Downton Abbey – 6×01 Episode One

Downton Abbey – 6x01 Episode OneDal 1912 al 1925: in sei stagioni Downton Abbey ci ha raccontato i grandi cambiamenti storici che hanno caratterizzato questi importantissimi tredici anni. Dalle conquiste tecnologiche fino alla grande guerra, la tenuta dello Yorkshire si è fatta portavoce di mille prospettive diverse: borghesi titolati, aristocratici altezzosi e principi decaduti, nonché contadini e domestici.

Il tono della serie ha via via acquisito un’andatura sempre più tendente alla costruzione drammatica di tipo soap-operistico, senza però lasciarsi sopraffare dalla derive del genere e soprattutto senza perdere la grazia espositiva che la contraddistingue. Tuttavia, le ultime stagioni presentano un’involuzione qualitativa pienamente confermata da questa première, l’ultima della storia della serie, che chiude i battenti con questa sesta annata.

Downton Abbey – 6x01 Episode OneNel corso di tutto l’episodio si respira l’aria pesante dello scorrere del tempo che veloce e imperterrito spazza via tutto ciò che solo tredici anni prima era il presente, l’avanguardia. È la moda che si evolve: quel lusso sfrenato che imponeva un certo tenore di vita non è più à la page. Per quanto la vera ragione del cambiamento sia la difficoltà economica di poter andare di pari passo con l’aumento salariale dei dipendenti, la nobiltà inglese si nasconde spesso dietro la scusa della ‘moda’ che cambia, imponendo lo sgretolarsi di una tradizione che solo in pochi – primo fra tutti Mr. Carson – non riescono a percepire come obsoleta.
Tra malinconiche constatazioni sull’inesorabile scorrere del tempo e lo sfoggio di comportamenti oltremodo moderni, di cui i protagonisti si fanno vanto senza che nessuno si scandalizzi più di tanto, questo episodio scorre via pacato e privo di particolare vivacità. Nessuno spazio è stato concesso ai nuovi personaggi introdotti nel corso di “A Moorland Holiday”, il Christmas Special che chiuso la scorsa stagione. In particolare, si è sentita la mancanza di quell’Henry Talbot (Matthew Goode) che aveva destato l’interesse di Lady Mary, lanciando ottimi presupposti per riportare al centro del racconto con dinamiche del tutto nuove i trambusti amorosi dell’ostinata Lady Crawley.

Downton Abbey – 6x01 Episode OneTuttavia, al di là della lentezza espositiva, gli eventi non mancano, e aguzzando la vista possiamo scorgere, disseminati per la puntata, importanti segnali che lasciano presupporre un radicale mutamento dell’assetto narrativo. La lentezza di questa première trova una sua giustificazione nella chiusura di tutte le storyline rimaste finora aperte: se da un lato non c’è spazio per l’inserimento di nuovi personaggi, dall’altro si evidenzia la mancanza di coloro che non faranno più parte della storia – Rose e Brenson –, come per sublimarne l’assenza e accantonarla una volta per tutte. Inoltre, sebbene in maniera un po’ repentina, si chiude definitivamente la questione dell’omicidio di Mr. Green, storyline che ha caratterizzato la scorsa annata, toccando picchi altissimi di ridondanza. Questa svolta potrebbe giovare molto al personaggio di Anna, da troppo tempo imprigionata in un’angoscia malinconica che nella sua dilatata persistenza cominciava a mostrare tratti di ampollosità. Anche il frammento del ricatto a Lady Mary, sebbene inserito e chiuso con una discutibile velocità, contiene in sé il merito di accantonare la storyline di Lord Ghillingham.
Nella più ottimistica delle previsioni, la staticità espositiva di questo episodio potrebbe essere la base da cui ripartire per costruire una conclusione adeguata a uno show che ha avuto il suo discreto peso nel panorama seriale, inglese e non.

It’s time to go forward.

Downton Abbey – 6x01 Episode OneNel corso della puntata l’inesorabilità del tempo che passa si traduce in due eventi ben precisi: il fallimento dei Darnley e l’acquisizione del piccolo ospedale della contea da parte del Royal Yorkshire County Hospital. L’intrecciarsi di queste due vicende, a cui si aggiunge il ricatto a Mary e il tenero siparietto amoroso tra Mrs. Hughes e Mr. Carson, innesca una serie di dinamiche interazionali tra i vari personaggi, alcune riuscite, altre meno.
Alla caduta dei Darnley si allaccia il timore dei Crawley di poter incorrere in una simile deriva; scadere in un ordine di pensieri di questo tipo è sicuramente una logica conseguenza, ma i continui riferimenti a questa eventualità generano una ridondanza che limita l’approfondimento situazionale della tematica. Più riuscita appare invece l’altra conseguenza diretta della decadenza nobiliare: per non essere costretti a vendere all’asta anche i regali di nozze occorre ridimensionare lo status quo e quindi licenziare qualcuno dei domestici. Lo scompiglio che genera questa minaccia nel downstairs di Downton Abbey, così come a Dower House, riesce a far intravedere le ombre di quello che Downton Abbey è stato nel passato: la rappresentazione particolare di un più generale cambiamento sociale. Inoltre, questo evento riesce a suscitare la reazione di Lady Violet, che ci regala uno dei suoi caratteristici siparietti – Sometimes it’s good to rule by fear.

Does it ever get cold on the moral high ground?

Downton Abbey – 6x01 Episode OnePer quanto riguarda il problema legato all’acquisizione dell’ospedale, la risultante drammatica dell’evento ha il merito di riportare alla luce la piacevole conflittualità tra Lady Violet e Lady Isobel, che per quanto si ripeta sempre uguale a se stessa non risulta mai ridondante, sia per l’eccelsa qualità delle due interpreti, sia perché riesce a inserirsi nelle dinamiche del racconto sempre in maniera delicata, come un puntuale diversivo vivacizzante. Tra l’altro, il ripetersi del conflitto tra le due donne incarna uno degli aspetti caratteristici del racconto di Fellowes: è la dimostrazione di come tutto possa cambiare, ma di come alcune cose facciano parte della vita al di là dell’evoluzione storica. La stessa cosa si può dire per il singolare rapporto tra Lady Mary e Lady Edith: per quanto le due donne abbiano subito un’ampia evoluzione caratteriale, il modo di interagire tra loro non differisce minimamente da come era agli esordi. Tuttavia, rispetto a quanto detto per Violet e Isobel, nel caso di Mary e Edith lo stilema non funziona allo stesso modo: la crescita di entrambi i personaggi verrebbe valorizzata dall’evoluzione di un rapporto che mostra ancora una chiusura infantile.

Downton Abbey – 6x01 Episode OneRestando in ambito di immobilità di caratterizzazione, il personaggio di Cora è quello che più di tutti è rimasto fermo e cristallizzato in una posizione di contorno. La countess of Grantham non ha nessun ruolo attanziale, è come un elemento di raccordo tra una cosa e l’altra. In questo stato evolutivo della serie, Cora avrebbe potuto avere una consistenza più attiva: la moglie americana di un conte inglese era il personaggio ideale da usare come fulcro della modernità, e sulla carta forse è così, ma la sua consistenza caratteriale rimane piatta e incolore. Tuttavia, il suo ruolo all’interno dell’affare dell’ospedale potrebbe rivelare sorprese: quella frase allusiva sulla facile vittoria di Lady Violet lascia ben sperare che la contessa possa entrare nella faccenda come ago della bilancia.

It’s still not the way your parents would have behaved.

Downton Abbey – 6x01 Episode OnePer quanto discutibilmente veloce, la scelta di chiudere subito la faccenda del ricatto serve a mettere in chiaro quanto Robert si stia allontanando dalla condizione che ne ha caratterizzato l’esordio. Il conte di Grantham mostra una tolleranza che difficilmente gli avremmo attribuito nel corso delle prime stagioni; nonostante ciò il suo grado di modernità non è tale da permettere uno scandalo che coinvolga la figlia. Ciò serve a rimarcare che la quieta rassegnazione con cui si è arreso all’evolversi dei costumi sia più che altro la risposta all’obbligo di adeguarsi a una moda, a un dettame generale, piuttosto che un atto veramente rivoluzionario. Paradossalmente, ci appare molto più rivoluzionaria Lady Violet che manifesta la sua ribellione contro le mode del momento rimanendo ancorata a se stessa e al suo stile di vita, senza farsi scalfire dal tempo che passa e dalla modernità indotta.

In definitiva, questa première, pur non brillando particolarmente per vivacità espositiva, rappresenta uno snodo fondamentale per il racconto. Chiuse tutte le storyline rimaste aperte, il campo è pronto per un nuovo e proficuo inizio che riesca a concludere degnamente lo show.

Voto: 6

 

10 Risposte

  1. Travolta scrive:

    Rimarchi in piu’ occasioni la mancanza di vivacita’ espositiva?
    In parole povere che intendi?
    Che D.A. e’ “lento” ? Si lo e’ ma e’ praticamente sempre stato cosi.

     
    • Francesca Gennuso scrive:

      Ciao Travolta, è vero Downton Abbey è uno show da sempre caratterizzato da una narrazione lenta. Nei suoi momenti migliori, però, questa lentezza veniva scardinata da elementi vivacizzanti il racconto (ad esempio gli screzi tra Lady Violet e Lady Isobel, presenti anche in questo episodio), impedendo che alcune unità narrative si dilatassero fino a diventare ridondanti. La perdita progressiva di questa formula è ciò che intendo come involuzione qualitativa dello show. In questa première, la volontà di chiudere tutte le storyline aperte, e la conseguente concentrazione su più eventi, ha limitato l’incidenza dei frammenti più vivaci, rendendo la narrazione più statica del solito. Ma come ho detto nella recensione credo che sia un procedimento necessario per creare un punto di ripristino da cui ripartire per avere una degna conclusione.

       
  2. eleonora scrive:

    Concordo con la recensione sul perché questo episodio non è un totale fallimento e noia mortale: Le scaramucce tra Violet e Isobel , il divertente siparietto delle preoccupazioni sugli obblighi matrimoniali di Miss Huges , il fallimento dei Darnley che incombe su DA come una spada di damocle (se poi lo dirige Mary… speriamo che Tom ritorni )
    Io , non avendo mai amato il personaggio di Mary , mi sono rammaricata dell’assenza di Talbot ( prevedibile ) solo perché Matthew Goode è una goduria per i miei occhi,
    Sinceramente vederlo insieme alla “spocchiosetta” mi fa rabbrividire ( io spero che le tiri un bel bidone )
    Sono sempre stata interessata al personaggio di Edith e alla sua evoluzione.
    Spero che abbia il suo lieto fine non solo sentimentalmente , ma anche professionalmente e” la faccia vedere” alla sua ” sorellina ” che a Londra ci va solo per testare le prestazioni sessuali dei suoi spasimanti.
    La faccenda di Cora: hai ragione , può avere un ruolo più decisivo nell’evolversi degli eventi .
    Ma abbiamo già visto che l’amore verso il marito e le consuetudini sociali a cui anche lei si è adeguata, non le hanno permesso di imporsi.
    Pensiamo alla tragica morte della figlia che forse poteva esser scongiurata.

    P.S. Rivoglio Tom ! :)

     
  3. Birne scrive:

    In effetti DA si è reso indifendibile, anche se ha ragione Francesca Gennuso nella sua correttissima recensione a dire che l’episodio è compendioso, che ha il preciso compito di chiudere linee narrative (e meno male…) e che bisogna vedere nel prosieguo se arriverà qualche zampata del vecchio leone d’Inghilterra. Perché, concordo ancora con la rece, davvero DA è stata qualche cosa di notevole e nobile nel panorama seriale almeno con le sue prime tre annualità.
    Ma ora francamente mi sembra che l’approdo all’elisadarivombrosismo sia prossimo, temo anzi ineluttabile. Per es., a me la storia fra Carson e la Hughes non fa sorridere; mi fa proprio sganasciare dalle risa! Pur storicizzando, pensando bene bene al 1925, pur assumendo tutti i punti di vista più conservatori e retrivi di cui il meraviglioso Carson è capace, mi sembra più ridicola che tenera.
    Cioè, temo che siamo alla forzatura e al difetto di scrittura e che anche la regia sia più tirata via che in passato: sto pensando alla caccia alla volpe come è stata e come sarebbe stata qualche anno fa. Era nelle grandi scene all’aperto, con tanti attori e comparse che interpretavano eventi e momenti della tradizione che DA rifulgeva di una luce purissima. Ora, sinceramente, non sono stata abbagliata.
    Continuo ad apprezzare, però, chicchere e piattini (come avrebbe detto mia nonna per dire quando ci si mette in ghingheri), i dettagli, gli abiti, le porcellane: in questo mi sembra che non ci sia mancanza di ricerca, anzi, ma tutto ciò da solo ovviamente non basta. Dunque, spero in meglio assegnando una sufficienza risicata e sulla fiducia.

     
  4. Genio in bottiglia scrive:

    “ci appare molto più rivoluzionaria Lady Violet”
    Quoto queste parole della recensione come la migliore sintesi possibile di DA. A me comunque la puntata non è dispiaciuta: a questo punto non mi aspetto i botti ma una chiusura educata ed efficace.

     
  5. annamaria scrive:

    Ma Downton Abbey non lo recensite più?
    Siamo già al 4^ episodio!
    Che succede?

     
    • La Redazione scrive:

      Ciao annamaria,
      quest’anno purtroppo non riusciremo a coprire tutte le puntate, quindi oltre alla premiere faremo solo series finale e speciale natalizio.
      A presto,
      La Redazione

       
      • annamaria scrive:

        Peccato!
        Proprio adesso che sta ridiventando adorabile.
        Ma non la guardate più o non avete tempo di recensirla?
        Però non è necessario che tutte le volte facciate una tesi, sapete?
        Basta anche solo condividere le impressioni, con un po’ di contesto, ovvio.
        Siete tutti così gentili e adorabili, ma a volte ho l’impressione che siate un po’ troppo seri.
        E lasciatevi andare, ogni tanto.
        Cazz…ggiate un po’ (si può dire o mi cacciate con ignominia come nell’esercito? Non vorrei proprio perché mi piacete)

         
        • La Redazione scrive:

          Non è questione di scegliere di essere seri o di cazzeggiare (certo che si può dire, non siamo mica la censura!), basta leggere alcune nostre recensioni che si meritano il cazzeggio (Falling Skies, per dirne una, o ai tempi True Blood o Terranova) e di sicuro si vede che certe serie si meritano un trattamento diverso. Per il resto, il sito ha sempre avuto una linea di approfondimento per cui la recensione non è un semplice insieme di impressioni o di opinioni: molti blog personali lo fanno e va benissimo! È una semplice questione di scelte editoriali, che ovviamente possono essere condivisibili o meno, ci mancherebbe; noi, a parte alcune eccezioni che di certo non si meritano enormi approfondimenti, preferiamo lavorare in questo modo 😉
          Per quanto riguarda Downton Abbey, abbiamo sempre seguito la serie ma quest’anno ci sono meno persone che la vedono e che sono al contempo occupate con altre recensioni, quindi da qualche parte si è dovuto tagliare! Ci dispiace, comunque seguici per il finale e lo speciale!

           
  6. annamaria scrive:

    Certo che sì, ma vi seguo anche per altro.
    Solo che è davvero un peccato perché sono pochi i siti dove se ne parla, a parte Itasa, ma lì sono commenti non recensioni.
    A me piace come lavorate, solo che forse ne seguite troppe di serie e so che può essere davvero pesante (io vengo da Serialmente che ho molto amato ma che ha chiuso per i troppi impegni lasciandoci orfani e desolati).
    Personalmente avrei tagliato altre serie, non Downton Abbey alla sua ultima stagione.
    Magari avrei fatto una rece ogni due episodi (in fondo sono solo 8, purtroppo!) comunque va bene così. Pazienza.

     

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