Community – Stagione 6 episodi 11-13 3


Community - Stagione 6 episodi 11-13Si chiude così quella che è “probably, maybe” l’ultima stagione di Community: con onestà, intelligenza ed un grande cuore, le tre qualità cardine della serie, incarnate perfettamente da un series finale struggente e più che mai in linea con il Dan Harmon che abbiamo tutti imparato ad amare.

Tuttavia, “Emotional Consequences of Broadcast Television” non è l’unico episodio a risollevare una stagione che, in maniera simile alle precedenti, non ha saputo pienamente convincere: il percorso di miglioramento cominciato nella seconda metà dell’annata mostra i suoi frutti in tutte e tre le puntate in questione, in maniera più o meno efficace. Consapevoli del fatto che, arrivati a questo punto, reinventarsi con successo è praticamente impossibile, gli autori si rifanno al passato onorando quelle trovate che hanno reso la serie un gioiello, riuscendo a convincere nonostante le aspettative che comporta una scelta del genere.

6×11 – Modern Espionage

Community - Stagione 6 episodi 11-13“Modern Espionage” è il perfetto esempio di come una tradizione (perché di questo si tratta, parlando di paintball) possa ancora essere celebrata senza incrinarne le fondamenta, preservando le idee di base e variando il tema allo stesso tempo. Nella quarta stagione “Advanced Introduction to Finality” ci aveva provato, ma i risultati erano stati piuttosto deludenti: dopotutto, con tre episodi alle spalle come “Modern Warfare”, “A Fistful of Paintballs” e “For a Few Paintballs More” mantenere la stessa genialità sarebbe stato molto impegnativo, e se si considera il livello qualitativo dell’annata il fallimento era praticamente annunciato. Per “Modern Espionage” la situazione, per quanto leggermente migliore, era simile, ma fin dall’inizio lo spettatore viene sorpreso in positivo: l’escamotage utilizzato per giustificare l’ennesima partita funziona, e riesce ad integrare il personaggio di Frankie con una fluidità ammirevole. L’evoluzione del personaggio ha ormai avuto un percorso soddisfacente, e l’approfondimento del suo rapporto col gruppo – unito alla “vendetta” degli inservienti per i danni subiti in precedenza – viene alternato con successo alle citazioni tipiche di questo genere di episodi.

Community - Stagione 6 episodi 11-13In questo caso gli autori hanno scelto di concentrarsi sul thriller e, più in particolare, sugli spy movie, riuscendo a sfruttare dei cliché e delle soluzioni ancora inedite: si pensi alla classica scena del club, all’inseguimento finale del colpevole o alla sequenza dell’ascensore del Dean, esplicita citazione a Die Hard With Vengeance. Gli omaggi sono come sempre intelligenti, ma mai forzati: lo sviluppo della storia è lineare ma funziona, e il più grande pregio della puntata consiste nel fatto che gli spunti risultano più naturali che mai, senza dare quell’impressione di “sequel obbligato” che aveva caratterizzato alcuni episodi delle scorse stagioni. Poco importa che si tratti del quinto episodio sul paintball in sei annate, perché la regia, la scrittura e le interpretazioni si fondono in uno degli esperimenti più riusciti delle ultime tre stagioni, lasciando lo spettatore divertito e soddisfatto. Se si pensa, inoltre, al cameo di Kumail Nanjiani (Silicon Valley) e al ritorno di Starburns in apertura, il valore dell’episodio non può che aumentare.

Voto 6×11: 8

6×12 – Wedding Videography

Community - Stagione 6 episodi 11-13La penultima puntata della serie è sicuramente la meno riuscita delle tre esaminate: l’idea si rifa allo stesso principio di “Modern Espionage”, ma in questo caso la messa in scena di un nuovo documentario non convince del tutto, complice forse la scelta di portare il tutto troppo sopra le righe, rischiando di snaturare i protagonisti. Il messaggio di fondo è definito e funziona, sia chiaro: il fatto che lo study group (o comunque lo si voglia chiamare) interferisca con le vite degli altri in modo prevalentemente tossico è coerente con la filosofia della serie e interessante dal punto di vista narrativo, ma il problema sta, appunto, nella scelta di esagerare il tutto fino a questo livello, soprattutto nella prima parte. I personaggi passano dalla depressione per il racconto di Frankie ad un’allegria fin troppo esasperata in pochi secondi, e questo stato d’animo (perlomeno in una tal misura) non può che risultare lievemente forzato, nonostante i chiari intenti degli autori nel rappresentarlo.

Funziona molto meglio la seconda parte dell’episodio, in cui cominciano a prendere forma le linee più riuscite: a partire dalle gag con un Elroy che ricade nell’abisso degli incoraggiamenti alla “gente bianca” fino ad arrivare al discorso di Jeff, che, in pieno stile Winger, cerca di risollevare la situazione peggiorando tutto quanto. Sorprende, sul finale, la scelta di far intervenire Chang, in un discorso che alza il livello della puntata attraverso il riferimento a Ben stesso, più che mai bistrattato o ignorato nelle ultime annate: l’influenza negativa dei protagonisti, quindi, si ripercuote anche su di lui, approfondendo perlomeno in piccola parte il personaggio in quest’ultima stagione.

Voto 6×12: 6 ½

6×13 – Emotional Consequences of Broadcast Television

Di possibili finali di serie Community ne ha avuti ormai ben quattro, eppure questo “Emotional Consequences of Broadcast Television” non può che essere il più adatto: sarà che le proverbiali sei stagioni si sono concluse, sarà che non c’è mai stato un senso di chiusura “naturale” quanto ce n’è adesso, ma Dan Harmon sembra aver trovato la perfetta conclusione per la sua travagliata creatura. Si tratta di un episodio denso, capace di racchiudere in sé le tre anime principali dello show: l’attenzione ai personaggi, la messa in atto di una comicità intelligente (e spesso referenziale) e la costruzione di un legame tra lo spettatore e il mondo narrativo presentato.

Community - Stagione 6 episodi 11-13I protagonisti, infatti, vengono analizzati uno ad uno attraverso il filtro delle ipotesi su un’eventuale settima stagione: l’evoluzione e l’introspezione di ognuno confluiscono in delle sequenze emblematiche, e che si tratti dell’ignoranza di Frankie, del razzismo mascherato del Dean o della visione schematica di Abed, ogni rappresentazione risulta azzeccata e coerente. Tuttavia, si può dire che il lavoro più consistente viene svolto con Jeff, che torna il protagonista assoluto della serie per un’ultima volta, affrontando il suo difficile rapporto con l’età e la crescita, il saper lasciar andare: ed è meraviglioso, in questo senso, il dialogo con Annie, in cui i ruoli si invertono e il desiderio di maturità di una viene bilanciato dalla volontà di tornare giovane dell’altro, confluendo in un bacio che chiude alla perfezione il loro rapporto – non senza un briciolo di fan service. Il Jeff Winger che vediamo alla fine dell’episodio è una persona matura, così come lo è diventato Abed, trasferitosi a Los Angeles, o Annie, pronta per l’internship all’FBI, o anche Elroy, che si fa da parte per primo: Community è sempre stata una serie sulla crescita e l’evoluzione dei suoi protagonisti, e, se nelle ultime annate tale necessità si è rivelata un’arma a doppio taglio, il risultato finale non può che essere ammirato.

Community - Stagione 6 episodi 11-13In ogni caso, tutto ciò viene svolto senza sacrificare quella comicità che ha fatto la fortuna della creatura di Dan Harmon: quella gestione dei tempi comici scandita perfettamente, quel modo di dimostrarsi intelligenti senza far sentire stupido lo spettatore, quella capacità di riflettere su qualsiasi cosa – perfino, anzi soprattutto, sullo show stesso – con arguzia ed ironia. Quest’ultimo episodio riesce a riassumere tutte le qualità sopracitate con un’abilità impressionante, mettendo in scena con completezza quel modo di far ridere che, dopo le prime tre stagioni, non è mai stato recuperato del tutto: è interessante come proprio sul finale si riesca a tornare agli albori, con una puntata che ha quasi il sapore della storica “Remedial Chaos Theory”, anche se in questo caso la lente d’osservazione non è l’assenza dei personaggi ma, al contrario, la loro visione delle cose.
Non sorprende, inoltre, la scelta di confezionare un episodio così meta, così autoreferenziale, poiché questa è sempre stata l’anima dello show: è stata spesso sprecata o sovraccaricata, ma in un contesto del genere la naturalezza viene riacquistata del tutto, e il discorso sulla televisione che viene fatto (“It’s a friend you’ve known so well, and for so long, you just let it be with you and it needs to be okay for it to have a bad day”) è di un’onestà disarmante, oltre a costituire uno dei pezzi meglio scritti nella storia della serie.

Community - Stagione 6 episodi 11-13Ma “Emotional Consequences of Broadcast Television” è un episodio meraviglioso non solo perché è intelligente e divertente, non solo perché porta a compimento l’evoluzione di molti personaggi della serie: il finale di Community è così riuscito perché ne esplicita al meglio il cuore, perché rafforza ancora di più il legame dello spettatore con lo show un attimo prima di lasciarlo. La necessità di Jeff di crescere è la necessità di chi guarda di lasciar andare un ambiente che, nonostante tutto, è sempre stato in grado di attirare con forza chi fosse in grado di apprezzare la serie, che si è sempre differenziata dai suoi predecessori (come, ad esempio, Arrested Development) per un approccio meno cinico e più emotivo. È semplicemente una scelta diversa, una scelta che dà a questo finale un sapore più nostalgico e malinconico: perfino vedere Jeff Winger che, risolti i suoi problemi di crescita, immagina uno study group formato da redheads colpisce lo spettatore, risultando coerente e coinvolgente al tempo stesso. L’intera sequenza finale, in questo senso, non può che essere devastante, in quanto riesce a chiudere un percorso di sei stagioni con semplicità e un grande impatto emotivo.

Voto 6×13: 9

Per quanto riguarda questa sesta stagione, si può dire che il risultato è forse migliore delle due precedenti: in fondo gli autori sono stati finalmente in grado di presentare due personaggi (Frankie ed Elroy) ed integrarli nel gruppo in tempi anche piuttosto ristretti. La gestione della comicità non sempre ha funzionato, e alcuni episodi (soprattutto nella prima parte) hanno lasciato parecchio a desiderare, ma tutto sommato quest’ultima parte – e, in particolare, “Modern Espionage” e il finale – è riuscita a risollevare il livello dell’annata, concludendo su delle note più che positive.

Voto stagione: 6/7

Arrivati a questo punto, i possibili futuri per Community prevedono la cancellazione, un film conclusivo (che sarebbe l’opzione migliore) o un ulteriore rinnovo: è chiaro come quest’ultima ipotesi non sia consigliabile, anche perché ciò prevederebbe inevitabilmente una radicale trasformazione della struttura dello show, già abbastanza travagliata di per sé.
Community - Stagione 6 episodi 11-13In ogni caso, è doveroso fare un discorso su quello che è stata la creatura di Dan Harmon finora, sul suo impatto sul mondo della comedy e della televisione in generale: valutare lo show come la media tra le prime, stratosferiche tre stagioni e le successive sarebbe un grandissimo errore, in quanto l’influenza e l’importanza della serie ai suoi inizi non possono essere ignorate. Community ha ridefinito il modo di costruire la comicità attraverso un approccio intelligente e coinvolgente al tempo stesso, guadagnandosi, nonostante il percorso altalenante, un meritatissimo posto tra i prodotti televisivi più importanti di sempre ed entrando, soprattutto, nell’immaginario comune: Greendale e gli individui che la frequentano hanno lasciato il segno, e non sarà più possibile pensare ad una partita di paintball, al lancio di un dado o al concetto di “episodio a tema” nello stesso modo. Quello che, più di tutto, rimarrà dello study group non saranno i punti bassi e la “stagione del gas leak” ma i discorsi di Jeff, Troy and Abed in the morning , Annie’s Boobs, Dungeons & Dragons, Magnitude e il suo Pop-Pop, i travestimenti del Dean, le recensioni di Leonard, gli episodi di Natale, le basette di Starburns e chi più ne ha più ne metta. È indiscutibile che Community abbia fatto la storia della televisione e il suo doloroso addio non può che ricordarcelo, lasciandoci a chiedere quel film finale solo per concludere un hashtag che è ormai diventato un motto vero e proprio.

Voto serie: 8 ½

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