[Consigli Estivi #1] Battlestar Galactica – All this has happened before… 11


Inauguriamo oggi la rubrica “Consigli Estivi” che, ogni lunedì da qui a settembre, vi consiglierà una serie da recuperare con un articolo di presentazione spoiler-free; si tratterà quasi interamente di serie di cui non abbiamo mai avuto occasione di parlare sul blog (QUI trovate l’elenco di quelle che abbiamo già consigliato in passato). Potete usare l’hashtag #ConsigliaUnaSerie su Twitter per suggerire le serie che voi consigliereste per un recupero estivo.

[Consigli Estivi #1] Battlestar Galactica - All this has happened before...Uno dei pregiudizi che ancora oggi perseguitano il genere sci-fi riguarda il suo presunto distacco rispetto alla realtà: la fantascienza, pensano in molti, consiste nella fuga dal mondo che conosciamo per poterci immergere in qualcosa di lontano, piacevole proprio perché immaginario, diverso, irraggiungibile.

È inutile dire che si tratta di una concezione profondamente sbagliata, applicabile solo a quei prodotti (che siano film, libri o serie televisive) che hanno, anzi, contribuito alla svalutazione di un genere che in realtà è ancora oggi ricchissimo di potenzialità: Battlestar Galactica è forse il miglior esempio televisivo a confermare tale concetto, oltre ad essere – a prescindere dalla sua natura – uno degli show più importanti nella storia del medium stesso. Ronald D. Moore, creatore della serie, parte proprio dal suo passato come sceneggiatore nella saga di Star Trek, a suo parere intrappolata negli stereotipi e incapace di costruire dei personaggi e delle situazioni abbastanza vicine alla realtà. È questo, secondo Moore, l’obiettivo della fantascienza: riflettere su temi fondamentali collocandoli in un mondo diverso, ma al contempo straordinariamente vicino a quello che siamo abituati a vedere tutti i giorni.

[Consigli Estivi #1] Battlestar Galactica - All this has happened before...La serie, strano a dirsi, si configura come il remake del Battlestar Galactica del 1978, uno show – cancellato dopo una stagione – ideato sulla falsa riga del successo del primo Star Wars: cosa aveva da offrire, quindi, un prodotto così simile a quelli da cui Moore cercava così ossessivamente di allontanarsi?
In primo luogo, una situazione di partenza ampiamente sfruttabile: si comincia con l’attacco dei Cylon, delle macchine create dall’uomo e successivamente allontanate dopo la loro ribellione, il cui ritorno non può che causare una guerra inevitabile. Inoltre i personaggi, nonostante i loro sviluppi fin troppo stereotipati, avevano degli ottimi spunti, sfruttabili per dei percorsi tutt’altro che canonici; bastava applicare le giuste modifiche (come la trasformazione del personaggio “duro” in una donna, Starbucks, ribaltando le convenzioni del genere e favorendo una delle evoluzioni più importanti della serie) e le carte per quello che voleva sviluppare il creatore erano in tavola, pronte ad essere utilizzate.
A conferma della volontà di Moore, inoltre, lui stesso scrisse un saggio intitolato Naturalistic Science Fiction. Taking the Opera out of Space Opera, chiarendo una volta per tutte come la fantascienza, a suo parere, non offrisse solo spettacolo, ma molto, molto di più: bastò questo a convincere gli attori (tra cui un fenomenale Edward James Olmos) e il canale Sci-Fi a partecipare al progetto, che durò per quattro, splendide stagioni e una miniserie introduttiva a fungere da pilot.

[Consigli Estivi #1] Battlestar Galactica - All this has happened before...Fin dai primi minuti dello show è chiaro come l’intrattenimento sia sì importante, ma secondario rispetto a quello che è il fine della serie: parlare di religione, filosofia, cultura, umanità, rivoluzioni e, più in generale, di tutte quelle componenti che sono fondamentali nel percorso sia di un popolo che degli individui che lo compongono. Perché Battlestar Galactica è, prima di tutto, una serie storica, nel senso che ogni evento è indissolubilmente legato alla nostra realtà, a partire dai riferimenti più specifici (l’elezione della nuova Presidente è speculare a quella di Lyndon Johnson, eletto dopo la morte di Kennedy) per arrivare a quelli più generali, come la somiglianza degli attacchi dei Cylon a quelli di Pearl Harbor o dell’11 settembre.
Tuttavia, l’intelligenza della creatura di Moore non sta solo nell’avvicinarsi alla nostra storia ma anche nel rielaborarla, offrendo tutto fuorché una visione semplicistica delle cose: se all’inizio della serie i protagonisti sembrano gli americani e i Cylon i terroristi islamici, nei primi episodi della terza stagione, in uno degli archi più riusciti della storia della televisione, la situazione si inverte, e sono proprio i personaggi principali a rispondere all’oppressione con attentati e kamikaze. Ogni situazione viene presa ed analizzata, trasformata in un dilemma morale a cui non c’è mai una risposta facile: una delle frasi ricorrenti dello show recita “All this has happened before, and all of this will happen again”, ma quali sono le reali implicazioni di quello che è già accaduto? E come viene influenzato quello che, invece, deve ancora verificarsi?

[Consigli Estivi #1] Battlestar Galactica - All this has happened before...Ciò viene affrontato non solo studiando, come già detto, l’evoluzione del popolo preso in considerazione (macrocosmo), ma anche attraverso l’approfondimento del microcosmo, l’individuo, introducendo una serie di personaggi che hanno lasciato il segno per il loro incredibile spessore. La divisione tra buoni e cattivi, ovviamente, non esiste, e ogni individuo verrà segnato da una serie di scelte le cui conseguenze lo divoreranno, cambiandolo fino a metterne in dubbio la natura stessa: ed è in questo senso che la scelta di introdurre dei Cylon con sembianze umane, molti dei quali inconsapevoli della loro condizione, risulta perfettamente coerente, ponendo le basi per una serie di riflessioni che spiazzano per il livello di profondità verso cui vengono spinte.
In particolare, una delle domande più interessanti riguarda la definizione di essere umano: cosa ci distingue dalle macchine, ora che hanno imparato ad essere – nelle sembianze e nelle emozioni – simili a noi? Cosa ci rende veramente umani, e soprattutto, cosa rende loro diversi? I risvolti di questi dilemmi sono tutt’altro che banali, e con l’avanzare della narrazione gli autori hanno saputo introdurre degli elementi e delle svolte che portano la riflessione su livelli incredibilmente complessi.

[Consigli Estivi #1] Battlestar Galactica - All this has happened before...Da queste considerazioni non possono che conseguire quelli che sono il tono e lo stile della serie, fondamentali a garantirne l’aderenza con i temi affrontati. Il mondo narrativo che ci viene presentato è qualcosa di opprimente, sporco e, per questo, umano: la regia, che si rifà in parte allo stile del mockumentary, rafforza con grande capacità tale concetto, conferendo al tutto dei tratti che spazzano via qualsiasi pretesa di distacco dalla nostra realtà. Un perfetto esempio dell’atmosfera che ne risulta è dato dal primo episodio dopo la miniserie introduttiva, “33”, che riesce a comunicare con un’efficacia invidiabile la sensazione di stress e di angoscia dei protagonisti, costretti a fuggire dai Cylon ogni 33 minuti esatti. Non c’è nobiltà né eroismo in una puntata del genere, solo la necessità di sopravvivere ed andare avanti: lo svolgimento della trama lo confermerà, confluendo in una svolta che mette lo spettatore davanti ad un dramma che non ha vie d’uscita, consapevole che la scelta facile, in casi del genere, semplicemente non esiste.
Ed è su questi presupposti che si basa l’evoluzione di tutte le linee narrative dello show, capaci di rimanere coerenti col tono della serie e al contempo di esplicitarne i temi, unendo gli spunti di riflessione sopracitati ad alcune delle svolte più devastanti di sempre, con un uso dei cliffhanger paragonabile a quello dei finali di stagione di Lost; la trama di Battlestar Galactica è infatti uno dei suoi incredibili punti forti, e il coinvolgimento e la sorpresa dello spettatore costituiscono un marchio di fabbrica difficile da dimenticare.

[Consigli Estivi #1] Battlestar Galactica - All this has happened before...Come accade per tutti i capolavori della Golden Age della tv americana, comunque, l’importanza della serie sta anche nella sua eredità, riscontrabile tutt’ora in alcuni dei prodotti più importanti del momento: si pensi solo a serie come Person of Interest o Game of Thrones, capaci di trascendere il proprio genere per parlare d’altro, nonostante le enormi differenze con la creatura di Ron Moore. Tuttavia quest’ultima non ha “solo” insegnato come andare oltre le convenzioni e i pregiudizi di un genere: Battlestar Galactica ha saputo creare un’enormità di personaggi conferendo ad ognuno spessore e profondità, unendo intrattenimento e approfondimento in un unico prodotto; ha saputo trasformare le sue debolezze (come, ad esempio, i filler delle stagioni centrali) in punti di forza, e ha saputo, più di tutto, mantenere una coerenza invidiabile in tutto il suo percorso, arrivando ad un finale controverso (come spesso accade) ma perfettamente in linea con l’evoluzione tematica dello show nella sua ultima stagione.
Di critiche alla serie, in fondo, se ne possono muovere diverse, ma è facile dimenticarsi dei piccoli difetti quando ci si trova davanti un prodotto così rivoluzionario, dei personaggi così complessi, un comparto tecnico così curato (su cui spicca la meravigliosa colonna sonora di Bear McCreary) e delle tematiche così profonde; insomma, portare a termine Battlestar Galactica significa concludere un immenso, bellissimo viaggio, ed è praticamente impossibile rimanere indifferenti dopo un’esperienza del genere.

Nota:

– Qui trovate una guida completa sull’ordine in cui dev’essere recuperata la serie: tra miniserie, webisodes, film per la tv e spinoff, orientarsi da soli non è per niente facile.

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11 commenti su “[Consigli Estivi #1] Battlestar Galactica – All this has happened before…

  • Christian

    L’ho iniziata da poco (sono a metà della seconda stagione), ma devo dire che al fianco dei molti punti di forza, ho trovato certe scelte decisamente insipide, provo a butterne giù qualcuna:
    – Il realismo: ma questi 50000 tizi cosa mangiano? Poniamo anche che carburante e metallo per riparazioni e fabbricazione di proiettili e altro vengano presi da asteroidi, ma il cibo? Mai in nessun caso si vedono animali e piante non ornamentali, da dove arriva il cibo? E tutte quelle sigarette da dove arrivano?
    – Sopravvivenza dell’umanità. Molte scelte sono realistiche e vanno dritte al sodo, ma troppo spesso i personaggi sembrano agire come se fossero in una situazione normale e non sull’orlo dell’estinzione. Possibile che ci sia un solo medico in tutta la flotta? E che possa permettersi di perdere tempo senza passare nemmeno un minuto ad insegnare a qualcuno il mestiere? (e questo vale per tutte le altre professioni con la significativa eccezione dei piloti di Kara) Secondo me potrebbero scaturire un sacco di situazioni interessanti dalla necessità per la stragrande maggioranza della popolazione di imparare un nuovo mestiere, ma tutto questo non si vede.
    – La religione: la serie è troppo “americana” (se mi scusate il termine) da questo punto di vista e trovo il rapporto con la religione dei personaggi decisamente distante dal mio e da quello di tutte le persone che conosco.
    – Gaius e head-six: al di là del fatto che il punto 2 si applica a Gaius più che a chiunque altro (se morissero lui e Gaeta non ci sarebbero esperti di computer, non è meglio prendere provvedimenti?), ho trovato le sue sequenze tremende, decisamente noiose e in definitiva irrealistiche.

    Potrebbe sembrare che la serie non mi stia piacendo ma in realtà il giudizio finora è ampiamente positivo, però proprio dire che sia facile dimenticarsi dei piccoli difetti quando ogni due secondi compare una tizia bionda che blatera di Dio ecc n 🙁

     
    • Pietro Franchi L'autore dell'articolo

      Ciao Christian, l’unico consiglio che posso darti è quello di andare avanti, perché è normale avere questi dubbi a metà della seconda stagione, ma vedrai che una volta finita la serie il giudizio sarà completamente diverso; e non nel senso che non troverai difetti, ma perché quelli da te elencati vengono affrontati e risolti nel corso della serie. Ma andiamo con ordine:
      -Il realismo: ci sono diversi episodi in cui il problema del razionamento (dell’alcol, del cibo) viene affrontato, ora non mi ricordo in quale stagione ma sono sicuro che ciò non avvenga dopo la seconda. C’è proprio una puntata in cui si rischia di morire di fame e sono costretti a cercare delle alghe per sopravvivere.
      -Sopravvivenza dell’umanità: anche qui, credo che tu venga ingannato dal fatto che la serie si concentri sulla flotta del Galactica, che, essendo relativamente piccola (sicuramente non conta le decine di migliaia di persone rimaste) si può permettere di avere un solo medico. Nel resto della flotta ci sono molti altri dottori e scienziati, e ci sono degli episodi (non tra i più brillanti, ma ci sono) che lo fanno notare, quindi, di nuovo, abbi pazienza 🙂
      -La religione: il rapporto della serie con essa è “distante” non perché troppo americano (anzi, uno dei pregi dello show è quello di distaccarsi dalla cultura americana per creare un bellissimo pastiche, ribaltando anche la situazione diverse volte, come ho scritto nell’articolo), ma perché fino ad ora la cultura dei Cylon (e quindi, quella monoteista) non è stata ancora approfondita a dovere. Con la fine della seconda stagione ciò dovrebbe avvenire, e proprio l’ultima annata si concentra molto sull’aspetto religioso, criticato da molti (ma solo in quanto religioso, quindi per gusto personale) ma in realtà gestito molto bene, con grande intelligenza ed aderenza alla storia.
      -Gaius e head-six: è normale detestare Gaius all’inizio perché il suo personaggio è costruito esattamente con questo scopo, e soprattutto nella prima stagione il suo ruolo è spesso sul limite con quello di comic relief. Vedrai che con l’avanzare della serie l’approfondimento sarà sempre più interessante, e sia lui che head-six si riveleranno tra i personaggi più complessi e indimenticabili della serie. Ancora una volta, ti suggerisco di avere pazienza!

       
  • Boba Fett

    Il Galactica è una nave militare che ospita eccezionalmente il potere amministrativo (con ovvi e continui attriti); le altre funzioni sono dislocate nell’intera flotta e se andrai avanti scoprirai che, ad esempio, c’è una nave serra con un equipaggio specializzato e una nave ospedale attrezzata per le malattie più gravi come ad esempio il cancro…

     
  • Ashja

    Come Christian l’ho iniziata da poco, e mi sta piacendo.. con le dovute pinze. In una serie che ama il taglio realistico e la complessità del vissuto umano, non posso che concordare con lui quanto certi dettagli mica da poco siano ignorati… io sono alla 3 stagione e la prima mi è decisamente piaciuta, una trama orizzontale coinvolgente.. la seconda stagione è piuttosto brutta IMHO.. piena di filler inutili, che diavolo succede alla trama orizzontale?? il cliffhanger della 1 stagione (trovare la Terra) come se non fosse mai esistito ?? e un finale che non ho proprio capito.. ma se number 6 ha fatto esplodere la testata nucleare perchè c’è ancora la BSG? perchè non sono morti tutti? era un sogno di Gaius? e nella 3 stagione tutto ancora stravolto, con dinamiche di personaggi che non capisco cosa sia successo (Lee e Starbuck??? da superfriends a nemici che manco si parlano?? che è successo??) .. io ho pazienza, ma tutte queste cose hanno un senso? verranno spiegate o sono io che ho perso qualcosa? Grazie Ciao!!!

     
    • Pietro Franchi L'autore dell'articolo

      Ciao ashja! Il tuo giudizio devo dire che è abbastanza insolito, perché la seconda stagione è riconosciuta più o meno da tutti come la migliore insieme alla terza 🙂 poi è vero che entrambe (la seconda di più, non dimentichiamoci dell’orribile “Black Market”) hanno almeno un arco di 4 o 5 filler che un po’ scoccia, ma sia la prima parte della seconda stagione (fino alla fine dello scontro con pegasus, che mi pare arrivi più o meno al decimo/undicesimo episodio) che la fine portano avanti la trama orizzontale in modo molto maturo. “Downloaded”, ad esempio, è un episodio meraviglioso, fondamentale sia per la costruzione tematica della serie che per la comprensione dei cylon. L'”esplosione” di cui parli tu avviene in una nave che non è il Galactica, quindi diverse navi riescono a salvarsene! Però a parte quello io ho trovato “lay down your burdens” un finale meraviglioso, a partire dalle elezioni (e la tentazione di truccarle, il dilemma morale immenso della roslin) fino all’arrivo su new Caprica, per non parlare dello splendido montaggio di inizio episodio.
      Per quanto riguarda la terza stagione, verrà tutto spiegato più avanti 🙂 per ora ti consiglio di goderti i primi 4/5 episodi, che portano i temi politici e storici della serie su un livello ancora più profondo!

       
  • Ashja

    Grazie per la risposta Pietro, in effetti hai citato gi elementi che per me funzionano meglio della stagione.. ma cmq trovo un gigantesco WTF portare avanti la ricerca della Terra per tutta la prima stagione e nella seconda ignorarlo completamente, come se non fosse esistito, salvo nell’ultimo episodio quando si deve decidere se scendere a vivere su New Caprica o proseguire.. sarà che facendo bingewatching certi meccanismi di incongruenze si notano di più che guardando un episodio alla volta..?!.. in ogni caso aspetto di vedere cosa succede nelle prossime stagioni e ripasso a commentare 🙂

     
    • Pietro Franchi L'autore dell'articolo

      Grazie a te per i commenti, è sempre interessante confrontarsi su serie storiche ed importanti (anche se, talvolta, controverse) come BSG!
      Io però non mi concentrerei così tanto sulla “ricerca della Terra” come trama orizzontale. A mio parere la ricerca è (come loro dicono nella prima stagione) solo uno scopo, una speranza da dare alla gente, quando il vero fine sarebbe la sopravvivenza del genere umano; e quindi diventa comprensibile la scelta di stabilirsi permanentemente su un pianeta come New Caprica, dopo tutti i traumi affrontati e subiti nelle prime due stagioni. Dopotutto, si parla sempre di esseri umani, no? Se Baltar (come molti altri) sente il bisogno, appunto, di “lay down his burdens” è difficile biasimarlo. Alla fine dei conti BSG è sempre stata una serie umana, storica, realistica nel rappresentare le azioni e le reazioni degli individui che la fanno da protagonista, e penso che il finale della seconda stagione esemplifichi questa caratteristica piuttosto bene. Poi, come dicevo, sono sempre punti di vista, ed è sempre bello confrontarsi 🙂 non vedo l’ora di sapere cosa ne pensi della terza stagione, e delle sue parti “agli estremi” (i primi e gli ultimi episodi) in particolare!

       
  • Pier

    Devo ammettere che la serie non sia molto conosciuta, forse perchè considerata da nerd, ma tale non è (io ad esempio so a malapena usare il PC), è moooolto differente da star treck e company, analizza veramente la natura umana ed i rapporti personali. Una chicca.