The Affair – 2×02 2

The Affair - 2x02 2Dopo una prima stagione che si concentrava essenzialmente sul turbinio di pensieri ed emozioni che accompagnano la scoperta dell’altro ed il conseguente tradimento, The Affair riconferma la sua qualità stilistica e narrativa decidendo di soffermarsi minuziosamente sulle dannose conseguenze degli eventi precedenti.

La narrazione assume un peso maggiore ed una più grave consapevolezza in relazione alla parte investigativa, che da semplice riempitivo assume un ruolo decisamente più importante, fino a monopolizzare l’attenzione del pubblico nella conclusione dell’episodio: ma a cambiare è anche il modo di narrare, e con esso la serie stessa. Se nella prima stagione la conoscenza degli eventi era limitata ai protagonisti della relazione – proprio in virtù dell’importanza del tradimento come fulcro centrale della storia – ora si espande fino a toccare personaggi finora solo abbozzati: il focus su Cole risulta così un tratteggio affascinante e coerente di un personaggio quasi sconosciuto.

You’re the best thing that’s ever happened to me.

The Affair - 2x02 2La puntata si concentra su Alison e il suo personale racconto di uno dei tanti giorni passati insieme al nuovo compagno; la noia e la solitudine la spingono ad intraprendere un viaggio nella città vicina, con l’intenzione di distogliere l’attenzione da molte di quelle domande che le affollano la mente e che tenta maldestramente di scacciare quando è in compagnia di Noah. Per quanto si sforzi di fingere, Alison non è felice della sua nuova vita: non è contenta della sua posizione, quasi inesistente, né delle sue giornate passate senza alcuna occupazione. La richiesta di lavoro porta gioia e freschezza alla routine consolidata, ma è la reazione di Noah a generare sconcerto: se si fa eccezione per il segmento narrativo che riguardava la sua ex-moglie, mai abbiamo visto Noah agire in maniera così turbolenta per un semplice posto di lavoro. È chiaro che c’è qualcosa che turba l’aspirante scrittore, ed Alison tenta in tutti i modi di scoprire cosa si nasconda dietro a quegli attacchi d’ira. L’elemento caratterizzante il focus su Alison riguarda proprio la sua percezione di Noah: sparita la patina di perfezione tipica della prima fase dell’innamoramento, ecco che spuntano le imperfezioni, le prime bugie, le mancanze che vengono ingigantite fino a sembrare assurdità. Gli occhi che guardavano Noah pieni d’ammirazione e rispetto vengono sostituiti da occhi più sospettosi, bramosi di capire quale sia il loro posto nella vita dell’uomo.

It’s good to see you again, Alison.

The Affair - 2x02 2L’apparente tranquillità in cui Alison vive viene bruscamente interrotta dall’arrivo di Cole: una scena che ci viene riproposta in modi diametralmente opposti dai suoi stessi protagonisti. A nulla è servito rifugiarsi lontano dalla civiltà per vivere in libertà: le conseguenze scaturite dall’abbandono della sua famiglia piombano sulla donna con una potenza disarmante, spazzando via ogni certezza e sicurezza che questa aveva potuto raggiungere. La mente umana ha una capacità selettiva tale da ricordare solo ed unicamente ciò che le è più comodo e piacevole: ma non sempre ciò che viene messo in scena corrisponde totalmente alla verità. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una matassa di sensazioni fortissime provate durante un particolare evento che vengono successivamente rielaborate e fatte convergere in un’unica persona. Nel caso particolare di Alison, tutta la rabbia provata nel corso degli anni, il risentimento e la paura, si riversano sulla figura di Cole, che appare quasi come trasformato, non più l’uomo con cui aveva condiviso così tanto, ma un estraneo di cui avere paura. Le reazioni di Alison durante il loro incontro assumono un senso solo in relazione a come la donna crede di dover comportarsi nei confronti dell’ex-marito: un uomo che appare come trasfigurato, come imbruttito ai suoi occhi; un estraneo che si rivolge a lei con parole di sfida (quel più volte ripetuto It’s good to see you again che assume un tono beffardo e scherzoso), e invade il suo nido d’amore senza remora alcuna, disturbando la sua apparente felicità con un fortissimo richiamo al passato ed al presente. L’incontro con Cole assume una rilevanza quasi fondamentale nella costruzione della psicologia di Alison, ora quantomai fragile e condizionabile.

That’s the terrible thing about living.
You never get to go back no matter how badly you miss it.

The Affair - 2x02 2The Affair questa settimana decide di prendersi una piccola pausa dalla frenesia degli ultimi episodi, fermando l’attenzione su quello che sta accadendo ad ogni personaggio, su quali sono le conseguenze delle azioni di Alison e Noah sulla vita del resto dei protagonisti. Cole è un uomo spezzato: spezzato dalla sorte, che gli ha tolto il ranch, e spezzato dalla vita, che l’ha reso un uomo solo ed ancora più disperato di prima. Non c’è più tempo per chiedersi per quale motivo ogni cosa sia andata in frantumi: ciò che conta è partire, mettersi in moto e non fermarsi per un secondo. Perché fermarsi equivale a pensare, e pensare vuol dire morire. Accettare ciò che si è rotto e cercare di ricomporre i pezzi di una vita distrutta. Cole non pensa e non si ferma: è l’incontro con un uomo così simile a lui – un incontro casuale e propizio al contempo – che lo fa risvegliare dallo stato comatoso in cui sta vivendo. L’ultimo tassello per l’inizio della guarigione riguarda proprio Alison, la persona che gli ha provocato tanto dolore: un incontro percepito e vissuto con un’intensità di sentimenti tale da ribaltare la precedente versione.

You look happy.

The Affair - 2x02 2È una constatazione, quella che fa Cole: perché lei sembra felice. Spensierata, serena, lontana anni luce dalla donna turbata a cui lui è stato a fianco durante quegli anni bui. E sul volto di Cole si dipinge la gioia per quella presa di coscienza così dolorosa e tranquillizzante insieme: è felice ed è senza di lui. L’incontro tra i due si svolge in un’atmosfera meno surriscaldata e più pacifica della versione di Alison: questo perché l’uomo ci tiene a ricordare che il loro ultimo incontro è stato civile, pieno di puro affetto e forse segnato da qualche rimpianto. La caratteristica che salta subito all’occhio dello spettatore riguarda la netta contrapposizione tra i due ex coniugi: la donna appare raggiante, vestita in modo più sicuro ed elegante anche rispetto al suo stesso ricordo (nel quale l’abito ricordava molto di più l’ambiente da cui proveniva), radiosa di una felicità che non risulta mai eccessiva – una felicità non totalmente ostentata nel tentativo di offendere Cole. Ma se l’uomo conserva un così caro e luminoso ricordo, è la sua immagine a distaccarsi dalla realtà dei fatti, fino a divenire un ologramma, un fantasma dalle fattezze umane. Cole si trascina nell’ambiente, con gli occhi persi e vuoti che sfiorano le cose senza mai guardarle: l’immagine tetra che presenta di se stesso in quel momento cozza fin troppo con l’immagine virile e sicura di sé del ricordo della donna.

The Affair - 2x02 2Are you ever coming home? chiede, sussurra disperato quel fantasma di uomo ad una Alison così diversa; un sussurro soffocato, una preghiera che le cose un giorno possano ritornare com’erano prima. Ma non si tratta di una semplice relazione, una sbandata che si può perdonare. La vita non aspetta che le cose accadano nel momento o nelle situazioni giuste e scombina le carte a suo piacimento, senza dare la possibilità di modificare ciò che è accaduto: questo Cole lo capisce nel momento in cui vede Alison nel suo nuovo ambiente, nella sua nuova famiglia.
Nella scena che chiude l’episodio, l’incontro tra i due è caratterizzato da amicizia e solidarietà: ma il sorriso gelido e macchinoso che Cole rivolge alla famigliola felice non può che presagire guai.

The Affair riconferma le sue qualità nell’analisi scrupolosa dell’animo umano nelle sue più incredibili sfaccettature, insegnando allo spettatore, episodio dopo episodio, la lezione più importante di tutte: che non c’è verità che non sia mediazione di due mezze bugie, di due versioni contrapposte, di due vite separate e mai più unite.

Voto: 8

 

Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.

9 Risposte

  1. svinzo scrive:

    Complimenti per la recensione. Anche con la seconda puntata the affair si conferma un ottimo prodotto. Sono curioso di come evolverà.

     
  2. Birne scrive:

    Sviolinata: certe recensioni, come quella di Annalisa M., sono così complete e così ben fatte che, se si è d’accordo (cioè quasi sempre, ma sottolineiamo molto il “quasi”), lasciano ben poco da dire e pure da pensare a noi poveri utenti.
    The Affair è molto bello, ha un lavoro finissimo di introspezione, vorrei dire di intrusione nelle relazioni fra queste persone, mostrando la polvere che si posa sui rapporti, sulle promesse e anche sulle parole. Ed è fatto strabene, trovo notevoli soprattutto i personaggi dei due uomini, molto intensi nel recitare le rispettive crisi.
    Spero che si mantenga così fino alla fine, perché l’anno scorso era cominciato da capolavoro ma poi si è un po’ perso non costruendo bene il contenitore, che secondo me è l’aspetto investigativo – assolutamente primario -, buttandola un po’ in caciara con l’ambiguità del detective e la sequenza dei fatti incriminatori probabilmente non felicissima. Cose che del resto si sono già dette.
    Invece quest’anno il dramma legale incalza tutta la narrazione e aggiunge pathos alle nostre aspettative.
    Una domanda agli esperti: ma la programmazione salta qualche settimana, o mi sbaglio?

     
    • Federica Barbera scrive:

      Ciao Birne, la programmazione televisiva è regolare (una puntata a settimana) ma dato che le prime due puntate sono state messe online da Showtime ciascuna con una settimana di anticipo, se qualcuno le ha seguite su internet ovviamente si ritrova con una settimana di buco nel mezzo (questa settimana). Dalla prossima, in onda il 18 ottobre in USA, torna tutto regolare 😉

       
  3. Maria Rita scrive:

    Non amo questa serie, ma quest’anno mi sembra migliorata e anche se il meccaniscmo con la quale è stata concepita prevede la ripetizione degli stessi eventi mi ha annoiata di meno.

    I due protagonisti tornano indietro nel tempo e raccontano la loro storia ed è comprensibile che abbiamo avuto una percezione diversa delle cose, riguardo la sfera sentimentale.
    Ci sono però stati casi in cui Alison e Noah hanno detto cose completamente diverse. A volte le differenze sono state tali che ero arrivata a chiedermi se per caso fosse la bozza del libro di Noah. (teoria smentita dagli autori)

    Da spettatori si resta confusi perchè l’inganno maggiore nasce dal fatto che non solo siamo sottoposti ad una costante frammentazione delle informazioni, ma anche a una continua frammentazione della linea temporale, cosa che crea confusione.

    Per quanto mi riguarda senza queste caratteristiche, sarebbe stata solo una serie di genere dramma famigliare tendente alla “soap” e non mi sarei appassionata.
    A questo punto sono decisamente incuriosita.

     
    • Birne scrive:

      Mi chiedo però che cosa è che ti incuriosisce di più e ti annoia di meno rispetto al passato, perché la descrizione che fai è corretta, ma dove sta il salto? La frammentazione (io aggiungerei: anche psicologica) è, paradossalmente, l’elemento ordinatore e quest’anno si è arricchita – o aggravata, se vuoi – di altri due punti di osservazione.
      Insomma, io per il momento sono molto affascinata e trovo The Affair la cosa migliore fra quelle, non pochissime, che sto seguendo. Anche se ieri ho visto Fargo e … ma credo che non ne dobbiamo parlare in questa sede.

       
      • Maria Rita scrive:

        Lo scorso anno ogni episodio era diviso in due parti. Iriproponevano gli stessi fatti visti prima da Noah e poi da Alison. Il primo episodio mi ha letteralmente ucciso di noia. Per con delle varizioni il tutto mi appariva lento e francamente noioso., senza contare che le scene di sesso (secondo me) sono state davvero troppe. Sta di fatto che tutti sappiamo che il tradimento purtroppo in una copia bene o male ci stà, un omicidio invece no. Così ho cominciato ad osservare con attenzione maniacale la differenza fra i racconti dei due protagonisti.
        Ho cominciato a notare le contraddizioni di Alison, quelle di Noah e addirittura quelle del detective. Posso capire che parlando di se si cerchi di catturare la benevolenza dell’ascoltatore. Ecco che Noah descrive lei come una furba e giovane tentratrice e viceversa Alison faccia passer lui per un furbo A volte sembrava che raccontassero proprio storie diverse, il punto di contatto c’è sempre stato ma poi

         
      • Maria Rita scrive:

        @Birne chiedo scusa ma ho difficoltà a rispondere da questa pagina del blog. Non capisco come mai ma non riesco a correggere i miei messaggi e digito in una piccola mascherina che quasi non mi permette di leggere quello che scrivo. Comunque…

        Credo che lo scopo di “The Affair” sia quello di farci riflettere sulla profondità dei sentimenti, ma (a mio avviso) tutta la prima stagione è stata talmente popolata da cliché che se non fosse stata per la bravura degli attori avrei smesso presto di seguirla.

        Sono rimasta addicted perchè mi sono appassionata all’aspetto crime e ora sono curiosa di capire come l’autrice risolverà le varie incongruenze che abbiamo avuto modo di notare e che certamente hanno una ragione d’essere. Non è esattamente il mio genere ma orami sono incuriosita e continuo…

         
        • Birne scrive:

          In effetti scrivere qui può essere parecchio stressante, o formativo, diciamo così.
          Come dici tu stessa credo che dopotutto questo non sia proprio il tuo genere, perché mi sembra che il centro di tutto sia proprio il groviglio di contrapposte visioni, lo scontro di emozioni che trovano le persone diverse e diverse le lasciano, il risentimento che affiora in ciascuno verso il suo altro e, ovviamente, il modo di raccontare tutto ciò. L’elemento crime è fondamentale e deve essere forte e sostenuto ma, secondo me e l’ho già scritto, è il contenitore, il collante.
          Comunque, è sempre piacevole scambiare opinioni e impressioni in modo civile. Scappo, la mia famiglia si sta rivoltando contro di me e non voglio sapere come lo racconterebbero!

           
  4. Maria Rita scrive:

    Il meccanismo rispetto allo scorso anno non è cambiato, solo si è allargato a quattro punti di vista e questo complica ulteriormente le cose.
    Nella scorsa stagione, così come in questi due primi episodi, ci sono strane incongruenze che non sono giustificate da risvolti emotivi.

    Fin qui, tutti , nessuno escluso (persino il detective) si sono contraddetti.
    Di “stranezze” ce ne sono state parecchie, basta un piccolo esempio riguardo Alison. Durante uno dei soliti colloqui con il detective, disse “Devo andare a prendere mio figlio.”
    Ora vediamo che ha una figlia e questo”errore” certo non riguarda la percezione emotiva o i sentimenti e quindi è spiazzante…
    Si continua dunque sulla stessa strada, storie completamente diverse che portano ad una finale uguale per tutti , cioè l’arresto di Noah.

    Le versioni di Alison e Cole sostanzialmente differenti, hanno comunque qualche piccolo punto di contatto. Diciamo che l’espressione finale di Cole quando condannano Noah , quel suo sorridere sotto i baffi, quadra parecchio con quello che quando vede Noah camminare per strada mima il gesto di puntargli una pistola contro…

     

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