Heroes Reborn – 1×01/02 Brave New World & Odessa 3


Heroes Reborn - 1x01/02 Brave New World & OdessaLa stagione dei revival è iniziata: che sia per mancanza di idee originali, per meri fini economici o per un’effettiva necessità artistica, ciò non cambia il ritorno sui nostri schermi di serie ormai affermate nel panorama culturale del nostro passato in una nuova veste, a volte sotto forma di reboot, a volte di sequel o prequel. Oggi si parla del ritorno della serie cult di Tim Kring.

La prima stagione di Heroes si è imposta nel panorama seriale dei primi anni duemila per diverse ragioni: la principale è stata la capacità di reinterpretare un genere, quello supereroistico-fantascientifico, ancor prima che esplodesse trasformando le grandi major cinematografiche in vere e proprie macchine da soldi. Il picco qualitativo raggiunto dalla prima annata dello show di Kring è stato merito perlopiù di due fattori: una cura attenta alla psicologia dei diversi protagonisti della serie e la capacità di imbastire un discorso esistenzialista che ben si è accompagnato ai temi portanti dell’opera. Purtroppo queste due caratteristiche non sono state sempre presenti nelle successive tre stagioni di Heroes; questo, infatti, ne ha determinato prima di tutto un calo generalizzato nella qualità del prodotto e, successivamente, un calo di ascolti che ha portato alla definitiva cancellazione dello show nel 2010, al termine del quarto volume (così sono chiamate le stagioni nella serie). Quello che ci si aspetta dal doppio pilot di Heroes Reborn è, quindi, un ritorno prepotente nella narrazione dei fattori sopracitati e, di conseguenza, un avvicinamento più alla prima che all’ultima stagione della serie madre.

Heroes Reborn - 1x01/02 Brave New World & OdessaLa storia di Heroes Reborn è un sequel diretto del finale di “Brave New World”, l’ultimo episodio del quarto volume della serie originale: nell’ultima scena trasmessa il mondo intero veniva a conoscenza dell’esistenza di esseri umani evoluti, con poteri straordinari, e Claire Bennet si faceva portavoce di questo grande sconvolgimento sociale che avrebbe scosso il mondo. Esattamente cinque anni dopo inizia la storia del revival, con il primo episodio intitolato allo stesso modo della puntata che narrativamente lo precede.

Heroes Reborn - 1x01/02 Brave New World & OdessaIl mondo è profondamente cambiato; a maggior ragione dopo gli eventi raccontati nella miniserie Heroes: Dark Matters, prequel di Heroes Reborn, la quale termina mostrando l’attentato di Odessa del 13 giugno 2014 durante un summit che vede la presenza di molti umani evoluti (EVO). Su questo specifico evento è costruito l’intero impianto narrativo del pilot, mostrando le conseguenze che ha avuto sulla società e sui protagonisti della serie: alcuni sono volti noti ai fan della serie, altri sono personaggi completamente nuovi. Tra quelli conosciuti, un ruolo da protagonista è riservato a Noah Bennet (Jack Coleman), uno dei perni fondamentali anche della serie originale; il Noah di Heroes Reborn, tuttavia, non è per niente quello che i fan ricordano, questo per motivi che verranno svelati via via durante l’episodio con una serie di colpi di scena convincenti e di effetto.

Heroes Reborn - 1x01/02 Brave New World & OdessaIl doppio pilot è costellato di riferimenti alla serie madre, piccoli particolari che i fan non faticheranno troppo a trovare e che contribuiscono a immergersi nella complessa e articolata mitologia interna di Heroes, arricchita adesso di nuovi elementi. Chiaramente gli autori tentano fin dall’inizio di raggiungere un duplice obiettivo: accontentare i fan di vecchia data con una trama e uno stile che sia un degno proseguimento del quarto volume della serie, e allo stesso tempo renderla adatta anche ai neofiti che si approcciano per la prima volta al mondo creato da Kring. Questo avviene, però, solo parzialmente: a tratti i due episodi non permettono la piena comprensione a chi non ha nemmeno una vaga infarinatura della storia della serie originale, con dialoghi troppo specifici e personaggi, citati o addirittura che entrano in scena, il cui background narrativo non viene per niente accennato. Non è in assoluto un difetto, poiché permette al ritmo di essere sempre elevato e di non perdersi in troppe scene esplicative, accontentando i fan ma rendendo più difficile l’approccio a tutti gli altri.

Heroes Reborn - 1x01/02 Brave New World & Odessa

Un elemento negativo, che al confronto con la storica prima serie al momento perde nettamente, sono i nuovi personaggi. Luke Collins (Zachary Levi) e sua moglie Joanna (Judith Shekoni) sono quelli su cui erano maggiormente concentrate le attese, ma i loro personaggi, mossi nelle loro azioni violente da una motivazione credibile anche se per niente originale, non riescono a sfondare, rimanendo piuttosto piatti e poco caratterizzati. Le uniche sfumature interessanti si intravedono nello strano rapporto coniugale che vige tra loro, in quelle poche scene che li vedono protagonisti.
Va malissimo inoltre la sezione di racconto ambientata in Giappone, con una storyline completamente slegata dalle altre, due protagonisti anonimi e il potere di Miko (Kiki Sukezane) di poter entrare in una realtà virtuale parallela ai limiti del ridicolo. Il personaggio dovrebbe essere il sostituto ideale di Hiro, il cui carisma però rimane un ricordo lontano (anche se è confermato che Masi Oka apparirà nei futuri episodi della serie).

Tra i personaggi che al momento convincono meno troviamo anche Tommy (Robbie A. Kay) e Carlos (Ryan Guzman), i quali si trovano intrappolati in dinamiche che sanno di già visto, il primo nell’ambito dell’adolescenza, il secondo nell’incapacità di assumersi la responsabilità di qualcun altro, in questo caso di suo nipote Jose e del desiderio di giustizia di suo fratello.
Insomma, niente di nuovo o di interessante, ma essendo solo l’inizio non è un problema irrisolvibile, soprattutto perché molti di loro hanno avuto pochissimo tempo a disposizione.

Heroes Reborn - 1x01/02 Brave New World & OdessaLa trama di “Brave New World” e “Odessa” è un continuo crescendo, con un ritmo incalzante che si fa guardare con piacere. Ci sono, certo, alcune forzature su cui bisogna chiudere un occhio, ma non sono insormontabili e funzionano per far convergere già alcune delle storyline verso una direzione ben precisa. La trama orizzontale della serie emerge soprattutto nel secondo episodio, con la ricerca della verità sull’attentato e l’entrata in gioco di Molly Walker, ma la sua qualità sul lungo periodo sarà determinata dalla capacità degli autori di giocare con i numerosi personaggi della serie e farli confluire verso un obiettivo narrativo di peso.

In definitiva questo revival si presenta con una doppia faccia: da un lato c’è una storia interessante che potrebbe rivelarsi al livello della storica prima stagione dell’originale, se ben architettata; dall’altro ci sono dei personaggi che ancora non riescono ad incidere come quelli che li hanno preceduti.

Voto: 7-

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Informazioni su Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.


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3 commenti su “Heroes Reborn – 1×01/02 Brave New World & Odessa

  • Davide Canti

    Ho guardato HR, nonostante mi sia giurato di ignorarlo, solo per curiosità. Sono partito con delle aspettative sotto terra, soprattutto perché la prima metà della terza stagione di Heroes mi aveva annoiato a morte (è proprio questo il punto in cui mi sono fermato con la serie madre). HR invece mi ha sorpreso positivamente, anzi, molto sorpreso! Anch’io ho trovato il ritmo interessante, la storia buona (anche se avendo saltato la st 4 e mezza della terza alcuni passaggi non li ho capiti – uno speciale per riassumere tutto Heroes era meglio farlo, anche solo online) ed anche i personaggi mi sono sembrati piuttosto solidi (ricordiamoci che comunque siamo davanti ad un pilot). Sorprendentemente le scene cruciali per il racconto dei personaggi sono state soddisfacenti (per esempio la reazione che ha avuto Tommy davanti al patrigno del suo amico/nemico l’ho trovata molto vera e ottima per farci conoscere quel personaggio). Stendo un velo pietoso per tutta la storyline giapponese (che anche in Heroes era quella che amavo di meno). Il videogioco non si può vedere, sia perché la grafica è orribile, sia perché, per ora, è stato usato solo per mostrare combattimenti che nella realtà sarebbero costati troppo di effetti speciali. Riassumendo, credo che questo sia stato un inizio molto buono (e mi ha fatto pure venire voglia di recuperare quello che mi manca di Heroes, missione veramente da eroi).

     
    • Davide Tuccella L'autore dell'articolo

      Che poi alla fine la quarta stagione non la ricordo così negativamente, insomma non aveva molto a che vedere con la prima stagione in quanto a profondità ma perlomeno intratteneva. Poi con un cattivo come Robert Knepper sarebbe stato davvero difficile toppare in toto.
      Sono d’accordo che serviva uno speciale, d’altronde Lost lo faceva per ogni stagione e passava solo un anno, qua ne sono passati cinque.
      E’ vero che è solo un pilot, ma ricordo bene quello di Heroes e i personaggi già solo dalle prime scene mi sono rimasti impressi indelebilmente nella mente (non tutti eh), ma probabilmente la mia è anche un po’ una distorsione nostalgica.

       
  • Mario Sassi

    Sono sostanzialmente d’accordo con la recensione. Non ero molto fiducioso e le possibilità di un disastro sono ancora molto, molto presenti (ribadisco il concetto: Giappone), ma al netto di qualche scelta grossolana mi sono divertito ed è quello che Heroes dovrebbe essere in grado di fare. Mi piace la commistione di generi (dove c’era Claire ora c’è Tommy, dove c’era Hiro che doveva fare l’eroe c’è Carlos) sperando sia un pizzico più originale della serie madre.
    Aspettando Angela Petrelli. Per dire.