Hannibal – 3×12 The Number of the Beast Is 666

Hannibal – 3x12 The Number of the Beast Is 666Giunto ormai a un passo da quello che, molto probabilmente, sarà il series finale, Hannibal ci propone un altro episodio ben confezionato e dai toni particolarmente oscuri, in cui a ergersi sovrana è, nonostante la sua posizione defilata, nuovamente la figura di Lecter.

Il processo di erosione del concetto di etica portato avanti da Lecter in primis nei confronti di Will – ma non solo – è emerso fin da subito come uno dei nuclei tematici fondamentali messi in scena da Fuller, legandosi a doppio filo con quello della metamorfosi, amplificato in quest’ultimo segmento narrativo dall’introduzione di Dolarhyde. Se la trasformazione di Francis nel Grande Drago Rosso sembra giungere a un punto di svolta ma non ancora a compimento, al contrario quella di Will ­– e con lui quella di Jack e Alana – può invece dirsi per certi versi sancita dalla messa in atto del piano per stanarlo.

Hannibal Lecter does have agency in the world. He has you.

Hannibal – 3x12 The Number of the Beast Is 666Dopo tre anni di detenzione in cui il suo potere è rimasto sopito, dando a Graham e agli altri l’illusione di aver riacquisito il controllo delle proprie vite, l’arrivo del Red Dragon ha progressivamente spazzato via questa convinzione, fino a rivelare come ormai le loro azioni siano allineate con quelle del loro antagonista, senza il bisogno di ulteriori manipolazioni. Nonostante la redazione dell’articolo contro Chilton, Hannibal sembra infatti assumere in questo caso la parte di mero capro espiatorio, a cui viene addossata la colpa dell’accaduto per mascherare la consapevolezza dei rischi che la trappola avrebbe comportato a prescindere. Paradossalmente è proprio nella marginalità del suo ruolo negli avvenimenti narrati che va ricercata la vittoria di Hannibal, il quale – come viene sottolineato da Bedelia – è riuscito a plasmare Will, Jack e Alana a sua immagine e somiglianza, rendendoli qualcosa di più che delle semplici pedine.

Hannibal – 3x12 The Number of the Beast Is 666Will, come l’agnello cristologico della Rivelazione, si erge a giudice supremo, dichiarando Chilton sacrificabile in virtù della meschinità delle sue azioni e condannandolo quindi – per usare sempre le parole di Bedelia – a un dantesco contrappasso. Ed è proprio la Du Maurier, attingendo alla sua stessa esperienza, a portare alla luce in modo ancora più evidente come il comportamento di Will – il quale non sembra provare alcun senso di colpa per la sorte toccata a Chilton – sia dettato non solo dall’esigenza di catturare il Red Dragon, ma anche da quella stessa perversa curiosità che è alla base di molte delle azioni di Lecter. Come emerge dal bel montaggio che fa da sfondo alle parole di Bedelia, è stato Will – nel momento in cui ha posato la mano sulla spalla di Chilton – ad aver acceso il fiammifero che gli ha dato fuoco, non Francis, né Lecter.

Hannibal – 3x12 The Number of the Beast Is 666Will continua, non a caso, a cercare risposte in Bedelia: questa infatti, forse in virtù della prolungata convivenza con Hannibal, o della più serena accettazione dei sentimenti provati nei suoi confronti, si conferma come la figura più abile nell’interpretare i pensieri e le azioni di Lecter, ma soprattutto la più consapevole dell’influsso da lui esercitato e della metamorfosi che è in grado di innescare. L’episodio ci regala così degli intensi momenti d’interazione tra i due, in cui entrambi gli attori ribadiscono ancora una volta la loro immensa bravura nel fare emergere, dietro un apparente freddo distacco, il ribollire degli ambigui sentimenti che Hannibal suscita in loro ­– paura, gelosia, repulsione, desiderio. Con l’esplicita domanda rivolta da Will a Bedelia – “Is Hannibal in love with me?” –, a cui la psichiatra non può che rispondere in maniera affermativa, gli autori, a un passo dal finale, decidono coraggiosamente di palesare quello che finora era rimasto un più o meno velato sottotesto, sancendo come il controverso rapporto tra i due costituisca il vero cuore della rilettura fulleriana della saga di Harris.

I am the Dragon and you call me insane?

Hannibal – 3x12 The Number of the Beast Is 666Come si accennava sopra, anche il processo di metamorfosi di Dolarhyde sembra giungere, se non a conclusione, a uno snodo fondamentale. Come era facilmente prevedibile, gli insulti contenuti nell’articolo di Freddie Lounds colpiscono nel segno, andando a ferire l’orgoglio del Drago, che sembra infine prendere il sopravvento sul lato umano di Francis. Tramite il confronto con Chilton e la confessione a Reba, vengono approfondite le motivazioni e i pensieri che si nascondono dietro le azioni del Drago: la negazione degli omicidi e il desiderio di venerazione vanno a completarne il ritratto, facendo emergere con forza la portata della sua follia.

Hannibal – 3x12 The Number of the Beast Is 666È proprio sull’assenza di lucidità di Dolarhyde e della componente estetica di ciò che definisce la sua arte che va misurata la distanza abissale che separa questa nuova “creatura” da Lecter, il quale ha evidentemente trovato altrove una figura in cui rispecchiarsi. Fuller conferma in questi segmenti la sua abilità nel rielaborare il materiale letterario, dando nuovamente vita – tramite la sostituzione di Lounds con Chilton – a delle interessanti variazioni sul tema senza mai snaturare il racconto, e non lesinando sulla componente gore della messa in scena. L’unica pecca è, di nuovo, la minor cura riservata ad alcuni snodi della trama, che qui si concretizza nella scelta di usare l’arrivo di Reba a casa di Francis come espediente per fornire a Will e Jack un indizio sull’identità del Drago in vista del finale.

Nel complesso la fisiologica marginalità della figura di Hannibal – a cui viene però riservata una scena memorabile come quella della “degustazione” del labbro di Chilton ­– è ben compensata dall’intensità delle interazioni tra gli altri personaggi, sostenuta dalle ottime performance di tutto il cast e dalla macabra messa in scena. A ben vedere l’unica colpa di “The Number of the Beast Is 666” è forse quella di non riuscire – nonostante i continui riferimenti al libro della Rivelazione – a convogliare il senso di fine imminente che dovrebbe accompagnarsi a quello che purtroppo va considerato, con quasi totale certezza, il penultimo episodio della serie.

Voto: 8

 

4 Risposte

  1. Aragorn scrive:

    Non riesco a credere che la serie chiuda con questa stagione

     
  2. winston smith scrive:

    È stato un episodio magnifico (come tutti quelli in cui appare Chilton: ancora non mi capacito come l’anno scorso siano riusciti a trasformare in pochi episodi il personaggio più odioso della serie nel più divertente della compagnia). Mikkelsen è evidentemente superlativo nel rappresentare un Hannibal visibilmente divertito, che a stento riesce a trattenere il riso vedendosi scodinzolare intorno in cerca di indizi tutti i personaggi apparentemente liberi, ma in realtà più prigionieri di quanto egli non lo sia nella cella in cui è costretto a risiedere.
    Will si meriterebbe di fare la fine che il creatore del personaggio gli fa fare nei libri dopo ciò che ha fatto a Chilton. Oramai la sua anima è dannata e non ha nemmeno la decenza di nasconderlo: da un punto di vista narrativo, la sua funzione è esaurita e, considerando che Fuller lo ha reso protagonista della serie, forse a questo punto è meglio per tutti che la terza stagione sia l’ultima.
    Intanto, il trailer andato in onda in coda all’episodio pubblicizzava esplicitamente il prossimo come season finale. Trattasi di una scelta terminologica alquanto singolare data la situazione in cui la serie versa.

     
    • ViK scrive:

      Peccato che nei libri quello che fa Will a Chilton in realtà lo fa a un tale Freddie Lounds (uomo non donna), e ci sono tutta una serie di motivi validi e attriti, qui ci poteva stare di farla fare a Chilton quella fine, magari però con un po’ di background plausibile…

       
  3. SerialFiller scrive:

    Il risucchio beffardo e felice di Hannibal vale da solo una stagione.
    Che gran serie e che gran peccato vederla finire gia alla terza stagione. Esteticamente un capolavoro come pochi in TV.
    Non sono daccordo con winston sul fatto che Will sia stato ormai sfruttato fino in fondo. Il suo lato oscuro è stato sviscerato in maniera enciclopedica da Hannibal e di conseguenza noi spettatori ne abbiamo ammirato l’evoluzione, ma vedere dove potrebbe spingersi diventando la nemesi o il complemento di Lecter sarebbe secondo me entusiasmante, e come sempre mi interessa poco capire se una serie resta fedele ad un libro o un film dalla quale potrebbe essere tratta. L’importante è la coerenza che riesce a mantenere all’interno dell’opera stessa.

     

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