Rectify – 3×01 Hoorah

Rectify - 3x01 HoorahLe disastrose conseguenze di “Unhinged” si riflettono su questa cupa premiere di Rectify, un episodio in cui l’influenza di Daniel Holden – ancor più che in “Running With the Bull” – si fa sentire sulle vite degli altri personaggi, tutti inevitabilmente condizionati dagli eventi dello scorso season finale.

Come avvenuto per la seconda annata la narrazione riprende in modo canonico e molto lineare, continuando su un percorso che riesce ad uniformare più che mai la struttura della serie, nonostante l’attesa di un anno tra una stagione e l’altra; non sono passati che alcuni minuti dalla confessione di Daniel, e lo show di McKinnon approfitta di questa situazione per studiare ed approfondire gli effetti di tale scoperta su tutti i comprimari, che assumono ora più che mai un ruolo determinante.

Rectify - 3x01 HoorahNon a caso, infatti, la primissima scena di “Hoorah” vede come protagonista Teddy, senza dubbio il più influenzato dal ritorno di Daniel, anche se in maniera esclusivamente negativa: fin dall’inizio il fratellastro ha rivestito quasi il ruolo dell’antagonista, di chi non riusciva ad accettare l’innocenza – e, soprattutto, la riammissione nella famiglia – di una figura così ambigua, così lontana dalla cultura contemporanea da risultare praticamente un estraneo. Tale scontro ha poi portato alla progressiva disgregazione del personaggio, e la sequenza iniziale riassume la sua condizione alla perfezione: la merendina che si blocca nel distributore è – nella sua semplicità – un ottimo espediente per rappresentare le sconfitte di Teddy, che solo con l’intervento delle forze dell’ordine (si pensi alla sua confessione allo sceriffo nella scorsa stagione) può trovare una possibile rivalsa.
Tutto quello che il personaggio cerca di compiere nel resto dell’episodio si rivela quindi fallimentare: la riappacificazione con Tawney e l’accusa a Daniel non sono altro che lo sviluppo del concetto sottolineato dalla prima sequenza, che porta Teddy – nella sua solitudine – a toccare forse il punto più basso mai raggiunto nella serie.

Rectify - 3x01 HoorahMa non è solo sul fratellastro del protagonista che Ray McKinnon si sofferma: questa premiere ha la funzione di presentare un mondo in frantumi, il mondo che lo stesso Daniel aveva riunificato (in un modo o nell’altro) con la sua uscita di prigione. Ci si trova, quindi, in una situazione opposta a quella iniziale, in cui ognuno fatica a trovare la propria direzione una volta perso l’unico punto di riferimento: e così la fuga di Tawney si prolunga, aiutata dal taglio netto dell’unico vero legame (il bambino) a tenerla vicino a Teddy; Amantha, invece, comincia a porsi i primi dubbi e, nonostante la scelta finale di ospitare il fratello, la sua innocenza non è più così sicura. Così come lo spettatore non è mai stato certo della colpevolezza del protagonista, la donna non può che dubitare almeno in parte della sua testimonianza, e il dialogo con Jon racchiude perfettamente l’ambiguità sempre mantenuta con eleganza dalla serie, confermando come il puzzle da risolvere non sia l’onestà di Daniel stesso ma l’affidabilità della sua memoria. In questo senso, è intelligente da parte degli autori proiettare questa condizione su Amantha, che, nella sua insicurezza a proposito della relazione con Jon, riprende in parte la condizione del fratello, trasferendola su un piano più ampio.

Rectify - 3x01 HoorahIn tutto ciò, comunque, trova spazio anche (e soprattutto) la storyline di Daniel, il perno intorno a cui ruota l’intero ingranaggio che è Rectify, uno show basato – anche se, in questa premiere, in misura minore – sulla condizione e l’evoluzione del suo protagonista indiscusso. Le scene in cui è presente assumono, come sempre, una sfumatura diversa, quasi lirica, aiutata dalla sempre insolita scrittura di McKinnon. C’è da dire, tuttavia, che in questa premiere le classiche sequenze quasi “poetiche” della serie risultano leggermente fuori posto: ciò avviene in parte perché il focus sul protagonista è minore del solito, abituando lo spettatore ad un mondo più concreto di quello visto e professato da Daniel Holden; inoltre, il fatto che lo show sia arrivato alla sua terza stagione (con una quarta già confermata) richiede perlomeno un’evoluzione di tali sequenze, che viene però soddisfatta nella seconda metà dell’episodio.

Rectify - 3x01 HoorahI flashback (che non è chiaro se siano semplici allucinazioni oppure ricordi) danno infatti una netta e ben gradita svolta al taglio della serie, calcando maggiormente sulla componente più perversa e meno innocente di Daniel. L’ambiguità provocata dalla natura di tali scene, inoltre, si inserisce perfettamente nella cornice di Rectify, assumendo un duplice significato: se da un lato la scelta del protagonista si traduce in senso di colpa e desiderio di morire, dall’altro la volontà di farla finita mentre era in prigione dà maggiore significato alla vita che sta vivendo nel mondo esterno. In che condizione si trova, quindi, Daniel? Nel desiderio di conferire un senso alla sua esistenza o in quello di pagare per i danni provocati a chiunque gli sta intorno?

“Hoorah” è un episodio fondamentale per l’evoluzione di Rectify: le conseguenze di “Unhinged” vengono rielaborate conformemente agli standard della serie, ma la svolta più decisa su temi finora solo di contorno lascia ben sperare per il futuro della stagione. Dopotutto, l’ottima regia di Stephen Gyllenhaal conferma tale sensazione: le frequenti inquadrature sui personaggi visti attraverso delle porte aperte lasciano intendere che stiano per oltrepassarle, arrivando ad un punto di non ritorno e portando lo show su dei territori ancora inesplorati.

Voto: 8

 

Pietro Franchi

"Nobody exists on purpose, nobody belongs anywhere, everybody's gonna die. Come watch TV?"

1 Risposta

  1. alessandra scrive:

    Appena visto. Sempre commovente la madre. Alla puntata non avrei dato l’8, ma solo qualcosa in meno.

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *