Bloodline – Stagione 1 5


Bloodline - Stagione 1Piccole bugie, mezze verità, grandi tradimenti e le loro conseguenze: la prima stagione di Bloodline ha esplorato i luoghi oscuri di quella “linea di sangue” che lega indissolubilmente (a volte fino alle estreme conseguenze) i membri di una famiglia. E nel corso degli episodi da family drama si è trasformato in un vero e proprio noir, spietato e intriso di sangue e ambiguità.

La famiglia è un legame che ci unisce per la vita a un gruppo di persone e che non tiene conto di quanto ci piaccia come queste persone sono, o come sono diventate. È una responsabilità che va oltre la nostra individualità per entrare nel terreno infido della morale: perché quando bisogna scegliere tra la famiglia e gli estranei, la decisione è relativamente semplice; ma come si può scegliere, tra i singoli membri della propria famiglia – moglie o madre, fratello o figlio –, chi è più meritevole del nostro amore, della nostra lealtà, della nostra fiducia? Bloodline gioca sapientemente con i dilemmi morali e i chiaroscuri della famiglia Rayburn, che dopo il ritorno di Danny si trova a dover fronteggiare le ferite morali che la sua presenza riapre in ogni singolo membro del clan.

You don’t just give up on family.

Bloodline - Stagione 1Alla visione del primo episodio, lo show appariva come un dramma familiare dalla struttura non lineare, ben girato, con un cast stellare di attori e arricchito dalla magnifica ambientazione delle Florida Keys; molto, ma non abbastanza da far gridare al miracolo, vista la qualità cui Netflix ci ha abituato. Ma le apparenze ingannano; e come i membri della famiglia Rayburn mentivano gli uni agli altri, svelando a poco a poco (e involontariamente) i propri inganni e debolezze, così gradualmente gli autori ci hanno rivelato un solido racconto che parla di doppiezza, demoni interiori e fantasmi del passato, e che sembra uscito dalla penna di John Updike.

Why do you always think I’m in trouble?

Bloodline - Stagione 1La storia del ritorno a casa del figliol prodigo, partita come un cliché narrativo, ha svelato presto il suo lato più dark: in realtà Danny non sta solo tornando a casa, ma vuole vendicarsi. Il suo piano non è chiaro, le sue intenzioni non sono forse così pessime (almeno all’inizio), ma l’accumulo di dolore e risentimento che prova nei confronti del resto dei Rayburn è come un grosso tumore che cresce lentamente e inesorabilmente. Allo stesso modo gli sceneggiatori costruiscono, con pazienza e fino al punto di rottura, le personalità dei personaggi e i loro legami, non risparmiando nessuno. Perché nessuno dei fratelli è innocente, forse nessuno è neanche davvero colpevole, ma tutti pagheranno il prezzo delle proprie scelte.

We are felons.

Bloodline - Stagione 1Grazie ad un intelligente uso dei flashback e all’interpretazione di attori ottimi (su tutti, Cardellini e Mendelsohn ma anche la stupenda Chloe Sevigny), che fanno del non sembrare fisicamente fratelli – e non comportarsi come tali – un punto di forza, in Blooodline sono le storie segrete dell’infanzia che escono in superficie a farci capire le ragioni dell’ostilità presente e passata. L’origine primaria del male che serpeggia nella famiglia è la relazione tra Danny e il padre Robert, che, seppur presentato come un bonario pescatore che suona l’ukulele, è un violento che esercita un controllo ferreo (fisico e mentale) sulla propria famiglia, per cui la morte della figlia preferita Sarah è solo una scusa per sfogare i propri impulsi picchiando il primogenito. La paura del padre e delle conseguenze, unita ad un senso di solidarietà distorto, fa sì che il resto dei Rayburn faccia quadrato intorno a Robert e che la responsabilità di ogni cosa (anche delle botte prese) ricada sull’adolescente Danny, che non si riprenderà mai davvero da questo episodio.

It doesn’t end for me. Why should it end for you?

Bloodline - Stagione 1Un momento chiave che cambia i ruoli di ognuno e segna il fato di tutta famiglia, destinato comunque a compiersi anche se molti anni dopo: attraverso una narrazione intricata che mescola memorie ed eventi presenti – specialmente per Danny, un uomo-bambino che vive in una sorta di mondo sospeso tra visioni della sorella morta, registrazioni delle bugie dei fratelli e chiacchierate nostalgiche che sembrano voler indagare ogni verità nascosta – è reso evidente l’effetto che le decisioni del passato hanno sul corso della storia. John è diventato l’uomo risoluto e responsabile, il fratello perfetto che si prende carico di raddrizzare i torti e badare ai più piccoli; Meg e Kevin si lasciano trascinare, l’una dalla docilità della madre e l’altro dall’attitudine violenta del padre, vivendo vite a metà all’ombra della famiglia che è al tempo stesso sicurezza e prigione; la madre Sally ha rinunciato alla propria individualità sottomettendosi a Robert completamente, in nome della buona reputazione e del quieto vivere. Danny è facile da identificare come il bad guy della situazione, ma le soluzioni che la famiglia escogita per tenerlo a bada, allontanarlo o rimediare ai suoi guai non fanno che peggiorare la situazione. Non è neanche una vittima, perché il suo senso di colpa e di rivalsa lo dominano e lo trascinano come una marea, in un continuo cambiamento che lo rende inaffidabile e pericoloso; è semplicemente impossibile per lui fare qualcosa di giusto, perché il “peccato originale” permea ogni sua azione.

Sometimes you know something’s coming, you feel it, in the air, in your gut. You don’t sleep at night. The voice in your head’s telling you something is going to go terribly wrong. And there’s nothing you can do to stop it. That’s how I felt when my brother came home.

Bloodline - Stagione 1Il metodico piano criminale di Danny per rovinare i Rayburn, per far sentire a tutti loro lo stesso dolore di cui lui non riesce a liberarsi, prende forma lentamente e si nutre proprio dei tentativi della famiglia di evitarlo; si intreccia quindi inesorabilmente alle vicende e ai segreti dei fratelli, manipolati da Danny, il quale lega tutti loro (e se stesso) in un nodo che si stringe ad ogni episodio verso una conclusione prevedibile fin dal pilot; infatti, il corpo trascinato nella palude è effettivamente quello di Danny, ma il modo in cui avviene la sua morte è ben più complesso e drammatico di quanto si sarebbe potuto immaginare. Ogni singolo membro della famiglia si sporca le mani per salvare l’albergo e la quiete fittizia: se John dà sfogo alla violenza cui è stato educato uccidendo il fratello, la complicità di Meg e Kevin non è meno grave, così come il colpevole silenzio di Sally.

Are you fuckin’ feeling sorry for yourself?

Bloodline - Stagione 1Dopo una serie di colpi di scena che si susseguono ad ogni episodio, ribaltando continuamente la situazione, alla conclusione di questa prima stagione l’autodistruzione di Danny è completa e la famiglia è salva; tutti sembrano aver trovato la pace, ma l’arrivo di suo figlio – che gli somiglia come un fantasma, quasi una manifestazione fisica della colpa dei fratelli – è il cliffhanger (l’ennesimo) che nuovamente rompe gli equilibri. E proprio la sovrabbondanza di plot twist è forse il maggior difetto dello show, perché spesso appesantiscono la narrazione con un elemento giallo troppo accentuato e prevedibile, frantumando una trama già di per sé decostruita; tuttavia, si tratta di un punto debole ben compensato da caratteri solidi e da un intreccio assolutamente credibile di traumi passati e nevrosi attuali.

We’re going to take care of this tonight.

Bloodline - Stagione 1Bloodline è intrigante, sia per le prestazioni del cast che per una regia che dà corpo all’angoscia con un senso quasi palpabile di calore e oppressione, che sia il sole cocente, la pioggia torrenziale o l’umidità che si percepisce come una cappa che copre qualsiasi cosa e rende difficile muoversi e ragionare. Probabilmente non è, perlomeno a giudicare da questa prima stagione, una serie che lascerà un segno indelebile; ma di sicuro vale la pena di continuare a seguire le vicende disfunzionali dei Rayburn, osservandoli nella loro spirale discendente verso quello che probabilmente sarà il disastro.

Voto: 7 ½

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Informazioni su Eugenia Fattori

Bolognese di nascita - ma non chiedete l'età a una signora - è fanatica di scrittura e di cinema fin dalla culla, quindi era destino che scoprisse le serie tv e cercasse di unire le sue due grandi passioni. Inspiegabilmente (dato che tende a non portare mai scarpe e a non ricordarsi neanche le tabelline) è finita a lavorare nella moda e nei social media, ma Seriangolo è dove si sente davvero a casa.


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5 commenti su “Bloodline – Stagione 1

  • Attilio Palmieri

    Sicuramente una delle migliori novità dell’anno.
    La serie parte un po’ lentamente, ma lo fa con cognizione di causa, sapendo che il suo pubblico non aspetterà una settimana per gli episodi successivi.
    Grazie a Netflix la serie può essere vista quando, come e dove si vuole, proprio come un libro, di cui conserva la natura letteraria (a cominciare dalla titolazione degli episodi) e la quasi nulla autosufficienza di ogni capitolo, che in TV (si tratta ancora di TV?) si chiama episodio.
    Proprio come un romanzo, Bloodline racconta i fantasmi di una famiglia che è parte per il tutto, dove il tutto è una certa America bianca, colta e benestante, nei cui armadi si affollano scheletri grandi come giganti.

     
  • alidiseta

    Grazie per la bella recensione!
    Io sono all’ottavo episodio, la serie mi annoia molto ma paradossalmente ha un certo non so che di intrigante che mi spinge a non mollarla.
    I personaggi sono tutti odiosi, per il momento salvo solo il collega di John/ fidanzato di Meg.
    Una mia curiosità: ma l’indagine sulla ragazza morta è solo un riempitivo o assumerà una certa importanza?

     
    • Eugenia Fattori L'autore dell'articolo

      posso dirti che TUTTO ha una certa importanza in Bloodline. Io sono stata conquistata anche dalla lentezza e dalla non-gradevolezza dei personaggi; il lavoro fatto su Danny a livello di sceneggiatura e attoriale è fantastico ma anche gli altri personaggi sono pieni di chiaroscuri (alle volte perfino un po’ forzati) interessanti

       
  • Ste Porta

    Sono d’accordo su tutto. Appena finita e mi ha tenuto incollato allo schermo anche quando le sequenze si facevano più pesanti e quasi noiose: i personaggi però sono delle calamite.
    Ottimo intreccio e ottimi attori, curioso di vedere come la caduta di questa famiglia continuerà nella seconda stagione, senza che il vero (?) bad-guy Danny sia più in giro a far danni in prima persona.

     
  • alessandra simeoni

    Finito di vedere la prima stagione con un anno di ritardo. Ho sperato fino all’ultimo che Danny non morisse, che fosse una finta. Auspico e desidero una fine simile per i fratelli, che non esiteranno, spinti dal marcio che hanno dentro, ad attribuire le morti degli immigrati ispanici proprio a Danny.
    Bello, coinvolgente. Fa un po’ effetto Rectify. Apprezzo molto anche la lunghezza di ogni singolo episodio. Bella la nitidezza delle immagini, belle inquadrature, bella la contrapposizione del “paradiso” venduto ai turisti con la realtà violenta e squallida di una comunità omertosa ed affarista.