Fear The Walking Dead – 1×06 The Good Man

Fear The Walking Dead - 1x06 The Good ManSeguendo la scia tracciata dalla serie da cui è tratta, Fear The Walking Dead si conferma un prodotto capace di macinare grandi ascolti a fronte di una qualità discutibile, con colpe imputabili addirittura maggiori della serie di Rick e soci.

Se inizialmente si era concesso il beneficio del dubbio alla serie, nella speranza che potesse essere meno discontinua di The Walking Dead e raccontare una parte della storia sulla carta interessante – l’inizio dell’epidemia e gli sconvolgimenti sociali e umani che questa ha provocato –, purtroppo, al netto dei sei episodi di cui è composta questa prima stagione, il bilancio finale è decisamente negativo. I problemi sono molteplici: si cercherà di seguito di analizzarli più nello specifico, ma bisogna cominciare con il constatare come Kirkman e soci non siano riusciti ad imparare dai loro stessi errori, ricadendo in alcuni meccanismi narrativi ed espositivi che ricordano molto i periodi peggiori di The Walking Dead. Se si pensava che questa sarebbe stata l’occasione di creare un prodotto migliore, che ricordasse maggiormente la prima stagione della serie zombie piuttosto che le ultime annate, così purtroppo non è andata e questo finale di stagione non fa che confermarlo.

Fear The Walking Dead - 1x06 The Good ManL’errore che la serie continua imperterrita a portarsi dietro, e che è ormai diventato un elemento quasi disturbante per lo spettatore, è la scrittura dei personaggi: sono statici, poco interessanti e incoerenti con la loro caratterizzazione. Prendiamo l’esempio di Travis (Cliff Curtis): per questi sei episodi è stato fatto intendere come il suo personaggio avrebbe dovuto rappresentare l’uomo buono, una persona con un’etica profonda e incapace di superare certi limiti, nonostante le circostanze avverse che avrebbero imposto un cambiamento morale per garantire la sopravvivenza sua e della sua famiglia. Si rifiuta di uccidere un errante, tenta in tutti i modi di salvare Andy – il soldato rapito e torturato da Hector – e non accetta l’impossibilità di salvare gli infetti; per quanto risultasse banale e statico, il personaggio sarebbe stato perlomeno coerente, invece lo si vede prendere parte ad un piano assurdo che consiste nel portare un fiume di zombie alle porte della base militare con la consapevolezza che ci saranno numerose vittime tra soldati e civili. Risulta altresì chiaro come gli autori abbiano pensato per lui ad un percorso simile a quello di Rick Grimes, con l’adattamento necessario ad un mondo divenuto ormai violento e privo di etica; ma la scena in cui uccide Andy e il finale dell’episodio non bastano a giustificare un cambiamento così repentino e davvero poco credibile.

Fear The Walking Dead - 1x06 The Good ManLa credibilità è, infatti, uno degli elementi che viene maggiormente a mancare nella serie e, ancora di più, in questo finale. I personaggi compiono scelte illogiche, forzature necessarie allo svolgersi della trama per cui lo spettatore è costretto a chiudere più di un occhio; si parla di grandi eventi, come il già citato folle piano di farsi inseguire dai non-morti, ma anche di piccoli particolari che disturbano la visione: i personaggi che, scappando dalla base sotto attacco, si limitano a camminare, le porte automatiche che si chiudono a convenienza, il ritorno di Andy che vuole vendicarsi di Hector per averlo torturato e tanti altri dettagli assurdi che sorprendono in una produzione di questo tipo.
Gli errori in fase di sceneggiatura si ripercuotono logicamente anche sui dialoghi, da sempre elemento debole della serie di The Walking Dead. Non riescono ad essere incisivi o memorabili neanche in questo finale, in cui i personaggi paiono più preoccupati per futilità che per le loro vite, e anche quando il contesto è azzeccato si tende alla ripetitività e alla noia.

Fear The Walking Dead - 1x06 The Good ManC’è veramente poco da salvare in “The Good Man”, la cui debole, quanto prevedibile, trama si trascina stancamente attraverso una narrazione dal ritmo incostante. Si parla di abbandonare uno stile di vita, lasciando definitivamente Los Angeles per sfuggire all’epidemia, ma la serie continua a puntare su uno stile che non riesce a far presa sullo spettatore per la sua semplicità, per il suo essere così didascalica e, alle volte, per le sue esagerazioni. L’“Addio monti” dei protagonisti, accompagnato da un buon montaggio musicale, serve solo a mostrarci una città devastata, il cui ultimo baluardo di speranza è stato definitivamente abbattuto – è assurdo che questo sia soprattutto colpa dei protagonisti della serie – e l’epidemia sembra ormai inarrestabile.

Fear The Walking Dead - 1x06 The Good ManCosa rimane a cui appigliarsi in vista di una già confermata seconda stagione? Si potrebbe confidare nella crescita del personaggio di Strand, ancora troppo caricato e non gestito al meglio in questi due episodi in cui è apparso (ma ha ottimi margini di miglioramento) e nella ridefinizione di un’armonia familiare dopo la morte di Liza, finalmente un cliffhanger degno di nota più per quello che potrebbe significare che per la sua resa estetica. Non ci sono indizi certi in questo finale sulla direzione che sarà intrapresa l’anno prossimo, se non un accenno ad una nave, ma presumibilmente lo stile sarà sempre più vicino a quello di The Walking Dead, con i personaggi in movimento e una narrazione ad archi stagionali – non incoraggiante se si pensa che gli autori avranno a disposizione il doppio degli episodi rispetto a quest’anno.

Tanti dubbi e pochissime certezze in un finale quasi disastroso, che non riesce a risollevare le sorti di uno spin-off che continua a farci chiedere se fosse effettivamente necessario. Gli autori hanno deciso di voler correre per raggiungere, idealmente, lo status della serie madre, ovvero un mondo post-apocalittico in cui l’epidemia è già diffusa e il leitmotiv è il fatto che non esista più un posto sicuro; questo ha definitivamente fatto crollare le fondamenta narrative di Fear The Walking Dead, che di contro continua a mantenere altissimi gli ascolti per la AMC.

Voto episodio: 4,5
Voto stagione: 5,5

 

Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.

15 Risposte

  1. Setteditroppo scrive:

    Vista ieri. Che disastro!… Ma che peccato! Aspettavo questa serie sperando di divertirmi con quel giusto mix di orrore, drammaticità, tensione che la serie madre era riuscita a darmi nelle prime stagioni prima di cadere nell’abisso della ripetitività e mancanza di idee al fondo del quale regna sovrana la più temuta degli dèi fra noi avidi spettatori seriali: la noia! Niente da fare. Qualche goccia di tensione nei primi episodi… poi il nulla o quasi. Non posso credere che abbiano partorito un clone di TWD, sì, con qualche montaggio musicale in più – perché così fanno le serie blasonate no? – e un’ambientazione diversa, eh sì, la grande trovata è il mare con il quale si chiude la stagione e presumibilmente si aprirà la prossima. Immagino già mezza stagione con tutto il gruppo dei protagonisti su una nave così risparmiano sui costi. Mah! Amo troppo il genere per continuare a dare credito a questi pavidi autori. Che peccato!…No, per me la serie finisce qui. A meno che le vostre recensioni, l’anno prossimo, non mi facciano cambiare idea. Magari!

     
  2. jackson1966 scrive:

    Già l’inizio, proprio le prime righe, mi trovano in totale disaccordo. Il resto poi è meglio che sorvolo. A me è piaciuta, non come la serie madre, ma lì l’affetto è stato creato in anni, qui vedremo. L’unico suo vero difetto è stato di essere usata come prologo per la prox stagione già decisa e scritta.
    Il mare finale con la chiazza (altro che panorama con sottofondo musicale!) è il cliffhanger direi.
    E come al solito voi tutti geni e noi poveri cretini che continiamo a far macinare ascolti alla AMC così per divertimento! Accidenti che rabbia mi viene. Pur con tutti i suoi difetti, anche belli grossi, la serie dà qualcosa che alt milioni di deficienti a vederla.re non danno, punto. E quel qualcosa è più potente di una bella scrittura, coerenza, e altre cose che altre serie hanno ma evidentemente non trasmettono. Anche ZN con tutte le sue caz….. lo fa, secondo me. Ma tanto così è, perchè me la prendo ancora non lo so onestamente.
    Ci vediamo alla serie madre, voi a massavrarla e noi poveri

     
    • jackson1966 scrive:

      Scuste la rabbia mi ha impedito di scrivere l’ultima frase come si deve: noi poveri 19 milioni di scemi a guardarla.

       
    • Gianmarc scrive:

      Madonna ….ma che hai scritto ?
      Difendere una serie a tutti i costi (ancora con questa storia dei numeri?) è quanto di più puerile ci sia in una discussione.
      Ti avranno già fatto notare che i numeri non fanno la qualità ….ma evidentemente questa cosa non ti entra in testa.

      Ma questa frase ” E quel qualcosa è più potente di una bella scrittura, coerenza, e altre cose che altre serie hanno ma evidentemente non trasmettono. ” che vorrebbe dire ?

      Che è scritto male , non è coerente ma di da quel qualcosa ? Ma che ?
      Ma che sta a dì ?

      Comunque questa serie è ancora più scandalosa della serie madre , veramente scritta con i piedi. Peccato perchè potenzialmente sarebbe potuta diventare molto interessante.

       
    • Lain scrive:

      Jackson, il tuo vizio non cambia mai. Tu, e tutti quelli che vedono la serie in streaming, o su una rete italiana quando viene trasmessa, non contate un cavolo. E da sempre i numeri non vogliono dire qualità del prodotto venduto. Sennò dovrei pensare che Nicki Minaj è meglio di Jeff Buckley, dei Tool, e così via. Detto questo, nulla ti impedisce di vedere la serie per i motivi più svariati, dal divertimento senza pretese all’innamoramento per uno dei protagonisti, alla paura catartica di vedere uno zombie sullo schermo. Qualunque sia il motivo, ne hai diritto. Esistono, però, delle piccole qualità, nella sceneggiatura, nel montaggio, nel sonoro, in generale nell’intento autoriale, che sono indispensabili. A vedere Fear the Walking Dead queste qualità non ci sono, o meglio sono diluite in una sequela informe di situazioni, spesso scollegate tra loro. Ciò non vuol dire che non proverò a guardare la seconda stagione, anche per vedere se il modo in cui hanno troncato certe situazioni e affrettato intrecci è dovuto più al limite di sei episodi che ad altro. Ma ci sono film che in un’ora e mezza sanno dire tutto, e questa serie in sei episodi non ha fatto nulla di grande, ha buttato alle ortiche occasioni su occasioni inserendo uno stereotipo dopo l’altro (figlia che sa di meritare di meglio e non vede l’ora di partire per il college, figlio tossico senza morale ma che ne sa a pacchi e perciò è bene portarselo dietro, figlio che se la prende col padre per il divorzio dalla madre) non aiutato dalla recitazione non brillante di alcuni. Oddio, quello ce l’ha in comune con The walking dead.
      Alla base di tutto secondo me c’è un problema: il progetto del “prima” era di Darabont. Che ha fatto casini anche nella prima stagione e poi è svaccato inesorabilmente, senza dubbio, ma su questo aveva secondo me le idee chiare in testa (aveva persino scelto degli zombie presenti nelle prime puntate della serie madre che avrebbe seguito nella loro vita prima della zombificazione), pur essendo interessatissimo al lato economico, figurarsi. Questa serie nasce più dalla voglia di spremere il prodotto fino all’ultimo cent che da altro, invece, e si vede. Ripeto, questo non toglie che possa divertire, avere in sé qualcosa di positivo che potrà essere sviluppato in futuro, eccetera.
      Per esempio, già il fatto che la seconda stagione punterà, come confermato da produttori e autori, sulla vita in barca di ‘sta compagnia scalcinata sembra interessante e diverso. Speriamo bene. Intanto accetto scommesse: il flirt tra figlia di mammaBite e figlio di papà Santo-anzi-no è dato 1:3.

       
  3. Marduk scrive:

    Guardare ed apprezzare una serie tv oggettivamente mal sceneggiata e mal interpretata non identifica automaticamente lo spettatore come un idiota fatto e finito. Per svariate ragioni, non ultimo, il desiderio di svagarsi senza stare troppo a pensare, puo risultare godibile anche una palese stupidata. Diverso è chi si ostina a voler trovare qualità inesistenti, a voler addirittura imporle, quasi che tutti coloro che non ci vedono nulla di buono sono, o stupidi, o prevenuti. Usare poi i dati di audience come supporto alle proprie strampalate tesi è francamente risibile. E’ a seguito di questo comportamento che possono venire dubbi legittimi sulle reale capacità di valutazione del soggetto dichiaratamente estasiato dallo spettacolo offerto dalla serie in questione.

     
  4. jackson1966 scrive:

    Ok ci rinuncio. Evidentemente non riesco a spiegarmi bene. Vedo anch’io tutti i difetti della serie. Ma vedo anche che passo 40 minuti che mi “fanno stare bene” e mi divertono. Per questo la guardo. Non per vedre il capolavoro del secolo. Dico solo che si potrebbe cominciare a rispettare anche questo modo di vederla e non dire “fa macinare ascolti alla AMC senza sforzo” dando per scontato che tutti quelli che la guardano siano scemi “in mano ” alla AMC che, chissà come, li ipnotizza lì davanti.
    Ma tanto è inutile direi visto che non riesco a dirlo in modo chiaro, ci rinuncio

     
    • 999sickboy666 scrive:

      Jackson, ma per carità: non credo che nessuno voglia toccare il sacrosanto diritto di godersi una serie per il puro valore d’intrattenimento o, come hai detto tu, perché “ti fa star bene”. Ci mancherebbe!! :-)

      Il problema, e l’animosità che ne consegue, nascono quando tu per prima usi l’argomento “eh, ma questa serie fa numeri alti” per difenderne la qualità. E nascono – problema ed animosità – perché (per la millesima volta) i numeri non c’entrano nulla con la qualità e la qualità (di scrittura, di regia, di interpretazione etc.) in TWD/FTWD è carente – senza che nulla di tutto questo tolga il fatto che possa essere un prodotto perfettamente godibile.

      Anzi, fammi aggiungere: io mi sono goduto serie di qualità ben più discutibile di TWD, avendone ben presenti i limiti e senza prendermela a male quando mi è capitato di leggere recensioni che le facevano – giustamente – a pezzi.

      Io credo che il problema sia tutto qui: un conto è dire che la serie ti piace e ti appassiona – e va benissimo, non c’è nulla di “stupido” in questo; altra storia è difenderla a priori usando gli ascolti come parametro qualitativo – questo è intellettualmente disonesto ed è ovvio che si finisce a litigarci.

      Comunque, rispetto ai tempi in cui ci si scannava su Un Altro Sito Che Eviterò di Menzionare, direi che hai fatto notevoli passi avanti, dal momento che scrivi “Vedo anch’io tutti i difetti della serie”. Mi fa piacere constatarlo, sinceramente :-)

       
    • Lukamin scrive:

      Ma tu guarda quello che vuoi e quanto vuoi…..però non andare in giro a dire che chi critica il prodotto non capisce una ceppa perché 173839229 milioni di spettatori lo seguono !!!
      Eh Basta….

       
      • Marduk scrive:

        Citazione da Lukamin: jackson1966

        Non conosco i precedenti di jackson1966, immagino però dai commenti ai suoi post che si tratta di un/una fanboy ammorbatore di forum/siti dedicati alle serie tv . Premesso che gli auguro vivamente che il numero 1966 non sia la sua data di nascita, un/una cinquantenne che si scanna sui forum per difendere TWD e FTWD mi suscita compassione piuttosto che ilarità, non posso non evidenziare che ammette, obtorto collo, di accorgersi dei “difetti” della serie. E’ un primo passo, forse ancora incerto,ma sicuramente da premiare, magari in futuro oserà inasprire la critica.
        Diamo tempo al tempo, o meglio diamo tempo a TWD di peggiorare ulteriormente, sempre che sia possibile…….e alla nuova stagione di Fear The Walking Dead di confermarsi almeno sui livelli della prima.

         
        • jackson1966 scrive:

          E’ proprio la mia data di nascita e ne sono fiera come lo sono di adorare gli Zombie.
          Non ho mai, come qualcuno continua imperterrito a dire, sostenuto che i numeri fanno la qualità di una serie tv (sono orfana di Hannibal con il cuore a pezzi) ma che i numeri di TWD sicuramente dicono qualcosa, cosa sta a ognuno di noi decidere a questo punto. Ma da qui a dire che serve solo a far macinare ascolti e soldi alla AMC per me è offensivo e presuntuoso nei confronti di tutti quelli che lo guardano, ognuno per un cavolo di motivo che solo lui sa, evidentemente. Così come, per i numeri io parlo sempre e solo di quelli USA è ovvio. Persino una persona che lo critica a morte e lo odia ha ammesso che non sa spiegarsi fino in fondo perchè fa quei numeri, tenuto conto della sua bassa qualità, per lui. Tutti a dirmi i numeri non fanno la qualità e va bene è vero. Ma nessunoa spiegarmi perchè fa quei numeri, da ben sei anni. Questo intendevo dicendo che evidentemente sono tutti scemi o drogati quelli che lo guardano. Unica spiegazione possibile seguendo questo filo logico. Tieni conto che manco io so perchè li fa. Io so perchè io lo guardo e non ha nulla a che vedere con la sua qualità, capacità attoriali, divertimento od altro. Ma è inutile che lo spiego perchè è assolutamente personale ed incomprensibile per gli altri. Ma gli altri non possono avere le mie motivazioni.

           
        • lukamin scrive:

          Citazione da jackson1966:
          E’ proprio la mia data di nascita e ne sono fiera come lo sono di adorare gli Zombie.
          Non ho mai, come qualcuno continua imperterrito a dire, sostenuto che i numeri fanno la qualità di una serie tv (sono orfana di Hannibal con il cuore a pezzi) ma che i numeri di TWD sicuramente dicono qualcosa, cosa sta a ognuno di noi decidere a questo punto. Ma da qui a dire che serve solo a far macinare ascolti e soldi alla AMC per me è offensivo e presuntuoso nei confronti di tutti quelli che lo guardano, ognuno per un cavolo di motivo che solo lui sa, evidentemente. Così come, per i numeri io parlo sempre e solo di quelli USA è ovvio.Persino una persona che lo critica a morte e lo odia ha ammesso che non sa spiegarsi fino in fondo perchè fa quei numeri, tenuto conto della sua bassa qualità, per lui. Tutti a dirmi i numeri non fanno la qualità e va bene è vero. Ma nessunoaspiegarmi perchè fa quei numeri, da ben sei anni. Questo intendevo dicendo che evidentemente sono tutti scemi o drogati quelli che lo guardano. Unica spiegazione possibile seguendo questo filo logico. Tieni conto che manco io so perchè li fa. Io so perchè io lo guardo e non ha nulla a che vedere con la sua qualità, capacità attoriali, divertimento od altro. Ma è inutile che lo spiego perchè è assolutamente personale ed incomprensibile per gli altri. Ma gli altri non possono avere le mie motivazioni.

          Ma perrche guardi solo i numeri di TWD??
          Allora la stessa domanda andrebbe fatta per i vari ncis,csi,grey anatomy e compagnia cantante….sono decenni che macinano ascolti o no?
          Sei una fanboy e basta …non ha molto senso quello che dici.

           
  5. Marduk scrive:

    Nel tuo ultimo post sei stato/a chiarissimo/a , lo guardi perchè ti diverte, indipendentemente dalla bassa qualità. Non c’è nulla di male, come ho gia detto nel mio post precedente, e non fa di te certamente un minus habens.
    Importante è essere consapevoli e obiettivi, diversamente chi legge potrebbe sentirsi preso in giro……….

     
  6. Lore scrive:

    Premesso che seguo The Walking Dead, faccio notare che NCIS, orrida banalità, in quanto ad ascolti dà le paste a The Walking Dead, senza l’ausilio di morti viventi o cannibali postmoderni. I numeri vogliono dire solo quello che vogliono dire, cioè che X persone guardano quello show. Non si contesta il fatto che tante persone guardino un prodotto scadente, così come non si contesta il fatto che Fabio Volo abbia successo o che in milioni abbiano votato Berlusconi alle elezioni. Però due domande al riguardo è doveroso porle. E poi nessuno nessuno- non io almeno – vuole denigrare il puro entertainment. Nel caso di The Walking Dead però c’è da tenere conto di una prima stagione strepitosa, bellissima, cui però ha fatto subito seguito un calo qualitativo impressionante. Siccome la serie ha posto – almeno a me – alte aspettative con la prima stagione, è giusto poter scrivere che si è preferito puntare sul mero profitto sapendo che anche con due euro di zombie si raccattavano comunque milioni di spettatori.

     
  7. Marduk scrive:

    Aldila di tutte le considerazioni sulla qualità del risultato ottenuto da questa serie e dalla serie madre, rimango dell’ idea che il genere ( non è l’unico, ma nel genere zombie la cosa è piu evidente) non si presti ad una serie tv, ad oggi infatti i migliori risultati sono stati ottenuti concentrando il racconto in un paio d’ore, oltre diventa noioso, indipendentemente dalla capacità di chi la storia la scrive e da chi la interpreta e dal budget a disposizione.
    Gli stessi sequel di Romero, sopratutto gli ultimi 2, risultano piuttosto deludenti. E’ un genere che comunque, nella sua versione “classica”, credo abbia gia espresso tutto il suo potenziale, ripercorrelo non fa riproporre scene,storie gia viste. Ho trovato invece interessanti alcune produzioni che hanno in qualche modo rivisto l’apocalisse zombie, vedi ad esempio “The Battery”, di zombie se ne vedono 2 o 3 ma il risultato è di tutto rispetto, e il tutto con una spesa irrisoria, quanto probabilmente 5 minuti di produzione di una puntata di TWD.

     

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