Masters of Sex – 3×10 Through a Glass, Darkly

Masters of Sex – 3x10 Through a Glass, DarklyNel corso di queste tre stagioni Masters of Sex è sempre riuscito a parlare degli argomenti più scottanti rivestendoli di una patina elegante ed allusiva, creando un’atmosfera di rarefatta bellezza ed intensità: questa terza annata tuttavia non riesce a sfruttare appieno le potenzialità insite nella narrazione, risultando spesso didascalica.

Il decimo episodio funge da paravento per l’intera stagione, perché vi confluiscono quasi tutte le maggiori storyline che ne hanno caratterizzato lo svolgersi, arrivando ad un punto di rottura – forse l’ennesimo – che può scuotere le vite dei protagonisti, ora come non mai caratterizzate da nessuna certezza. Il fulcro narrativo dell’episodio ruota intorno al concetto della vista, una visione di se stessi – uno scoprire la propria identità – che è funzionale alla percezione che gli altri hanno di noi: i protagonisti acquisiscono delle verità importanti sulla loro vita grazie allo sguardo dell’estraneo, dell’altro da noi. Nel caso di Bill e Virginia, tale visione non va ad accentuare il loro ambiguo legame, bensì li definisce come persone diverse con esigenze diverse: tuttavia i loro errori ed il loro egoismo li rendono più simili di quanto essi stessi pensino. Il programma dei surrogati e il conseguente cambio di rotta nel modus operandi  sono una diretta e fin troppo esplicita rappresentazione del rapporto quasi perverso che intercorre tra i due amanti: una corrispondenza diretta che trova un certo equilibrio negli avvenimenti mostrati in questo episodio.

He depends on me. / What if we gave her the sense of control?

Masters of Sex – 3x10 Through a Glass, DarklyL’utilizzo del nucleo tematico dei surrogati introduce un’importante lettura del rapporto complicato tra i due ricercatori, mettendo in scena luci ed ombre di una storia le cui basi sono quantomai incerte. Lo stretto legame che lega i due amanti si fonda innanzitutto sul bisogno viscerale dell’uno verso l’altro: non è solo Bill ad avere bisogno di Virginia su una moltitudine di piani differenti – professionale e fisico su tutti – ma è la stessa Virginia che sente la necessità di avere un uomo che l’apprezzi e la veneri, che penda dalle sue labbra e la faccia sentire speciale e protetta, unica ed amata. Un bisogno che si è trasformato gradualmente in ossessione, fino a diventare il catalizzatore delle loro vite, fino a cedere il passo ad una smania di controllo totalizzante, soprattutto da parte di Bill; di conseguenza ci sono stati il rifiuto di Virginia, il risveglio, il tentativo di prendere in mano la sua vita e di far coincidere l’immagine che essa stessa ha di lei con quella che gli altri hanno. Ma Virginia ha bisogno di Bill, nonostante non sia disposta ad ammetterlo e nonostante i suoi maldestri tentativi di focalizzare la propria attenzione su Logan, cercando a tutti i costi di ricreare il loro legame professionale e sentimentale con un uomo capitato quasi per caso e scelto per ripicca nei confronti di una madre fin troppo invadente.

Masters of Sex – 3x10 Through a Glass, DarklyIl suo legame con Bill è l’emblema di una vita e di una figura di donna che lei non può e non vuole accettare: rifiutare e rinnegare ciò che un tempo è stata la sua quotidianità significa cercare di smantellare la propria identità in favore di una che sia nuova e purificata. L’immagine che Virginia ha di sè, di donna affermata e giusta, non coincide con quella che gli altri hanno di lei – a partire dallo spettatore, ormai completamente disilluso ed incapace nell’addossare ogni possibile colpa sul Dottor Masters, fino a quella che dovrebbe essere la figura più importante della sua vita, la figlia Tessa. Sono proprio le parole di Tessa, le verità taciute e i silenzi impenetrabili, che scuotono Virginia dal torpore in cui fino a quel momento sembrava vivere, distaccandola da quell’immagine di madre e donna, se non perfetta, perlomeno accettabile. La scoperta della percezione della figlia porta la donna  a riconsiderare se stessa e tutte le sue azioni: nascondersi dietro alla figura di Bill (He depends on me) non può riparare il danno più grande.
Masters of Sex – 3x10 Through a Glass, DarklyÈ stata Virginia, con le sue azioni e mancanze, a distruggere la sua vita passata e a crearne una nuova nella quale, per quanto fatichi ad ammetterlo, essa stessa si trova perfettamente a suo agio. Alla luce di questa rivelazione, appare chiaro come Virginia non possa affrontare direttamente Bill sul suo cocente tradimento: la serie ritorna ai suoi fasti quando lascia trapelare un dolore ed una rabbia mal sopite, nelle parole e nelle mezze frasi, che tradiscono una importanza ancora notevole degli eventi di “The revolution will not be televised“.

You mean more to me than any research program./ I just want it to be us again, together.

Masters of Sex – 3x10 Through a Glass, DarklyNel corso della episodio lo spettatore ha assistito ad un graduale e coerente sviluppo della maturazione di Bill Masters: era un uomo diverso quello che ha accettato, pur controvoglia, la scappatella di Virginia con l’ex-marito; un Bill più comprensivo, maturo e capace di guardare avanti. La più grande certezza nella vita di Bill, l’unica cosa che egli sente di aver fatto bene, è l’aver amato Virginia: la donna è ciò che dà significato alla vita dell’uomo, più della ricerca, più di ogni altra cosa, fino al punto che lo stesso non può sopravvivere se i due sono separati. L’incapacità di Bill di concedersi ad un’altra donna, la surrogata di Virginia per eccellenza, accentua il bisogno fisiologico dell’uomo nei confronti dell’unica donna mai amata nella sua vita. Nonostante la crescita del personaggio sia proceduta linearmente nel corso della stagione, la scelta di utilizzare la figura del padre come fonte di consigli risulta tuttavia poco elegante: l’attenzione dedicata al suo personaggio è così scarsa da non poter giustificare una vera e propria consequenzialità tra gli avvenimenti mostrati. Proprio in virtù del percorso affrontato in questa stagione, Bill appariva perfettamente in grado di ammettere da solo le sue mancanze e di cercare, nuovamente, un ricongiungimento sincero con la donna amata.

Me? Alone, you mean.

Masters of Sex – 3x10 Through a Glass, DarklyIl percorso di Libby è stato costellato da diversi imprevisti che ne hanno temprato il carattere, trasformando la svampita casalinga in una donna capace di capire cosa vuole dalla vita: in un traguardo importante come quello che si trova a vivere, il bilancio degli anni passati non porta speranze positive per il futuro. Emblema di questa condizione è lo splendido regalo che Bill le consegna la mattina: perfetto nel contenuto ma vacante di sentimenti, anch’esso un friendly reminder della situazione in cui versa il suo precario matrimonio. Nonostante gli avvenimenti passati, Libby è in grado di decidere per se stessa ed ora per la sua famiglia: nel suo grido d’aiuto si legge una voglia di vivere la vita che solo ora è riuscita a spezzare le catene di una relazione angusta ed asfissiante. Libby diventa adulta nel momento in cui decide coscientemente per sè e decide di sfidare la sorte, il mondo, la convenzione che vuole che una figlia di divorziati divorzi a sua volta, per inseguire un sogno che le dia le forze per alzarsi dal letto ogni singolo giorno. La crescita di Libby sta proprio nella capacità di arrivare a questa conclusione molto prima che l’uomo proferisca parola: per la prima volta nella sua vita, prende una decisione su se stessa senza rispettare l’opinione di qualunque persona. E questo è il tassello più importante nella costruzione di un personaggio che nelle sue contraddizioni riesce ad essere molto più femminista e decisa della sua rivale Virginia, guidata da un unico mantra, una fede cieca nel futuro che la porta a credere che “There just has to be something better”.

Masters of Sex porta in scena un periodo di scelte e conflitti che investono le vite di ogni personaggio rappresentato, risultando però un po’ troppo grossolano nell’esposizione di alcune vicende: la speranza di un ritorno alle sottigliezze raffinate del passato si fa ora più viva che mai.

Voto: 7½

 

Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.

1 Risposta

  1. Miss Scarlett scrive:

    Concordo in toto, buona puntata, alcuni momenti ricordano i fasti delle precedenti stagioni, ma c’è ancora qualcosa che manca nel raccordo degli eventi e nella scrittura di alcuni personaggi, Virginia in primis.
    Puntata da incubo per Bill, come i sogni che funestano il suo sonno. Mi ha ricordato un po’ Fallout. Di buono c’è che Sheen è stato ancora una volta magistrale nella sua interpretazione drammatica (e nella scena della messa a punto del protocollo…).
    Assurda la storia di Virginia. Giustificare il suo comportamento come dettato da una ipnosi da bella addormentata nel bosco è un insulto all’intelligenza del suo personaggio e dello spettatore. Gli sceneggiatori dovrebbero chiedere aiuto a quelli di altre serie, decisamente più brillanti nell’inventare motivazioni credibili.

     

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