Sense8 – 1×10/11 What Is Human? & Just Turn the Wheel and the Future Changes 15


Sense8 – 1×10/11 What Is Human? & Just Turn the Wheel and the Future ChangesAd una puntata dal finale di stagione, ci occupiamo ancora di Sense8, la prima serie televisiva dei fratelli Wachowski, prodotto che ha diviso il pubblico in due fazioni opposte. Gli episodi dieci e undici vedono lo sviluppo di tutte le storyline, divise tra azione e racconto dei protagonisti, non senza le grandi imperfezioni a cui ormai siamo abituati.

1×10 – What Is Human?

Sense8 – 1×10/11 What Is Human? & Just Turn the Wheel and the Future Changes“What Is Human?” si apre mettendo in primo piano uno dei difetti più imponenti della serie, problema tanto grande da interessare due dei temi principali su cui si basa Sense8: l’aspetto fantascientifico e l’introspezione dei personaggi.
Nomi, Wolfgang, Capheus, Riley, Lito, Sun, Kala e Will per la prima volta si incontrano – o meglio, si sfiorano appena – tutti insieme nello stesso posto; la vita li ha messi di fronte a scelte difficili, facendoli confrontare col passato in modo da influenzare il futuro: questo ci è stato raccontato lungamente nei primi nove episodi della serie ed è per questo che vagano per quelli che sembrano i corridoi di un labirinto berlinese. Grazie alle puntate precedenti, che senza paura di ripetersi hanno rappresentato questi aspetti come dei punti fermi, risulta ridondante e didascalica la battuta che apre la puntata (“Whenever I have a difficult decision to make, I come here”), volendo sottolineare come tutti stiano passando un momento difficile e che ognuno di loro dovrà prendere una decisione importante, giustificando, con il loro stato d’animo, l’incontro. Questa tecnica narrativa accompagna ogni collegamento, banalizzando la magia del momento, che deve essere sempre spiegata perché delle regole a monte non sono mai state date, relegando il fenomeno a mistero da svelare.
Questo continuo sottolineare l’ovvio, oltre che sintomo di una scrittura particolarmente ingenua, rovina momenti che hanno un grosso potenziale, come appunto quello che apre “What Is Human?”. “Is the Holocaust an aberration or a reflection of who we really are?” legge Will, rendendo immediato il collegamento tra gli ebrei perseguitati nei primi anni ’40 e gli otto protagonisti di questo racconto. La minoranza è considerata un capro espiatorio, una minaccia da cui proteggersi, la fonte di tutti i mali: questo nasconde la scritta in tedesco sullo specchio, sollevando una questione universale, attualissima e vecchia come il mondo.

Gli incontri, oltre ad essere accompagnati da una didascalia che ne spieghi il senso anche agli spettatori più disattenti, hanno trovato anche una rappresentazione estetica fissa: due personaggi seduti su un divanetto a contemplare quel qualcosa che ne ha evocato le emozioni uguali. Questa modalità è diventata ormai un rito e quindi molto poco spontanea e naturale, come dovrebbero essere quei collegamenti. La ripetitività, se da un lato rende più riconoscibili alcune situazioni e fa sentire a suo agio lo spettatore, dall’altro toglie senso all’atto magico, dà delle regole e incasella il momento, che al contrario dovrebbe essere totalmente libero e spontaneo, governato solo dalle emozioni di quell’istante, le uniche tanto forti da poter instaurare il collegamento.

Sense8 – 1×10/11 What Is Human? & Just Turn the Wheel and the Future ChangesSe questo non bastasse, un’altra stonatura a proposito degli incontri tra i protagonisti è la nonchalance con cui avvengono: Kala incontra Capheus e ci conversa come se il loro incontro improvviso fosse la cosa più naturale del mondo; i protagonisti non si sono mai posti delle domande, ma hanno solo accettato ciecamente il fenomeno. I collegamenti non sono stati spiegati né allo spettatore – che poteva starne all’oscuro a favore di suspense –, né ai protagonisti, che lo accettano e lo vivono in modo passivo, non potendo governarlo e controllarlo. Rimanendo su Kala e Capheus, vediamo rinnovato ciò che è stato detto nel paragrafo precedente: la frasetta con cui viene giustificato l’incontro non manca e anche questa volta insiste su un concetto non particolarmente originale: la mancanza di coraggio ( “I watch it any time I need to find courage.” “I could use some courage right now.”).

Sense8 – 1×10/11 What Is Human? & Just Turn the Wheel and the Future ChangesArrivati a questo punto del racconto, almeno la storia inizia a farsi più seria, mettendo gli otto protagonisti davanti a quel bivio che fino ad ora era stato solo promesso, ma mai incontrato. I dubbi, le paure e il confronto soprattutto con se stessi iniziano ad essere tre temi importanti, portati avanti da dei personaggi che non se lo possono permettere. È come se i fratelli Wachowski avessero costruito il primo piano di un edificio, dimenticandosi delle fondamenta: il palazzo non può che crollare. “What Is Human?” prova ad affiancare questa crescita ad una riflessione più profonda sul senso di unità all’interno del gruppo, facendo parlare Jonas Maliki, figura ambigua e non completamente schierata verso una delle due fumose fazioni pro e contro i Sensate. Il discorso che fa butta nel calderone tempi e spazi differenti; generazioni passate e future legate da qualcosa di non identificato, ma presente; mutanti che potrebbero mettere in pericolo la realtà conversando a distanza, senza mai entrare nello specifico e senza utilizzare un linguaggio che non sia solo evocativo e poetico, ma minimamente concreto (“What made us “us” was far less important than what makes them “them“).

I personaggi non aiutano a rialzare questo andamento tutt’altro che positivo: altro punto debole della serie rimangono i protagonisti e il sottobosco di personaggi secondari, che avrebbero il compito di espandere l’universo narrativo, ma che risultano delle macchiette, quasi caricature di persone vere, estremizzate per renderle memorabili nella manciata di minuti che hanno a loro disposizione. Il cugino di Wolfgang, che ne è un esempio, sembra l’eco di altri mille tedeschi cattivi, la serigrafia di un tipo, non la messa in scena di una persona vera; l’aggiunta di tatuaggi, minacce e scagnozzi al seguito non fa altro che confermarlo.

Voto: 5

1×11 – Just Turn the Wheel and the Future Changes

Sense8 – 1×10/11 What Is Human? & Just Turn the Wheel and the Future ChangesNonostante manchi una puntata al finale, la costruzione di ogni personaggio è ancora insufficiente per dare spessore ad una serie che sugli otto protagonisti basa tutta la sua forza. L’incontro di Sun con Kala nel finale riprende quella gamma di stereotipi sull’oriente che ha caratterizzato il percorso della ragazza. Dopo due puntate in cui la vediamo solo fare colloqui in carcere – buttando all’aria decine di situazioni che quell’ambientazione avrebbe permesso – ora il suo scopo è la vendetta contro il fratello e la sua arma il pugno. Dopo averla vista combattere, il tema delle arti marziali non l’abbandona, invece che puntare su una risoluzione più realistica, visto che Sun è innocente e saprebbe provarlo. La tattica dei fratelli Wachowski ormai è chiara: tutto è basato sull’utilizzo di nuove versioni di vecchi stereotipi, più accattivanti per un pubblico giovane e col mouse in mano, target di Netflix. I protagonisti non sono altro che modelli bellissimi di una realtà che ha creato la tv e che alimenta mettendola in scena. La serie sembra un Blob contemporaneo, che prende pezzi a destra e a manca da altri contenuti televisivi senza rielaborare le fonti, che così rimangono grezze e uguali all’originale. L’onore della coreana, la purezza d’animo dell’indiana, il coraggio e la voglia di verità del poliziotto americano sono tutte caratteristiche iscritte nella categoria stereotipi vecchi e abusati.

Sense8 – 1×10/11 What Is Human? & Just Turn the Wheel and the Future ChangesSe i personaggi rimangono deludenti, anche il collegamento tra di loro continua ad essere uno degli aspetti più bizzarri di tutta l’operazione: la forza dominante sembra la convenienza narrativa. Formare coppie e mostrare scene d’azione sono i due fini principali di questo elemento fantascientifico, senza portare avanti né la trama, né la crescita dei protagonisti, che, non capendo cosa stia succedendo loro, continuano a vivere le loro vite come se nulla fosse. Capheus, che per la seconda volta fa una strage con l’aiuto di Sun, non si sente minimamente in colpa per la lunga serie di omicidi di cui si è macchiato, ma anzi, sembra totalmente immune ad ogni tipo di riflessione post evento, che non lo fa crescere in nessun modo. La mancanza di ripercussioni per il personaggio coinvolto in fatti del genere è un altro punto debole di Sense8, giustificato però da una trama debole che non le favorisce, messa in moto da decisioni tutt’altro che condivisibili – come quella di Capheus di presentarsi disarmato nel covo del suo nemico, sperando di essere investito dallo spirito di Sun, meccanismo che neanche comprende.

Nello sviluppo della trama i punti critici sono innumerevoli: le cose non sono cambiate rispetto alle puntate precedenti sia perché la storyline principale ha fatto solo piccoli passi in avanti, sia perché le storyline di contorno, che si possono solo definire banali, continuano ad andare avanti col contagocce. Avendo quasi tagliato il traguardo finale è ancora più deludente il fatto che la stessa sensazione di incompiutezza che si provava nel pilota sia rimasta ben presente anche negli episodi dieci e undici. Fa quasi ridere vedere Nomi e Will discutere, nel finale, di qualcosa che non conoscono, parlando di Whispers, personaggio di cui non sanno niente.

Sense8 – 1×10/11 What Is Human? & Just Turn the Wheel and the Future ChangesCon “Just Turn the Wheel and the Future Changes” la varietà di generi in cui Sense8 sembra essere diviso diventa sempre più chiara: seppur sembri che ogni storyline faccia proprie le caratteristiche di un genere diverso, questo è solo un obiettivo troppo ambizioso che la serie non è riuscita a raggiungere. Non basta ambientare una sottotrama in un carcere per avere un prison drama, né voler far vendicare un personaggio per avere un revenge movie. Ogni genere ha un linguaggio specifico e una messa in scena tipica, che qui non viene modificata per rinnovarla, ma solo dimenticata; così tutto si amalgama, di puntata in puntata. Infatti, quelle che sembravano peculiarità di ogni segmento, si sono sparse in tutto il racconto, anche grazie ai collegamenti tra i protagonisti, producendo un polpettone indefinito di stili e modalità narrative. La semplicità delle storyline secondarie non aiuta la differenziazione, che dovrebbe svilupparsi senza elementi diegetici di supporto; sottotrame più articolate sarebbero state terreno fertile per indagare sui generi, fornendo elementi caratteristici e particolari.

Sfortunatamente lo show continua ad essere deludente sotto ogni punto di vista, buttando all’aria situazioni con un ottimo potenziale, prediligendo l’azione inverosimile – bazooka vi dice niente? – per alzare il ritmo del racconto, tenuto basso dai dialoghi ripetitivi e poco chiari. Se Sense8 fosse stato firmato da altri showrunner la delusione sarebbe stata alta ma minore; con questo progetto, invece, i fratelli Wachowski fanno una brutta figura che, data la loro importante carriera, si sarebbero potuti evitare.

Voto: 5

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

15 commenti su “Sense8 – 1×10/11 What Is Human? & Just Turn the Wheel and the Future Changes

  • Seph

    “continua ad essere una delusione”, quando nella passata recensione gli avete dato 8… mah. Vorrei leggere il parere degli altri recensori in questo caso

     
    • Davide Canti L'autore dell'articolo

      Vorrei sottolineare che il giudizio è mio ed è personale, quindi è chiaro che possa esere diverso da quelli espressi dagli altri autori. Però il bello è proprio questo, ascoltare pareri diversi e confrontarsi.

       
  • Daniele

    Totale disaccordo… è una delle serie più interessanti della stagione, chi recensisce dovrebbe mettere da parte discorsi soggettivi. Tutti i “difetti” di cui si parla, io, onestamente, non li ho nemmeno percepiti. La capacità con la quale i personaggi vengono man mano descritti e “vissuti” rende lo spettatore realmente interessato a quello che accade sullo schermo. Solo Netflix poteva permettersi di usare un’intera stagione come “Pilot” e ci è riuscita al 100%. Consiglio a tutti di andare a leggersi recensioni di altri siti prima di lasciarsi influenzare da questa. Un 8,4 su imdb non può diventare 5, è totalmente fuori luogo.

     
    • Davide Canti L'autore dell'articolo

      Considerare la stagione come un infinito pilot è un’idea interessante, ma pilot non lo è e non possiamo considerarlo tale per giustificare tutte le cose che, secondo me, non vanno.

       
      • Sydney

        Se ci si vuole arrampicare “sulla semantica” per sostenere una teoria parecchio debole… ok facciamolo.
        La prima stagione è introduttiva, come affermato dagli autori stessi, usiamo “introduzione” invece di “pilot”, problema risolto.

         
  • La Redazione

    Ciao Seph,
    Ricordiamo a te e a tutti gli utenti che il parere espresso dal singolo autore non necessariamente deve essere in linea con quello degli altri, visto che si tratta pur sempre di un giudizio personale.
    In questo caso Davide si riferiva a quello che è il suo giudizio, già espresso nelle puntate 2/3 da lui recensite.
    La Redazione.

     
    • Seph

      È proprio per questo che poi ho scritto “vorrei leggere il parere degli altri recensori” :). Magari a lui non piace per questione di gusti, o magari è vero che queste puntate meritano un 5…

       
      • Davide Canti L'autore dell'articolo

        Se devo essere sincero, io avrei dato voti minori agli episodi precedenti. Vi invito, però, a porre meno attenzione al voto numerico e leggere le motivazioni di quel voto, che cercano di spiegare, senza la presunzione di avere la verità in tasca, il mio pensiero riguardo gli episodi.

         
        • Seph

          In breve: non è il voto/parere negativo che mi ha infastidito, ma le frasi come “non senza le grandi imperfezioni cui siamo ormai abituati” o “continua ad essere una delusione” appunto. Sembra che tu stia riportando un’opinione diffusa e non il tuo giudizio, e visto che la maggioranza dei pareri che ho letto (non solo in questo sito) sono positivi, mi interessava sapere cosa ne pensavano gli altri recensori al riguardo. (Non condivido comunque gli insulti che ho letto su facebook, fregatene)

           
        • Seph

          Nemmeno io la considero la serie rivelazione dell’anno: ha quelle punte di trash che mi infastidiscono (il Bazooka infatti), ma la considero comunque buona. È sopratutto una serie introspettiva e coinvolgente, andando avanti con la storia sembra davvero di connettersi con tutti i personaggi, anche se succede poco e niente.

           
    • Steph by steph

      Secondo me sarebbe una bella idea, sotto ogni recensione, mettere i voti e un giudizio di un paio di righe di tutti gli autori che guardano una determinata serie

       
  • Federica Barbera

    Da spettatrice di Sense8 e autrice della recensione sulle puntate 6 e 7 dico questo

    Io non sono d’accordo con il parere di Davide su questi episodi e in generale sulla serie, ma non credo né che la serie sia “la rivelazione dell’anno”, come ho letto da alcune parti, né che il ragionamento di Davide non sia basato su un discorso che ha un suo senso. Faccio un esempio molto semplice: la facilità con cui i personaggi accettano il loro legame, la loro forma di comunicazione – che pure non capiscono.
    Ora, sia io che Davide abbiamo rilevato il problema (nel mio caso scrivevo “Questa forma di accettazione quasi scontata, che fa dei dubbi una semplice parentesi di incertezza spazzata rapidamente via, potrebbe apparire come un’esagerazione, un escamotage narrativo utile a velocizzare i tempi […]”), ma da qui in poi ci siamo dati una spiegazione diversa. Laddove io ho pensato a un’ipotesi che ho ritenuto per me valida (“eppure sembra configurarsi sempre di più come una “consapevolezza interiore”, come se i personaggi intimamente accettassero ciò che sentono ancor prima di averlo davvero compreso”), Davide l’ha invece percepita come un modo di vivere passivamente il problema, e di conseguenza come un modo degli autori di non voler approfondire la questione, fermandosi quindi ad un livello più superficiale.
    Condivido il suo pensiero? Chiaramente no, però non credo né che si ponga un problema sbagliato (me lo sono posta anch’io), né che il suo ragionamento sia privo di senso. Semplicemente è il suo modo di guardare alla cosa, e se anche una sola persona percepisce un problema in maniera diversa da me, mi piace guardare a questa cosa in modo costruttivo, perché credo che – oltre a stimolare un buono e sano confronto – possa far crescere anche il proprio spirito critico, indipendentemente da quanto si condivide quel ragionamento.
    Il discorso che ho fatto su questo esempio è applicabile anche ad altre questioni di questi due episodi, ma spero che si sia capito il punto.

    Da fondatrice del sito e da responsabile della linea editoriale aggiungo questo.

    La pluralità di opinioni, anche quando fortemente in contrasto tra di loro, è per noi di fondamentale importanza. Quello che chiediamo ai nostri autori è di esprimere il loro pensiero in modo comprensibile, sensato e approfondito. Il voto (questa bestia nera che tutti guardano e giudicano, ma che non è altro che un numero derivato da quello che si è scritto fino a quel punto) deve essere obbligatoriamente coerente con la recensione, e in nessun modo obbligatoriamente coerente con le recensioni di altri. La pluralità che cerchiamo di garantire è data infatti dalla rotazione delle recensioni, gestita dalla redazione in modo tale che tutti possano lavorare a dei pilot, a delle season premiere, a dei season finale o a dei series finale.
    Per questo motivo un’idea come quella dei singoli voti e giudizi sotto ogni recensione non è necessaria, perché ciascuna delle persone che segue una determinata serie ha modo, nel suo spazio e con i suoi tempi, di esprimere la propria opinione a riguardo. Senza contare che, con tutte le serie che seguiamo, sarebbe davvero un lavoro enorme applicare questa idea a TUTTE le recensioni! 😉

    Ci piacerebbe quindi che il discorso tornasse a vertere sugli episodi, quindi sarebbe interessante discutere di alcune questioni legate alla puntata, ad esempio: cosa ne pensate dell’uso dei “tipi” (per non parlare di stereotipi, che a mio avviso erano tali molto più all’inizio della serie che non arrivati a questo punto)? Io ad esempio ammetto che all’ennesimo combattimento di Sun mi sono giusto un filo alterata XD però mi piace come, andando avanti, ciascuno di loro utilizzi le proprie abilità e capacità al servizio del gruppo. Forse dovranno in futuro creare un po’ di sana variatio nei comportamenti personali, però fino ad ora credo che lo scopo abbia giustificato un certo tipo di tipizzazione (scusate il gioco di parole).

     
    • steph by steph

      Sì in effetti non avevo considerato come fosse difficile applicare la mia idea a tutti gli articoli ahahahaha
      A parte questo non concordo pienamente con l’analisi di Davide, anche se trovo il suo punto di vista estremamente valido
      Voto 7.5 secondo me

       
  • Orso

    Io ho trovato questa recensione altamente fuori luogo arrivati a questo punto della serie perché ritengo che il filone interpretativo o lo si è preso o meglio non trovare difetti mai notati alla interno dell episodio.
    I personaggi stilizzati per un percorso emotivo di questa portata erano necessari per entrare in empatia con loro e omai sono tutti abbastanza definiti e caratterizzati.
    Per quanto riguarda gli incontri credo si sia perso un concetto fondamentale: loro sono una cosa sola e sanno tutto degli altri pensieri e emozioni quindi i cosiddetti “spiegoni” rapprentano il pensiero razionale che tutti noi facciamo nel momento in cui cerchiamo di darci risposte.
    Non ho mai trovato banalità eccessive nei dialoghi le trashate mi fanno sorridere, empatia per i personaggi gigantesca . Non sarà un capolavoro ma una divergenza di idee a tal maniera trovo che snaturi la serie eccessivamente