Doctor Who – 9×06 The Woman Who Lived 2


Doctor Who - 9x06 The Woman Who LivedCon questo sesto episodio la nona stagione di Doctor Who raggiunge il giro di boa, permettendoci di trarre i primi giudizi generali su questa particolare annata. Particolare non solo perché il dodicesimo Dottore acquisisce sempre più dei contorni individuali – elemento in parte assente lo scorso anno – ma anche perché, ormai è certo, sarà l’ultima per Clara Oswald.

Questa nona stagione è, sotto vari aspetti, piuttosto inconsueta rispetto all’andamento degli ultimi anni, anche perché composta per lo più da episodi doppi, o tali perché uniti da un unico racconto lungo oppure, come in questo caso, perché incentrati su un discorso o un personaggio che unisce due diverse narrazioni. È il caso del sesto episodio che, pur trattando una storia differente da quanto accaduto nell’episodio precedente, riporta al centro il personaggio di Ashildr e le modalità con le quali il Dottore interagisce con la sua immortalità.

Doctor Who - 9x06 The Woman Who LivedScritto da Catherine Tregenna (già autrice, non a caso, di alcune puntate di Torchwood incentrate proprio su Jack Harkness), questo sesto appuntamento mette da parte Clara e si concentra sulle conseguenze del finale di “The Girl Who Died”, quando il Dottore ha preso la discutibile scelta di dare l’immortalità ad Ashildr. Pur essendo questo il punto di partenza su cui si concentra la maggior parte dell’attenzione (e che è, obiettivamente, di grande bellezza), l’episodio in sé cammina con passo incerto quando invece deve affrontare l’ennesimo tentativo di invasione aliena. La scelta del villain Leandro è debole sia per quanto riguarda una eventuale ed assente profondità caratteriale sia per il ritmo che è, necessariamente, rallentato e piegato al risveglio emotivo a cui Ashildr è sottoposta. Questo non toglie, però, che la parte del furto, grazie anche all’ennesima dimostrazione della bravura artistica di Murray Gold, sia un vero gioiello di comicità, uno dei più alti della narrazione di NewWho.

– What happened to you?
– You did, Doctor. You happened.

Doctor Who - 9x06 The Woman Who LivedLa totale assenza di Clara è funzionale a concentrare le attenzioni dello spettatore sul particolare rapporto che si è venuto a creare tra il Dottore ed Ashildr. La storia personale della vichinga dal salvataggio del Dottore in poi è una sequela di disastri: si è ritrovata improvvisamente dotata di una vita innaturalmente eterna, senza però che a questo cambiamento ne siano seguiti altri; la maledizione (o benedizione, a seconda dei casi) di una memoria normale ha fatto sì che ella dimenticasse tutto quello che non ha trascritto nei libri. Chiamarsi semplicemente “me” è quanto di più disumano e disumanizzante possibile: è la perdita di un’identità che non sa più cos’è, stanca e disillusa da una vita fatta di dolori e sofferenze atroci. Quella che sembrerebbe una possibilità tanto agognata (appunto, il diventare immortale) diventa una maledizione a cui Ashildr comunque non sa rinunciare (potrebbe uccidersi, ma lo spirito di sopravvivenza comunque vince).

Doctor Who - 9x06 The Woman Who LivedLa perdita dei figli è solo una delle molte sofferenze a cui la vichinga è stata sottoposta nella sua vita, così come essere tacciata come strega o la perdita del proprio amato: tutti aspetti che l’hanno allontanata dalla propria mortalità, le hanno necessariamente indurito il cuore e fatto dimenticare le basi fondamentali dell’essere umano al punto che l’unico modo per sentirsi viva è stato quello di mettersi costantemente in pericolo, tra epidemie e guerre a cui ha preso personalmente parte. Per questo per lei le vite degli altri rischiano di diventare insignificanti, perché durano poco più di un attimo se paragonate alla sua esistenza. Ci sarebbe da chiedersi perché non abbia usato il secondo dispositivo alieno per trasformare qualcun altro in suo compagno con cui condividere la propria esistenza (aspetto che il Dottore rimarca molto, ma che si applica anche a lui): ma come si può condannare qualcun altro alle medesime sofferenze a cui lei stessa è sottoposta?

Ci sono vari segnali, però, che ci dimostrano che Ashildr non è comunque diventata una macchina senza cuore e che il Dottore ci aveva visto lungo: l’errore di Twelve si rivela, tutto sommato, un’opportunità nuova di interagire con qualcosa di simile alla propria natura. Così, quando la donna credeva di aver perso ogni aspetto empatico con il resto dell’umanità, si risveglia in lei l’animo sincero ed altruista che avevamo conosciuto la scorsa settimana. Da vari suggerimenti è possibile notare come Ashildr non abbia terminato il proprio racconto: ci sono troppi aspetti ancora non chiariti ed informazioni che non avrebbe potuto avere. Eppure la sua funzione non si ferma solo a strumento di narrazione intorno alla quale costruire l’episodio, ma trova un ruolo ancora più centrale nell’approfondimento della nostra idea circa il Dottore stesso.

– He knows what it is to be alone.
– So do I!
– Then how could you do what you did?

Doctor Who - 9x06 The Woman Who LivedSe qualcuno aveva avuto dubbi sinora, con questo episodio si conferma ulteriormente come Capaldi sia il Dottore di cui Moffat aveva bisogno. L’impostazione principale dell’ottava stagione si è basata sul concentrare l’attenzione in particolare su Clara ed usare il suo punto di vista per mostrarci un Dottore atipico rispetto al passato. Il problema, però, è sorto quando ci si è immersi in un’operazione del genere senza prima avere un’idea chiara di chi fosse questa ennesima Rigenerazione: abbiamo avuto fasi alterne in cui il burbero Dottore non riusciva ad essere equilibrato. Ben diversa la situazione adesso con un Capaldi più sicuro delle proprie possibilità ed una scrittura che si fa, intorno a lui, davvero molto più riuscita. Che cosa sappiamo del Dottore, che cosa abbiamo imparato sinora? Twelve, a differenza di quanto visto con la rigenerazione precedente (ma con qualche richiamo evidente con le due ancora prima), è un Dottore che ha saputo mostrare un cinismo molto più accentuato che lo ha condotto a sacrificare delle vite umane per salvare quelle a cui teneva maggiormente. Un Dottore che non è mai stato così aperto nei confronti dei propri sentimenti e che ha costruito intorno alla figura di Clara (“The first face this face saw”) un punto di ancoraggio sicuro e di richiamo alla propria umanità (“Am I a good man?”).

Doctor Who - 9x06 The Woman Who LivedPerché il Dottore non vuole Ashildr come sua compagna? Ancor prima che ci spieghi le ragioni alla base di un tale rifiuto è già possibile intuirlo da come, in questo episodio così particolare, i ruoli canonici della serie si siano invertiti: non è il Dottore il personaggio istintivo e superiore, alieno nei confronti di un’umanità che spesso non capisce fino in fondo. Adesso tocca a lui essere quello razionale, che ha il compito di ricordare alla persona con cui viaggia (come accade spesso di fare con i propri compagni) che la vita degli altri conta e va salvata. Un ruolo che, però, non gli appartiene: accanto a sé ha bisogno di un’umanità che sappia smussarne gli aspetti più spinosi e ricordargli, come accaduto ai tempi di Donna in “The Runaway Bride”, di evitare gli eccessi a cui per natura e da una vita estremamente lunga è costantemente soggetto.

– I actually do, I… I care.
– It’s awful, isn’t it? It’s infuriating. You think you don’t care and then you fall off the wagon.

Doctor Who - 9x06 The Woman Who LivedIl Dottore si trova tutto nel confronto con Ashildr: è il rendersi conto che dietro quella scorza dura, dietro quella corazza che il tempo crede d’aver formato batte un cuore (…o due) che ancora prova lo stesso senso di rivalsa, la stessa volontà di prestare il soccorso di sempre. Il Dottore, ed è un argomento questo che ormai stiamo affrontando da tempo, ha sempre voluto aiutare gli altri e sa perfettamente che per farlo è costretto a sacrificare tanto della propria esistenza, persino gli affetti più cari, quelli che prende come suoi compagni di avventura. Ha bisogno di loro, ha bisogno di sentire la loro fragilità e la possibilità che possano morire perché è proprio attraverso il paragone con loro che riesce a non “stancarsi”, a non vedere tutto come effimero e destinato a spegnersi.

È l’eternità che il Dottore teme ed è anche la ragione per cui Ashildr non potrà viaggiare con lui: due immortali insieme dimenticheranno presto le motivazioni che li spingono a fare ciò che il Dottore porta avanti da una vita. È molto interessante il parallelismo con Jack Harkness (l’ennesimo riferimento all’era di Russell T. Davies, sarà il modo di Moffat per celebrare il decimo anniversario del NewWho?) ma è anche fuorviante su molti aspetti: Jack invecchia ed è invulnerabile, un po’ l’opposto di Ashildr. Con lei condivide l’essere un umano potenzialmente immortale; ma anche qui le differenze ritornano perché Jack, forse proprio per emulazione del Dottore, si circonda di altri mortali con cui condividere la propria vita. Ashildr invece ha scelto l’isolamento, la solitudine come protezione da una vita di dispiaceri; ecco perché si butta costantemente in nuove pericolosissime avventure ed ecco perché si fida di Leandro, in cui percepisce – falsamente – la stessa sofferenza a cui lei è sottoposta.

Cosa succederà adesso? Ashildr ha molto altro da dire all’interno della narrazione del Dottore: le sue molte reticenze rendono evidente come sia destinata a tornare (e ne siamo felici perché Maisie Williams si è rivelata una presenza davvero riuscita). Molto interessante il ruolo che si è costruita: così come il Dottore ha abbandonato lei, così succederà a molti altri compagni e suo compito sarà quello di proteggerli. Scelta davvero peculiare, questa, ma che ci ricorda ancora una volta gli enormi sacrifici a cui il Dottore sottopone se stesso e gli altri con cui vive.

Doctor Who - 9x06 The Woman Who LivedA tal proposito, non si può non parlare di Clara Oswald, il cui destino è sempre più segnato: come se non bastassero le dichiarazioni della Coleman, è ormai chiaro che l’intera stagione sia costruita anche come canto del cigno per quella che sarà una delle companion che è rimasta nella nuova serie più a lungo di tutte. Il Dottore ne è sempre più consapevole anche perché ormai lei è nel Tardis principalmente perché ha bisogno di fuggire dalle sofferenze che ha vissuto. Sempre più simile al Dottore su certi aspetti, la donna è in una fuga continua e solo un esperto dell’argomento come il Signore del Tempo sa che la cosa non potrà durare troppo a lungo.

Un altro straordinario episodio di Doctor Who che, nonostante una debolezza nella sua struttura narrativa, ci regala uno degli approfondimenti umani più riusciti degli ultimi anni della serie. Capaldi, ormai una sicurezza sia nei momenti comici che in quelli più intensi, è sempre più a suo agio in questi panni ed è aiutato da una scrittura molto più ispirata di quanto fatto da un bel po’ a questa parte. Non possiamo, quindi, che esprimere una sincera soddisfazione per come quest’annata si sta muovendo, sperando solo che Moffat non commetta gli errori dello scorso anno proprio in dirittura d’arrivo.

Voto: 8 ½

P.S. Il Dottore accenna al grande incendio di Londra del 1666 causato dai Terileptil: è un riferimento ad un’avventura del Quinto Dottore (anche se, a dirla tutta, fu lui stesso a causare l’incendio).

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2 commenti su “Doctor Who – 9×06 The Woman Who Lived

  • Joy Black

    Bellissima recensione, Mario! Assolutamente nulla da aggiungere, voglio solo ribadire come anche per me Maisie Williams è stata davvero bravissima, alle prese con un ruolo diversissimo rispetto al solito e assai complesso, ha superato la prova alla grande. Poi c’è Capaldi per cui ho finito gli elogi, la scena finale con Clara, quello sguardo mi ha lasciato un gran magone.

     
  • Lorenzo

    Carine anche queste doppie puntate, specialmente questa seconda che vedeva finalmente il dottore sbrigarsela da solo. Il tema dell’addio al companion, della responsabilità di portarsi dietro persone mortali e confrontarlo con la condivisione dell’immortalità di Ashildr mi sono piaciuti molto. In generale questa stagione è avanti anni luce alla scorsa, che fu una gigantesca delusione!