Ballers – 1×01 Pilot


Ballers – 1x01 PilotL’evento più atteso dell’anno in casa HBO era senza dubbio la trasmissione della premiere della seconda stagione di True Detective, e non è un caso che l’emittente abbia deciso di lanciare in coda la sua nuova comedy interpretata nientemeno che da Dwayne “The Rock” Johnson.

Bastano pochi minuti per capire che si tratta di una “roba da maschi”, o forse no; forse questa è solo la sua apparenza superficiale e in realtà si tratta della messa in scena, parodica e deforme, di tutti i cliché delle “robe da maschi”. Di sicuro c’è una spasmodica tendenza al politicamente ed eticamente scorretto, tanto da scegliere come evento scatenante dell’intera narrazione il funerale di un personaggio, evento rappresentato come il regno dell’ipocrisia e della finzione. Da quel momento i protagonisti iniziano a convergere in una sorta di affresco degenere del mondo delle star del football americano, fatto di macchine enormi, gioielli ultra scintillanti e donne di plastica. I legami principali riguardano le figure maschili, focalizzate su un modello narrativo simile a Una notte da leoni: la messa alla prova della mascolinità, a colpi di sfide più o meno divertenti, diventa lo spazio critico in cui emergono le insicurezze di ciascuno e, soprattutto, il dispositivo che crea situazioni comiche esilaranti, ovvero la principale ragion d’essere della serie.

Ballers – 1x01 PilotScusate, la seconda principale ragion d’essere. La prima, inevitabilmente, risponde al nome altisonante di The Rock, living legend per antonomasia, presenza attoriale che coniuga alla perfezione un corpo ipertrofico anni Ottanta e un volto perfettamente auto-ironico. L’intera serie è costruita sulla sua figura, sia dal punto di vista spaziale (il suo screen time è spropositato), sia a livello narrativo, tanto che tutti i personaggi rappresentano una sorta di suoi figli minori, tanti piccoli emuli non riusciti di una figura leggendaria. Nel rispetto di ogni stereotipo, e ripercorrendo la sua carriera di wrestler, il suo personaggio è un ex difensore della squadra di Miami che ora si è riciclato in consulente finanziario dei fenomeni della nuova generazione. Spencer – questo il suo nome, anche se tutti lo chiameranno sempre The Rock – è naturalmente il più grosso, il più forte, il più simpatico, quello che può avere le donne più belle e il conto in banca con più zeri, colui che nonostante sia tutt’altro che un uomo perfetto (specie sul fronte delle responsabilità) ha sempre consigli da dispensare. Tutto l’episodio sembra infatti scritto esclusivamente per il suo lungo monologo nella fase centrale, una sorta di sintesi dell’intera serie, in cui The Rock diventa il mattatore unico, esaltato dall’obiettivo della telecamera.

Ballers – 1x01 PilotAl di fuori della tellurica presenza di Johnson, ci sono altri due personaggi che da questo episodio d’esordio sembrano avere una caratterizzazione di un certo livello, oltre che il compito (guarda caso) di esaltare le capacità del protagonista: Rick e Charles. Il primo, interpretato da John David Washington, figlio di Denzel, è al contempo la testa calda e la stella del football americano contemporaneo, colui il cui percorso di formazione è affidato a Spencer e non a caso il destinatario del monologo citato. Il secondo, Charles, è come Spencer un ex campione, ma a differenza sua non è né così bello, così ricco, così muscoloso, né così famoso. Questi è infatti il lato sfigato dell’ex campione, il vettore che ci porta nella comunità afroamericana e ci fa conoscere tutti gli stereotipi del caso, non ultimi la quantità esorbitate di insicurezza nascosta dietro questi enormi corpi e il ruolo fondamentale ricoperto dalle donne nella vita dei presunti maschi alfa. Il mondo di Charles è fatto di famiglie allargate, di regole perennemente violate alla ricerca della sopravvivenza, di nessun senso delle istituzione e da una vita perennemente accompagnata dalla musica hip hop.

In conclusione, da questo pilot Ballers si presenta come una serie molto divertente, dedicata sia a tutti i fan di The Rock, ma anche agli appassionati della commedia americana contemporanea fatta di gag imbarazzanti spesso incentrate sul sesso. A questo proposito, non bisogna dimenticare che si tratta sempre di una produzione HBO: in quanto tale è girata in single camera, è ricca di sesso esplicito, di esibizione di corpi nudi e caratterizzata da una selezione musicale raffinata e strettamente correlata alle vicende narrative.

Una serie senza grosse pretese, ma che renderà le nostre estati sicuramente meno noiose.

Voto: 6½

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Informazioni su Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

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