[Consigli Estivi #2] Outlander – Sex and the Highlands

[Consigli Estivi #2] Outlander - Sex and the Highlands

Questo articolo fa parte della rubrica “Consigli Estivi” che, ogni lunedì fino a settembre, vi consiglia una serie da recuperare con un articolo di presentazione spoiler-free; si tratterà quasi interamente di serie di cui non abbiamo mai avuto occasione di parlare (QUI trovate l’elenco di quelle che abbiamo già consigliato). Potete usare l’hashtag #ConsigliaUnaSerie su Twitter per suggerire le vostre serie che consigliereste.

Come inserire in un’unica serie tv i viaggi nel tempo di Doctor Who, i romanzi d’appendice, il femminismo, i paesaggi scozzesi e il tocco libertino tipico di Starz? Sembra un’impresa impossibile – o la ricetta per un disastro –, eppure Outlander riesce a coniugare questi ingredienti in un mix equilibrato, dando origine a uno dei più curiosi fenomeni seriali del 2015.

Tratto da The Outlander series – una saga letteraria di Diana Gabaldon pubblicata in 26 paesi e tradotta in 23 lingue per un totale di 9 milioni di copie stampate, nota come La saga di Claire Randall in Italia – lo show è partito circa un anno fa con grandi investimenti, un primo episodio diretto da John Dahl e l’obiettivo di diventare la punta di diamante del canale Starz.
Un obiettivo raggiunto anche grazie a una fanbase già presente e consolidata dai romanzi, che vantano una tifoseria letteraria paragonabile – non sempre in termini di numeri ma sicuramente in termini di entusiasmo – a quella di Twilight, di 50 Sfumature di Grigio o del Ciclo di Sookie Stackhouse, da cui è nato True Blood. E si parla dello stesso tipo di territori letterari: pura narrativa di evasione, scritta in questo caso con una certa competenza in materia di storia e una buona dose di autoironia.

You forget your life after a while, the life you had before.

[Consigli Estivi #2] Outlander - Sex and the HighlandsMa di cosa parla davvero Outlander? Lo spunto letterario del libro e dello show viene dall’episodio “War Games” della serie classica di Doctor Who, in particolare dal personaggio di uno scozzese diciassettenne del 1745, che ha dato alla Gabaldon l’ispirazione per il suo protagonista maschile e per l’impostazione del romanzo a metà del XVIII secolo.
Ma la prospettiva del racconto storico non racchiude nemmeno lontanamente la sostanza di questo show, che non si risparmia di certo nel proporre un crossover di argomenti e che si potrebbe definire come un romanzo storico/fantasy/sci-fi/romantico/sexy/soap rivolto principalmente a un pubblico femminile. È un potente, divertente, esagerato mix di suggestioni che trascende le classificazioni, un moderno romanzo d’appendice, epico quanto basta e capace di unire in un’unica trama viaggi nel tempo, combattimenti, storia d’amore, politica, storia e riti magici: in pratica, in Outlander c’è veramente di tutto.

The war had taught me to cherish the present because tomorrow might not ever come to pass. What I didn’t know at the time was that tomorrow would prove less important than yesterday.

[Consigli Estivi #2] Outlander - Sex and the HighlandsLa trama parte nel 1945: Claire Beauchamp è un’infermiera di guerra inglese sposata con lo storico Frank Randall, dal quale è rimasta separata per i 5 lunghi anni del secondo conflitto mondiale. Quando i due finalmente si ricongiungono non sono più le stesse persone e riprendere la vita normale sembra impossibile; per questo, decidono di partire per una seconda luna di miele ad Inverness, Scozia (viaggio che coincide anche con alcuni studi di Frank sulle proprie origini scozzesi). Qui, durante la visita al cerchio di pietre druidico di Craigh na Dun, Claire scompare, catapultata due secoli indietro nel 1743, ovvero nel bel mezzo dell’epoca dei clan, della ribellione scozzese e di Bonnie Prince Charlie. La donna viene immediatamente aggredita da un capitano inglese identico al marito – per la precisione, è il suo antenato Jonathan Randall aka “Black Jack” – e salvata da un gruppo di Highlander che la conduce dai MacKenzie, il clan di Castle Leoch.
Costretta a rimanere al castello come guaritrice e impossibilitata a tornare alle pietre (e al presente, e al marito), la protagonista cerca di ambientarsi nella società scozzese e finisce per innamorarsi di Jamie Fraser, giovane guerriero ricercato dalle Giubbe Rosse e nipote del laird Colum MacKenzie.

I am your master and you’re mine. It seems I canna possess your soul without losing my own.

[Consigli Estivi #2] Outlander - Sex and the HighlandsQuesto è soltanto l’inizio di un’avventura che comprende malattie, rapimenti vari, processi alle streghe, adulteri, duelli, parti, decessi, cospirazioni e feste al castello. Nel caso di Outlander, non è la trama ma lo svolgimento a fare la differenza: il non raccontare nulla di davvero originale, ma tenendo bene insieme pezzi così eterogenei, in un racconto vivace ambientato in paesaggi scozzesi mozzafiato e svolto, c’è da riconoscerlo, con ben poche sbavature. Il risultato è uno show affascinante, pazzo, spesso assurdo ma capace di creare un mondo divertente e per certi versi non troppo inverosimile (se lo paragoniamo ad esempio a Da Vinci’s Demons), pur intrecciando accenni di storia con personaggi assurdamente moderni ed evoluti per il loro tempo.
L’elemento in più – con cui chi ha seguito altri show firmati Starz avrà già una certa familiarità – che risulta fondamentale nell’unire i personaggi e le epoche – e che indiscutibilmente esercita una grande attrattiva sul pubblico – è il sesso, mostrato spesso e volentieri ma soprattutto, diversamente dal solito, con una certa rilevanza per la trama. La sfumatura romantico/sexy che ha reso i libri (e lo show) estremamente popolari è la stessa ricetta che ha fatto la fortuna delle saghe moderne come Twilight, ma con qualcosa in più.

How about you? Do you love him, your ginger haired laddie Jamie? It’s his name you cry out in your sleep.

Perché Outlander non è un semplice “Cinquanta sfumature di H[Consigli Estivi #2] Outlander - Sex and the Highlandsighlander”, in quanto pur mettendo in scena il sesso immaginato dalle donne non si limita al romanticismo da romanzo rosa (affine al mondo degli Harmony che leggevano le nostre zie) ma anzi mostra l’intento – molto modestamente svolto, ma in un certo senso encomiabile – di rappresentare queste fantasie femminili in modo non banale. O almeno, non del tutto.
Il sesso è rappresentato nella sua funzione identitaria e di emancipazione, “liberatrice” della donna e anche fonte di potere: in questo senso l’identificazione della protagonista con le spettatrici è immediata, perché Claire è libera da questo punto di vista ben oltre la propria epoca d’origine, ben oltre anche molte donne moderne. Questo è reso ben chiaro fin dal pilot, in cui Frank e la protagonista visitano il castello in rovina (nel 1945) di Leoch e, quando lui si avvicina per un bacio, lei lo spinge a praticarle sesso orale su un tavolo da guaritore che poi sarà lo stesso che lei utilizzerà due secoli prima; una scena che a ruoli invertiti non ha nulla da invidiare a certi momenti HBO che ben conosciamo, ma in questa versione non ha molti precedenti televisivi.

Not only was I a bigamist and an adulteress but I had enjoyed it.

[Consigli Estivi #2] Outlander - Sex and the HighlandsClaire vive il sesso senza vergogna e questa libertà di espressione è un tratto distintivo coerente che ne disegna tutto il carattere e le azioni: nel 1700 così come faceva nel 1900 è una donna completa che non rinuncia ai suoi principi e non si vergogna dei suoi errori, anche quando questi la mettono in pericolo. Per quanto spesso improbabili, storicamente inattendibili e involontariamente comiche, le sue azioni la definiscono come donna forte nel senso più stereotipato del termine, ma anche in quello più genuino. Un’eroina sincera, coraggiosa, testarda che spesso si mette in pericolo ma che è anche capace al momento giusto di essere la salvatrice; il punto di vista femminile in generale guida tutta la storia e soprattutto la relazione con Jamie, che attraverso il sesso e l’amore diventa un uomo più intelligente, completo, plasmato sui desideri della moglie e sui sogni di tutte le spettatrici.

She asked forgiveness and I gave it, but the truth is I’d forgiven everything she’d done and everything she could do long before that day. For me, that was no choice, that was falling in love.

[Consigli Estivi #2] Outlander - Sex and the HighlandsIn Outlander in generale, il sesso è frequente ma non gratuito, anzi spesso trattato con intelligenza e funzionale all’evoluzione dei personaggi. Rappresenta un punto di incontro, una lente interpretativa per fatti e persone, una misura della personalità; sadismo, egoismo, illusioni e maturità si manifestano – come nella vita reale – spesso più in camera da letto che sul campo di battaglia e tutto è esplicito e dichiarato, dall’impotenza all’adulterio, ma senza essere eccessivamente spettacolarizzato. In pratica, si sceglie di rappresentare relazioni umane reali in un contesto di pura fantasia: anche l’amore e il matrimonio di Jamie e Claire, pur con premesse incredibili, si sviluppano emotivamente in modo più che credibile e così tutte le relazioni tra i personaggi.

I was back to the place where’d it all begun. So much had happened, so much had changed. Last I was here I was Claire Randall, then Claire Beauchamp and Claire Fraser. The question was, who did I want to be?

[Consigli Estivi #2] Outlander - Sex and the HighlandsGrazie anche alla chimica dei due protagonisti (attori non straordinari, ma assolutamente in parte e ben assortiti) e ad un casting di personaggi secondari ben orchestrato, Outlander sa essere un ottimo intrattenimento che ha anche il coraggio di esplorare nuovi territori “di confine” all’interno del mondo sia romance che sci-fi. Senza porsi obiettivi autoriali ambiziosi ma con l’intento di intrattenere con paesaggi meravigliosi, sceneggiatura solida e molta furbizia, la serie si guadagna una posizione originale e solida all’interno del panorama tv.
Un onesto e godibile guilty pleasure per ragazze, da guardare sul divano per rilassarsi, ma dal concept interessante e ben eseguito, che anche nella prossima stagione promette di regalare colpi di scena.

 

Eugenia Fattori

Bolognese di nascita - ma non chiedete l'età a una signora - è fanatica di scrittura e di cinema fin dalla culla, quindi era destino che scoprisse le serie tv e cercasse di unire le sue due grandi passioni. Inspiegabilmente (dato che tende a non portare mai scarpe e a non ricordarsi neanche le tabelline) è finita a lavorare nella moda e nei social media, ma Seriangolo è dove si sente davvero a casa.

13 Risposte

  1. Teresa scrive:

    La mia modesta opinione: no e poi no. E ancora no. No. Orrore e raccapriccio. E sentire definire questa roba come “per ragazze”, mi fa pensare a un mio amico che dice che se prosperano le peggiori fetenzie letterarie la colpa in massima parte è delle donne. Io cerco di obiettare, ma alla fine purtroppo devo dargli ragione.
    E mi costa tanto :(

     
    • Eugenia Fattori scrive:

      Come detto sotto, per ragazze sarebbe ironico ma forse non è chiaro per tutti, colpa mia. E comunque mi pare difficile pensare che gli autori (la Gabadon in primis) avessero in mente un pubblico di riferimento diverso dalle donne quando hanno costruito una protagonista come Claire. Che peraltro è (con tutti i tanti limiti di una serie così) un personaggio femminile non banale e ben costruito

       
  2. Riccardo scrive:

    Serie bella, non eccezionale. Le ultime due puntate della prima stagione però sono davvero pesanti, psicologicamente e visivamente. Troppo pesanti.

     
  3. Giovanna scrive:

    Ma in tutto l’articolo non c’era proprio spazio per dire che anche questa serie (come l’altra da voi appena segnalata, Battlestar Galactica) è una creatura di Ronald D. Moore? E che la colonna sonora è di Bear McCreary? Così, tanto per completezza di informazione. Ma forse poi l’etichetta “per ragazze” avrebbe stonato un po’…

     
    • Eugenia Fattori scrive:

      Forse dovrei mettere un IRONIA ALERT come quello per gli spoiler…”per ragazze” è chiaramente ironico (più appropriato sarebbe dire “per chi apprezza le nudità maschili”). Cretinaggini (mie) a parte, è chiaro che questa serie è massimamente rivolta alle donne per i motivi che elenco nella recensione, in primis per come è costruito il personaggio di Claire. Per quanto riguarda le figure coinvolte nella creazione della serie, colgo e apprezzo il suggerimento, chiarendo però che in un consiglio per mia scelta personale preferisco approfondire tematiche e stile di una serie, più che informazioni che sicuramente noi maniaci delle serie apprezziamo ma che si possono trovare tranquillamente su Wikipedia. A me piace pensare che i consigli possano essere utili soprattutto a chi le serie non le segue abitualmente e per questo cerco di tenere uno stile meno tecnico. Ma parere mio, contestabile finché volete. E le critiche sono sempre apprezzate.

       
  4. Firpo scrive:

    A me l’appellativo di serie per ragazze me la rende ancora piu’ invisa (non l’ho mai vista, non mi ispira e sono donna).

     
  5. Eugenia Fattori scrive:

    Come già precedentemente spiegato (cit.) “serie per ragazze” era ironico

     
  6. Travolta scrive:

    Uhm mi basta sapere che e’ ambientata nelle Highlands per “tentare” almeno di guardarla :-)

     
  7. terst scrive:

    Io non sono una ragazza, però l’ho apprezzata soprattutto per l’ottima fotografia e i paesaggi. Anche la storia si lascia godere, almeno fino a che la parte di Black Jack Randall non prende il sopravvento, l’ho trovata davvero esagerata e fuori contesto, e soprattutto lui il classico villain piatto e stereotipato, ossessionato senza un vero perché, fotocopia di Lee Toric di SoA o Chester Campbell di Peaky Blinders solo per dire i primi due che mi vengono in mente.

     
    • Giovanna scrive:

      Assolutamente d’accordo. Le ultime puntate non le ho ancora viste e non so se le vedrò, De Sade in salsa Highlands non è proprio il mio genere. L’estate scorsa dopo qualche puntata mi ero incuriosita e ho dato una chance al primo dei libri ai quali si ispira la serie ma credo sia proprio da lì che nascono le cose che non funzionano, non me ne vogliano le scatenate fan della Gabaldon.
      L’intuizione riuscita è senz’altro quella di tratteggiare una relazione non banale tra due personaggi anch’essi non comuni in un contesto sicuramente affascinante come la Scozia del 18° secolo (e nella serie fotografia, paesaggi e colonna sonora sono meravigliosi); il resto però non funziona altrettanto bene, a partire dal captain riposseduto a svolte narrative che richiedono qualcosa di più della solita “suspension of disbelief” (e infatti alcune di queste Moore ha avuto il buon senso di lasciarle fuori).

       
  8. Ellis scrive:

    Ho seguito il consiglio e provato a guardare. A parte la bellezza naturale della Scozia davvero ho trovato una noia mortale.

     
  9. Nicola scrive:

    Serie 1 buona eccetto le ultime puntate invedibili. La ricostruzione della antica scozia è protagonista. Serie 2 senza scozia e senza idee invedibile. Claire diventa presuntuosa e insopportabile. Il marito un mezzo signorino mal riuscito. Non cè piu uno straccio di azione ma solo interminabili scene di interni con dialoghi insignificanti. Siamo sotto il livello di reign per capirci dove almeno qualcosa di stupido succede ogni tanto.

     
  10. Samanta scrive:

    Per fortuna non abbiamo tutti gli stessi gusti. Dissento assolutamente dalla maggior parte dei commenti. E’ dai tempi di “Sex & The City” che non mi appassionavo tanto ad una serie. Probabilmente alcuni la trovano noiosa, perché molto puntuale nella ricostruzione storica e nel narrare avvenimenti storici assolutamente sconosciuti ai più (io compresa, prima di vederla). La fotografia è meravigliosa, grazie alle location scozzesi, gli attori sono perfettamente in parte (non solo i tre protagonisti, ma anche tutti i comprimari) e la storia è sì una storia d’amore, ma resa in modo verosimile e con grande trasporto e passione. Su altri siti ho letto commenti critici nei confronti delle scene di sesso, che io trovo invece molto ben realizzate e mai volgari. E per quanto riguarda le ultime due puntate, mi dispiace, ma questo è quello che si legge nel libro, e Moore non ha fatto altro che trasporlo sullo schermo con grandissima bravura da parte dei due protagonisti maschili. Io in queste due puntate ho visto solo la grande angoscia di una donna che cercava disperatamente di salvare la vita al marito e la violenza al quale quest’ultimo è stato sottoposto da un villain, che sarà pure un pervertito, ma che è interpretato dal favoloso Tobias Menzies. Se l’ultima puntata si è meritata fior di articoli sui giornali, doveva pur esserci qualcosa di innovativo nella messa in scena, qualcosa che andava nella direzione di “rottura degli schemi”. Come per tutte le cose “forti” le reazioni sono diverse in base alla sensibilità di ognuno. Io l’ho trovata comunque una puntata basata sulla speranza, la speranza di riuscire a superare anche l’esperienza più traumatica grazie all’amore e la speranza di veleggiare (non solo metaforicamente) verso una nuova vita. Per me questa serie è da 10 e lode e – credetemi – non sono certo una da Harmony o 50 sfumature di grigio e altre banalità simili!

     

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