Wet Hot American Summer: First Day Of Camp – 1×01 Campers Arrive

Wet Hot American Summer: First Day Of Camp - 1x01 Campers ArriveNel moderno mondo cinematografico e seriale abbiamo imparato che la parola “fine” spesso significa poco: sequel, prequel, reboot e rifacimenti sono all’ordine del giorno e serie vintage vengono continuamente portate a nuova vita; un fenomeno dovuto a volte alla mancanza di idee dei network, a volte alla necessità di sperimentare con budget ridotti delle piattaforme di streaming.

Solo quest’anno (tra gli altri) The X-Files, HeroesTwin Peaks, Full House: show agli antipodi, ma caratterizzati da una fan-base solida e nostalgica, che torneranno alla luce sul piccolo schermo e sicuramente daranno luogo a risultati molto diversi, legati alla qualità del materiale originale (ad esempio, i fan temono che Twin Peaks possa essere “rovinato”, mentre sarà difficile rendere più brutto dell’originale il futuro remake di Full House) ma anche delle idee che stanno alla base del reboot.
Wet Hot American Summer – First Day Of Camp possiede senz’altro entrambe le qualità, anche se il progetto è piuttosto folle: la serie, in 8 episodi, è il prequel del (quasi) omonimo film del 2001 – che allora fu un flop ma che nel tempo è assurto alla status di piccolo cult – scritto dagli stessi autori, David Wain e Michael Showalter, ma soprattutto interpretato dagli stessi attori.

Some of you were campers last year, but now you’re all 16 or 17 years old. So do not think that being a counselor means that you are a camper with drinking privileges

Wet Hot American Summer: First Day Of Camp - 1x01 Campers ArriveDato che dopo 14 anni molti di loro – Paul Rudd, Bradley Cooper, Elizabeth Banks e Amy Poehler – sono diventati vere star, la loro partecipazione al progetto è la prima garanzia dello spirito con cui questo è stato realizzato: Wet Hot American Summer: First Day Of Camp è irriverente, sperimentale, manierista e, appunto, totalmente folle. Una follia che è immediatamente evidente dalle scene dei titoli di testa: il cast è composto da quasi 40enni che interpretano degli adolescenti e la difficoltà di renderli credibili, invece di essere aggirata, è stata esagerata e resa parte della comicità, scegliendo costumi e parrucche che accentuano il ridicolo anziché cercare di illudere lo spettatore.

“I got them from your mom’s dresser” “Don’t make fun of the guy who dresses my mom”

Wet Hot American Summer: First Day Of Camp - 1x01 Campers ArriveL’effetto grottesco è immediatamente garantito sia dai costumi che dal linguaggio verbale e gestuale, che riproduce i tic tipici della tematica del film: Wet Hot American Summer – First Day Of Camp è la parodia dei film ambientati nei summer camp dei primi anni ’80, fatti di storie d’amore adolescenziali, momenti di crescita, buoni sentimenti e comicità di livello altalenante.
Ma per chi ha visto il film, lo show è soprattutto il racconto del primo giorno di campeggio a Camp Firewood, che riporta gli eventi alle “origini” del lungometraggio (che si svolgeva invece durante l’ultimo giorno di vacanza) riprendendone gli stilemi, le battute e soprattutto bersagliando lo spettatore di inside jokes e riferimenti agli eventi che devono ancora avere luogo.

There are a lot of parts of this that do not make sense.

Wet Hot American Summer: First Day Of Camp - 1x01 Campers ArriveLungometraggio e serie possono esistere indipendentemente l’uno dall’altro? Sicuramente sì, ma vedere il film arricchisce l’esperienza – anzi potrebbe essere divertente anche vederli in ordine cronologico, prima la serie poi il film – e aiuta ad apprezzare gli easter egg di cui è disseminato già il pilot, che pure si focalizza sulla presentazione dei personaggi.
Ci sono le autorità di Camp Firewood: Mitch (H. Jon Benjamin) amministratore, Greg (Jason Schwartzman) capo counselor e Beth (Janeane Garofalo) assistente di Mitch; i counselor sono Andy (Paul Rudd), Katie (Marguerite Moreau), Neil (Joe Lo Truglio), JJ (Zak Orth), Coop (Michael Showalter), McKinley (Michael Ian Black), Donna (Lake Bell) e Victor (Ken Marino). Poi ci sono gli insegnanti di teatro, Ben (Bradley Cooper) e Susie (Amy Poehler), affiancati dal regista Claude Dumet (John Slattery).

Le storie si intrecciano tra loro e sono davvero numerose per un pilot di soli 26 minuti: Andy corteggia Katie (fidanzata però con un counselor psicopatico di Camp Tigerclaw, il campeggio snob al di là del lago, interpretato da Josh Charles), Coop cerca di convincere tutti che Donna è la sua ragazza, uno dei ragazzini campeggiatori si mette contro un bulletto del suo dormitorio, Mitch sembra avere difficoltà finanziarie ma, soprattutto, qualcuno sta scaricando rifiuti tossici nei dintorni del campeggio.

Camp Firewood is more than a summer camp. Camp Firewood is an idea.

Wet Hot American Summer: First Day Of Camp - 1x01 Campers ArriveCome ogni show “riportato in vita”, Wet Hot American Summer: First Day Of Camp è un oggetto misterioso che si plasma in base all’occhio dello spettatore: nostalgico per chi ha visto il film da ragazzino e vuole tornare a innamorarsi dei personaggi e della storia; divertito, sorpreso, curioso per chi non l’ha visto. Tuttavia, la serie aggiunge all’esperienza di entrambe le tipologie di spettatori qualcosa in più grazie al ritmo incalzante delle battute, al gusto per l’assurdo e per l’esagerazione (anche volgare, anche insistita).

Wet Hot American Summer: First Day Of Camp rappresenta un esperimento televisivo interessante, che gioca con i riferimenti interni al passato recente (il film) e con le citazioni di un genere e di un’epoca ormai invece lontanissimi nel passato. Più che una serie, la storia di Camp Firewood è appunto “un’idea”, un divertissement estremamente godibile e intelligente che, a giudicare dal pilot, vale la pena seguire per arricchire la propria estate.

Voto: 8

 

Eugenia Fattori

Bolognese di nascita - ma non chiedete l'età a una signora - è fanatica di scrittura e di cinema fin dalla culla, quindi era destino che scoprisse le serie tv e cercasse di unire le sue due grandi passioni. Inspiegabilmente (dato che tende a non portare mai scarpe e a non ricordarsi neanche le tabelline) è finita a lavorare nella moda e nei social media, ma Seriangolo è dove si sente davvero a casa.

3 Risposte

  1. Attilio Palmieri scrive:

    Per ora ho visto solo il primo episodio e sono un po’ meno entusiasta.
    Naturalmente mi sono divertito e non mollo la serie, ma quella freschezza e quella vivacità che aveva il film qui mi sembrano scomparse, mi sembra tutto più appesantito tanto da risultare quasi una parodia del film senza però farmi ridere. La scelta di interpretare gli stessi personaggi nella stessa estate ma con attori invecchiati secondo me non funziona tanto, specie se si pensa che questi oggi sono dei divi. Certo, la lettura meta che ne dai è assolutamente valida e dal punto di vista razionale mi convince appieno. Per queste ragioni continuo con interesse, ma devo riconoscere che mi aspettavo molto di più e mi sono sentito un po’ tradito.
    Forse il problema reale è che il film è troppo bello, un lavoro passato un po’ sottotono all’epoca ma invecchiato da dio e ancora oggi divertentissimo.
    Più in generale, complimenti a Netflix per l’operazione senza dubbio innovativa e stimolante.
    Ps: per Paul Rudd e Bradley Cooper gli anni non passano mai.

     
    • Eugenia Fattori scrive:

      Attilio secondo me hai sottolineato il vero rischio dell’operazione, ovvero di essere una parodia della parodia, talmente involuta su sé stessa da non fare più ridere e ridursi a mero esperimento. Alla fine degli otto episodi ne riparliamo, il fake smile di Paul Rudd resta un pezzo di recitazione da hall of fame, comunque 😉

       
      • Attilio Palmieri scrive:

        Ora che l’ho finita posso dirti che avevi ragione. Il primo episodio risente molto del paragone con il film e fatica a dichiarare in maniera palese il senso dell’operazione – come ovvio che sia. Però col procedere della serie le cose si fanno sempre più belle e specie nella seconda parte si assiste a momenti di grandissima demenzialità. Ora che è finita mi dispiace tantissimo, ne vorrei ancora.

         

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