Person of Interest – 4×21 Asylum 2


Person of Interest - 4x21 AsylumCon un po’ di delusione, questa seconda parte della quarta stagione ha lasciato molti spettatori piuttosto scontenti non per una qualità inferiore degli episodi, ma per la scelta di lasciare così a lungo la trama principale in sospeso; questo ci ha costretto, quindi, alle porte del finale di stagione, ad un’improvvisa ma eccellente accelerata.

Fughiamo ogni dubbio, per cominciare: Person of Interest è senza discussione una delle migliori serie dei canali broadcast, da anni ormai diventato indiscusso simbolo di come sia possibile creare uno show di intrattenimento non solo in grado di tratteggiare dei personaggi con insolita profondità, ma soprattutto di parlare di temi d’attualità con chirurgica attenzione. Ciò ribadito, non possiamo nascondere che, nonostante una prima parte di stagione che rispondeva bene alle forti aspettative dovute alla scorsa annata, questo secondo blocco ha scricchiolato moltissimo; per affrontare sul serio la trama principale abbiamo dovuto aspettare il penultimo episodio di una serie che, ad oggi, non ha ancora ricevuto un verdetto ufficiale circa la propria continuazione.

Perché attendere così tanto? È una domanda che ci stiamo ponendo da un po’, ma se il ritorno della trama principale è coinciso anche con la fugace apparizione di Sarah Shahi, possiamo confermare che il parto gemellare dell’interprete di Shaw abbia effettivamente scombinato un po’ i piani. Dopo alcuni episodi puramente riempitivi ed un altro, lo scorso, che pur nella propria forza e poesia era comunque marginale nel gran piano della storia, finalmente entriamo nel vivo con tre racconti paralleli che non ci permettono nemmeno un attimo di respiro.

So tell me, how does it feel knowing that you’re responsible for your friend’s death?

Person of Interest - 4x21 AsylumReese e Fusco sono i protagonisti della sezione di trama riguardante la già da tempo annunciata guerra per il potere tra la malavita di New York: Elias e Dominic arrivano ad una resa dei conti che si mostra anche come la parte meno riuscita dell’episodio. Il problema principale risulta essere una fretta espositiva dovuta alla mancata stesura di questa trama in un arco di puntate più ampio, per cui la sensazione di vero e proprio scontro è solo marginale. Ciò nonostante, grazie anche ad una sublime presenza scenica di Enrico Colantoni, Elias cattura completamente la scena e domina lo scontro con una serie di astute (quanto estremamente prevedibili) trappole che gli permetteranno di vendicarsi dell’assassinio di Anthony. Il suo obiettivo non è più la conservazione di un potere al quale non pare ormai particolarmente legato, ma poter vendicare l’onta di essere stato lui ad uccidere l’amico di infanzia, ripagando Dominic con la stessa moneta.

Tocca ad un redivivo Reese garantire ad Elias almeno qualche ora di sopravvivenza in più. Chi temeva che lo scorso episodio fosse solo un garbato omaggio a Taraji P. Henson potrà per fortuna ricredersi: apparentemente il ritorno di una Carter immaginaria ha sbloccato qualcosa nella mentalità dello stesso Reese, che ha finalmente compreso di non riuscire a fare tutto da solo chiudendosi in se stesso; con questo suo nuovo atteggiamento, la partecipazione di Fusco sembra essere sempre più diretta (chissà, magari un giorno scoprirà tutta la verità sulla Macchina – e pensare che è tutto cominciato con un ricatto). Da non sottovalutare, alla luce del discorso sulla Macchina che faremo a breve, la presenza di Harper, inviata da “Thornhill” per difendere i suoi agenti.

 Did it tell you to do that? Did it think that you could handle me too?

Person of Interest - 4x21 AsylumIl tanto atteso ritorno di Control finalmente è arrivato: la donna ha smesso di giocare nelle retrovie e di credere ciecamente in ciò che le veniva impartito. In perfetto stile spionistico, Control riesce via via a smascherare sempre più chiaramente le intenzioni di Samaritan e dei suoi agenti infiltrati. Veniamo a conoscenza di questa fantomatica Correzione, un programma – presumibilmente un attacco in larga scala – che permetterà uno stravolgimento nelle forze di potere mondiali. Person of Interest prosegue con sempre più decisione nella creazione di una mitologia che si spinge molto più in là di quanto questa serie crime abbia voluto mostrare finora: l’idea di Samaritan che acquisisce potere avvicina sempre più questa serie alla fantascienza pura, arricchendosi di nuovi possibili archi narrativi talmente vasti da lasciarci immaginare di tutto.

Control, adesso, non sembra più essere una pedina secondaria in questa enorme scacchiera, ma una presenza attiva e decisa, un aiuto estremamente valido al Team Machine. Se ce ne fosse ancora bisogno, questo episodio rimarca ulteriormente quanto il personaggio in questione sia uno dei più interessanti della scrittura di Nolan: una donna spietata volta alla difesa dell’America, ma che si ritrova a scoprire di essere solo una pedina nelle mani di un sistema più grande di lei. Il “bene superiore” è sempre stato la chiave che le ha permesso di mettere in atto anche azioni moralmente discutibili, vere e proprie stragi per la sicurezza dei cittadini americani. Chi è, però, stavolta a decidere qual è il mondo migliore? In cosa Samaritan è diverso dalla Macchina?

You are wrong, Harold. You are not interchangeable.

Person of Interest - 4x21 AsylumPer avere una risposta, non dobbiamo andare lontano, è la stessa Macchina a rivelarcelo: assimilando la lezione da Samaritan, infatti, anche l’Intelligenza Artificiale creata da Finch impara a parlare (strepitoso che anche la scrittura, come il layout video sia di qualità inferiore rispetto al nemico); e le sue prime parole sono volte a comunicare che Lei non è affatto come l’avversario che stanno disperatamente cercando di sconfiggere.
In una costruzione – questa sì – estremamente convincente, il tema della moralità della Macchina è stato con attenzione costruito da parecchio tempo ed ha brillato in particolare nell’episodio “If-Then-Else” in cui Finch le insegnava, insieme alle regole degli scacchi, alcuni aspetti di moralità umana. Grazie proprio all’intervento del suo creatore, che ne è sempre stato spaventato, la Macchina ha ora dimostrato di non voler perdere le persone che si sono affidate a lei, di non voler più deluderle: se per salvare loro la vita è necessario “sacrificarsi”, allora Essa non si tira indietro.

Person of Interest - 4x21 AsylumQuanto sono distanti da quest’immagine Samaritan e Greer che non battono ciglio alla morte di Martine? “How arrogant of you to think that any of us are anything but irrelevant” dirà Greer, ormai sempre più votato al progetto globale di Samaritan con una fede quasi cieca. Due visioni a confronto, due mondi profondamente differenti l’uno dall’altro che non riescono ad avvicinarsi né a parlarsi. Finch aveva fatto bene a temere una “ribellione” delle macchine contro l’umanità, solo non aveva messo in conto che le sue premure erano riuscite a porre un freno morale alla propria Macchina. Una macchina con un’anima: quale più sublime sguardo nelle teorie fantascientifiche di questo? Si è partiti da un crime mediocre e si è arrivati a pura filosofia sul futuro.

Ed ora? Ormai siamo arrivati al finale – un episodio che già solo dal titolo, “YHWH”, sembra confermarci la volontà di fare le cose in grande – che concluderà questa strana annata. Samaritan ora conosce la locazione della Macchina, Dominic è uscito “ferito” ma non sconfitto dallo scontro con Elias, e Control non sembra affatto intenzionata a seguire obbediente le regole; per non parlare, poi, di Shaw e del lavaggio del cervello che pare aver subito. La sensazione è che le cose non potranno certamente terminare nel prossimo episodio e che necessiteranno di una conclusione più appropriata in una ventilata (e sperata) quinta stagione. Un episodio come questo, però, ci ricorda ancora una volta perché, nonostante qualche défaillance quest’anno, stiamo ancora parlando di una delle migliori serie in circolazione.

Voto: 8 ½

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2 commenti su “Person of Interest – 4×21 Asylum

  • Vincent

    Penso che ci troviamo di fronte a uno dei più belli episodi di PoI. E credo che ci sia poco o nulla di non riuscito. La parte riguardante Elias-Dominic è semplicemente geniale. Così come il sistema primitivo ideato da Elias per recapitare messaggi, che secondo me meritava più attenzione: in un mondo iper sorvegliato, intelligenze artificiali sempre più umane e sempre più potenti eppure un preistorico sistema in una metro abbandonata riesce a far passare i messaggi in bottiglia? Applausi a scena aperta per Johnatan Nolan e per una serie che, anche nei momenti in cui non progredisce con la trama, propone episodi di qualità eccelsa.

    p.s. Giudizio che cambierebbe radicalmente nel caso non venisse confermata la 5 stagione, chiaro.

     
  • Gianni

    Recensione perfetta come l’episodio.
    Concordo sul fatto che la seconda parte di stagione sia stata veramente fiacca, ma confido che in queste ultime due vengano sviscerati, e bene, tutte le tematiche, come sempre fatto.
    Sinceramente spero non ci sia una quinta stagione o, almeno, che non sia così lunga: 22 puntate disseminate a cadenza stramba nell’arco di 9 mesi non aiuta. E poi, se andiamo a vedere di stagione in stagione, la prima ha parlato di Reese, la seconda di Finch, la terza di Samaritan, la quarta della lotta Samaritan – Machine, ed una eventuale quinta? Non mi vengono in mente altri sviluppi, ma sicuramente non sono Nolan, per cui …