fra Melisandre e Jon è cambiato: gli autori hanno deciso di non aggiungere la questione del figlio di Mance; una scelta che lascia presagire che anche il filone di Sam, Aemon e Gilly potrebbe cambiare radicalmente. Senza tutti questi elementi le ragioni di contrasto o di vicinanza fra Snow e la sacerdotessa rossa vengono a mancare: Melisandre nella serie si dimostra interessata a Snow ma in una maniera più “carnale”, forse per dare vita altro sortilegio oscuro come fatto con Stannis. Inoltre, nel quarto episodio si lascia intendere che la donna partirà con Baratheon alla volta di Grande Inverno e che quindi non rimarrà alla barriera a vegliare sul Lord Comandante quando i coltelli piomberanno su di lui, per poterlo eventualmente salvare – ammesso che ciò avvenga anche nella serie.

Grande Inverno

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)Una delle deviazioni più importanti di questa stagione è sicuramente quella legata a Sansa e al suo matrimonio con Ramsay. Come i lettori ben sanno, nel quarto e quinto libro la Stark resta nella valle sotto le mentite spoglie di Alayne Stone e viene promessa sposa da Ditocorto ad Harry l’Erede. Un filone in sostanza avaro di eventi importanti, incentrato prevalentemente sul rapporto fra Sansa e Baelish.

Gli autori non avevano quindi molta scelta se non cambiare completamente questa parte della storia, e la strada che hanno intrapreso è tanto interessante quanto potenzialmente crudele: Sansa prende infatti il posto della povera Jeyne Poole, la falsa Arya Stark. Ovviamente tutti noi lettori sappiamo quali orrori è costretta nel libro ad affrontare la sventurata Jeyne (la sua prima notte di nozze è tra gli eventi più scioccanti e disgustosi di tutta la saga) e non vorremmo mai vedere Sansa affrontare lo stesso calvario. Ma proprio per questo la scelta degli sceneggiatori è un’idea vincente: mettere uno dei personaggi più amati dal pubblico in quella posizione non può che aumentare il coinvolgimento emotivo per ciò che sta per accadere.

Detto questo, non possiamo essere certi che tutto ciò che succede a Jeyne accadrà anche a Sansa, le cose potrebbero andare diversamente: la Stark nella serie sembra aver raggiunto un grado di consapevolezza dei suoi mezzi che né il suo alter ego letterario, né tanto meno la stessa Poole hanno. Sarà interessante vedere se, dopo tutto il tempo passato a sopportare le angherie di Joffrey Baratheon, Sansa sarà diventata forte a tal punto da poter affrontare un mostro ben peggiore.

Nel caso le cose volgessero al peggio, però, la Stark potrà contare su una servitù che sembra essere dalla sua parte, oltre che su un alleato inaspettato che Jeyne nel libro non ha: Brienne.

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)Alla luce del fatto che i suoi capitoli nei libri sono molto descrittivi, introspettivi e, a eccezione degli ultimi, tutt’altro che esaltanti, non possiamo che vedere di buon occhio la decisione di cambiare completamente il filone della donna di Tarth. In questa stagione Brienne sembra avere una direzione ben definita e tangibile, cosa che apparentemente non ha nel libro, in cui in sostanza la vediamo girare a vuoto al solo fine di mostrarci cosa sta avvenendo nella zona centrale del continente. I suoi obiettivi sono sostanzialmente due: salvare Sansa e vendicare Renly, uccidendo Stannis. Dirigendosi verso Grande Inverno la Vergine di Tarth potrebbe avere occasione di compiere entrambi i suoi intenti, anche se non ci è dato sapere con quale esito. Va comunque valutata positivamente l’intenzione, almeno sulla carta, di ritirare in ballo la vendetta di Brienne nei confronti di Stannis, una cosa che nei libri Martin ha per il momento messo da parte.

Al momento l’ipotesi più probabile è che la condottiera, insieme al fedele Podrick, prenda il posto di Mance Rayder, aiutando Theon a far fuggire Sansa/Jeyne, per poi o venire catturata dai Bolton o arrivare con i due fuggitivi all’accampamento di Stannis. Questo nel caso in cui David Benioff e D.B. Weiss decidessero di far evolvere i fatti della serie sulla falsa riga di quelli dei libri, cosa tutt’altro che scontata a questo punto.

King’s Landing

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)La prima differenza, in ordine cronologico, emersa in questa stagione è stata senza ombra di dubbio l’omissione della parte dedicata al valonqar (“fratello minore” in alto valyriano) nella profezia di Maggy la Rana: colui che secondo la veggente porrà fine alla vita di Cersei, dopo che lei avrà perso tutto ciò che ama. A prescindere da quale sarà la vera identità del valonqar nei romanzi, questo pezzo della profezia è molto importante in quanto spiega l’ossessione e l’odio che Cersei ha provato per tutta la sua vita nei confronti del fratello Tyrion (macchiato fin dalla nascita dall’omicidio della madre). E’ stato quindi spiazzante scoprire che tale passaggio, così cruciale per il personaggio della Lannister, nella serie è stato eliminato. Una decisione sicuramente discutibile, ma che va comunque inquadrata nell’ottica di una stagione che a King’s Landing vede il duello tra le due regine per il potere. Cancellare dalla profezia il valonqar fa risaltare di riflesso maggiormente il ruolo della nuova regina come antagonista di Cersei, spingendo inoltre i non lettori a pensare che la profezia parli proprio di Margaery e non, ad esempio, di Daenerys.

Sempre alla luce di questa lotta fra regine va vista anche la scelta di un Tommen più grande rispetto ai libri, di conseguenza più sensibile al fascino femminile della Tyrell.

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)Sebbene ci siano diversi cambiamenti e numerosi personaggi in meno (come era ampiamente prevedibile), il filone di King’s Landing segue a grandi linee il plot del libro: Cersei esercita il potere cercando di schiacciare ogni tipo di opposizione e nello specifico i Tyrell, al fine di isolare il più possibile Margaery. Mentre nel libro Loras e Mace vengono mandati a riconquistare rispettivamente Roccia del Drago e Capo Tempesta, la serie sceglie ovviamente delle soluzioni meno complicate ma che aprono comunque prospettive interessanti: per quanto riguarda Loras, essendo nella serie l’unico figlio maschio di casa Tyrell, il suo destino potrebbe essere meno nefasto rispetto a quello del libro, seppur non avaro di umiliazioni.

La restaurazione del Credo Militante e l’ascesa dell’Alto Passero vengono fatti rientrare perfettamente in questo piano di Cersei, che nella serie viene dipinta come in pieno controllo della situazione, mentre in realtà sta solamente facendo in modo di rendere più rapida e rovinosa la sua caduta.

Il prossimo passo nel libro è incastrare Margaery, ma vedremo se ciò avverrà e come. Per quanto riguarda la cattura di Cersei, oltre a Lancel Lannister – che potrebbe confessare i suoi peccati all’Alto Passero – un ruolo decisivo potrebbero averlo Olenna Tyrell e Ditocorto, entrambi in viaggio verso la capitale in quanto convocati rispettivamente dalle due regine. Un’altra variazione imprevista e inaspettata rispetto ai romanzi che potrebbe riservare però delle piacevoli sorprese.

Dorne

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)Una delle storyline maggiormente stravolte è certamente quella di Dorne. Benioff e Weiss hanno attuato qui una serie di cambiamenti mirati a rendere meno complessa e più lineare la trama dorniana: niente Arianne e Quentyn, niente tentativo di incoronazione di Myrcella, ma una storia di vendetta più semplice e accessibile al grande pubblico, perpetrata da Ellaria Sand (che nel libro è invece contraria ad altri spargimenti di sangue) e dalle Serpi delle sabbie. Tutto ciò avrà sicuramente lasciato basiti molti lettori, e questo è comprensibile, ma è anche vero che la storyline di Dorne del libro, avrebbe richiesto molto spazio per essere trattata – spazio che di fatto in Game of Thrones non c’è. Vedremo se questi grossi cambiamenti avranno delle conseguenze o meno sul grande piano di Doran Martell.

Il dirottamento di Jaime verso i Martell, invece, ha lo scopo di inserire un personaggio conosciuto dagli spettatori in una trama che rischiava altrimenti di non avere attrattiva sul pubblico. Inoltre questo filone ha le potenzialità di risultare televisivamente più avvincente di quello che sarebbe potuto essere il viaggio verso Delta delle Acque nei libri.

Un ulteriore plauso va al team di sceneggiatori per l’utilizzo fatto (non solo in questa stagione, ma in tutta la serie) del personaggio di Bronn. Il mercenario è una delle personalità che nel passaggio  dalla carta allo schermo televisivo ha guadagnato di più; sarebbe stato un peccato tenerlo lontano dall’azione come sceglie di fare Martin nella sua opera.

Braavos

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)La storia di Arya a Braavos è quella che per il momento si è tenuta più fedele ai romanzi: l’unica vera variazione è l’inserimento del fu Jaqen H’Ghar nel ruolo che nel libro è dell’Uomo Gentile. Un ritorno che sa un po’ di fan-service, ma comunque molto gradito e perfettamente integrato nella trama.

Un cambiamento importate potrebbe però giungere con l’arrivo di Mace Tyrell e Maryn Trant nella città libera: il cavaliere della guardia reale potrebbe essere, infatti, il prossimo nome che Arya depennerà dalla sua lista dell’odio. Se questa ipotesi dovesse rivelarsi giusta, l’assassinio di Trant potrebbe sostituire quello di ser Arys Oakheart nel libro, liberando così un posto nella guardia reale per la Montagna (a.k.a. Robert Strong).

Tornando a H’Ghar, nel prologo del quarto libro un assassino senza faccia, con le sembianze dell’ultimo volto che aveva assunto Jaqen, uccide a Vecchia Città il novizio Pate, prendendo il suo posto. Successivamente Sam lo incontrerà al suo arrivo in città, alla fine di “A feast for crows”. La comparsa di Jaqen a Braavos, nella serie, potrebbe essere quindi un altro indizio che la trama di Sam potrebbe svilupparsi in maniera estremamente diversa da come l’ha pensata Martin.

La strada verso Meereen

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)Coerentemente con quanto fatto con altre storyline, anche quella di Tyrion ha subito molti tagli, in special modo in termini di personaggi: se Illyrio Mopatis (apparso solamente nella prima puntata della serie), è stato sostituito da Varys, un volto più conosciuto dagli spettatori, tutti gli altri compagni di viaggio del Folletto sono stati invece brutalmente eliminati, in particolare i due Griff. Forse fra tutti i tagli effettuati nella serie questo è quello più grosso, ma allo stesso tempo va detto che il plot-twist che li coinvolge probabilmente non sarebbe stato altrettanto efficace all’interno dello show televisivo: già nel libro la rivelazione di Aegon Targaryen è assai inaspettata e dà la sensazione di essere infilata in maniera un po’ forzata nella storia; nella serie questo effetto di twist narrativo un po’ raffazzonato sarebbe stato probabilmente ancora maggiore, mancando tutti quei dettagli presenti nei romanzi. Inoltre la presenza di un erede al trono più legittimo di Daenerys, uno dei personaggi più amati dagli spettatori, avrebbe potuto indispettire non poco tanti fan.

La preoccupazione maggiore dietro questa eliminazione non coinvolge però la serie in senso stretto, ma i futuri romanzi: è lecito chiedersi a questo punto se la trama di Aegon Targaryen e Jon Connigton, destinata a coinvolgere anche Arianne Martell (altra figura rimossa), non sia così importante come sembra nei libri, e se anzi non sia totalmente inutile dal punto di vista del finale della saga. Per avere una risposta è ancora presto, ma alla luce di quanto visto finora appare invece plausibile immaginare che la trama della serie e quella dei libri stiano prendendo dei percorsi ormai diversi, che non per forza porteranno agli stessi risultati: insomma, non è detto che se un personaggio è importante nel libro, lo sia anche nella serie e viceversa, come dimostrato dal finale di “Sons of the Arpy”.

Meereen

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)Tra i capitoli più criticati del quinto libro, principalmente per la mancanza di azione, ci sono sicuramente quelli di Daenerys. Gli sceneggiatori, ben consapevoli di questo, hanno deciso di movimentare di più questo filone nella serie, rendendolo più appetibile: da una parte, mettendo la leadership di Daenerys maggiormente in difficoltà, con l’esecuzione di Mossador nel secondo episodio; dall’altra, presentando i Figli dell’Arpia come una minaccia molto più grande rispetto ai romanzi. L’aver quasi certamente ucciso Ser Barristan (il quasi qui è pura formalità) e ridotto in fin di vita Verme Grigio avrà sicuramente importati conseguenze per Daenerys, che adesso dovrà passare al contrattacco.

Per quanto riguarda la presunta morte di Barristan, resta da capire, eventualmente, cosa ne sarà della trama in cui è coinvolto nel finale di “A Dance with Dragons”: sarà rimossa anche questa oppure il posto del cavaliere sarà preso da un altro personaggio (ad esempio Tyrion)?

Al di là di questo lungo elenco ordinato geograficamente, ci sarebbero altre considerazioni da fare: ad esempio sulle assenze dei Greyjoy e di Lady Stoneheart, ma, come gli autori, anche noi dobbiamo operare dei tagli. Ma, prima di concludere, c’è un ultimo argomento, emerso nel quarto episodio, di cui vale la pena parlare.

R+L=J

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (episodi 1-4)La teoria che vuole Jon Snow figlio di Rhegar Targaryen e Lyanna Stark è una delle speculazioni più popolari e diffuse tra i lettori delle Cronache; per alcuni non si parla neanche più di teoria, ma di un fatto assodato, la cui conferma da parte di Martin sarebbe quasi una formalità. Nonostante ciò, nella serie gli indizi sulle presunte vere origini di Snow sono assai più rari. Guardando lo show da non lettore, è quasi impossibile sospettare una cosa del genere. Questo perché David Benioff e D.B. Weiss hanno sempre evitato di soffermarsi troppo su questo argomento nella loro trasposizione, almeno fino allo scorso episodio. In “Sons of the Arpy”, hanno infatti iniziato a fornire degli indizi, neanche tanto nascosti, che sembrano puntare in quella direzione, con le considerazioni di Stannis e i racconti di Bealish e Barristan.

Che sia il primo passo verso una futura rivelazione dell’identità di Snow, magari non in questa stagione ma nella successiva?

In conclusione, ci sentiamo di dire che a livello qualitativo questo distanziamento dai libri sta facendo molto bene a Game of Thrones: le puntate sono più omogenee e l’avere evitato di inserire molti nuovi personaggi sta dando spazio a quelli già presenti. Il risultato è al momento uno show più godibile e meno dispersivo rispetto agli ultimi anni. Certo restano alcuni dei difetti classici della serie, come alcuni passaggi di trama un po’ forzati e superficiali, ma anche da questo punto di vista la serie è migliorata rispetto alle passate stagioni, in cui queste lacune nella scrittura erano più numerose ed evidenti.

Non ci resta che vedere cosa accadrà ora ma, al di là di come la si pensi, per la prima volta dopo molto tempo anche noi lettori non sappiamo cosa aspettarci. E questa è certamente una cosa buona.

Joy Black

Conosciuto anche in altre sfere del reale come Antonio Gardini Gallotti, secondo del suo nome, Hand of The King di Seriangolo e giudice losco del Fanta-GOT. Lost-dipendente in fase di riabilitazione, è poi finito per diventare Whovians irrecuperabile. Proprio seguendo le vicende dei sopravvissuti del volo Oceanic 815, è nata in lui la passione per le serie TV. Le sue preferite sono, oltre ovviamente a Lost e a Doctor Who, Breaking Bad e Battlestar Galactica. Nel frattempo si è anche laureato in Sociologia con una tesi su Black Mirror. Altri interessi: wrestling, cinema e fumetti.

25 Risposte

  1. terst scrive:

    Sansa l’inutile uno dei personaggi più amati? Ma da chi? Ma perché?

     
    • Joy Black scrive:

      Io sono tra questi, sia per quanto riguarda la versione letteraria che quella televisiva. Trovo che sia uno dei migliori personaggi della saga.

      Poi, essendo anche una Stark, è molta amata dai fan, sia lettori che no. Basta farsi un giro fra le varie pagine facebook.

       
  2. Boba Fett scrive:

    Le due versioni della saga vanno considerate e valutate assolutamente in modo diverso, senza confronti! Questo vale per ogni adattamento, basti pensare, tanto per restare in tema, al Signore degli Anelli; poi, una volta assodato che leggere e vedere una storia non sono esattamente la stessa cosa, possiamo serenamente valutare le due versioni che, nel nostro caso, hanno molti punti di grande effetto, ma anche non pochi difetti.
    Per chi ha letto quanto finora scritto da Martin, sa che gli ultimi due tomi sono stati gonfiati come un sufflè e allora ecco che lo show “corregge” a colpi di bianchetto risparmiandoci le vicissitudini delle Iron Islands e accorciando un po’ troppo i lunghi e bei viaggi di Arya e Tyrion verso le loro mete, eliminando personaggi che su carta ancora vivono come Jogen Reed, ma anche intere storylines, sicuramente impegnative dal punto di vista produttivo, come quella di Bran Stark, uno dei più vistosi difetti di questa stagione.
    La Hbo aggiunge, come sua consuetudine, quintalate di (piaceri della) carne che non sempre servirebbero e ci distrae dalle sorti di alcuni personaggi visti e spariti (Brynden “Blackfish” e Edmure Tully).

     
    • Joy Black scrive:

      Boba Fett, non l’ho scritto ma penso che, la questione Bran la riprenderanno quasi certamente l’anno prossimo, e chissà magari anche i due Tully (non che siano così importanti alla fine questi ultimi due nel libro).

       
      • Boba Fett scrive:

        Hai ragione, tanto più che la mission di Jaime Lannister è diversa, però li avevamo lasciati alle Nozze Rosse e forse qualche spettatore si è chiesto che fine abbia fatto il fratellino di Catelyn e di Lysa, portato via e spogliato strada facendo verso il talamo nuziale… Comunque ho fatto due nomi a caso, potrei farne altri come ad esempio Thoros di Myr, anche lui purtroppo scomparso nella versione televisiva con le inevitabili conseguenze che sappiamo sui personaggi di Catelyn Stark, ma soprattutto di Brienne…

         
        • Joy Black scrive:

          Si penso che l’intenzione iniziale forse comunque di utilizzarli, così come Yara (aka Asha) e Balon Greyjoy, per fare un esempio. Ma in questa stagione (e probabilmente anche nelle prossime) non è possibile farlo.

           
  3. Denebj scrive:

    siete sicuri che Mance sia morto davvero? secondo me nel telefilm il ruolo di Rattleshirt viene preso Tormund.

    comunque ho l’impressione che questo lo scopriremo nella quinta puntata 😉

     
    • Joy Black scrive:

      Non c’è niente che indichi il contrario, nel libro si capisce che c’è qualcosa che non va in Mance e che a Melisandre sta succedendo qualcosa. Qui lui affronta la morte con dignità.

      In che senso pensi che il ruolo di Rattleshirt lo prenda Tormund?

       
      • Denebj scrive:

        nel senso che nel libro muore Rattleshirt invece di Mance;
        nel telefilm muore Tormund nvece di Mance

         
        • Joy Black scrive:

          Visto lo stile della serie molto realistico, non credo che questo accadrà, libero di sbagliarmi. Poi arrivati a questo punto non avrebbe senso far tornare Mance, che nella serie è un personaggio un po’ diverso dal libro. Difficilmente nella serie avremo visto Mance piegarsi al volere di Melisandre.

           
  4. Almeric scrive:

    _ Sansa amata? Faccio fatica a pensare a un personaggio meno amato di lei…Cersei forse? (escludendo i cattivoni a la Joffrey\Walder Frey)
    _ Brienne nei libri sicuramente non ha la storyline più brillante e avvincente ma è un altra gemma perfetta dello stile di Martin come distruttore dei clichè tipici del fantasy : ovvero il cavaliere con scudiero, armatura e spada lucenti che va alla ricerca della principessa scomparsa…e puntualmente la trova.
    _ La qualità della narrazione è calata drasticamente a mio parere (ma basta aprire ASOIAF per sentire decine di persone che la pensano come me) non per perchè ci si è allontanati dai libri…ma perchè nel farlo si è ricorsi a escamotage senza senso (Varys che prima cerca di uccidere Dany e poi vede in lei la regnante perfetta) , far morire persone perchè “in GOT muoiono tutti” e quindi non può esistere una serie con poche morti (Barristan anyone?), si è fatto scordare ai personaggi cose che poche puntate prima sapevano, si è trasformato personaggi complessi in personaggi monodimensionali (Loras, che nello show è diventato una macchietta gay), dettagli inutili\secondari fuori lore senza motivi apparenti (Avete presente quando Jamie e Bronn vengono smascherati dai dorniani perchè gli squali a Dorne non ci sono? Ecco. su AWOIAF invece è indicato che le acque di Dorne sono piene di squali. Si, sono pignolo.) e si ha tradito lo spirito dei libri : appunto entrare nei clichè tipici del fantasy e tralasciare i dettagli che hanno reso così profonda e reale questa narrazione.
    _ Negli ultimi giorni ci sono stati parecchie lamentele sia da parte di Elio&Linda (per chi non lo sa, i due aiutanti di GRRM e creatori di Westeros.org) e della editrice inglese di GRRM . Inoltre ci è stato ricordato che Martin NON ha possibilità di mettere le mani su quello che succede nel telefilm. Che il peggio debba ancora venire?
    _ Un altro problema è che visti i fatti, lo show al 99% terminerà PRIMA dei libri. Anche se passando da strade diverse, spoilererà come finirà la saga.
    Il che mi sento di dire è una delusione e un tradimento per chi attende per anni i libri nuovi e non può fare a meno di chiedersi “senza star dietro ai telefilm, Martin starebbe già lavorando su ADOS?
    _ Secondo molti su subreddit dedicato, il problema principale della serie è stato il cambiamento in corsa delle prospettive di D&D. Sono partiti per fare una serie per “nerd” e il travolgente successo li ha costretti a riadattare e semplificare quello che semplice e riadattabile non era (oltre all’adattamento obbligatorio per il cambio di media). Mi è venuto da ridere quando nella quarta puntata nella sigla per la prima volta viene mostrata una location dorniana che per evitare di aggiungere allo spettatore un nuovo nome viene presentata come “Dorne” e non “Sunspear\Lancia del Sole” come invece accade per qualsiasi altro luogo.
    I telespettatori non sono in grado di ricordare un ulteriore nome?
    _ Riassumendo, tutti vorrebbero vedere un addattamento di Game of Thrones non “Game of thrones per le prime serie e poi una fanfiction a tema”.

    tl:dr
    La serie rimane uno show di altissimo livello come cast, produzione, effetti speciali, ambientazioni, costumi (in fondo è sempre HBO)
    La quinta serie rischia di essere il primo gradino in discesa a livello di trama.
    Capiamoci, un peggioramento non assoluto, ma paragonandosi alle stagioni precedenti di GoT.
    Il peggioramento è dovuto alla trama, molto esile e non motivata. Soprattutto appena il telespettatore smette di essere “telespettatore medio” o si ricorda quello che è successo qualche puntata prima.
    Riassumendo, il problema è che nessuno vuole “Game of thrones per le prime quattro serie e poi una fanfiction a tema” perchè la forza narrativa del materiale originale è dubbiamente migliorabile (accettando ovviamente tutte le necessità di produzione e di medium narrativo).

     
    • Joy Black scrive:

      Allora
      – Ripeto quanto detto sopra. I fan di Sansa sono tanti (io per primo che l’ho apprezzata fin dal primo libro addirittura), basta farsi un giro su facebook. Ci sono personaggi più amati sicuramente. Non è amata da tutti, assolutamente, ma la sua popolarità tra i fan dello show è innegabile.
      – Su BRienne tutto quello che dici tu, distruggere i clichè del fantasy ect. tutto molto apprezzabile, seppur noioso a larghi tratti, essenziale sicuramente per presentare alcuni personaggi importanti (come Lord Tarly), ma tutto questo non avrebbe funzionato nella serie televisiva. Gli autori hanno almeno dato uno scopo tangibile e non vago al personaggio e una sua funziona chiara nella storia.
      – Ma questo gioco su clichè del fantasy è sicuramente una caratteristica di primo piano di Martin, ed in parte puoi ricreare anche nella serie, ma con il giusto dosaggio. Chiaro che la serie non è perfetta e ti dico che la qualità della narrazione dello show è in calo non in questa stagione, ma dalla seconda in poi, quando la narrazione ha perso equilibrio a forza di seguire tutte le trame e sottotrame. Poi è inevitabile che si perdano delle sfumature presenti nel libro, ma non puoi pretendere che tutto si ricrei e che tutto resti come zio George l’ha ideato. L’adattamento è un’opera a parte, che deve seguire delle esigenze produttive, e districandosi fra questi incombenze deve trovare la sua strada. Poi alcune scelte possono piacere e altre meno, essere azzeccate o meno ma vanno valutate nel contesto. Qualcosa verrà sempre sacrificato o semplificato giocoforza.
      – Oppure il meglio. Che ne sai? Ripeto la narrazione rispetto all’anno scorso è nei primi 4 episodi assai più equilibrata, anche perchè più snella e controllabile da chi quella serie la scrive (e quel qualcuno non è George Martin, che piaccia o no)
      – Ma le cose vanno è così, non pensare che la HBO produca serie per quattro nerd, deve pensare ad un pubblico più grande, e piaccia o meno il pubblico più grande ha bisogna di una trama più semplice, perché si scorda anche i nomi (e anche facilmente). E attenzione questo non è per forza un male.
      – Preditela con Martin che ci mette 5 anni in media a finire un libro, non con D&D che non possono certo mettersi ad aspettare che il caro George finisca tutto. Poi ripeto la serie ha preso una strada tutta sua, il rischio che spoileri qualcosa dei futuri romanzi c’è ed è molto alto, ma è anche vero che come scritto nell’articolo ciò che magari nella serie sembra importante non lo sarà nel libro e viceversa. Vedremo.
      – L’adattamento lo stiamo guardando, fa parte dell’adattamento da un media ad altro, cambiare anche in maniera consistente la trama per renderla maggiormente appetibile e più al passo con i tempi, e tenendo soprattutto conto dei mezzi a disposizione (budget, disponibilità degli attori, tempi, numeri degli episodi ect). Se poi ritieni che la serie sia una fanficion, ci sarà sempre il tanto amato materiale originale (ammesso che al buon George non venga il coccolone).

      Io questo peggioramento rispetto alle serie precedenti non lo vedo. La scorsa stagione tutti i difetti evidenziati erano ancora maggiore; la trama era migliore perché il libro da cui era presa era migliore, ma a livello di episodi, di ritmo, di qualità della scrittura è più basso di quello di quest’anno. Gestire tutto quel materiale letterario, così articolato e stratificato nel modo meraviglioso in cui fa Martin, in tv alle condizioni in cui è prodotto lo show non è possibile, prima ci si mette il cuore in pace meglio è.

       
      • simona scrive:

        Personalmente ho sempre apprezzato la serie più dei libri quindi sono molto contenta della piega che sta prendendo, anche perché secondo me i libri vanno perdendo di senso e scopo, la sensazione che George si sia incartato è nettissima..

         
        • jacbo scrive:

          mah, la serie sta facendo meglio dei libri. e di molto.
          ma d’altra parte con la devastazione che Martin ha fatto con il 5 e 6 libro ci vuole proprio poco a fare meglio. non ne ha più voglia e si vede purtroppo

           
  5. Boba Fett scrive:

    Chissà cosa vedremo nell’ormai classico Episode Nine, forse la famosa Passeggiata costata cara alla produzione, fra rimborsi ai commercianti di Dubrovnik e multe salate, oppure, magari (sarebbe una figata pazzesca) il coup de théâtre di Daenerys mentre ritrova Jorah Mormont (altro cambiamento, già mostrato nel trailer!).

     
    • Joy Black scrive:

      Sicuramente sono i due fatti più quotati per le 9. Se fossi in loro eviterei di metterli nello stesso episodio. Magari uno nella 9 e l’altro nella 10. Quello di Daenerys per dire potrebbe starci anche come scena finale, ma di solito decidono sempre di concludere con qualcosa di anticlimatico.

       
  6. Chiara scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con l’articolo. I libri li adoro, ma è innegabile che in particolare negli ultimi due ci sono trame praticamente ferme immobili, altre che girano a vuoto. Sansa, Brienne, Daenerys, sono noiose da leggere, in tv non avrebbero mai funzionato. Per quanto riguarda gli altri cambiamenti, li trovo tutti perfettamente plausibili all’interno del mezzo televisivo, che è totalmente diverso da quello cartaceo.
    Sono tornata ad aspettare GoT con trepidazione e non mi succedeva più da un po’

     
  7. Pogo scrive:

    Mai intervenuto sul vostro bel sito.
    Siccome questo è un argomento che mi interessa, dirò la mia brevemente: non è che si stanno limitando a stravolgere la trama (che sarebbe già un atto grave, ma comunque legato alla percezione soggettiva di ognuno di noi), stanno proprio massacrando i libri.
    Gli sceneggiatori, così facendo, non solo stanno rendendo GoT una storiella, ma stanno dimostrando di non essere all’altezza del materiale che avevano per le mani. La verità è che sono (in relazione) una banda di incapaci.

    L’unica cosa che regge GoT è la produzione faraonica di HBO e tutto ciò che ne consegue (attori di primo livello, costumi, regia etc…).

    Un appunto personale all’autore dell’articolo: ripetere che non è possibile gestire il materiale letterario di Martin è una difesa banale (in quanto legata al luogo comune della differenza tra letteratura e “cinema”, differenza che non esiste dal punto di vista della scrittura) e anche illogica in questo caso. Più volte gli autori hanno allungato random cose senza senso, però rigorosamente distanti dai romanzi.
    Non è un caso che i migliori episodi – dalla prima stagione a questa (vergognosa e terribile stagione) – siano quelli più fedeli ai libri.

     
    • Joy Black scrive:

      Non è una difesa, è la realtà che alcune cose funzionano in modo diverso: lo show televisivi ha degli obiettivi diversi dall’opera originale (in termini economici e di pubblico) e degli ostacoli produttivi che Martin quando scrive i libri non deve tenere conto (budget, minuti per episodi, attori disponibili o meno). Non è una giustificazione, è la realtà dei fatti. Si può fare un ottimo adattamento al cinema come in tv, pur tenendo a mente tutte queste, e per cercare di farlo ovviamente si devono fare delle scelte, dei tagli, dei cambiamenti e delle semplificazioni. Dopo tutto questo il risultato può essere riuscito o meno ci mancherebbe, ma non si può pretendere la fedeltà assoluta, specie per alcune storyline dei libri per un motivo o per un altro in tv, a questo punto dello show, non puoi fare. Ne cito due, che ho citato anche nell’articolo, che sono due casi diversi ma che esemplificano bene cosa voglio dire:
      1)la storia di Brienne nel libro, ora può piacere o meno, con tutto il gioco a distruggere il clichè dei fantasy (come scritto da un altro utente qui sopra), ma in tv avere Brienne che gira a vuoto con Podrick per tutta la stagione non si può fare, gli autori gli hanno dato un obiettivo differente, in un filone con altri personaggi dello show, semplificando si la storia (con comunque dei limiti alla base come l’incontro casuale alla locanda) ma non per questo alla fine dovrà essere per forza una cattiva idea, anzi alla luce del materiale originale non si aveva molta scelta.
      2) L’assenza di Aegon. Un colpo di scena come la ricomparsa di Aegon Targaryen, puoi farlo nel libro, dove Martin ha costruito la cosa (non moltissimo in realtà, ma lo ha fatto), ma già lì è stato voler un po’ mischiare le carte in tavola in punto in bianco. Nello show, dove hai venduto Deanerys per anni come l’unica Targaryen, erede legittimo “spaccaculi” con i Draghi, non lo puoi fare allo stato delle cose attuale, perché sarebbe un colpo di scena calato dal nulla, perché non ha niente alle spalle. Sarebbe stato come fare una cosa solo perché c’è nel libro. Ecco perché, nonostante sia il primo che è rimasto abbastanza amareggiato, ho capito pienamente questa scelta (non mi piace al 100% ma capisco perché è stata fatta).

      Ora sulla questione della scrittura ti sorprenderà ma sono d’accordo con te, la differenza è che vedo in questa stagione per loro un’opportunità di potere gestire in maniera più ottimale la serie dal punto di vista della scrittura, creando qualcosa che appartiene creativamente più a loro rispetto a prima, invece di inseguire a tutti i costi i filoni più importanti dell’opera originale (che, per colpa non loro peraltro, è ancora incompleta).

      Concordo che la prima stagione sia la migliore, ma era anche quella meno complessa da adattare: meno personaggi, una mitologia che ancora doveva espandersi come ha fatto poi nei successivi romanzi. I problemi sono iniziati dalla seconda, fino all’anno scorso dove a mio parere la scrittura è stato al livello più basso della serie (specie l’ultimo episodio, dove il Mastino e Brienne lottano nonostante vogliono la stessa cosa, e Tyrion uccide il padre quando chiama Shae “puttana”, quando Shae è una puttana che ha ucciso lo stesso Tyrion per quel motivo – sto banalizzando lo so, ma è per rendere l’idea).

      Ora sono arrivati al punto dei romanzi, dove le storyline aumentano a dismisura senza che succede davvero roba importante (Martin per sua stessa ammissione ha detto di essersi incartato e ad un certo punto non sapeva che fare), e questo nella serie non puoi farlo, perché la scrittura ne soffre (l’anno scorso ripeto è stato l’anno peggiore della serie da quel punto di vista). Quest’anno ci sono comunque alcune lacune nella scrittura, come gli altri anni, ma meno perché D&D hanno un controllo creativo maggiore sulla materia. Poi sta a loro dimostrare se ne sono altezza.

       
      • Pogo scrive:

        Nel caso io trovassi del tempo nei prossimi giorni, tornerò volentieri a scrivere qui e avere un ampio e più profondo dibattito.
        Per il momento sono costretto a essere breve:
        – fedeltà assoluta non vuol dire nulla (non vorrei passare per chi chiede Brienne brutta e sgraziata, per dire, con le stesse caratteristiche del libro, solo per fare un esempio). È la fedeltà allo spirito e al senso dell’opera che non può mai venire meno e gli incapaci di cui sopra, di tali stravolgimenti, ne hanno profuso a piene mani, la cui vetta irraggiungibile è il Red Wedding, la sua preparazione e la storyline di Robb. Ne consegue che i limiti di budget che non ha Martin poco c’entrano con i “fatti” della serie televisiva (un po’ come la gita a Osgiliath di Frodo nel LOTR e Faramir che vuole l’anello, che sono scene costate un occhio della testa e totalmente inutili).
        – Brienne, Sansa e chi ti pare, possono al limite anche essere messe in stand-by (anche perché si suppone tu stia scrivendo una serie adulta, che necessita anche di attenzione attiva da parte dello spettatore), ma siccome l’ingaggio costa e il budget è un limite anche di serie televisive costose, giusto siano usate in ogni stagione; la differenza è che puoi attenerti comunque al libro, invece di far fare viaggi immaginari a Sansa in direzione di Winterfell, distruggendo il senso di buona parte del libro quinto.
        – Aegon, se vuoi e se sei capace, lo metti come e quando vuoi; evidentemente non sanno che farsene.
        – la prima stagione è la migliore perché hanno rispettato più possibile i libri (beh, mica tanto, stravolgimenti di personaggi niente male, a partire proprio da Ned), non perché i personaggi fossero pochi o c’era ancora da costruire il mito, ma perché hanno evitato di fare cose random; per saghe come ASOIAF, vale il sempre abusato “effetto farfalla”…
        – tornando alla tua difesa… le cose non funzionano in modo diverso, a meno che non si voglia farle funzionare in modo diverso (sul perché si voglia farle funzionare in modo diverso si può discutere, sarebbe un altro discorso).

        P.S. ormai si sente in ogni dove che la serie andrà per i fatti suoi e finirà prima dei libri (che forse saranno 8 e non più 7)… però, mi chiedo perché mai quel colosso Tedesco proprietario tra le tante cose della casa che pubblica ASOIAF, dovrebbe starsene buono e lasciar fare a quei due incapaci di B&W.

         
        • Joy Black scrive:

          Allora
          – Capisco fedeltà allo spirito originale… allora io non ritengo D&D due fenomeni chiariamo, ma non sono neanche due incapaci. Gestire un adattamento simile, con tutte le cose che noi spettatori non possiamo immaginare, non è un’impresa facile da fare. Gli stessi due “incapaci” che hanno scritto la storyline di Robb (che per inciso neanche a me è piaciuto neanche un po’), sono gli stessi che hanno scritto le bellissime scene fra ARya e Tywin che nel libro non ci sono, o il monologo di Tyrion l’anno scorso prima del duello. Due scene che nel libro non ci sono, ma potevano tranquillamente esserci state perchè risultano perfettamente all’interno della saga di Martin e che ne rispecchiano (per mio modestissimo parere) lo spirito dell’opera. Ora però l’opera di Martin ha avuto un suo contesto letterario d’uscita, che non assolutamente lo stesso contesto di pubblico e di realizzazione della serie, è questo influisce giocoforza con questa fedeltà dello spirito dell’opera. Perchè l’opera di Martin è così perché nata in quel mondo lì, su quel medium lì, per un preciso tipo di pubblico. La serie no, è quindi naturale che lo “spirito” si debba adattare per sopravvivere (in meglio o in peggio sta ad ognuno di noi giudicare).
          – Al di là del budget, gli attori e gli attrici se li fermi un anno, non stanno ferme ad aspettare, hanno altri impegni, una loro carriera che si sta a poco a poco avviando. La Christie è nella saga di Star Wars, la Turner nel frinchise degli X-Men. Non si possono mettere in stand by, lo hanno fatto con Bran perchè magari lì è stato possibile farlo, ma con altri membri del cast non hanno potuto farlo (basta vedere cosa hanno fatto con Theon nella terza stagione). poi… con SAnsa puoi attenerti al libro? Sansa alla fine della scorsa stagione era praticamente in pari con il libro, non si scappa. Poi ancora si deve pensare televisivamente, hai un filone importante di Ramsay e Theon, hai un personaggio come Sansa (amata dal pubblico della serie, che ne dica qualche hater che ha commentato sopra) che già è stata promessa sposa ad un mostro in precedenza, vediamo cosa può uscirne fuori, ci sta con il cammino del personaggio (che non è quello di MArtin ok, ma non sai che cavolo ci vuole fare Martin… per giunta non puoi tenere SAnsa una stagione nella valle a non far nulla).
          – Infatti non è detto che non ce lo mettano in futuro Aegon, quando ci sarà spazio per costruire quel twist narrativo e poter approfondire il personaggio in maniera adeguata. Se vogliono farlo, altrimenti amen, ce ne faremo una ragione. Per quanto ne sappiamo Martin magari lo uccide all’inizio del sesto libro e alla fine si rivela essere un bluff, tanto per dire. Non lo possiamo sapere.
          – Perchè il primo libro, potevi restare fedele, e comunque ritagliarti un certo spazio di manovra, ad esempio vedi Varys e Ditocorto, altre scene bellissime tra i due che nel libro non ci sono, ma sono state scritte da quei due “incapaci” come li chiami tu (Martin per lo sviluppo di quei due personaggi li ha anche lodati più volte)
          – Non sono sicuro di aver capito. Ma se hai limitati mezzi a disposizioni devi attuare delle scelte, giuste o sbagliate che siano (come ho detto sta a noi giudicare). Il loro non è un compito facile, non sono dei fenomeni, ma almeno non abbiamo la presunzione di chiamarli incapaci. C’è di molto peggio. Loro sono dei bravi scrittori, che sono di fronte ad un’impresa titanica con la grossa possibilità che qualsiasi cosa scelgono di fare, o avessero scelto di fare, qualcuno ne sarebbe uscito insoddisfatto.

          p.s. e perchè quel mega-colosso americano, mille volte più grosso, dovrebbe starsene lì ad aspettare il buon George finire un libro ogni 6 anni, quando peraltro gli paga anche un lauto assegno per i diritti? E tutti quei posti di lavoro della crew anche loro devono aspettare?

           
    • jacbo scrive:

      il problema degli sceneggiatori è avere a che fare con materiale di scarto: ovvero il 5 e 6 libro di Martin. stanno facendo più che bene partendo da quella che è, per il 90%, robaccia. Martin si faccia tornare la voglia di scrivere.

       
  8. Pogo scrive:

    Joey Black, quando scrivo incapace, non intendo denigrarli e affermare allo stesso tempo che lo saprei fare meglio io. Io resto in questo caso uno spettatore, pertanto intendo proprio in senso letterale: non in grado di maneggiare il materiale di Martin. Che poi fra due anni possano scrivere una sceneggiatura da Oscar, beh, buon per loro, ma non cambierebbe il mio giudizio nello specifico (cioè su GoT). E per quanto mi riguarda i giudizi si esprimono nello specifico, non sulla base della carriera o sul loro talento.
    Per quanto riguarda i dialoghi aggiunti, li apprezzo anch’io, ma sono poco più di “esercizi di stile” per affascinare il pubblico e inutili ai fini narrativi, avendo la non piacevole conseguenza di rendere illogici i comportamenti: Arya che può uccidere Tywin grazie a Jaquen e non lo fa è in contrasto con il personaggio di Arya che ci hanno mostrato fino a quel momento (l’ingenua e anche un po’ tonta è Sansa, non Arya).

    Sugli attori – a parte che puoi metterli in stand by, ci sono tante forme contrattuali in merito, fidati – nessuno obbligava loro a chiudere la storyline di Sansa e The Eyre…
    Senza contare che nel racconto visivo puoi giocare molto meglio con il tempo della narrazione rispetto al racconto letterario.

    Non mi sono spiegato bene sulle scelte: dato il budget che Time Warner mette a disposizione per GoT, le scelte erano talmente ampie, che gli stravolgimenti di personaggi e alcuni tagli di personaggi non sono giustificabili con la motivazione economica. Per carità, ne puoi trovare 1000 di motivi, ma quello economico in questo caso proprio no.

    Ah, so che era un’iperbole, ma ti invito a trovare informazioni sulla Bertelsmann, il colosso Tedesco che della Time Warner se ne può fregare altamente.
    Se la fine della serie va in porto, vuol dire che la Time Warner ha ben pagato Bertelsmann e che, soprattutto, a Gütersloh (o comunque chi decide per la Bantham) non credono sia breve il rilascio dei 2 (o 3) libri finali di ASOIAF e hanno preferito un uovo oggi alla gallina di domani, confidenti del fatto che i libri li venderanno ugualmente. È questa l’ipotesi più probabile.
    Io farei esattamente il contrario, ma d’altronde io sto qui a scrivere questo commento, quindi…
    I primi 5 libri per me erano materiale sufficiente per fare 8 stagioni. Fatte come si deve e giocando un po’ di più sulla crescita dei personaggi. Non si può fare a meno di Euron e di tutti i Greyjoy, come stanno facendo ora, senza ritrovarci a vedere cose random.

     
    • Joy Black scrive:

      Sulla questione degli incapaci, resta in ogni caso un esagerazione a mio parere.

      – ARya anche nei libri fa la figura da stupida visto che ci pensa a volere uccidere Tywin Lannister quando è però troppo tardi.

      – Non metto in dubbio che ci siano forme contrattuali, ma il contratto lo si firma in due, a quelle due attrici magari non conviene visto che la loro carriera in ascesa: ti faccio un esempio, tra un anno per dire potrebbero essere maggiormente richieste sul mercato (metti che i loro film vadino benissimo) e pretendere giustamente di più per rinnovare il contratto. Detto questo, sono stati D&D in una loro intervista a dire che non era possibile lasciarle andare perchè appunto sono richiestissime, quindi le devi tenere nella serie non le puoi tenere in Stand by perchè loro in Stand By non ci restano (se non a delle condizioni contrattuali molto vantaggiose per loro).

      – I tagli li puoi giustificare pure perchè non c’è tempo per trattare quei filoni. Sono anni che cercano di farsi allungare la stagione a 12 episodi e non ci riescono, la lunghezza degli episodi quella è, il tempo per trattare tutto materialmente non c’è! E con questo rispondo anche alle questione GReyjoy: dove li metti? dove è il tempo? Se già Dorne ci hanno dedicato 4 scene in 2 episodi su 4.
      E per restare su Dorne, D&D hanno dichiarato che fino all’anno scorso non sapevano se avrebbero potuto inserirla o meno, per questioni di budget e di location (penso dipenda dai vari paesi, tasse, vicinanza, trasporti ect), per fortuna è stato possibile invece farlo. Questo ti fa capire che a volte non sono neanche in condizione al 100% di poter fare qualcosa. Per dirti le difficoltà che uno neanche immagina da spettatore.
      Poi il budget, può essere anche alto, ma non è illimitato. Il problema economico c’è sempre.

      Per la questione Bertelsmann vs Time Warner, ovviamente la mia era chiaramente un’iperbole, ma davvero… che hanno da lamentarsi loro? La serie non può stare lì ad aspettare Ciccio Martin che finisce chissà quando. Poi quanti soldi in più gli sono entrati grazie alla serie, tra diritti e copie vendute?

      Divisioni libri stagione: se all’inizio sai di avere a disposizione un piano di 7 max 8 stagioni agisci di conseguenza, e ti dai un piano su cui distrbuire i vari eventi della trama. Se il piano all’inizio era farne 12 (cosa che potrebbe anche succedere ora, visto il successo della serie) magari avrebbero diviso la storia diversamente.

       
      • Pogo scrive:

        Non c’è tempo per trattare i filoni di tutta la saga dici. Può darsi.

        Di sicuro trovano il tempo per trattare cose a caso. E infatti al 5° episodio (che è il 50% di una stagione) uno può dire che questa stagione è stata toppata alla grande, che fa proprio schifo.
        E la cosa divertente è che se ti fai un giro sulla rete, noti parecchi che non sono lettori e rispondono ai lettori di capire anche loro che la stagione è uno schifo, senza essere a conoscenza di alcun stravolgimento, non essendo lettori.

        Il 5° episodio è osceno.

        Ma no, B&W non sono incapaci: è che gli hanno dato dei libri con pagine mancanti.

        Bastava seguire Martin fin dalla prima stagione (nella direzione, non in senso letterale) e sarebbero stati ricordati come dei geni assoluti.

         

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