Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7) 12


Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7)Superata abbondantemente la parte centrale di quest’annata televisiva, Game of Thrones si inoltra con sempre più decisione all’interno del racconto e conferma che le differenze di storie e vicende con le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono ormai irreversibili.

Avvertenza: L’articolo contiene informazioni e riferimenti a tutta la saga di George R.R. Martin, fino alla fine dell’ultimo libro pubblicato, “A Dance with Dragons” (in italiano “La Danza dei Draghi”). Se siete non lettori e non volete spoiler di nessun tipo, vi sconsigliamo vivamente di continuare la lettura di questo articolo.

Per amor di verità, è necessaria un’altra premessa: l’autore di questo articolo, pur essendo un lettore di vecchia data, in linea di massima apprezza le modifiche apportate dagli autori (con eccezione di Dorne, come vedremo) e non ritiene si possa parlare di lesa maestà nei confronti di un’opera che, soprattutto nel quarto e quinto volume, presta il fianco a più di una critica.

Nel precedente articolo dedicato ai lettori avevamo già fatto notare come la strada che Game of Thrones stava intraprendendo fosse sempre più decisa nel rimarcare le proprie differenze con l’opera d’origine; con il settimo episodio, però, la serie non solo continua il proprio lavoro di modifica, ma per la prima volta anticipa avvenimenti che il lettore è – da tempo immemore – desideroso di vedere. Questo, come già da tempo preventivato, significa che Martin potrebbe presto trovarsi costretto a modificare il futuro equilibrio dei libri ancora inediti, che verranno, inevitabilmente, depotenziati nei loro coincidenti colpi di scena.

Manteniamo l’ordine geografico che ci siamo dati con l’articolo precedente e partiamo dal nord.

La Barriera

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7)La Barriera è luogo centrale della narrazione di questa quinta stagione e, pur mantenendo in buona parte il proprio filone narrativo coerente con quanto raccontato nei libri, presenta comunque sensibili differenze, la prima delle quali è la partenza dell’esercito di Stannis al completo: anche Melisandre segue il suo Re, mentre nei libri è fondamentale la sua presenza alla Barriera soprattutto in merito ad alcune speculazioni circa la presunta morte di Jon Snow al termine di A Dance With Dragons (in particolare sulla possibilità che la sacerdotessa rossa possa resuscitarlo, sebbene abbia in passato specificato di non avere tale potere). La partenza è legata anche alla volontà della sacerdotessa di sacrificare la piccola Shireen – assolutamente marginale nei libri – al fine di dare a Stannis la forza necessaria per sconfiggere i Bolton. Com’è ovvio, c’è il totale rifiuto del Re Baratheon (ma non giureremmo altrettanto con Selyse), ma questa parte potrebbe venire comoda per sostituire le vicende circa il figlio di Mance, mai esistito nella serie.

A tal proposito, c’è da notare l’altra modifica importante: Maestro Aemon muore alla Barriera e non c’è, almeno per ora, nessuna partenza di Samwell e Gilly verso Vecchia Città. Non si tratta di un cambiamento da poco, anche perché Sam si ritrova sempre più solo, come Alliser Thorne si premura di ricordargli, e potrebbe essere presente (e quindi rischiare la vita) quando Jon verrà tradito.

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7)Per quanto riguarda quest’ultimo, invece, per ora abbiamo modifiche interessanti: è in partenza per Aspra Dimora per stringere un accordo con i bruti, tra le profonde critiche dei suoi confratelli (mentre nei libri invia Val, personaggio assente nella serie; sulle motivazioni di tale scelta non c’è molto da discutere). Sarà interessante vedere come gli autori gestiranno la vicenda della tanto discussa lettera di Ramsay Bolton in cui si annuncerebbe la morte di Stannis (lettera la cui veridicità presenta qualche dubbio e che prevedrebbe comunque una presenza di Mance ora resa impossibile).

Grande Inverno

Passiamo, adesso, a una delle sezioni più chiacchierate delle ultime settimane, diventata addirittura un caso politico: nonostante la presenza di Sansa Stark in luogo della sconosciuta – alla serie – Jeyne Poole, gli autori decidono di non modificare la terribile storyline che riguardava la falsa Arya, facendo subire a Sansa le tremende angherie di cui siamo purtroppo al corrente. Polemiche, dicevamo, soprattutto riguardanti la scena finale di “Unbowed, Unbent, Unbroken”, in cui Sansa viene stuprata dallo psicopatico Ramsay. Non ci addentreremo qui all’interno della controversia più dello stretto necessario – ci sono molti articoli estremamente validi a riguardo – ma è senza dubbio curioso notare come la violenza di Ramsay sia stata in buona parte censurata dagli autori che ci hanno risparmiato le truculente descrizioni che, invece, Martin ci aveva voluto fornire.

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7)È innegabile che l’impatto emotivo qui gioca una parte fondamentale: se con Jeyne Poole non si poteva puntare su una connessione emotiva del lettore (e quindi si entrava in empatia con la ragazza per il grado di violenza subita), qui stiamo parlando di uno dei personaggi più amati della serie, nonché già in passato vittima di un altro sadico bastardo (parliamo di Joffrey, chiaramente). Sorvolando sulle accuse di sessismo o altro, che lasciano il tempo che trovano, ritengo assai più interessanti le critiche di chi ritiene che, con queste scelte, si sia deciso di bruciare l’evoluzione di Sansa. Ora, partendo dal presupposto che una crescita è tale anche perché è costellata di difficoltà che talora fanno vacillare le intenzioni iniziali, c’è da dire che la Sansa Stark di Grande Inverno è profondamente diversa da quella torturata da Joffrey Baratheon; questa sventurata seviziata dal marito ha comunque la forza, nel settimo episodio, di rispondere a tono a Ramsay sulla sua condizione di bastardo. È vero che è ancora una vittima e che al momento sembrerebbe in una condizione di profondo svantaggio (anche perché lei non ha idea che Brienne sia ancora in attesa), ma questo personaggio è a buon diritto uno di quelli più maturati dall’inizio della serie. A proposito di Brienne e Podrick, le cose sono ancora in stallo e probabilmente lo rimarranno fino all’arrivo di Stannis e allo scontro tra Baratheon e Bolton, con la sempre più probabile sostituzione di storyline della donna con quella di Mance Rayder.

Approdo del Re

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7)Con la restaurazione del Credo Militante, eccoci arrivare finalmente alla parte più interessante della trama riguardante Approdo del Re: l’arresto di Loras e Margaery nel sesto episodio e quindi quello di Cersei nel settimo ci portano di forza agli sconvolgimenti che riguardano la capitale e le forze al comando. Se Tommen Baratheon viene rappresentato in balia degli eventi con estrema efficacia – sebbene la differenza d’età tra la versione cartacea e quella telefilmica ne sminuisca ulteriormente la figura –, a cambiare completamente le carte in tavola sono le motivazioni dietro l’arresto di Margaery. Se nei libri si parlava di grosse macchinazioni di Cersei al fine di un arresto per adulterio, qui la vicenda viene semplificata: Loras imprigionato per sodomia e la regina per aver giurato il falso. Siamo ben distanti dalla complessità dei romanzi, ma probabilmente questa è stata una scelta motivata dalla necessaria semplificazione che la serie è spesso costretta a operare rispetto al materiale di partenza.

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7)I Tyrell incarcerati sono due: questo significa che Loras è – almeno per il momento – ancora vivo, mentre il suo fato nelle Cronache è molto dubbio dopo la battaglia per Roccia del Drago. A cambiare ulteriormente il racconto è il – gradito – ritorno di Olenna Redwyne. L’anziana matriarca – che nella serie ha un ruolo ben più ampio – si ritrova a dover fare i conti con la più grossa crisi che coinvolge la propria famiglia e per la prima volta non riesce a giocare bene le proprie carte, anche a causa di un Alto Passero incorruttibile e fanatico. In suo soccorso c’è l’inedita presenza di Ditocorto nella capitale: è stato lui a fornire Olyvar a Cersei e quindi a permettere l’arresto dei Tyrell, ed è sempre lui a macchinare un nuovo progetto, stavolta contro i Lannister. Non è chiaro se l’accordo tra lui e Olenna sia quello di far confessare Lancel ai danni della cugina (cosa che dà il via al suo arresto) oppure riguardi qualcun altro (lo stesso Olyvar che ritratta le accuse?). Questa inedita collaborazione, soprattutto se fosse confermato il loro zampino nell’arresto della regina madre, mostrerebbe un’altra importante differenza con il materiale originale: se lì Cersei è estremamente abile nello stringersi il cappio intorno al collo (e sarà questa sua incapacità nel governare a spingere Varys a eliminare il saggio Kevan), qui è sì colpevole della propria rovina, ma i suoi errori sono in parte mitigati dall’intervento esterno contro di lei. Una differenza non piccola nella caratterizzazione del personaggio.

È evidente, quindi, che anche ad Approdo del Re ci ritroviamo con storyline profondamente cambiate rispetto al materiale di partenza, con conseguenze potenzialmente esplosive: adesso che Jaime è a Dorne e non all’assedio di Delta delle Acque, quale sarà il motivo della sua assenza in difesa della sorella ed amante? Nelle Cronache a decretare la loro lontananza è stata anche la scoperta dei suoi molti amanti per opera di Tyrion: gli verrà comunicata la confessione di Lancel, oppure sarà trattenuto come prigioniero a Dorne? In entrambi i casi, il rapporto tra i gemelli pare comunque essere meno compromesso di quanto lo sia nei romanzi (e non è una differenza da poco).

Dorne

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7)Arriviamo alle note dolenti: Dorne rappresenta il fallimento più eclatante nel lavoro di riscrittura dell’opera di Martin. Come viene fatto notare in questo brillante articolo, il maggiore insuccesso degli autori è stato proprio quello di smontare una delle storyline più interessanti dell’intera scrittura martiniana, ovvero la rappresentazione del più peculiare e moderno regno di Westeros. Non solo a Dorne viene concesso pochissimo tempo (un giorno capiremo perché nella sigla non compare l’indicazione di Lancia del Sole bensì quella generica del regno), ma le vicende ivi tratteggiate sono approssimative e piene di difetti. Escludendo la breve scena di Tyene e Bronn in “The Gift”, che sembra riaccendere un po’ il ricordo del dorniano finora più riuscito (il compianto Oberyn), il tentativo di rapimento di Myrcella è un disastro sotto ogni fronte: la trama viene insultata dalla più banale delle coincidenze (Jaime e Bronn arrivano nello stesso istante delle Serpi), con l’aggravante di averci presentato la più sciatta rappresentazione di un combattimento sinora realizzata. Probabilmente questa sezione narrativa paga lo scotto d’aver puntato sulle Serpi piuttosto che sulla ben più affascinante Arianne, ingiustamente tagliata fuori in favore di Ellaria (che passa dal proteggere le ragazzine a volerle uccidere) e di uno scialbo Trystane. Ad ora, settimo episodio compreso, non è ancora chiaro il perché si sia scelto di mandare Jaime e Bronn al Sud, né il perché a Doran Martell venga riservato così poco tempo.

Questo impoverimento della trama ha significato, almeno per ora, la totale assenza della storyline di Myrcella regina dei Sette Regni e dello sguardo progressista e femminista proprio del mondo dorniano. Una delle teorie avanzate è quella dello slittamento degli interessi di Doran da Aegon Targaryen a Daenerys e quindi a un’alleanza con Lord Varys. Anche se questo dovesse verificarsi, il colpo di scena avrà probabilmente scarsa presa, perché è davvero difficile che uno spettatore che non conosce le Cronache possa davvero essersi interessato a quanto accade a sud delle Montagne Rosse.

Braavos

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7)Mentre attendiamo l’arrivo di Mace Tyrell e Meryn Trant (la cui probabile morte potrebbe essere lo spazio vuoto nella Guardia Reale da lasciare alla presunta Montagna) dati per dispersi nel Mare Stretto, in quel di Braavos continua la storyline di Arya Stark e il suo percorso per diventare Nessuno – passando prima per qualcun altro. Si tratta del racconto più fedele all’originale e che riesce a tratteggiare con efficacia la lenta crescita della più piccola degli Stark. Con il suo accesso nella stanza dei molti volti – in netto anticipo rispetto al percorso che spetta alla ragazza nelle Cronache –, veniamo messi di fronte a uno degli scenari più affascinanti di Game of Thrones e che riesce a rievocare molto bene la sensazione generata da Martin. Come nei libri, però, non possiamo fare a meno di avvertire tutto questo filone narrativo come troppo distante dal tema principale, una lunga digressione di cui non riusciamo a vedere la fine.

Meereen

Quando parliamo di cambiamenti rispetto ai romanzi, non possiamo che soffermarci su un altro segmento narrativo, quello che coinvolge Tyrion Lannister e Jorah Mormont. Qui tutto è estremamente semplificato e i tagli rispetto all’originale sono enormi. Niente Connington, niente Aegon Targaryen (!!!) né tutta la lunga narrazione dei viaggi in mare e dell’entrata in scena della Compagnia Dorata: Jorah e Tyrion proseguono il loro viaggio attraverso Valyria (profondamente differente da come viene descritta da Martin, assai meno spettacolare), scontrandosi con gli Uomini di Pietra. Se avevamo ancora una speranza di incontrare i due Griff, abbiamo l’ennesima conferma che ciò non avverrà: è infatti Jorah Mormont ad ammalarsi di greyscale, sorte che nelle Cronache apparteneva a Connington.

Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7)Questa enorme semplificazione di un percorso che nella saga è di una lentezza estenuante e ricco di digressioni non sempre apprezzate, è volta a un obiettivo fondamentale: portare lo spettatore al primo incontro tra Daenerys Targaryen e Tyrion Lannister. Un incontro reso ancor più ineluttabile dall’inedita morte di Barristan Selmy: tale eliminazione si spiega proprio con la sostituzione del minore dei Lannister con Barristan negli avvenimenti che avverranno di qui a breve. Si tratta di un cambiamento, come dicevamo in apertura, fondamentale, perché per la prima volta la serie televisiva inizia ad anticipare fatti che accadranno solo in futuro nei libri. Siamo al punto di non ritorno, quel momento in cui il lettore conosce la sensazione di essere in svantaggio rispetto agli spettatori. C’è, però, qui ancora da ammettere che sebbene l’incontro sia inedito nelle Cronache, il ruolo rivestito da Tyrion, almeno all’inizio, dovrebbe essere già noto ai lettori.

C’è solo un’ultima considerazione che ci permettiamo di fare (ciascuna delle sezioni trattate avrebbe meritato molte parole in più, ma la lunghezza è già considerevole) e che riguarda proprio l’approccio che i lettori dovrebbero avere nei confronti della serie televisiva. Anche grazie all’enorme successo degli ultimi anni, Benioff e Weiss hanno operato – in alcuni casi per necessità, in altri probabilmente per semplificazione – notevoli tagli e cambiamenti rispetto all’opera prima, per non parlare di deviazioni considerevoli rispetto al percorso noto. In alcuni casi queste differenze sembrano degli insulti, in altri – dobbiamo ammetterlo per onestà intellettuale – si sono dimostrate piuttosto fortunate, soprattutto laddove era evidente un minor controllo di Martin rispetto al materiale che gli apparteneva. Soprattutto in riferimento alle parti più fantasy è stata operata una selezione e riduzione considerevoli, anche perché ci troviamo di fronte a un genere che, con profonda ignoranza, viene spesso considerato minore ed adolescenziale. Sia quel che sia, l’unica soluzione è seguire Game of Thrones non più come un adattamento televisivo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ma come un’opera “ispirata a”. Solo in questo modo se ne potranno apprezzare le scelte narrative (o criticarle, come nel caso di Dorne) a prescindere dal background letterario di provenienza; altrimenti si rimarrà costantemente delusi e, a questo punto, viene da chiedersi che senso abbia continuare a seguire una serie che ci fa sempre più orrore.

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12 commenti su “Game of Thrones – L’Angolo dei Lettori (Episodi 5-7)

  • Boba Fett

    Se con questo quinto capitolo televisivo, il solco che divide le due versioni è diventato una faglia, non posso non chiedermi cosa accadrà nella prossima stagione.
    A occhio e croce Benioff e Weiss, a quest’ora, avranno già iniziato a buttar giù pur qualcosa in previsione del primo ciak che di solito viene dato in estate. Altro che anticipazioni: la prossima stagione potrebbe essere la prima nemmeno lontanamente ispirata alla saga di Martin, la prima creata tout court dai due showrunners. Martin, nel frattempo, continua ad annunciare e disannunciare il sesto volume, dando al lettore l’impressione di una profonda crisi/insicurezza.
    Comunque, a tre passi dalla conclusione, questa quinta stagione mi sembra un’ottima annata, ne sto apprezzando la densità narrativa che paradossalmente manca proprio al corrispettivo scritto: ottime regie, recitazione di alcuni interpreti più deboli come, ne prendo uno a caso, Kit Harington, migliorata, una sempre grande attenzione ai particolari come i temi musicali legati ai personaggi principali e i cromatismi delle scene quasi tutte virate al blu scuro per sottolineare anche visivamente che “l’inverno è finalmente arrivato”.
    Curioso che, a fronte di tutto ciò, per la prima volta nel suo primo lustro di vita, le curve degli ascolti e del gradimento siano in discesa, segnando un record negativo proprio con The Gift e chissà che anche questo non influenzerà gli autori alle prese con il “dopo”…

     
  • Renè

    Penso che la questione sulle diverse (tra libro e serie) manovre di Cersei spieghi un pò tutto. Se nei libri l’idea è tutta sua e si distrugge con le sue stesse mani, nella serie il tutto è limato per lasciare spazio di azione ad altri personaggi: Olenna e Ditocorto (che ricordiamocelo nel libro è parcheggiato: motivo: “non so che cosa fargli fare per allungare il brodo” e che, almeno a me, nella serie ha stancato vederlo come uno stratega sovrumano che: sa tutto, vede tutto, anticipa tutti e ha sempre la pedina giusta da spostare e ci son volute 5 stagioni perchè una lo minacciasse chiaramente) su tutti.
    Fermo restando alcune soluzioni tirate sui capelli (il motivo dell’arresto di Margerey) fra tutte le storyline quella di Approdo è quella che forse è riuscita meglio a rappresentare il momento di rottura con i libri: senza troppi scossoni e tagli, come nel caso dell’incontro Tyrion/Daenerys, e senza imbarazzanti messe in scena come la “battaglia” di Dorne.

    Forse per contentare i FANdamentalisti dei libri era questa la strada da seguire?
    Sono lamentele che esistono fin da quando è nata la serie. E sinceramente, e lo dico da lettore dei libri, è una questione abbastanza infantile.
    Sia chiaro, anche a me non dispiacerebbe vedere traportata, quasi pari pari, in immagini una saga letteraria o un romanzo ma quando le critiche diventano “hanno rovinato il Theon della saga”, “ma quel personaggio non c’è quindi che schifo” o “hanno tolto quel personaggio non è più AISOF” beh si scade nell’infantilismo.
    Perchè al massimo hanno cambiato il Theon della serie (come poi possano aver cambiato un personaggio in una serie che è quel personaggio nella serie e non un altro, rimane in mistero) e non hanno assolutamente intaccato il personaggio di una saga che puoi tranquillamente continuare a leggere. Non hanno stravolto nessuna storia togliendo o aggiungendo quel personaggio perchè la storia del libro rimane quella del libro e nessuno te la potrà toccare. Puoi, posso, possiamo godercela lo stesso

    Onestamente gran parte delle critiche (quelle dei fandamentalisti duri e puri) alla fine si riducono a una sorta di superiorità rispetto all’utonto medio della tv e del libro in generale rispetto ad altri prodotti. Un pò come le nozze rosse e quelli (Stephen King in primis) se ne uscivano con: “oddio ma è da 15 anni che si sa, che c’è di sconvolgente”, che è come andare da uno che non ha mai visto “I Soliti Ignoti”, lo sta guardando per la prima volta, e prenderlo per cretino perchè “lo sanno tutti chi è Kaiser Sose, di che ti stupisci”.
    Beh, non c’è nessun obbligo di leggere quel libro, di leggere quella saga e financo di leggere un qualsiasi libro o di conoscere la fonte da cui prende spunto
    E il fatto che tu lo sappia e il resto del mondo no, forse ti fa più figo nel tuo mondo, ma rimane sempre il fatto che hai letto un “prodotto di intrattenimento” prima di altri, non capito cosa cavolo pensasse Rimbaud mentre scriveva “le illuminazioni”.

    Dopo un pò mi pare come andare ad assistere a una partita di calcio a 5 e trovarmi accanto uno che si lamenta che non è calcio perchè i giocatori in campo sono 10, non ci sono centrocampisti e , che schifo!, manca il fuorigioco. O andare a un torneo di ping pong e criticare che la battuta non è uguale per niente al servizio nel tennis.

    Davvero se c’è qualcuno che è rimasto deluso perchè GOT non è come nei libri mi spieghi dove sia il problema, se non quello che ci si aspettava una riproposizione in telefilm precisa e uguale. Perchè qualsiasi critica sulla serie tv fatta male, su Sansa gettata in situazioni dosate con schizofrenia, sulla battaglia di Dorne girata come fosse una scenetta di Benny Hill, come se leggere quel libro, leggere quella saga o leggere in se debba essere un obbligo. può essere fatta guardando al medium serie tv, senza bisogno di paragonarlo alla fonte da cui nasce.
    Dell’assenza o meno di un personaggio rispetto al libro, penso che nessuno possa giudicare perchè ancora la storia come la vogliono raccontare in GOT è in divenire, quindi è del tutto inutile dire: “nel libro è importante quindi qua non ce l’hanno messo, che skifo!!11!1” 😛

    Scusate il papiro 😛

     
  • Gabriele

    Sono contento che qualcuno finalmente muove delle critiche anche verso i romanzi. La serie (di cui sono grande ammiratore) è stata criticata da sempre, paragonandola ai libri e dicendo che cosa ha fatto peggio. Ci si dimentica che questi cambiamenti sono anche necessari per i difetti presenti nei libri (il numero di personaggi e storyline esagerato e la loro cattiva organizzazione. Martin non è mai stato bravo a fare economia) oltre ad altre innumerevoli ragioni.

     
  • il Teo

    Da avido lettore dei libri di Martin devo ammettere che la serie ha colmato molti dei loro difetti… In primis l’eccessiva lunghezza delle storyline e la continua aggiunta di personaggi. Temo che le voci siano vere.. Martin si è incartato, ha realizzato che non gli basteranno due libri per chiudere la narrazione e che la serie tv anticiperà i colpi di scena. Questo a lui aggiungerà ansia all’ansia. Credo che alla fine lascerà l’opera incompiuta.

     
  • Pogo

    La serie televisiva è ormai una robetta trash scritta da dei tizi che si sono fatti sfuggire di mano il punto di rottura tra il seguire i libri e farsi ispirare (che sono sì, due cose diverse, ma appunto per questo si decide prima se seguire o no).
    Così che un manipolo di mascherati con dei taglierini uccidono tutti – tranne uno – gli immacolati e, come se non bastasse, Barristan.

    Il problema è che se anche non esistessero i libri, una scelta del genere dopo aver visto le prime stagioni, è incoerente.
    Così come Stannis. Per tacere di tutta la situazione di Sansa. Quella supera ogni limite. Il Ditocorto narrato nelle prime stagioni, non farebbe mai una mossa tanto stupida. Dare Sansa ai Bolton.

    Il lavoro che stanno facendo gli autori è indifendibile a prescindere dall’esistenza dei libri. Anzi, visto che non seguono più i libri (già definire la serie ispirata è troppo per questa quinta stagione) valutiamo solo la serie: una roba trash medieval-fantasy che ha un budget clamoroso.

     
  • Estraneo

    Io credo che la 5° stagione sia stata fatta con un atto di presunzione dagli autori. Il libro, nonostante la sua lunghezza estenuante, dovrebbe essere il copione della serie, puntata per puntata. Questo fino ad ora è stato fatto più o meno bene tanto da far collaborare Martin agli episodi finali delle precedenti serie, ma in questa stagione gli autori se ne sono sbattuti altamente. Hanno fatto morire chi non doveva, hanno fatto incontrare chi non era vicino neanche ad avvistarsi, hanno cancellato alcuni personaggi(in precedenza avevano cancellato Manifredde, un non morto senziente dal viso coperto da una sciarpa a cavallo di un alce morta, il quale doveva aprire il Portale delle Tenebre, un albero bianco cadaverico sotto la barriera che bloccava l’entrata dall’altra parte e apribile solo con il giuramento dei guardiani della notte,per far passare Bran, i Reed e Hodor, con l’aiuto di Sam l’unico guardiano della notte vivo perciò l’unico che poteva aprirlo), hanno fatto stuprare Sansa anche se lei era lontana dall’Incontrarsi con Il bastardo di Bolton. A parte queste “piccolissime” differenze dal libro potrei elencarne altre, tipo la battaglia del Nord, solamente annunciata e l’estromettere l’inizio della battaglia nella baia degli schiavisti, guidata da Occhio di Corvo, lo zio di Theon, in possesso del corno che dovrebbe controllare i Draghi di Dany.(Altro personaggio non presente nella serie) oppure il gioco di mano fatto da Ditocorto nella stagione che nel libro non fa . Insomma fino alla 4 stagione le differenze c’erano ed erano accettabili perché da un testo scritto alla realizzazione televisiva/cinematografica ne passa di acqua sotto i ponti… però adesso sono deluso dalla serie che mi aveva sorpreso perché una delle poche serie ha seguire il testo che aveva voluto riprodurre in video; questa stagione ha fatto marcire in me l’entusiasmo che avevo per la serie del libro che mi appassiona. Io spero; anche se la speranza è l’ultima a morire in questo caso credo che sia la prima ad andare via; che la sesta stagione riporterà il filo narrativo della quinta, ove possibile, al filo narrativo della saga fantasy di “Babbo Natale” Martin che spero si decida a finire prima che il tempo faccia il suo corso,visto la sua avanzata età e le sue generose forme. Quindi finché Martin non pubblicherà il sesto volume, e spero più attivo dell’ultimo, oppure non morirà non guarderò più Game of Thrones perché ho la quasi assoluta certezza che prenda un andamento del tutto differente da: Sing of Ice and Fire(il nome originale della saga di Martin).

     
  • Kris

    Splendido articolo. Non posso che condividere, parola per parola, tutto ciò che hai scritto. Anche io sono una lettrice e, anche io come te, ho apprezzato molte delle modifiche che sono state fatte rispetto al materiale originale. Di certo GOT ha molti difetti, soprattutto a livello di sceneggiatura. La vicenda di Dorne ne è un esempio lampante: in assoluto la story-line più sciatta, debole, squallida mai vista!

    Ciò nonostante GOT, soprattutto in quest’ultima stagione, ha avuto il merito di semplificare e rendere molto più fruibili delle storie che, al contrario, nei libri sono esageratamente lunghe, articolate, per non dire mortalmente noiose.

    Del resto i tempi televisivi sono ben diversi da quelli del mezzo scritto e non è detto che ciò che su carta funziona bene, debba funzionare bene anche in TV. In altri termini, non sempre è possibile trasporre alla lettera quanto narrato in un libro, per il semplice fatto che il linguaggi usati sono molto diversi!

    Detto questo, nemmeno io riesco a comprendere la folta schiera di lettori delusi (per non dir incazzati) che continuano a scagliarsi inesorabilmente, ogni anno, ad ogni nuova stagione di GOT, contro gli sceneggiatori, rei per l’appunto di lesa maestà perché hanno osato modificare “il verbo” di G.R.R. Martin.

    Se poi si tiene conto del fatto che, soprattutto i suoi ultimi due libri sono tutt’altro che dei capolavori, tali continue critiche appaiono incomprensibili e del tutto fuori luogo.

    Al tal proposito la domanda sorge spontanea: perché mai continuate a guardare GOT se non vi piace? Perché guardarlo se (come mi ha detto una fan accanita di Martin) “è doloroso vedere sistematicamente rovinati, anzi stuprati, dei personaggi e delle storie che ho tanto amato”?
    No, davvero, spiegatemelo!

    Questo comportamento ha un nome: si chiama masochismo!