Rectify – 3×05 The Future

Rectify - 3x05 The FutureCon “The Future”, Rectify firma il suo episodio più bello, intenso e completo: lo è sicuramente per quanto riguarda questa (bellissima) annata, ma si potrebbe azzardare che sia anche il migliore delle tre stagioni andate in onda e quasi ormai concluse. E ad un passo dalla fine, fa anche da antipasto per una chiusura che si preannuncia imperdibile.

Si dice spesso a proposito di questa serie che il suo tratto distintivo sia la lentezza; l’intensità di una lentezza che, per quanto sulla carta possa sembrare anti-televisiva, ne è invece il punto di forza, e non solo perché la serie, come poche, riesce a gestirla a suo totale vantaggio, ma perché questa restituisce la forza e la grandiosità di un racconto per alcuni versi (e paradossalmente) non raccontabile.

– And what happens if you don’t find the truth, Sheriff? The whole truth and nothing but?
– I just keep looking till I do.

Rectify - 3x05 The FutureIl punto centrale di “The Future” è rappresentato dal dialogo tra lo sceriffo Daggett e Daniel, un faccia e faccia che doveva presto o tardi accadere, sia per fare chiarezza sulle indagini sia per dare una spinta all’omicidio di George Melton – evento che inaugurava la serie. A livello fattuale l’importanza delle loro parole ha il peso di un macigno, ma sono i silenzi, le pause, lo scetticismo di Daniel da un lato e la pazienza dello sceriffo dall’altro a darne la reale dimensione. Realtà e verità sono qui i concetti cardine, ma sono soprattutto due idee, due aspirazioni e non fatti tangibili di per sé: si possono declinare, mettere in scena, usare per innescare intrecci e tentare di descriverli in azioni, ma è quasi impossibile trafiggerne l’essenza profonda, quella appunto non raccontabile.

Le storie poi sono fallaci e manchevoli, perché solitamente si racconta non in base a quello che la verità è, ma mostrando ciò che essa non è, quindi presa dal suo contrario – è più facile plasmare e ricreare una bugia. Rectify invece inizia nel momento preciso in cui la ricostruzione dell’accaduto si sta facendo strada tra la menzogna, così da riuscire a catturare lo scheletro nudo e puro dietro le semplici parole, dietro i fatti, dietro gli avvenimenti. Gli occhi di Daniel – un sempre più straordinario Aden Young – sono il ritratto perfetto dell’ambiguità e della frustrazione che vengono appunto dall’impossibilità di dare forma compiuta alla verità, e di come questa sia in realtà un percorso, uno scopo, un proposito.

But really, maybe the cold, hard truth is I’m not the right guy for her.

Rectify - 3x05 The FutureQuello che è accaduto a Daniel tanti anni prima è il modo più plateale ed eclatante di far vedere come l’incoscienza, l’immaturità e da lì la bugia possano distruggere un uomo – (forse) per sempre; ma esistono mille altri modi con cui la menzogna spegne lentamente, fino a soffocare e uccidere. Ognuno dei personaggi di Rectify, soprattutto in questo episodio, ne è rappresentante eccellente, a partire da Teddy. Il suo matrimonio con Tawney non aveva ricevuto finora una attenzione a tutto tondo in gradi di parlare anche del passato così da chiarire un presente strano, che non ha mai davvero funzionato tra loro, e che ora sappiamo essere iniziato ben prima del ritorno in città di Daniel.

Rectify - 3x05 The FutureLe prime due stagioni si sono concentrate su come lui fosse l’elemento di rottura, tornato per frantumare un equilibrio ricostruito a fatica, che alcuni avevano accettato (Janett) mentre altri perseveravano nelle proprie battaglie (Amantha). Ad oggi, invece, Daniel somiglia di più ad una sorta di guaritore, colui che con la sua apatia e, indirettamente, con la sua ingenua schiettezza sconvolge l’apparenza e, ammantato del suo silenzio, fa saltare gli ingranaggi che non funzionano. E il primo ad essersi inceppato lungo il suo cammino è il rapporto tra Teddy e Tawney, dove lei si rivela la vera codarda, incapace di ammettere a se stessa e al mondo di aver sbagliato e di non saper rimediare. Sorprendentemente è Teddy a parlare di verità nuda e cruda, consapevole di dover riflettere su qualcosa che stava dando solo per scontato e di non poter rifugiarsi nel passato – o in un’idea del passato.

And then I’ll tell you all of it. I promise.

Rectify - 3x05 The FutureL’omissione ha lo stesso valore della menzogna e anche lo stesso modus operandi: se la prima è nascosta per poi diventare esplicita, quindi tagliente ed affilata, l’altra invece striscia e si insinua tra le pieghe del non detto, confondendo la mente e tradendo anche i sentimenti più antichi. Jared e Janet riescono finalmente ad avere il loro scambio più sincero, accompagnati ed avvolti da una semplicità che solo l’amore tra una madre ed un figlio può rendere così bene, e la loro sequenza è bella, asciutta, essenziale – come dovrebbe sempre essere la verità. Con un’intensità ancora maggiore, l’altro momento magico di “The Future” è in assoluto la scena finale che ritrae Janet e Daniel vicini alla mezzanotte, cioè allo scadere del tempo rimasto a Daniel accanto alla sua piscina: in uno sguardo e poche lacrime è racchiuso nuovamente il vero amore incondizionato che due esseri umani possono provare l’uno per l’altra.

Rectify - 3x05 The FutureA voler trovare un neo in questa serie, c’è una cosa che salta prepotentemente agli occhi: la capacità di scegliere attrici e scrivere personaggi femminili così espressamente melliflui, zuccherosi, donne perennemente impegnate a soffiare le parole invece che pronunciarle. Janet, Tawney, Marcy (la cameriera del Murphy’s), sembrano uscite dallo stesso mondo fintamente fatato e catapultate in una realtà che non sono assolutamente in grado di sostenere o di comprendere o in cui perlomeno sopravvivere. Forse è anche per questo che l’unico personaggio femminile degno di nota è Amantha, interpretata magistralmente da Abigail Spencer, e prima, unica, strenua sostenitrice della verità o quantomeno della ricerca di questa. Mai come in questa stagione la donna si è colorata di mille sfumature diverse, passando agilmente e coerentemente dalla delusione che le aveva causato il fratello, rifugiatosi ancora una volta nella bugia di un’ennesima confessione fatta per sfinimento, alla ora ritrovata fiducia in un Daniel forse finalmente pronto ad accettare ciò che lo circonda.

Per quanto la presunta innocenza di Daniel, ormai resa praticamente certa, non sia mai stata l’argomento principale della serie, è cristallino come ciò che si diceva all’inizio circa la nuova linfa data alle indagini e chiaramente espressa dalle parole dello sceriffo Daggett sia fondamentale per chiudere la stagione e per ripartire il prossimo anno. L’introduzione di un nuovo personaggio come Chris Nelms, coinvolto nello stupro di Hannah da ragazzino e approdato ora alla media borghesia, sarà sicuramente un elemento interessante da veder evolvere nel tempo, così come anche l’avvio delle indagini su Trey.

Questa meravigliosa puntata di Rectify finisce con una famiglia riunita intorno ad una piscina dipinta a nuovo nonostante la barbarie del tempo che passa, la promessa di un viaggio verso l’oceano fatta sotto il cielo stellato e con lacrime di gioia agli occhi e una perquisizione in corso; e assieme ai protagonisti che guardano verso il proprio futuro, più o meno promettente, chiedendosi cosa cambierà domani, anche noi rimaniamo in attesa dell’ultima puntata di questa bellissima stagione.

Voto: 8/9

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

1 Risposta

  1. Artax scrive:

    Ottima recensione.
    Condivido in pieno anche l’analisi sulle figure femminili della serie.
    E’ stata la miglior puntata dell’anno, probabilmente anche delel due stagioni precedenti.
    L’accelerata clamorosa alle vicende dell’indagine, rispetto a quello che siamo abituati qui che potrebbe stonare con il registro fin qui utilizzato, quasi non si nota, tanto sono profonde le scene e i dialoghi tra i protagonisti. Chapeau.

     

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