Hannibal – 3×08 The Great Red Dragon 6


Hannibal - 3x08 The Great Red DragonDopo aver digerito in fretta un lungo pasto durato 33 episodi, Hannibal si reinventa e dà inizio a quello che potremmo definire un sequel della serie, portandoci sul tavolo l’antipasto di una nuova cena che in molti stavamo aspettando.

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Si riparte da zero, dunque, ma con un Hannibal Lecter finalmente nel luogo in cui abbiamo imparato a conoscerlo, almeno cinematograficamente parlando, ovvero in cella.

Hannibal - 3x08 The Great Red DragonQuella che abbiamo davanti non ha soltanto l’aria di essere una nuova premiere, ma ha il sapore di un vero e proprio pilot (di una serie che, a quanto pare, avrà vita brevissima). Lo show che ci ha accompagnato per 33 episodi, scandito da nomi di portate francesi, giapponesi e italiane, ha concluso tutti i suoi archi narrativi e quello che si apre ora è un Hannibal 2.0, in cui invece ogni puntata porta il titolo di uno dei dipinti che William Blake dedicò alla figura del Grande Drago Rosso. Lo stacco non è evidente solo per i tre anni di distanza che separano le due vicende, ma anche per un ritorno alle origini con una narrazione che riprende lo stile delle prime due stagioni, dopo che “Mizumono” aveva aperto a quella discesa nel caos degli inferi raccontata  nel primo arco di questa annata.

Hannibal - 3x08 The Great Red DragonA tutti gli effetti, i primi sette episodi di questa terza stagione hanno rappresentano la caduta, il crollo di ciascun personaggio in una spirale da incubo da cui non sembrava esserci via d’uscita, ma dalla quale, in un modo o nell’altro, tutti sono venuti fuori con le loro cicatrici fisiche e psicologiche. L’incubo sembrava finito con l’imprigionamento del “monster of monsters”, eppure eccolo di nuovo a ripresentarsi al mondo, lui in gabbia e la sua estensione ancora più malvagia, La Fatina dei Denti, a minacciare nuovamente il mondo circostante. Del resto, Hannibal non è morto, i suoi antagonisti non sono riusciti ad ucciderlo o, meglio, non hanno voluto, perché se c’è qualcosa che la confusa prima parte di stagione ci ha dimostrato è che, nonostante la frammentarietà, ogni personaggio è legato all’altro in un vortice caotico. Insieme, formano un unico organismo inseparabile, come se tutti fossero le tante teste del drago rosso, capeggiate da quella principale, l’Anticristo, che qui ha la mente di Hannibal e il corpo del personaggio interpretato da Richard Armitage.

Hannibal - 3x08 The Great Red DragonDel resto, i primi 20 minuti dell’episodio sono proprio dedicati a questo passaggio di consegne, o meglio a stabilire fin da subito un filo sottile di collegamento tra le due figure malvagie che popoleranno i successivi episodi. Hannibal Lecter, chiuso in gabbia e impossibilitato a muoversi, è la mente, è la parola che manipola, è la tentazione che attira tutti al suo cospetto nonostante sia recluso in una cella; la Fatina dei Denti, invece, non parla, rimane muta per tutto l’episodio, ma ciò su cui fin da subito la regia di Neil Marshall pone l’attenzione è il suo corpo, la sua trasformazione in bestia, il suo essere fisico e azione. Se Hannibal aveva rappresentato un “mostro” di nicchia (come Chilton ci fa notare, in un rimando ironico al poco pubblico che ha seguito la serie), il Dragone Rosso rappresenta la sua evoluzione, che ora punta su più larga scala, al cuore del sogno americano, al nucleo su cui si basa la civiltà umana: quello della famiglia.

Hannibal - 3x08 The Great Red DragonSolo in un secondo momento rientrano in scena Will Graham e Jack Crawford, costruendo un ponte ideale con il pilot della prima stagione. Di nuovo è Jack che fa visita a Will, di nuovo Will si fa convincere a tornare sulla scena del crimine, con le sue ricostruzioni mentali che tanto ci erano mancate. È una storia che sembra ripetere se stessa, e che allo stesso tempo è pregna di un senso di ineluttabilità: Will ha già studiato il caso della Fatina dei Denti, Hannibal sa già che Jack avrebbe bussato alla sua porta, ed entrambi sanno che prima o poi sarebbero tornati a guardarsi negli occhi. Perché tutti, appunto, sono parte dello stesso organismo; tutti, nonostante abbiano tentato di rifarsi una vita, sono ancora indissolubilmente legati dal filo tessuto dal Male.

Hannibal - 3x08 The Great Red DragonQuesto nuovo Hannibal rappresenta dunque un felice ritorno al passato, dopo che la frammentarietà e il manierismo talvolta troppo confusionario e compiaciuto della prima parte di stagione avevano fatto sprofondare la serie in una parzialmente deludente deriva visionaria, che aveva troppo privilegiato l’aspetto estetico rispetto a quello meramente narrativo (risolto spesso con svolte davvero oltre il limite del paradossale). La regia di Neil Marshall, decisamente più equilibrata in tutti i suoi aspetti di quella più sperimentale di Vincenzo Natali (che ha diretto gran parte dei primi sette episodi di questa terza stagione), riporta la serie nei territori del crime e del thriller, bilanciando meglio aspetto visivo e aspetto narrativo e dando di nuovo alla serie quella fluidità che stava mancando, grazie anche ad un cast che torna finalmente ad interagire insieme.

Hannibal - 3x08 The Great Red DragonCerto, il rischio adesso (in parte infondato, visto la cancellazione della serie) è l’ingresso in territori narrativi già molto conosciuti ai più, non fosse altro perché, oltre alla controparte letteraria, esistono ben due versioni cinematografiche della stessa storia. Se questo non rappresenterà un problema in termini di cast (l’interpretazione di Richard Armitage si pone già sugli stessi livelli di quella di Tom Noonan in Manhunter e Ralph Fiennes in Red Dragon), ciò rappresenta sicuramente una sfida a livello narrativo, visto che molti degli snodi e dei twist sono già noti. Tuttavia, Hannibal ha già dimostrato di aver ormai maturato una propria indipendenza a livello non solo visivo ma anche di caratterizzazione, che ha reso i propri personaggi liberi da ogni confronto o modello di riferimento. E questo potrebbe aiutare la serie a proseguire al meglio il suo cammino (su cui ancora l’ultima parola non è stata espressa), nel caso in cui riuscisse a durare fino all’ingresso di Clarice Starling e de Il Silenzio degli Innocenti.

Hannibal - 3x08 The Great Red DragonRiparte dunque da qui questo Hannibal 2.0, da quel “Hello, Doctor Lecter – Hello, Will” che apre a nuovi interessanti scenari e che non fa che aggiungere ancor più amarezza al pensiero di essere a solo sei episodi dal troncare una storia che meritava sicuramente di proseguire, soprattutto perché, dopo la pedante parentesi italiana, la serie sembra essere tornata sui binari giusti che ce l’hanno fatta amare.

Voto: 7 ½

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6 commenti su “Hannibal – 3×08 The Great Red Dragon

  • Aragorno

    Complimenti con la recensione da poco ho visto quest’episodio e mi sento di nuovo a casa.
    La parentesi italiana come giustamente dici tu è stato un tallone d’Achille per la serie magari tutti quanti si aspettavano in questa terza stagione il ritmo incalzante delle prime due.
    Sinceramente però come valore assoluto i primi sette episodi non mi sono dispiaciuti nel senso che li ho graditi ed accettati come un doveroso viaggio interiore di tutti i personaggi probabilmente non ha giocato alla vita della serie ma mi auguro sempre che questi ultimi 6 episodi riescano ad essere un crescendo che faccia venire (per rimanere in tema ) appetito e cambiare programmazione in modo da poter dare ad Hannibal una meritata stagione 4.
    Ritornando a questo episodio l’integrazione tra i personaggi principali che è stata una delle chiavi di successo delle stagioni precedenti sono convinto che sia ben accetta da tutti…
    Grandiosa la presentazione della Fatina e ben tornate alle visioni di Whill che tanto ci sono mancate …
    Speriamo per il futuro

     
  • jackson1966

    Per niente d’accordo sulla pedanteria della prima parte. Magari le altre serie tv fossero così pedanti! Questa e semplicemente un capolavoro in ogni cosa che fa

     
    • SerialFiller

      Quoto e aggiungo che se c’è una cosa che non mi è piaciuta in questa puntata è la fatina…Solo a me l’attore che interpreta il nuovo psicopatico a caccia di famiglie da scannare sia fin troppo artificioso in sguardi e movimenti. Non mi ha mai trasmesso quella insana follia e disperazione di cui il suo personaggio dovrebbe essere intriso.
      Fatta eccezione di questo puntata da 9 come da 9 è stata la prima parte di stagione. E poi ragazzi Fortunato Cerlino non era roba da poco come stuzzichino per noi italiani.

       
  • Aragorn

    Quoto in pieno jackson1966…per me non era pedanteria ma per così dire un calo di ritmo mettiamola così ….comunque 3 stagioni di altissimo livello e la sensazione che il meglio deve ancora venire ….sinceramente adoro questa serie

     
  • winston smith

    Che bello! Sui blog nostrani e americani tutti si affrettano a dichiarare quanto era loro mancato il “This is my design” di Will. Basterebbe ripescare i miei commenti in calce alla recensione della 2×02 di Hannibal postati al tempo della messa in onda sul sito Serialmente per fare un ripassino veloce di storia e ricordare come una buona fetta dei commentatori a cavallo fra il 2013 e il 2014 non apprezzasse affatto quel tipo di messa in scena visiva del “superpotere” di Will (per chi volesse approfondire, anche per quanto concerne l’uso di questa parola specifica e il mio modo di intendere le prime due stagioni di Hannibal rimando alla sezione dedicata ai commenti della 2×02 su Serialmente), qualificandola come pretenziosa e pacchiana. Mi fa piacere constatare di essere stato dalla parte “giusta” fin da subito. XD
    Metto in chiaro che non sto lanciando un “j’accuse” verso qualcuno dei presenti in particolare (francamente, non ne avrei nemmeno l’interesse), ma più che altro verso l’approccio molto umano e molto scorretto di riscrivere la storia assecondando i gusti dell’ultima ora quando in aperto contrasto con i gusti della prima ora (del resto, è questo il modo più agevole di risolvere una spiacevole situazione di dissonanza cognitiva).

     
  • Diego Scerrati L'autore dell'articolo

    @winstonsmith: non posso parlare per gli altri, ma io sono stato sempre un grande fan delle visioni di Will. Quello che forse non mi convinceva nella prima stagione era il fatto che secondo me non avevano neanche loro ben chiaro se rendere la serie un procedurale o qualcosa di più, e il fatto che poi abbiano preso una decisione più netta è quello che ha reso la seconda stagione un piccolo gioiello.

    @jackson 1966 @aragorn Per quanto riguarda la pedanteria, non volevo certo dire che le prime sette puntate sono tutte da buttare, ma per quanto mi riguarda troppo spesso mi sono trovato davanti immagini superficialmente bellissime dal punto di vista estetico, ma che alla lunga mi sono risultate completamente vuote, oltre a dialoghi pieni di paroloni e riferimenti intellettuali ma che non facevano progredire nulla né a livello di caratterizzazione dei personaggi né a livello narrativo (narrazione tra l’altro risolta con twist spesso precipitosi e paradossali, il che è stato abbastanza irritante). Quello che per me, soprattutto nella seconda stagione, era stato uno stile assolutamente spiazzante e originale per raccontare questo tipo di storia, improvvisamente mi è parso trasformarsi in un esercizio di stile fine a se stesso in cui ci ho visto molto auto-compiacimento e poco altro.