Masters of Sex – 3×07 Monkey Business

Masters of Sex - 3x07 Monkey BusinessDopo una prima stagione che potremmo considerare introduttiva e preparatoria, e una seconda che ha messo in scena quanto di meglio la serie potesse proporre, Masters of Sex si ritrova, a metà di questa terza annata, con una situazione decisamente più ambigua, in cui lo scopo del racconto sembra mutare e a volte perdersi tra una puntata e l’altra. 

Complici i salti temporali dei primi episodi, abbiamo assistito in modo piuttosto rapido alla pubblicazione del libro e alle conseguenze che ne sono derivate, dal successo alla fama, dalle difficoltà alla ricerca disperata di pubblicità e di ulteriori fondi, fino ad arrivare agli effetti sulla famiglia e sulle relazioni interpersonali – in particolare, ovviamente, quella tra Bill e Virginia.

Masters of Sex - 3x07 Monkey BusinessIl problema è che ora, in questa seconda parte di stagione, non risulta chiaro quale sia il successivo obiettivo della narrazione: la relazione tra Masters e Johnson si ritrova in un punto di stallo per l’ennesima volta, e per motivi che paiono decisamente più complessi da comprendere; lo studio procede in maniera piuttosto piatta con i suoi pazienti e qualche collegamento sporadico con il reale studio dei due scienziati – in questo caso l’introduzione dei surrogati. A questo si aggiunga un non sempre accurato utilizzo dei figli dei due, che solo in alcuni casi risultano funzionali alla storia (Johnny), mentre in altri costituiscono semplicemente un elemento di disturbo, più o meno evidente, nella vita dei loro genitori (Tessa).
C’era quindi bisogno di uno scossone, di qualcosa che rimettesse in gioco i personaggi per veicolare un messaggio comune e di impatto: ciò che sulla carta ha funzionato benissimo, in questa “Monkey Business”, è stata l’idea di lavorare sul concetto di “cura”, inteso come occuparsi di qualcuno, ma anche di curarlo e dunque di guarirlo, con tutte le conseguenze – positive e negative – che questo comporta. Purtroppo, però, l’utilizzo di troppi personaggi ha condotto ad un risultato caotico, che a furia di sottolineare il concetto l’ha reso poco riuscito in alcuni casi e semplicemente ridondante in altri.

Who takes care of you, Virginia?

Masters of Sex - 3x07 Monkey BusinessL’approfondimento dedicato quest’anno al personaggio di Virginia Johnson è stato di sicuro uno degli elementi più positivi della narrazione, che ha smesso di disegnare la donna come un personaggio fin troppo moderno e “perfettino” optando invece per una rappresentazione più realistica, meno positiva e più complessa. Sfugge però il motivo per cui dovremmo ritenere plausibile l’avvicinamento di Virginia a Dan, un uomo che sembra essere stato accettato solo come ripicca nei confronti della madre – che la voleva insieme a Bill – e in antitesi rispetto a quello che invece è il vero cambiamento di William: quest’ultimo, in più di una occasione, ha cercato di modificare il suo comportamento nei confronti della donna e di essere per lei qualcosa di più di quanto sia stato fino ad ora, esattamente come lei aveva sempre desiderato. Se si pensa al dottor Masters della prima stagione, non c’è alcun dubbio sul cambiamento che l’uomo ha portato avanti – grazie anche ad un sempre impeccabile Michael Sheen – e non ce ne sono nemmeno sul perché abbia deciso di cambiare.
Virginia, dunque, risulta come una donna più confusa di quello che dovrebbe essere, e il rapporto con Bill ne esce ampiamente modificato – almeno dal suo punto di vista – senza una reale motivazione a riguardo.

Il concetto viene ribadito – a onor del vero fin troppe volte – in questo episodio, in cui ci viene ricordato più di una volta che Virginia ha aiutato Bill quando soffriva di impotenza e che l’ha “salvato”, letteralmente, prendendosene cura: un evento che la donna tende a rimarcare solo da un punto di vista scientifico – per convincere Bill a lavorare con il gorilla – e che invece l’uomo rivive sulla propria pelle sia a causa di Keith, sia nel discorso finale durante l’intervista, in cui Gini per la prima volta sembra capire quanto lui si senta in debito nei suoi confronti e quanto la consideri davvero fonte di salvezza nella sua vita.

That was a fluke, not a cure, which is why we cannot say it.

Masters of Sex - 3x07 Monkey BusinessAl di là dell’introduzione del gorilla – una storyline con un potenziale altissimo, ma con un risultato che non sempre nell’episodio raggiunge gli effetti sperati – ciò che funziona davvero è la struttura a specchio con cui la puntata si apre e si chiude.
All’inizio, con la scoperta dell’intervista ad Al Neely e Isabella Ricci, Bill non vuole in alcun modo sfruttare la situazione perché la sua deontologia professionale glielo impedisce: i due non hanno subito alcun trattamento, dunque confermare un successo che in realtà non c’è mai stato equivale a mentire, anche se questo può portare a pubblicità e fondi. Per William il tutto ha una sua logica ferrea: se non è successo non se ne può parlare perché eticamente scorretto; per Virginia, invece, è possibile vagare nel confine grigio del non detto – il rapporto paziente-dottore – sfruttando un “fallimento” per parlare di tutti i loro successi. L’approccio è diametralmente opposto, così come opposta è la reazione di Virginia sul finale: il successo con il gorilla (che non è una cura, certo, ma che è una scoperta importantissima sul ruolo della vista nella dinamica sessuale anche nel mondo animale) viene relegato a risultato casuale, non degno di essere discusso, quando in realtà l’unico, e comprensibile, motivo per non parlarne è la vergogna dell’essersi spinta troppo in là – come dichiara a Dan a fine episodio.

Masters of Sex - 3x07 Monkey BusinessSi tratta di due eventi che possono condurre a ottima pubblicità per lo studio, e che per motivi diversi rappresentano ciò di cui prima uno e poi l’altra non vogliono parlare. La scelta finale di Bill è significativa perché non solo rinuncia a raccontare la storia del gorilla, nonostante lui la ritenga di primaria importanza, ma perché sacrifica la sua deontologia dando in pasto al giornalista la storia di Al Neely. Nel farlo, mette Virginia nella posizione di capire che lui potrebbe benissimo puntare i piedi, ignorare il suo giudizio – […] the one involving an ape. Al “The Ape” Neely and his wife Isabella Ricci” – e decidere di parlare lo stesso del gorilla, e forse un tempo l’avrebbe fatto: ma ora non è più lo stesso uomo, non è più quello che agisce d’istinto e guarda solo a quello che gli fa comodo in un determinato momento. William Masters è un uomo diverso, cambiato, curato; salvato da una donna che ne ha visto le ferite e che è riuscita ad aiutarlo come nessuno aveva mai fatto.
Solo ora Virginia sembra capire che quel cambiamento che Bill sta portando avanti non è casuale, benché spesso goffo e improbabile (il modo con cui l’uomo cerca di farle capire che è geloso di Dan, durante la scena con i tre al tavolo dello studio, è quanto di più imbarazzante si sia visto di recente nella serie); solo ora sembra capire la sua importanza nella vita di William Masters.

Then let’s appreciate the irony of this situation together, all right?

Masters of Sex - 3x07 Monkey BusinessDavanti ad un tema come “la cura” ampiamente intesa e le sue conseguenze era necessario avere altre sfumature che ne ampliassero il significato, ma, come si diceva prima, l’accumulo eccessivo di queste ne ha forse snaturato il risultato, complice anche un certo disinteresse nella scrittura di alcune parti o semplicemente il fisiologico poco tempo dedicato a ciascuna, vista la quantità di personaggi coinvolti. Il caso di Betty e Helen, ad esempio, viene inserito nella trama con una motivazione fin troppo evidente: il merito è certamente quello di aver riportato Austin sulla scena, ma è impossibile non notare come la loro storia sia stata rimessa in carreggiata per affiancare quella di Keith e della cura di persone che non rientrano negli standard di coppia finora intesi.
La storyline di Libby, invece, continua nella sua autonomia a brillare di luce propria, ma, a differenza della scorsa annata o anche solo dell’inizio di questa stagione, appare sempre più slegata dalla trama principale. Il modo con cui la donna si è presa cura di Joy e del marito Paul, e la successiva frattura tra i due, non fanno altro che evidenziare nuovamente le conseguenze delle relazioni con gli altri quando ci si prende cura di qualcuno, ma dal punto di vista dell’approfondimento del personaggio o del suo rapporto con Bill non aggiunge nulla di nuovo: la consapevolezza maggiore acquisita dalla donna riguardo al marito e a Virginia le fa alternare momenti di presa d’atto, come a inizio stagione, ad altri in cui sente tutta la difficoltà della situazione in cui si trova, ma la storia non riesce a raggiungere né i livelli né il coinvolgimento toccati nella scorsa annata.

Masters of Sex - 3x07 Monkey BusinessSe infine la storia legata a Lester, Jane e Keith serve ad introdurre il tema dei surrogati – utilizzati davvero nella realtà da Masters e Johnson – ma lascia un po’ il tempo che trova, tra metafore e intenzioni più o meno scientifiche e altruistiche dietro la scelta di Jane di aiutare il suo amico, la parte legata ai figli di Bill e Gini è quella che invece proprio non funziona. Il figlio di Bill se non altro è stato decisamente più utile alla trama nelle scorse puntate, ma il personaggio di Tessa sembra sia stato scritto quasi solo per creare confusione nella vita della madre, al punto che risulta incredibile tutto il suo piano per allontanare Dan da Virginia senza prendere minimamente in considerazione che l’uomo, prima o poi, avrebbe scoperto la sua identità.

La puntata, pur essendo caotica e sovraffollata, in alcuni punti riesce a ricordarci benissimo quali sono le capacità di questa serie, soprattutto quando indaga l’interiorità di Bill Masters; purtroppo non può dirsi lo stesso di Virginia, ma visti i risultati raggiunti negli scorsi episodi si spera che si tratti solo di una piccola caduta nel disegno più grande della stagione. Purtroppo, però, il resto della puntata scorre in maniera quasi disinteressata e si fa sentire, in maniera sempre più netta, la mancanza di un vero obiettivo nella stagione. La seconda parte è però solo appena iniziata: c’è ancora tutto il tempo per riprendere in mano gli studi e condurre la stagione verso un finale adeguato.

Voto: 7

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

4 Risposte

  1. Dreamer88 scrive:

    E’ da parecchio che non commento su Seriangolo, ben ritrovati!
    Se devo dire la verità, questa puntata per me è stata una delle peggiori dell’intera serie e la cosa che mi dispiace di più è che sembra che anche MOS sia stata colpita (seppur parzialmente) dalla sindrome “trash made in Showtime”.
    Tre sono i momenti più rappresentativi della puntata:
    1) la discussione tra Lester e la moglie per guarire l’amico impotente di lei, davvero ridicole le motivazioni della donna e fastidiosa la scena successiva con lei e lui a letto e Lester geloso che la lascia fare senza fiatare;
    2) la scena di Gini con il gorilla, probabilmente la scena più trash dell’intera serie;
    3) il caso di Betty ed Helen, ovvero una linea narrativa potenzialmente molto interessante (e molto attuale) trattata in questa puntata in maniera un pò macchiettistica (vediamo come si evolverà, spero di essermi sbagliato).
    Purtroppo questa terza stagione non riesce ancora ad essere all’altezza della splendida seconda per tutta una serie di motivi che, adesso come adesso, è prematuro elencare (manca ancora un pò al season finale), confido sugli autori per una conclusione di stagione degna di nota.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Ciao Dreamer88, e bentornato! 😉
      La puntata è stata ahimè non delle migliori, non so se definirla la peggiore dell’intera serie però ha avuto diversi problemi. Non arrivo a definirla trash perché la storia del gorilla – benché mi abbia fatto storcere il naso – rappresenta effettivamente un campo interessante sia nell’ambito dello studio antropologico/sessuale (dunque per una questione di discendenza dell’uomo) sia nell’ambito degli stimoli animali generalmente intesi. Insomma, secondo me si poteva trattare diversamente, però il discorso di fondo non mi è affatto dispiaciuto!

      La parte Lester/Jane è stata davvero assurda, però vediamo come si evolveranno le cose. Purtroppo è vero che questa stagione non sta reggendo il confronto con la precedente, ma è anche vero che ci ha regalato già ottimi momenti (io personalmente ho amato il discorso di Bill precedente al parto di Virginia e, ovviamente, quello in Matters of Gravity.)
      Speriamo in questa seconda parte di stagione!

       
  2. Miss Scarlett scrive:

    Complimenti per le vostre recensioni ragazzi, scrivete divinamente.
    Condivido praticamente tutto dell’articolo, dalle motivazioni inesistenti che guidano il comportamento di Virginia al cambiamento di Bill che lo porta a quel discorso finale al termine del quale quasi si commuove (ottimo Michael Sheen). Dalle interviste ai protagonisti che ho letto in giro, l’obiettivo della stagione al momento penso sia quello di seguire soprattutto gli eventi del libro, e se sarà così, continueremo a vedere una Virginia sempre più irriconoscibile e “fredda” e una distanza sempre maggiore tra lei e Bill purtroppo.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Ciao Miss Scarlett, grazie mille per i complimenti! :-)
      L’idea di portare avanti questo percorso per Bill e Virginia non è di per sé sbagliata, però, come appunto stiamo notando in molti, così risulta abbastanza senza senso! Soprattutto perché a rimetterci è proprio il personaggio di Virginia, che se non fosse sostenuto dalla sempre brava Caplan in questi momenti sarebbe davvero da defenestrare XD
      Proprio ora che Bill sta cambiando questo suo comportamento sembra davvero sciocco, soprattutto se visto come conseguenza dell’intervento della madre. Davvero, non si capisce come sia possibile! E qualcuno ci liberi di Tessa, non se ne può più 😀

       

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