Game of Thrones – 5×08 Hardhome

Game of Thrones – 5x08 HardhomeDopo un episodio ricco di svolte narrative ma forse un po’ confusionario, Game of Thrones torna a concentrare la sua attenzione su pochi personaggi, regalandoci una delle migliori puntate della serie.

“Hardhome” propone infatti un’efficace struttura in due parti, che prevede l’accostamento di un primo blocco “canonico”, caratterizzato dall’alternanza di diverse storyline, a una seconda parte interamente dedicata a un unico filone narrativo. Questo espediente non solo pone un freno alla tanto criticata frammentazione del racconto, donando all’episodio un’interessante coesione tematica, ma ha anche il pregio di condensare al suo interno tutto ciò che la serie ha di meglio da offrire: dall’intensità dei dialoghi, in grado di fare affidamento su ottimi personaggi e interpreti, all’epicità delle scene d’azione, che in questo caso non hanno nulla da invidiare a quelle del grande schermo.
A emergere nuovamente con forza sono i temi cardine che sostengono il racconto martiniano, al di là della sua cornice fantasy: la famiglia, l’identità e, come corollario di questi, la dimora – che dà il titolo all’episodio.

Fornication, treason, incest, the murder of King Robert.

Game of Thrones – 5x08 HardhomeUn’aspra dimora è certamente quella in cui si trova ora Cersei, costretta a pagare le conseguenze della sua smisurata sete di potere. Se è vero che l’errore fatale compiuto dalla Queen Regent è stato quello di riporre la sua fiducia nelle persone sbagliate (l’Alto Passero, ma soprattutto Ditocorto), d’altro canto ciò che sta pagando a più caro prezzo – sia in termini emotivi che politici – è invece l’allontanamento di tutti i membri della sua famiglia. L’invio di Jaime a Dorne, la rottura con Kevan e le continue manipolazioni ai danni di Tommen hanno avuto infatti come risultato un’accelerazione del processo di erosione del potere dei Lannister, iniziato con la morte di Tywin e di cui l’arresto di Cersei potrebbe non essere nemmeno l’apice.

Spogliata del suo status di regina e di madre, quello che la donna è costretta a subire è un vero e proprio processo di annichilimento identitario, finalizzato a ottenere una confessione dei suoi peccati. Motivata anche dalla gravità delle accuse, Cersei si aggrappa all’unica cosa che le rimane, quell’orgoglio tipico dei Lannister che la spinge a rifiutare ripetutamente l’offerta del Credo, ma che non le impedirà poco dopo di compiere un gesto disperato come quello di bere l’acqua dal pavimento della sua cella.

Game of Thrones – 5x08 HardhomeA Braavos anche Arya prosegue il suo – in questo caso volontario – percorso di abbandono della propria identità. Non ancora pronta a essere Nessuno, la giovane Stark è divenuta però qualcun altro: ora è Lana, un’industriosa venditrice ambulante di ostriche pronta a servire il Dio dai Mille Volti. Ma è veramente così? I dubbi della sacerdotessa, che non vengono smentiti da Jaqen, ci ricordano che l’Arya che conosciamo, quella in cerca di vendetta per la sua famiglia e che ha nascosto Ago fuori dal tempio, è ancora lì, e che prima o poi potrebbe riaffiorare nonostante la dedizione della ragazza.

They weren’t Bran and Rickon.

Game of Thrones – 5x08 HardhomeSe la piccola degli Stark sta attraversando una fase di negazione del proprio io, a Winterfell prosegue invece lo speculare cammino di riappropriazione di sé vissuto da Sansa. I suoi scambi con Theon, anche grazie alla bravura degli interpreti, costituiscono una delle più piacevoli sorprese di questa stagione, sempre in grado di convogliare un’enorme portata emotiva. Anche loro si trovano in quella che potremmo definire come una dimora aspra, ostile, circondati come sono da nemici e costantemente esposti al ricordo di un’infanzia felice e di tutti gli errori che li hanno condotti in questa situazione. Nonostante i tradimenti e i sensi di colpa, Theon e Sansa hanno bisogno l’uno dell’altro per sperare di riconquistare ciò che hanno perso; in questo senso la confessione di Reek rappresenta un punto di svolta fondamentale non solo nel loro percorso di riavvicinamento, ma innanzitutto nell’ottica di ciò che questo significa per loro in quanto individui. Per Sansa vuol dire scoprire di avere ancora una famiglia, di non essere l’unica sopravvissuta degli Stark, con tutte le conseguenze che questo può avere in termini emotivi e psicologici. Per quanto riguarda invece Reek la confessione coincide con la comparsa delle prime crepe nel suo personaggio, attraverso le quali è possibile intravedere, per la prima volta dopo tanto tempo, Theon. Nonostante parli ancora di sé in terza persona, il semplice fatto di esser venuto meno a un ordine di Ramsay costituisce sicuramente un primo passo verso la riappropriazione della sua identità.

Two terrible children of two terrible fathers.

Game of Thrones – 5x08 HardhomeA Meereen assistiamo finalmente al vero e proprio incontro tra Daenerys e Tyrion, i quali imparano lentamente a conoscersi e a fidarsi l’una dell’altro, come viene ben sottolineato dalla diversa impostazione spaziale delle due scene che li vedono protagonisti. I due scoprono di avere molto in comune: “figli terribili di padri terribili”, condividono il peso di una famiglia e di un passato ingombrante, da cui tentano disperatamente di prendere le distanze. Entrambi vedono nell’altro l’aiuto e l’occasione per uscire dall’ombra dei rispettivi padri, ripercorrendone in realtà – in maniera più o meno consapevole – le orme: Tyrion come consigliere della Targaryen e questa come dominatrice di Westeros. A fare la differenza saranno quindi le modalità e gli obbiettivi con cui questi ruoli verranno ricoperti: determinante in questo senso è il concetto di giustizia, sconosciuto ai padri ma fondamentale per i figli.

Game of Thrones – 5x08 HardhomeSe per Daenerys questo è stato spesso sinonimo d’intransigenza, per il Folletto si è invece sempre accompagnato a un certo pragmatismo, ed è proprio in ciò che consiste la maggior risorsa che egli può offrire alla regina, al di là delle sue conoscenze sul continente occidentale: ne abbiamo una prima dimostrazione durante la decisione delle sorti di Jorah, in cui l’inflessibilità di lei viene mitigata dai suoi consigli, fondati su un bilanciamento delle diverse variabili in gioco. Daenerys, priva di famiglia e dimora, non può però che rifiutare la proposta del suo nuovo consigliere di restare alla Baia degli Schiavisti. Il suo personaggio vive infatti con una paradossale intensità il legame nei confronti della famiglia (totalmente scomparsa) e della terra natia (a lei sconosciuta): nella sua ottica solo la conquista di Westeros potrà portare a compimento il suo percorso di formazione alla scoperta di sé e delle proprie origini.

Nel complesso già solo questa prima parte dell’episodio si attesta su un livello qualitativo decisamente elevato, capitalizzando i plot-twist di “The Gift” e il background dei personaggi nel miglior modo possibile. Come ben sappiamo, però, il vero cuore di “Hardhome” è racchiuso nei trenta minuti finali ambientati oltre la Barriera, in cui la bravura di Benioff e Weiss nel reinterpretare il materiale di Martin si fonde alla perfezione con la magistrale regia di Sapochnik.

We’re all the same to them, meat for their army.

“L’inverno sta arrivando”: non è solo un motto ma un dato di fatto, come ci aveva ricordato Stannis nello scorso episodio; in “Hardhome” questo si abbatte sui personaggi e sugli spettatori in maniera totalmente inaspettata con tutta la sua forza devastante. Dopo l’efficacissima metafora della ruota di Daenerys, Game of Thrones ci rammenta che a determinare le sorti di Westeros non sarà lo scontro per il trono di spade che vede protagoniste le maggiori casate del regno, bensì quello con l’armata dei non-morti in arrivo dal nord.

Game of Thrones – 5x08 HardhomePur attestandosi su un registro totalmente diverso, tutta la sequenza riesce a saldarsi in modo coerente con ciò che la precede, portando alle estreme conseguenze il discorso identitario che attraversa come un filo rosso la puntata. La vera battaglia portata avanti da Snow, preliminare a quella con l’esercito degli Estranei, consiste proprio in una ridefinizione identitaria dei Guardiani e del Popolo Libero, e quindi del binomio noi/altri che vi è alla base. Il discorso del Lord Commander, pur ribadendo concetti già noti ed espressi poco prima anche da Sam, ha in questo senso il merito di fare da contraltare immediato al caos che esploderà di lì a poco, come una sorta di macabra messinscena degli ammonimenti di Jon. Non a caso sarà proprio il capo dei Thenn, che aveva rifiutato con sdegno l’offerta di Snow, a combattere al suo fianco e a sacrificarsi per lui durante lo scontro con il White Walker.

Game of Thrones – 5x08 HardhomeMa al di là della sua coerenza tematica, quella di Aspra Dimora è soprattutto una lunga sequenza d’azione costruita e girata impeccabilmente, in grado di comunicare in maniera efficacissima il senso di caos e disperazione crescente di quello che – a detta degli stessi autori – può essere considerato un vero e proprio massacro. Benioff e Weiss alzano continuamente la posta in gioco, dando vita a un escalation che non concede allo spettatore neanche un attimo di tregua: dalla chiusura della barricata alla valanga di non-morti, passando per lo scontro con il White Walker e il ritorno del Night’s King, i due inanellano una serie di sequenze dall’enorme impatto visivo, tramite le quali riescono inoltre a veicolare alcune informazioni fondamentali nell’economia del racconto – in primis l’efficacia dell’acciaio di Valyria. Nonostante l’uccisione del White Walker e il salvataggio di 5.000 bruti, quella di Snow non può che considerarsi una vera e propria sconfitta: pur avendo avuto le giuste intuizioni, il nemico pare impossibile da sconfiggere e la distruzione della barricata dell’accampamento sembra porsi come un inquietante presagio di quello che li aspetterà alla Barriera.

In definitiva “Hardhome”, oltre ad aver ridefinito i parametri qualitativi della stagione e dell’intera serie, è stato in grado di mettere in discussione ciò che, in termini di messinscena, è lecito aspettarsi da un’ora di televisione, e per una serie fantasy non è un traguardo di poco conto.

Voto: 9,5

 Qui trovate i punteggi del Fanta-Game of Thrones relativi a questo episodio.

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20 Risposte

  1. Gabriele scrive:

    Bellissima recensione, complimenti!

     
  2. Rorschach scrive:

    Sono uno dei pochi il cui filone narrativo preferito di GOT è la barriera, quindi se già in molti lo considerano uno degli episodi più belli, per me è stato forse il più bello in assoluto. Tra Cercei in gabbia, Tyrion e Daeneris che bevono vino insieme e Arya che finalmente inizia ad apprendere il mestiere di assassina, la puntata aveva già in pugno un’altra promozione a pieni voti. Poi sono arrivati Jon e Tormund (che pestando quel tipo si è piazzato nella top 5 dei miei personaggi preferiti), e con loro è arrivato il delirio. Gli zombie sembrano voler dire “hey Walker di TWD, è così che si ammazza la gente!”, gli estranei sono proprio dei Baddass, lo scontro è stato epico dal primo all’ultimo secondo.
    I guerrieri del ghiaccio marciano, i Draghi crescono, i Lupi rinascono, Game of Thrones diventa sempre più spettacolare

     
  3. Ambrosia scrive:

    Domanda stupida: ma quindi Lungo Artiglio è in acciaio di Valyria?

     
  4. Mark Renton scrive:

    Bellissima recensione.

     
  5. vincevince1989 scrive:

    Questo è quello che voglio da Game of Thrones. Non parlo tanto degli ultimi minuti che sono una cosa che mai avrei immaginato neanche nei miei sogni più bagnati, ma della situazione Cersei quel l’inspiegabile sensazione che solo GoT ti fa provare: quell’essere da un lato in pieno godimento perché la più grande cagna della serie finalmente ha quel che si merita e contemporaneamente speri che esca di lì e possa consumare la sua vendetta, scuoiando e facendo patire tutti i passeri che le capitano a tiro. Questa è buona televisione, questo ti fa venir voglia di guardare il prossimo episodio, questo è GoT.

     
  6. Matteo scrive:

    Complimenti per la Recensione! Keep it up.

     
  7. Kris scrive:

    Episodio bellissimo. Ricco di contenuti ed intensità nella prima mezz’ora, semplicemente epico quando la vicenda si sposta ad Hardhome. Attendevo gli Estranei da tempo, perchè al di là di qualche fugace apparizione, non si erano visti granchè. Ma quando sono arrivati…che spettacolo!
    Ma sono solo io che vorrei vedere tutti i passeri o sparvieri o come diamine si chiamano, sterminati dal primo all’ultimo? Sarà che ogni il fondamentalismo religioso…..ma tra loro e Cersei bhe preferisco la seconda mille volte. E poi Lena Headey…che attrice!

     
    • winston smith scrive:

      Perché, scusa, Jonathan Price (High Sparrow) dove lo metti? È forse il più grande colpo di casting della serie finora e mi auguro di cuore che resti in giro ancora per parecchio tempo!
      Non facciamo scherzi da prete (no pun intended).

       
    • Kris scrive:

      Non mi riferisco alla bravura indubbia dell’attore ma al fatto che odio il fondamentalismo religioso, quindi spero che faccia una bruttissima fine lui e tutti i suoi seguaci invasati!

       
  8. Daniele scrive:

    Ci sentiamo sempre un po’ tutti grandi esperti (in realta` si leggono delle castronierie da far accapponare la pelle nei commenti), solo perche` abbiamo informazioni. Questa recensione e` la dimostrazione che le informazioni non sono conoscenza. I link tra le informazioni lo sono. Quelli non sono scritti su internet e non si puo` fare copy/paste. Ed e` difficile trovarli come hai fatto tu, con semplitcita` e acume. Ovviamente sono d’accordo su tutto quello che hai scritto. Questo episodio e` un chiave di volta della serie e delle serie in generale. Complimenti vivi e vibranti (viva la repubblica, viva i Jedi). Brava davvero.

     
    • Daniele scrive:

      ovviamente il primo a scrivere di merda sono io

       
    • Simona Maniello scrive:

      Grazie mille Daniele! Scrivere questa recensione è stato molto bello ma anche molto impegnativo quindi mi fa tanto piacere che sia stata così apprezzata :)

       
      • winston smith scrive:

        Mi accodo al coro dei “complimentisti”, Simona, però una menzione a Birgitte Hjort Sørensen (Borgen) la potevi pure fare, mannaggia!
        Oramai gli attori danesi spopolano nelle serie anglo-americane. E parlano tutti la lingua quasi meglio dei nativi. L’invasione vichinga è iniziata!

         
        • Simona Maniello scrive:

          Hai ragione, le cose da dire erano tante e qualcosa inevitabilmente è rimasto fuori. Di certo la sua breve ma intensa partecipazione va ad aggiungersi alla lunga lista degli aspetti positivi di questo episodio!

           
  9. Daniele scrive:

    Bravissima. Da residente a Glasgow, ed essendo il “bruto” una declinazione delle scozzese dell’ovest (a Edinburgh si sente molto meno), il suo fooking mi ha convinto. Per il resto un po’ troppo pulita rispetto agli altri, ma sempre brava.

     

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