True Detective – 2×02 Night Finds You 11


True Detective - 2x02 Night Finds YouSe “The Western Book of the Dead” fungeva da lungo prologo per questa stagione di True Detective, il secondo episodio inaugura il racconto vero e proprio, mettendo in scena i temi già esposti e trattati nella premiere.

“Night Finds You” è il titolo perfetto per questa puntata: l’oscurità e la notte avvolgono tutti i personaggi, che vengono ancor di più coinvolti in quella coltre nera e cupa che fa da cornice alle riprese delle strade della California. Gran parte di quello che accade si svolge dopo il tramonto, e la fotografia e la regia restituiscono con successo la sensazione di oppressione e di dolore che attanaglia i protagonisti, ognuno vittima di una serie di conflitti interiori destinati a lacerarlo definitivamente.

My strong suspicion is we get the world we deserve.

True Detective - 2x02 Night Finds YouLa trama orizzontale viene portata avanti in gran parte dai personaggi di Rachel McAdams e Colin Farrell, che, con l’occasionale intervento degli altri due, procedono nella ricerca del colpevole e, di conseguenza, nell’immersione nei vizi e nella disgrazia che caratterizzano la città di Vinci, uno di quei microcosmi in cui il deterioramento dell’ambiente si trasmette sulle condizioni di chi vive.
I momenti in macchina che intervallano un incontro e l’altro si rifanno con prepotenza alle classiche scene della prima stagione, risultando paradossalmente i più riusciti: il classico espediente del dialogo durante il viaggio (appartenente al genere del buddy movie e spesso esportato nel noir) permette ai due personaggi di approfondirsi confrontandosi l’uno con l’altro, dando vita ad alcuni degli scambi più efficaci della puntata, da quelli più leggeri (“Maybe it was just a little too close to sucking a robot’s dick.”) a quelli più complessi. In questo modo il detective Bezzerides guadagna profondità spiegando come il suo rapporto con le armi abbia la funzione di definirla in contrasto con la brutalità del mondo che la circonda, mentre Ray Velcoro, aprendosi alla nuova partner, può elaborare lo shock del recente incontro con l’ex-moglie.

True Detective - 2x02 Night Finds YouIl fatto che tutto ciò avvenga a bordo di un’auto non è casuale: i due protagonisti sono messi a contatto tra loro in modo più intimo, è vero, ma la regia si sofferma spesso su quello che scorre davanti ai due attraverso i vetri, quella decadenza sempre presente nello show (anche nella sua prima annata) e indispensabile nel definire l’ambiente nel genere del noir. Ciò viene inoltre sottolineato dalle parole del sindaco di Vinci, che, oltre a rappresentare col suo alcolismo (forse in modo fin troppo esplicito) la corruzione morale di chi detiene il potere, afferma: “State attorney will get his piece, Caspere will get closed, the world will turn uncaring of our struggles”. Si tratta di una concezione sicuramente condivisa dalla serie, e le frequenti inquadrature di Lin sulle strade notturne americane, in cui le luci delle macchine passano come pedine insignificanti, la confermano e la rafforzano, contribuendo a creare un senso di oppressione che viene trasmesso ed incarnato da tutti i personaggi.

Something’s trying to tell me that it’s all papier-mâché. Something’s telling me to wake up.

True Detective - 2x02 Night Finds YouQuesta necessità, tuttavia, costituisce anche uno dei principali punti deboli di questa stagione, e l’esigenza di Pizzolato di comunicare il dolore dei protagonisti viene spesso tradotta in dei dialoghi forzati e artificiosi. Se nella prima annata Rust Cohle aveva la funzione di esprimere, in un certo senso, la filosofia stessa della serie, in questo caso tale ruolo viene conferito ogni volta ad un personaggio differente, e l’ambiente presentato risulta così costellato da individui oscuri ed ansiosi di esplicitare l’anima dello show. Così facendo il realismo e l’aderenza ai personaggi ne soffrono, e la scena iniziale costituisce uno degli esempi più calzanti in questo senso: Frank Semyon ci è sempre stato presentato come una figura imponente, corrotta, talvolta intimidatoria, e il suo monologo – molto efficace se preso singolarmente – risulta fuori luogo quando viene pronunciato proprio da lui, oltre a soffrire di un’interpretazione che mal si sposa con la situazione in questione. Vince Vaughn funziona quando deve minacciare un commerciante o discutere di affari col sindaco, ma quando la sua vena più aderente all’ambiente che frequenta viene meno (insieme alle numerose imprecazioni) il suo personaggio risulta quasi forzato, e perfino i notevoli tentativi di approfondirlo accostando, nel monologo, i suoi occhi alle due macchie sul soffitto – e, di conseguenza, ai segni della vittima – risultano riusciti solo per metà.

True Detective - 2x02 Night Finds YouSi tratta di un difetto nella scrittura che mina talvolta la costruzione e la definizione di alcuni dei personaggi, ma non solo: la scelta di concentrarsi quasi ossessivamente sul dolore dei protagonisti e dell’ambiente in generale mostra ogni tanto i suoi punti deboli, e in questi casi il tema viene tratteggiato in maniera troppo semplicistica, quasi bidimensionale. Si pensi, ad esempio, alla linea narrativa di Paul Woodrugh, finora forse la più staccata dalle altre: il personaggio interpretato da Taylor Kitsch era partito con delle ottime premesse, ma la sua evoluzione in questo episodio si rivela più canonica del previsto, e i suoi problemi si traducono in approfondimento vero e proprio solo in rari casi. Le potenzialità, ad ogni modo, ci sono, e si spera che queste debolezze siano frutto solo della sua temporanea marginalità all’interno della storia, una posizione che, visto il destino del detective Velcoro alla fine dell’episodio, sembra destinata a cambiare al più presto.

I think the only way I get a vacation is if I croak.

True Detective - 2x02 Night Finds YouCerto è che la sequenza conclusiva cambia tutto: in quella che è forse la svolta più sorprendente mai intrapresa dalla serie, il personaggio di Colin Farrell vede la prematura fine (o così pare) del suo percorso, probabilmente quello su cui lo show aveva insistito di più in questi due episodi. La sua parabola è iniziata in discesa e ha continuato su quella strada, con dei risvolti che hanno privato il personaggio di tutto ciò a cui rimaneva aggrappato: la perdita del figlio costituisce il colpo fatale per un individuo ormai segnato dal pessimismo più acuto ed incurabile, complice la decadenza del luogo in cui ha sempre vissuto.
A pensarci bene, infatti, la dipartita di Ray Velcoro non era così imprevedibile: se si tralascia il fatto che siamo pur sempre al secondo episodio, il suo percorso aveva portato in questa direzione, complici le frequenti inquadrature a ricordare allo spettatore la forte disperazione del personaggio. Che si tratti della fine definitiva del detective non è sicuro, ma una scelta del genere non potrebbe che giovare alla struttura dello show, che uscirebbe rinvigorito da una svolta di questo livello; la sequenza conclusiva, inoltre, gode di una qualità nella messa in scena davvero sorprendente, e la costruzione della suspance riesce a far dimenticare almeno in parte i rimpianti per l’assenza di Fukunaga alla regia.

“Night Finds You” è una puntata che, mettendo in moto la narrazione in maniera definitiva, risulta fisiologicamente più riuscita della premiere di questa stagione: la gestione e l’approfondimento di alcuni personaggi, insieme all’inaspettata svolta finale, raggiungono dei livelli rassicuranti, facendo ben sperare per gli episodi futuri. Tuttavia, i diversi punti deboli ancora presenti nella serie non possono che rendere il risultato meno riuscito di quanto si sperasse, alimentando il dubbio sull’effettiva capacità di quest’annata di lasciare veramente il segno.

Voto: 7 ½

 

 

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11 commenti su “True Detective – 2×02 Night Finds You

  • alessandra

    In effetti, come già nella prima puntata, ci sono delle scene troppo didascaliche, troppi spiegoni o spieghini, che forse sarebbe stato meglio farli scoprire in altro modo o più avanti.
    Quello che in questo momento apprezzo di più è l’ambientazione in un luogo che sembra improbabile, perchè mai rappresentato sul piccolo schermo, ma che invece forse è più vero ed attuale.

     
  • Son of The Bishop

    True detective con la sua prima stagione è entrato nella storia della tv: 8 puntate una più bella dell’ altra, è stato letteralmente quello che si suol definire un “Masterpiece”.
    La premierè di questa seconda stagione l’ avevo trovata troppo lenta noiosa, e i personaggi, insomma, non sono paragonabili a quelli dello scorso anno… dove come dite anche voi bastava McConaughey per conoscere la vera essenza della serie, oltre che anche lui si è rivelato essere un mostro sacro con il terzetto TD, DBC e Interstellar.
    Inoltre i personaggi mi convincono a metà per ora mi sento di promuovere a pieni voti Rachel McAdams che non l’ avrei mai pensato, ma si sta rivelando una signora attrice e il suo personaggio è quello che mi convince di più per ora(sebbene non avessi trovato particolarmente originale neanche la sua situazione come quella degli altri personaggi nella premierè), pollice in su anche per Vince Vaughn(non convintissimo, ma se la cava), rimandati invece ancora Farrell non sempre convincente(vive di alti e bassi come queste prime due puntate della seconda stagione), infine bocciato il personaggio di Kitsh che trovo inutile e insulso sotto praticamente tutti i punti di vista, incluso un attore che non trovo del calibro del restante cast.
    La seconda puntata comunque è stata decisamente più convincente della prima, noia quasi assente, però comunque ci sono ancora dei momenti un pò troppo spenti talvolta è il confronto con la prima stagione insomma è meglio non farlo.
    Secondo me la prima stagione era qualcosa di diverso nel panorama televisivo, questa seconda la trovo con troppo ordinaria un classico poliziesco impegnato, la scrittura del primo era tutta un’ altra storia e così i suoi personaggi.

     
  • annamaria

    Sì sarebbe un bel colpo di scena ma hanno preso Colin Farrel per sole due puntate?

    SPOILER CAST

    Non riesco a crederci.
    Infatti l’IMDb lo dà presente in tutte e 8.
    E allora?
    Farà il fantasma per 6 puntate?
    O avremo 6 puntate di flashback?
    Mi sembra una cosa che non sta in piedi, ergo dev’essere vivo.
    Ma come e perché?
    Mi puzza di ca…volata!

    FINE SPOILER CAST

    Per ora la serie non mi ha preso, ma anche l’anno scorso ho avuto un partenza lenta.
    Vedremo….

    Commento modificato dalla Redazione.
    Vi ricordiamo che qualunque informazione relativa alle puntate successive, o dedotta da trailer o da news sul cast (soprattutto in casi come questo), è da considerarsi spoiler.
    Vi preghiamo pertanto di prestare attenzione. La Redazione

     
    • Son of the Bishop

      A me non dispiacerebbe e mi affianco agli altri nell’ affermare che sarebbe una trovata geniale.
      Però sinceramente Kitsh unico detective maschio sul caso mi preoccupa non poco, finora lo trovo davvero inutile ed insignificante, Farrell almeno lo teneva bene in secondo piano, poi non è detto che con più centralità anche lui renda bene.
      Comunque non credo possibile che possa morire, sicuramente un finale sconcertante, ma penso che non sia come sembra, come dici giustamente anche tu.

       
  • Boba Fett

    Io invece comincio a temere il peggio. Storia senza un particolare appeal, ma va bene, ci si può passare sopra, in fondo, lo sappiamo, funge solo da pretesto per raccontarci altre storie. In fondo, a pensarci bene, anche quella della season 1 non brillava certo per originalità, però qui manca tutto il resto che là c’era, o meglio, forse c’è davvero troppa roba da rischiare una certa pesantezza (tipo quando ci spariamo un BigMac, non so se rendo l’idea…). Ho la sgradevole sensazione che nel tentativo di superarsi vogliano strafare, caricando e, al tempo stesso, rendendo improbabili i caratteri, affetti, nell’insieme, da tutti i disturbi possibili; così, ad esempio, il pippone iniziale sulla “terribile” infanzia di Semyon, invece di trasmettere empatia fa solo venir voglia di velocizzarlo con l’apposito tasto del telecomando.
    Salvo le atmosfere di degrado che, al momento, sanno recitare e raccontare molto meglio dei personaggi stessi e soprattutto quelle panoramiche “anatomiche” del territorio, con i globuli rossi e bianchi che scorrono all’infinito nelle arterie di quel corpo malato.

     
  • A.

    Premettendo che, attualmente, questa Seconda Stagione di True Detective non mi sta’ dispiacendo, trovo che manchi qualcosa.

    Il fattore tecnico è innegabilmente buono: tralasciando la fotografia e la regia (superbe), l’elemento che gioca il ruolo più importante in questo settore sono indubbiamente le riprese dall’alto (in particolare quelle relative al dedalo autostradale) che fanno immergere lo spettatore nella stessa ambientazione malsana e sofferente che circonda i personaggi; non è Fukunaga, ma funziona comunque a meraviglia.

    I personaggi, per ora (siamo sempre solo al secondo episodio), sono il tallone d’Achille dello Show. Mi spiego meglio: i personaggi principali sono tutti e quattro (a mio parere) buoni e, seppur con qualche errore nella scrittura (come suggerisce la recensione con la quale mi trovo concorde, praticamente, in toto), sono abbastanza caratterizzati da farseli piacere (io trovo il discorso si Semyon a inizio puntata utile almeno come quello di Velcoro e Bezzaridis in auto: serve a caratterizzare un personaggio che, altrimenti, risulterebbe meno sfaccettato e aiuta a comprendere l’atteggiamento del suddetto per il resto dell’episodio e forse delle puntate a venire); gli attori, tralasciando magari qualche sbavatura recitativa qua e la, nel complesso sono bravi e convincenti (anche se devo ammettere che il personaggio interpretato da Taylor Kitsch, mi sta’ piacendo meno, probabilmente per il suo distacco). Il punto, secondo me, è che (rispetto alla prima stagione) in questa seconda annata non si sta’ premendo molto sull’approfondimento degli “schemi mentali” dei personaggi: Velcoro e Semyon sono i personaggi, a mio avviso, dove ci si è mossi di più in questo senso ma l’aggiunta della Bezzaridis (trattata solo marginalmente in questo senso rispetto agli altri due) risulta comunque poco approfondita (a me ha fatto percepire un personaggio che ha subito molestie da piccola e che “ha dovuto imparare a cavarsela da sola”), mentre Woodrugh abbraccia perfettamente uno stereotipo (quello dell’omosessuale represso, simile al Generale di American Beauty) che non me lo fa’ apprezzare a pieno. Cohle e Hart avevano uno sviluppo tale per cui noi spettatori potevamo immaginare i loro pensieri, comprendere i loro atteggiamenti, conoscergli intimamente da dire “si, quello è proprio da lui”, che in questa seconda stagione (ancora) non c’è: a mio avviso era quello il punto forte di questa serie, era l’elemento che la differenziava da una moltitudine di altre serie poliziesche a tinte un po’ più dark del normale e che qui è stata presentata troppo debolmente, facendola apparire come una “semplice indagine con detective (archetipici) pessimisti”. Detto questo, siamo sempre solamente al secondo episodio, cosa che mi fa’ ben sperare, in quanto mi permette di essere fiducioso sul fatto che la serie possa approfondire questo aspetto (cosa che, a cenni, sta’ facendo) e che possa diventare anche migliore della prima (in quanto ritengo che ne abbia le opportunità).

    Sul finale c’è poco da dire, spero solo che non diventi un “Game of Thrones P.D.”. Per me, quindi, voto all’episodio 7/8 per le ragioni espresse; è molto buono in quasi tutto, ma gli manca qualcosa. Speriamo in bene.

     
  • winston smith

    Vorrei dire che in giro ho letto molte critiche sulla recitazione di Vince Vaughn, critiche che trovo infondate per una ragione banale: l’attore non sta recitando male. Secondo me, il problema è tutto nel tipo di regia scelto: il tipo è alto almeno un metro e novanta, peserà almeno novanta chili e tu (regista) me ne inquadri quasi sempre solo la faccia con un primo piano sparato fin dentro le palpebre?
    La controprova fattuale di questa mia riflessione sta tutta nella scena in cui Seymon e Velcoro si incontrano all’aperto, in cui emerge chiaramente la differenza di stazza (ergo la pericolosità) del primo nei confronti del secondo. E a pensarci meglio, anche l’altra scena particolarmente convincente di Seymon in questo episodio è quella in esterna in cui il gangster “interroga” il malcapitato di turno per cercare di capire chi lo ha voluto fregare. Purtroppo ti becchi anche questo quando assumi il regista princeps della saga di Fast & Furious, dove i primi piani costanti per far vedere quanto sono belli e in forma i protagonisti sono d’obbligo per ragioni puramente commerciali. Ci sono attori che recitano sono con la faccia e altri che recitano con tutto il corpo: basta accorgersi della differenza quando li si deve dirigere!

     
  • Attilio Palmieri

    Dopo un primo episodio capace di costruire solide atmosfere di partenza e intavolare il racconto ma quasi totalmente introduttivo, azzoppato da suo stesso autore, quasi sacrificato in virtù di un progetto più grande, in “Night Finds You” Pizzolatto ci porta nei più profondo meandri nel noir, spingendo sull’acceleratore nell’analisi dei personaggi senza timore di scendere a compromessi.
    Stavolta la storia è molto più complessa, e rimandando alla letteratura hard boiled sembra quasi fatta per non essere compresa, un po’ come la trama del grande sonno, un po’ come le vicissitudini del Marlowe/Gould ne Lungo addio. La plongée iniziale sul volto di Semyon mette i brividi e Vaughn dimostra di essere perfettamente in parte. L’universo rappresentato, con le sue perversioni e le sue distorsioni non risparmia neanche i nostri eroi, i quali non sono (come lo erano in parte l’anno scorso) osservatori quasi sbigottiti di una natura orrenda, bensì ne sono parte integrante, dal trauma di Semyon raccontato nel prologo alla corruzione di Ray, dai mama issues di Paul ai brutali e reconditi desideri di Antigone.
    Il cuore del noir è riportato in vita da Pizzolatto, che spazia dalla letteratura al cinema con enorme padronanza, concludendo con una meraviglio citazione di Vivere e morire a Los Angeles di William Friedkin (che potrebbe essere anche il titolo di questa stagione), altro padre spirituale di questo racconto.

     
  • Michele

    Son contento che sia tornata la recensione di TD!
    Sono d’accordo con la recensione. Finora in tutti e due gli episodi ci sono frandi atmosfere, che ti fanno venire voglia di andarla a girare in macchina questa california del sud! Piccola nota a marigne, anche qui c’e’ sempre una raffineria di mezzo, come nella prima serie. Non so se sia una velata affermazione che i petrolio fa parte della decadenza.
    In ogni caso, e’ vero che sia il primo che il secondo episodio sono stati un po’ lenti… Fino Lla scena finale del secondo: totalmente inaspettata e che da molto movimento al tutto. Perdere il personaggio principale del cast al secondo episodio e’ completamente inaspettato. Certo potrebbebsopravvivere in qualche modo (anche se improbabile perche’ il killer gli ha sparato due volte, di cui la seconda con una esecuzione ravvicinata) oppure potrebbe continuare a essere presente tramite flashback. E’ già successo in Fortitude, però quella serie non aveva sfruttato bene quella soluzione, per cui speriamo che TD faccia meglio!
    Last but not least: io pensavo alla fine del primo episodio che Kitsch stesse andando a schiantarsi con la moto. Invece poi ha trovato il cadavere nella piazzola di sosta. Alla fine di questo c’è Farrel che sembra essere sul punto di scoprire qualcosa e invece resta secco. Che ci sia una specie di contrappasso strutturale nelle puntate?

     
  • Travolta

    Seconda puntata per quanto mi riguarda lenta e noiosa ed inferiore alla premiere.
    Ovviamente spero che ci sia una svolta e che si innesti una marcia un pochino piu’ “veloce” .