How to Get Away with Murder – 2×01/02 It’s Time to Move On & She’s Dying

How to Get Away with Murder – 2×01/02 It's Time to Move On & She's DyingDopo una prima stagione sorprendentemente appassionante, torna nella serata del TGIT americano How to Get Away with Murder, ultima produzione dell’autrice americana Shonda Rhimes, creato però dalla mente di Peter Nowalk, suo collaboratore di lungo corso, che firma anche la premiere della seconda stagione.

L’eredità che il primo ciclo di episodi ha lasciato non è poca cosa: non si tratta tanto di qualità televisiva – che come in ogni prodotto su cui mette mano Rhimes va e viene con la stessa facilità – quanto per le aspettative generate nello zoccolo duro di seguaci dell’autrice americana (quasi nove milioni in media) che seguono non solo How to Get Away with Murder, ma anche Grey’s Anatomy e Scandal, con attenzione e fedeltà. Per questo le aspettative erano alte, supportate dal buon finale di stagione che è stato “It’s All My Fault“: le storyline attentamente preparate nella seconda parte dell’annata uno sono state un traino perfetto per l’inizio del secondo ciclo, che le porta avanti sviluppandole, anche se alcune velocemente, e creando una base perfetta su cui costruire i nuovi misteri che saranno svelati nelle prossime puntate.

2×01 “It’s Time to Move On”

How to Get Away with Murder – 2×01/02 It's Time to Move On & She's DyingÈ proprio questo quello che sorprende maggiormente della premiere, la velocità inaspettata con cui Nowalk mostra al pubblico come sono andate le cose nel seminterrato di casa Keating: l’assassina di Rebecca è svelata dopo appena 28 minuti dall’inizio di “It’s Time to Move On”, senza che sia stato costruito un impianto investigativo degno e articolato, così come era stato fatto per Sam. La scoperta della verità, in modo quasi prematuro, salva la serie da quell’effetto sgradevole che accompagna misteri mantenuti per troppo tempo, ma conferisce poca importanza a questo omicidio. La modalità con cui Annalise risolve il caso peggiora la situazione: non è chiaro come il suo intuito sia arrivato a quel risultato, visto che di prove a carico di Bonnie non ce ne sono, ed anche la confessione della ragazza, che non prova neanche a difendersi, risulta poco verosimile. Il movente è forse l’elemento più convincente, descrivendo così una Bonnie innamorata e mossa dalla vendetta contro colei che le ha strappato l’amore della sua vita.

Il cambiamento di ruolo che ha subito Bonnie è un elemento positivo di questa premiere: l’importanza marginale che ricopriva nella prima stagione ha permesso al pubblico di conoscerla molto poco, ignorando così un personaggio con molti più chiaroscuri del previsto. La freddezza sul lavoro e il grande coinvolgimento emotivo nelle relazioni con i suoi uomini non cozzano tra di loro, ma anzi costruiscono un personaggio molto interessante. Non è chiaro se la poca attenzione riposta su Bonnie sia stata intenzionale, così da nascondere la sua personalità violenta e quindi il colpevole dell’omicidio di Rebecca, o se se sia stato fatto solamente un cattivo lavoro sul personaggio; fatto sta che “It’s Time to Move On” riesce, in poche battute, a dare nuova vita ad uno dei personaggi più interessanti dello show, una donna forte e ferita, distaccata e passionale, solitaria e indipendente.

How to Get Away with Murder – 2×01/02 It's Time to Move On & She's Dying“It’s Time to Move On” non si limita a dare risposte, ma pone altrettante domande. Numerose storyline hanno inizio, tutte ispirate all’ormai noto stile shondiano: due sono prettamente legate a questo show (il colpo di scena nella prolessi del finale e il mistero del cellulare di Michaela), altre si rifanno a temi ricorrenti della serata TGIT, meno legati alla trama orizzontale, ma altrettanto importanti per la fidelizzazione del pubblico (come la relazione sentimentale tra Connor e Oliver, o lo strano rapporto tra Annalise e Eve). La volontà di costruire anche questa stagione attorno ad un evento violento, proprio quello del finale, e presumibilmente dividerla in due parti, non è la strada più originale che Nowalk avrebbe potuto intraprendere: sia perché ricalcherebbe alla lettera il percorso della stagione uno, sia perché la morte della protagonista (interpretata da Viola Davis, vincitrice di un Emmy per questo ruolo) è fuori discussione e basare una stagione su un evento che comunque non accadrà suona come una perdita di tempo.
Il bilancio tra gli efficaci colpi di scena e gli altri elementi più deboli è comunque a favore di “It’s Time to Move On”, episodio che coglie appieno lo spirito dello show e che appassiona senza pretese lo spettatore.

2×02 “She’s Dying”

How to Get Away with Murder – 2×01/02 It's Time to Move On & She's Dying“She’s Dying” ci propone subito una svolta decisiva nel processo che vede imputato Nate per l’uccisione di Mr. Keating: l’insinuazione dell’accusa nei confronti di Annalise renderebbe più difficile la risoluzione di questa storyline mettendo la donna in una posizione di svantaggio e facendola diventare complice di un delitto che non ha commesso. Sfortunatamente si ripete lo stesso schema utilizzato con la morte di Rebecca in “It’s Time to Move On”, mettendo un punto ad una storyline che forse aveva altro da dare: la velocità che sembra caratterizzare l’inizio di questa stagione non è un problema in senso stretto, ma potrebbe diventarlo se accompagnata dalla superficialità nel racconto delle vicende, cosa che potremo verificare solo più avanti. Per ora questo sviluppo porta alla creazione di un’antagonista palese (inteso come non nascosta) e oltretutto dalla parte giusta della legge. Questa è una scelta ottima perché aggiunge nuove dinamiche allo show, che potrebbero dare spazio a quei personaggi secondari che, per ora, sono intervenuti in modo minore nel racconto. Il ruolo del procuratore Emily Sinclair sarà cruciale, così come si capisce dagli sviluppi della prolessi nel finale di puntata, di cui però, proprio in questo episodio, gli autori hanno mostrato troppo, facendo intuire che i timori riguardo alla dipartita della Keating, espressi nella prima parte della recensione, potrebbero essere infondati.

How to Get Away with Murder – 2×01/02 It's Time to Move On & She's DyingQuesto secondo episodio, oltre a dare importanti sferzate alla trama orizzontale, interviene anche su aspetti minori, che però potrebbero alzare il livello qualitativo di questo legal drama. Il breve scambio di battute tra Bonnie e Frank è molto interessante perché mette a confronto due assassini per nulla pentiti dei loro gesti. Il faccia a faccia, però, non porta a risultati soddisfacenti e i due personaggi non riescono a tirare fuori quello che veramente provano: lei è ancora segnata dall’evento che l’ha vista protagonista e non riesce ad aprirsi con Frank; lui, invece, deve mantenere il suo segreto e blocca quel momento di analisi profonda che poteva nascere. Anche l’evoluzione del rapporto tra Annalise e Eve potrebbe aiutarci a conoscere meglio le due donne, in questo caso grazie al racconto del loro passato e dal presente che entrambe vorrebbero continuare a condividere: non è, però, la svolta bisessuale in quanto tale a dirci di più della protagonista, ma è il rapporto con l’avvocato di Nate a mostrarci alcuni suoi lati nascosti. Che vada a buon fine o meno, la relazione sentimentale tra le due è destinata a portare vantaggi sia alla trama che all’approfondimento dei due personaggi in particolare.

How to Get Away with Murder – 2×01/02 It's Time to Move On & She's DyingOltre al nuovo status di assassini di Bonnie e Frank e all’ingresso di due importanti personaggi femminili, l’inizio di questa stagione è caratterizzato da un’altra novità di minore entità ma altrettanto importante per la trama orizzontale: il caso dei fratelli Hapstall. Se nella prima stagione è stato utilizzato uno stampo procedurale, ora questa caratteristica sembra totalmente svanita, affiancando alle vicissitudini private di Annalise un unico caso su cui è concentrata tutta l’attenzione dei suoi cinque assistenti. La possibilità di spendere più di un episodio sugli stessi imputati ce li fa conoscere meglio e crea un caso più complesso e appassionante. L’ambientazione del flashforward, inoltre, lega in modo profondo queste due storyline, che così acquistano maggiore importanza.

Possiamo affermare quindi che la seconda stagione di How to Get Away with Murder, pur non avendo puntato sull’innovazione, è riuscita a rinnovare l’interesse del suo pubblico, parlando di temi ricorrenti ma in modo originale e il più possibile lontano dai cliché tipici del genere. Anche la vena femminista che contraddistingue le produzioni della Shondaland è inserita nel modo più naturale possibile nel racconto, contribuendo in modo deciso allo sviluppo di un altro tipo di protagonista: una donna forte e di colore, modello a lungo evitato nelle grandi produzioni televisive americane.

Voto 2×01: 7
Voto 2×02: 6/7

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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