How to Get Away with Murder – 2×04/05 Skanks Get Shanked & Meet Bonnie

How to Get Away with Murder – 2×04/05 Skanks Get Shanked & Meet BonnieArrivati ad un terzo del percorso, How to Get Away with Murder inizia un andamento altalenante, dettato da una costruzione della stagione poco lungimirante. Lo stupore generato dalla prima stagione è scomparso e per ora è stato sostituito da colpi di scena che sembrano dei fuochi di paglia.

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2×04 “Skanks Get Shanked”

“Skanks Get Shanked” sembra ricalcare la costruzione procedurale delle puntate già ampiamente collaudata dalla Shondaland, prendendo un caso da risolvere entro la fine dell’episodio e usandolo come lente d’ingrandimento della trama orizzontale, cercando di far vedere e rendere più chiari elementi che chiari non erano. Così il paragone tra il gruppo di mean girls e quello dei Keating 5 (soprannome largamente usato dai fan per indicare i cinque ragazzi protagonisti dello show) innesta dei dubbi nello spettatore: se Zoe è stata costretta, o almeno persuasa, a uccidere la sua amica Rachel, perché i ragazzi non devono aver subito lo stesso trattamento da parte di un’Annalise che voleva disfarsi del marito? Questo è quello che si chiede neanche troppo velatamente Connor, innestando il seme del dubbio anche nei suoi compagni, che però hanno altro per la testa e non vogliono credere alla sua versione dei fatti.

How to Get Away with Murder – 2×04/05 Skanks Get Shanked & Meet BonnieQuesto tentativo di spaccare il gruppo – facendolo fare a uno dei personaggi più convinti o almeno coinvolti nel piano per sbarazzarsi di Sam Keating – risulta poco verosimile e forzato dopo tutta la fatica che i protagonisti hanno messo nel portare a termine le direttive di Annalise. Mentre nella stagione precedente era chiaro che il flashback fosse la conseguenza di un percorso costruito con cura durante tutta l’annata, in questo caso tutto ciò che viene prima del ritrovamento del corpo esanime di Annalise sembra costruito per arrivare a quel risultato, come per giustificare il comportamento dei ragazzi che scappano da Villa Hapstall.

La causa più probabile di queste forzature sta nel fatto che, avendo risolto completamente in “It’s Time to Move On” tutte le storyline lasciate in sospeso dalla prima stagione, gli autori non hanno avuto la capacità di crearne altre altrettanto forti ed interessanti. La fretta con cui hanno svelato l’assassina di Rebecca cozza con la lentezza di Wes nello scoprire come sono andati i fatti, soprattutto perché lo spettatore lo sa già e non ha bisogno di seguire il ragazzo per scoprirlo. Inoltre la risoluzione degli eventi del flashback, a differenza di quanto accaduto nella stagione uno, a prima vista sembra molto prevedibile, non invogliando lo spettatore a stare attento ad ogni singolo dettaglio per decifrare il mistero.

How to Get Away with Murder – 2×04/05 Skanks Get Shanked & Meet BonnieL’unico passo in avanti di questo episodio è stato fatto nei confronti di Annalise, indagando più a fondo nella sua sfera amorosa. È strano come ad una figura femminile molto forte sul piano lavorativo venga affiancata una sfera sentimentale problematica: la passione nel mettere in scena donne di polso che sono anche amanti di (Annalise in primis, ma anche Olivia Pope, restando sotto la firma Shondaland) ci fa porre qualche domanda sul modo in cui la donna viene immaginata e raccontata. Perché un uomo può essere intelligente e fedele, ma una donna no? Sembra quasi che si vogliano colpire le relazioni sentimentali di Annalise per normalizzarla, come se una donna che ha ben saldi tutti gli aspetti della propria vita facesse paura. Infatti Annalise ora non ricopre il ruolo della donna che tradisce – quindi totalmente negativo –, ma quello dell’amante single – meno colpevole dell’uomo sposato, ma comunque moralmente ambigua. Per questo la protagonista non passa dalla parte del torto, ma comunque viene resa più umana, capace di sbagliare come tutte le donne, favorendo un processo di identificazione che sarebbe più difficile se anche le sue storie d’amore fossero perfette come la sue performance in tribunale. Ma davvero il pubblico femminile di How to Get Away with Murder ha bisogno di questo? Anche nella finzione telefilmica la parità tra uomo e donna è ancora lontana dall’essere raggiunta.

Voto: 6/7

2×05 “Meet Bonnie”

Grazie a “Meet Bonnie” diversi dubbi su How to Get Away with Murder trovano finalmente una risposta: è ormai evidente, ad esempio, che gli episodi che non utilizzano un caso della settimana per ampliare il tema cardine della puntata siano più efficaci, perché riescono a mantenere costante il ritmo della narrazione, elemento fondamentale per uno show del genere. Se in “Skanks Get Shanked” la storyline sull’omicidio della giovane ci dava una chiave di lettura interessante per capire meglio il rapporto tra Annalise e i suoi allievi, in “Meet Bonnie” l’assenza di distrazioni ci fa arrivare subito al punto.

How to Get Away with Murder – 2×04/05 Skanks Get Shanked & Meet BonniePer questo gli autori si sono permessi di mettere parecchia carne al fuoco, dovendo concentrarsi solo sulla storyline principale; la differenza tra una puntata ricca di avvenimenti e il caos totale, però, è sottile e “Meet Bonnie” scavalca il limite diverse volte. Il tutti contro tutti è interessante; i flashback secondari – quelli funzionali a spiegare i piccoli avvenimenti della puntata – permettono una costruzione temporale dell’episodio più dinamica ed intrigante; il non sapere dove la verità diventi una bugia stimola l’attenzione dello spettatore, che cerca di cogliere i minimi dettagli per arrivare alla soluzione prima degli altri; tutto questo insieme, però, genera in diverse occasione confusione, soprattutto perché i protagonisti hanno a che fare con quattro vittime, quattro assassini e quattro indagini – ufficiali o no – e devono destreggiarsi con i diversi piani per depistare i sospetti, uno per ogni persona con cui hanno a che fare. La nuova verità che racconta Bonnie sulla morte di Sam complica la narrazione, che si trova tra le mani un’altra piccola storyline da trattare con coerenza.

How to Get Away with Murder – 2×04/05 Skanks Get Shanked & Meet Bonnie“Meet Bonnie”, episodio complicato per il gran numero di eventi che racchiude, racconta in modo molto più semplice uno dei temi che l’ha segnato fin dall’inizio – molto più off-screen che davanti alla telecamera: il razzismo. Viola Davis, dopo aver vinto un Emmy quest’anno come miglior attrice protagonista per il suo ruolo in How to Get Away with Murder, ha denunciato il fatto che nessuna donna di colore aveva avuto prima un riconoscimento del genere perché in TV non c’erano ruoli che lo permettessero. Questo show ha provato a fare qualcosa a tal proposito e proprio una scena di “Meet Bonnie” riassume il concetto: durante l’udienza per escludere la testimonianza della zia dei fratelli Hapstall, nell’aula di tribunale vediamo un insieme eterogeneo di etnie, che ricoprono i ruoli più diversi, dal giudice, all’imputato. In questo caso non solo non c’è una divisione tra buoni e cattivi in base al colore della pelle, ma ogni personaggio racchiude in se entrambe le facce della medaglia: l’orientale Catherine subisce il processo, ma si sfoga perché discriminata dalla sua famiglia; l’avvocato dell’accusa Emily Sinclair è dalla parte giusta della legge, ma ricopre il ruolo dell’antagonista; infine il giudice di colore, che ha provato sulla sua pelle la discriminazione razziale, ma non può fare favoritismi basati sulla sua storia personale. Questo modo di mettere in scena le diversità, riempiendo di chiaroscuri ogni ruolo, permette di non fare discriminazioni razziali, abbandonando una volta per tutte quei vecchi stereotipi che vedevano i bianchi fare le leggi e i neri infrangerle.

Nonostante How to Get Away with Murder sia uno show appassionante e farcito di messaggi positivi (come quello espresso nel paragrafo precedente), è innegabile che sia ancora annoverato tra quegli show al limite del trash. L’eccessivo fanservice – cioè la messa in scena di elementi che piacciono molto al pubblico, di cui però la trama farebbe tranquillamente a meno –, soprattutto di tipo sentimentale, inquina la serie, che si perde in scene che poco aggiungono allo show in termini di qualità. Le numerose relazioni amorose sviano l’attenzione del pubblico e degli autori da temi più seri, che potrebbero far fare alla serie il salto di qualità che meriterebbe. Per questo HTGAWM resta un prodotto coinvolgente e godibile, in attesa, forse perenne, di essere preso sul serio.

Voto: 7

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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