Rectify – 3×04 Girl Jesus

Rectify – 3x04 Girl JesusA meno due episodi dal finale di stagione, Rectify continua a indagare le derive di un microcosmo familiare disgregato da un intimo confronto con il dolore: tra sensi di colpa e desideri di salvezza, come anime imprigionate in un limbo incolore, ogni personaggio si confronta con il suo punto di rottura, alla ricerca di un’identità difficile da riafferrare.

Lasciando sullo sfondo le indagini sulla morte di George Melton, “Girl Jesus” si concentra su una accurata analisi dello stato emotivo dei vari personaggi e di Daniel in particolare, perso nel ricordo sfumato di se stesso.
Le conseguenze della sua confessione hanno posto i vari protagonisti nell’obbligata condizione di “ricominciare”: ognuno si trova di fronte alla disorientante percezione di essere alla fine di un lungo e turbolento viaggio di cui avrebbe sperato un approdo diverso e più sicuro. Dopo aver faticato a preparare il terreno per un ritorno, adesso si ritrovano tutti a fare i conti con un distacco definitivo, che si porta dietro un’infinita scia di sensi di colpa laceranti.

Rectify – 3x04 Girl JesusIl disorientante disagio di Daniel, narrato con una scrupolosa dovizia di particolari, diventa davvero eloquente quando si ricrea in maniera speculare nelle persone che gli vogliono bene: il nervosismo accorato di Amantha, il dolore di Janet, l’ottimismo di Jon, la difesa di Tawney sono tutti elementi che amplificano la potenza distruttiva del suo profondo malessere. La costruzione narrativa dello show, infatti, fa perno sulla disgregante condizione psicologica del protagonista utilizzandola come metro d’analisi delle complesse caratterizzazioni dell’intero sistema dei personaggi. Anche la deriva investigativa degli ultimi episodi riesce ad amalgamarsi all’interno di questo complesso spettro sensoriale, riportando alla luce non solo elementi importanti per il risolvimento delle indagini, ma anche e soprattutto quella parte del passato di Daniel che è di fatto l’unica tranche di vita realmente vissuta, e di conseguenza il primo scoglio da superare per cercare di riaffermare una disgregazione identitaria dilaniante.

I’m proud of you, Daniel.                                          

Rectify – 3x04 Girl JesusNonostante le implicazioni che si porta dietro, la futura partenza di Daniel è di fatto la fine di una lotta e l’inizio della stabilizzazione personale per tutti, e per Amantha in particolare. Tuttavia, la donna non si trova a suo agio come assoluta protagonista del suo mondo, anzi è il personaggio che più di tutti lotta contro la riappropriazione del proprio futuro. Il dovere di pensare a se stessa, unito al bisogno di affermarsi professionalmente, è una sensazione così nuova e positiva da disorientarla, soprattutto alla luce del fatto che non riesce a scrollarsi di dosso il senso di sconfitta insito nella scelta di Daniel di barattare l’innocenza con una repentina libertà (vigilata). Il dialogo con Jon la riporta nei vecchi schemi di pensiero e, per assurdo, in quella nevrotica inquietudine con cui reagisce alle nuove accuse verso Daniel la donna si riconnette con un’identità che sentiva persa. Quell’ansia così familiare e così facile da gestire è anche il mezzo con cui mettersi di fronte ai propri sensi di colpa e alle mancanze verso il fratello: tornando lì dove è sempre stata, ovvero a sostegno di Danny, Amantha ritrova parte di sé, del suo sentimento per Jon, e soprattutto trova un appiglio per congiungere quella che era a ciò che vuole diventare.

I feel any sin he has committed is far surpassed by the sins committed against him.

Rectify – 3x04 Girl JesusGran parte del minutaggio di quest’episodio è dedicato all’approfondimento della complessa e difficile relazione tra Teddy e Tawney, anch’essi travolti dagli eventi e sprofondati in un’incomunicabilità che comincia a squarciarsi leggermente. L’ossessione di Teddy per Daniel ha avuto molteplici sfaccettature e conseguenze: dal distacco con Janet alla gelosia per la moglie, fino all’estrema deriva del disagio per essere stato sopraffatto, anche fisicamente, dal fratellastro. Per quanto, in proporzione, il personaggio di Teddy risulti un po’ debole, l’evoluzione compiuta sin qui rivela la complessità di un carattere imprigionato in un malessere latente, con il quale l’uomo finalmente comincia a confrontarsi. Di riflesso anche Tawney, che sin dagli esordi ci è apparsa come un personaggio di consistenza effimera, comincia a delinearsi secondo linee più articolate, rivelando anche inedite potenzialità. Il suo punto di vista su Daniel, passato spesso in sordina per via dell’inconsistenza drammatica del personaggio, in questo episodio si rivela come dotato di una grande forza oggettiva: Tawney è l’unica che ha conosciuto Daniel solo dopo la prigione, l’unica ad avere un approccio privo del ricordo del passato e, grazie anche al suo fare distaccato e rispettoso dei limiti, è forse l’unica che è riuscita a entrare realmente in comunicazione con lui.
Qualunque sia la verità sui “peccati” commessi, e nonostante le implicazioni religiose che guidano l’analisi della donna, la descrizione che Tawney fa di Daniel riesce a restituirci l’immagine più lucida e pura del sommesso e asfissiante calvario che imprigiona l’uomo.

Rectify – 3x04 Girl JesusÈ lei quella girl Jesus a cui accenna Daniel? Quella salvatrice che lo ha confuso?
Anche nel caso in cui il riferimento all’amore salvifico sia invece legato al folle rapporto tra Daniel e Hanna, ciò non toglie che tale approccio si sia ripetuto nel confuso sentimento che ha legato Daniel a Tawney nel corso delle passate stagioni. Di conseguenza, focalizzare l’attenzione sulla particolare tendenza di Daniel a cercare la salvezza nell’amore porta il progressivo deterioramento interazionale dell’ultima fase vissuta dall’uomo verso una dimensione ancora più sfaccettata: perso in un magma di pulsioni quasi a-sensoriali, Daniel si guarda indietro e vede l’inconsistenza distruttiva del suo bisogno d’amore, finendo per scontrarsi con la fredda constatazione di riuscire a ritrovare se stesso solo in maniera etero-referente.

Who will I be when they put me back together again?

Rectify – 3x04 Girl JesusPer quanto la puntata si concentri sull’influenza esercitata da Daniel sull’universo che gli gravita intorno, le sequenze che lo vedono protagonista sono le più dense dell’episodio: con la consistenza di un’ombra, l’uomo attraversa la scena rinchiuso in un silenzio che traduce un fitto intersecarsi di pensieri scomposti. È come se sentisse ancora sulla pelle il peso di quelle catene che lo hanno accompagnato per anni, ma non c’è nessuna lotta per liberarsene, bensì, per assurdo, la pulsione a ricrearle per sentirsi protetto dall’incombere di una libertà che non riesce a gestire: l’ossessione per il lavoro in piscina è il modo migliore per rinchiudersi in un perimetro di spazio che riesca a isolarlo da quel mondo che preme per essere vissuto. L’eloquente rappresentazione di questa condizione si traduce sulla scena in maniera allusiva, con un indugio sui più piccoli dettagli delle sue movenze, goffe e quasi robotiche; in particolare ha una forte valenza drammatica l’uso dei flashback, più contenuti rispetto al solito, ma non per questo privi di quel lirismo espositivo che è ormai cifra stilistica dello show di Mc Kinnon.

Rectify – 3x04 Girl JesusDurante la consegna in extremis del modulo sul domicilio, il montaggio alternato tra il ricordo della prigione e l’atteggiamento di Daniel all’interno dell’ufficio evidenzia come nella sua andatura non ci sia nessuna differenza, rimarcando così la persistenza di uno stato d’animo dilaniato, adesso come allora, dall’ineluttabilità di un presente che si ripete uguale a se stesso, uccidendo la consistenza del passato e precludendo il desiderio di un futuro. Nonostante ciò, la simbolica chiusura dell’episodio lascia intravedere i primi segni di una reazione: l’impulso alla distruzione (il colore gettato sulla piscina) è il primo passo per poter anche solo pensare di costruire qualcosa.

“Girl Jesus” è un episodio ancora più lento e intimista dei precedenti, in cui il perno della narrazione ruota sulla difficoltà di accettare il cambiamento, rappresentando i vari personaggi come immagini immobili perse in un labirinto fatto di incomprensione e incomunicabilità. I nodi da sciogliere sono ancora saldamente intrecciati, ma si intravedono i primi passi di un movimento che lascia ben sperare in una conclusione capace di portare il racconto lungo direttrici del tutto nuove.

Voto: 8

 

1 Risposta

  1. Attilio Palmieri scrive:

    Episodio dolorosissimo e magnificamente deprimente. Che dire, questa serie, iniziata magari con un po’ di indugi e senza la consapevolezza necessaria, ha acquistato infinita personalità. Ora come ora è in un momento idilliaco, dove ogni cosa è perfetta, dove per esprimere la sofferenza dei personaggi basta un cenno con gli occhi e dove ogni rospo ingoiato produce effetti epidermici su ciascun personaggio.
    Rectify va a completare un’estate che fa invidia a qualsiasi altra stagione televisiva, un periodo in cui insieme a True Detective, Halt and Catch Fire, Mr. Robot, Hell on Wheels, Masters of Sex, Married, Hannibal, Humans e tante altre ancora, si potrebbero passare settimane a non fare altro.

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *