The Bastard Executioner – 1×05/06 Piss Profit/Proffidwyr Troeth & Thorns/Drain 4


The Bastard Executioner - 1x05/06 Piss Profit/Proffidwyr Troeth & Thorns/DrainCon questi due episodi arriviamo al nodo centrale della prima stagione di The Bastard Executioner, ed ora possiamo farci un’idea generale più centrata su quale sia il discorso che Sutter intende mettere in campo e, soprattutto, evidenziare le non poche difficoltà in cui si è ritrovato.

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Il progetto di The Bastard Executioner è uno di quei racconti ambiziosi che non si fermano alla mera esposizione delle vicende, ma ha il desiderio di andare oltre la patina applicata, ossia la narrazione storica, per parlare di temi che possono essere vicini anche a noi contemporanei: il rapporto con il sé, il sentirsi estranei nel proprio corpo, l’ambizione e la vendetta. Tutti temi profondi che Sutter ha voluto affrontare sfruttando una cornice storica non certamente delle più note (ben diverso rispetto al fascino vichingo di Vikings o del celebre Enrico VIII, per rimanere in ambito britannico, di The Tudors) ma che ben si prestava alla sua visione di una vita cruda e violenta. Quest’epoca fatta di conquiste e tradimenti, fede e paganesimo, dominatori e dominati si trovava ad incarnare naturalmente parte delle modalità espressive di Sutter che avevamo già intravisto in Sons of Anarchy: se lì ha sfruttato la violenza di un gruppo di motociclisti per mostrarne le debolezze e le passioni umane, qui ha optato per uno dei ruoli più violenti in una società altrettanto violenta, cioè il boia/torturatore. Purtroppo per noi (e per lui) le differenze tra la serie che lo ha reso famoso e questa sua ultima creazione sono davvero troppe e a separarle è soprattutto un diversissimo giudizio sia estetico che narrativo.

The Bastard Executioner - 1x05/06 Piss Profit/Proffidwyr Troeth & Thorns/DrainSe n’era discusso sin dal doppio pilot, ma The Bastard Executioner è una serie che sta faticando moltissimo per trovare un proprio percorso, e molto è dovuto alla scrittura di Sutter che non riesce, salvo alcune interessanti eccezioni, ad essere incisiva ed equilibrata. Questi ultimi due episodi, ad esempio, in modo diverso mostrano i punti di forza e le debolezze che riguardano la serie FX: da un lato “Piss Profit/Proffidwyr Troeth” è forse l’episodio più compatto della stagione sinora (pur non continuando a brillare), dall’altro “Thorns/Drain” ne palesa tutte le difficoltà di scrittura e di resa.

Lungi dal voler fare un lungo trattato sulle cose che non funzionano della serie, è comunque necessario porre l’attenzione sul fatto che tra tutti i difetti che emergono da The Bastard Executioner quello più inaspettato – e per questo doloroso – è una forte debolezza di scrittura che intacca sia le vicende di trama che, soprattutto, i dialoghi: un esempio che vale per tutti è il colloquio tra Lady Ventris e Wilkin Brattle nel quinto episodio, con la donna che domanda “Do you ever feel like you’re living the life of another?” proprio alla persona che sta letteralmente vivendo la vita di un altro. Casi come questi mostrano una sciatteria di scrittura che da Sutter non avremmo certo voluto vedere. Il problema, però, è di ordine generale: non solo i dialoghi sono infatti in più di un’occasione deboli, ma anche le vicende stesse si muovono a tentoni, senza riuscire a catturare completamente l’attenzione del pubblico e sfidando la prevedibilità.

The Bastard Executioner - 1x05/06 Piss Profit/Proffidwyr Troeth & Thorns/DrainDi che cosa ci vorrebbe parlare Sutter? Focalizzando per il momento la nostra attenzione al solo protagonista, Wilkin Brattle, vediamo un uomo che veste i panni del boia perché ha intenzione di vendicarsi contro coloro i quali hanno ucciso la moglie ed il resto del villaggio in cui si era nascosto dopo i suoi trascorsi in battaglia. Questo filone, però, ritorna solo quando fa comodo e solo come spiegazione sul perché egli si stia così bene integrando nel Ventrishire, senza mandare avanti la narrazione in questa direzione se non per brevi e fugaci passaggi (e per di più mediati dal personaggio di Toran). Anche a causa di un Lee Jones che non ha affatto il carisma per reggere sulle proprie spalle il difficile ruolo di protagonista (ma bisogna ammettere che anche Charlie Hunnam, nella prima stagione di Sons of Anarchy, era tutt’altro che ruggente e non a caso la serie si poggiava molto più su Ron Perlman), il personaggio di Wilkin Brattle si dimena tra il desiderio carnale per Lady Love e la servitù nei confronti del ciambellano Milus. Pochi i momenti che fanno davvero palpitare intorno al suo personaggio e non aiuta certo la scelta di sfruttare i sogni per sottolineare le profondità emotive del boia che il suo interprete non riesce ad esprimere, scivolando però così in una eccessiva esposizione.

The Bastard Executioner - 1x05/06 Piss Profit/Proffidwyr Troeth & Thorns/DrainÈ su questo punto che Sutter ci lascia più perplessi mostrando una costante tendenza ad utilizzare stilemi narrativi grossolani, che mal si sposano con le finalità che sembra voler mettere in campo per questa serie. Pensiamo al finale del quinto episodio: il primo contatto fisico tra i due protagonisti si trasforma rapidamente in una soluzione da soap opera con ben due differenti personaggi che passano casualmente di lì ed incappano in quella scena. Se ne capiscono le potenzialità espressive, ma l’esecuzione è davvero troppo svogliata per darle il credito che forse meriterebbe. E di scelte del genere ce ne sono altre in questi due episodi, andando ad indebolire ulteriormente una struttura che già di suo fa non poca fatica.

Al netto, però, delle considerazioni di più stretto interesse narrativo, quel che risalta è l’incapacità di gestire il tono del racconto, con numerosi twist e momenti che dovrebbero colpire chi guarda la serie e che invece vengono gestiti freddamente, quasi a ricacciare lo spettatore ed il suo coinvolgimento emotivo. Questo conduce ad episodi mediamente lunghi (il sesto dura 65 minuti) che però tendono anche ad essere monocordi e monotoni, senza particolari guizzi che possano risollevare una narrazione stanca sul nascere.

The Bastard Executioner - 1x05/06 Piss Profit/Proffidwyr Troeth & Thorns/DrainSe gli argomenti negativi, come visto sinora, sono non pochi, è necessario (ed onesto) rimarcare però anche i punti a favore della narrazione di Sutter. Tra le vette della sua scrittura individuiamo la caratterizzazione di Lady Love, uno dei personaggi femminili di stampo storico più riusciti di questa tipologia di racconto: dipinta inizialmente come il non originale personaggio positivo che, una volta al potere, diventa baluardo di una onestà e bontà che stridono con l’ambientazione intorno, Lady Love si trasforma rapidamente nella vera colonna portante della stagione: non solo la trama che le gira attorno è quella che cattura maggiormente l’interesse – e a cui viene dedicato maggior tempo espositivo, per fortuna – ma la sua stessa scrittura è un continuo successo da parte dell’autore. Si tratta di una donna del suo tempo, che è altresì una “straniera” in un territorio attraversato da ribellioni e soprusi. La baronessa è costretta a combattere in un mondo in cui è vista come una graziosa fanciulla da manipolare e sottomettere: due azioni che lei è ben lungi dal voler assolvere, anzi. Quando si tratta di dover mentire, persino tradire il proprio re per il bene della propria gente, non si tira indietro nemmeno per un attimo.

The Bastard Executioner - 1x05/06 Piss Profit/Proffidwyr Troeth & Thorns/DrainCon l’interessantissimo twist circa la sua parentela con il Lupo (un Matthew Rhys in ottima forma) il personaggio si immerge, poi, in una narrazione ancora più ampia di quanto accaduto sinora, anche perché il racconto la pone in una posizione precaria (sta sempre fingendo di essere incinta) e delicatissima, pronta a deviare e crollare da un momento all’altro. Con la parte che riguarda Lady Ventris Sutter ha centrato l’obiettivo molto più di quanto sia avvenuto (o non sia avvenuto) con gli altri filoni narrativi. Una donna così non è nuova alla creatività dell’autore (chi ha visto Sons of Anarchy ricorderà la profondità di un personaggio come Tara), ma in questa narrazione è una boccata d’ossigeno.

Una vera sorpresa è invece scoprire che Stephen Moyer, una delle paure maggiori (e ben lo saprà chi ha avuto il piacere di seguirne le capacità attoriali in True Blood) non è certo un problema in questa narrazione: nonostante non sia sempre in parte, il suo Milus è un personaggio molto riuscito perché vero figlio del tempo storico di riferimento: manipolatore, libertino, sadico quanto è necessario per assicurarsi il potere. Con l’umiliazione subita nel quinto episodio, però, Milus assume sfaccettature che lo rendono molto più complesso di quanto di primo acchito sarebbe sembrato, confermando l’impressione generale che Sutter abbia bisogno di più tempo per riuscire a finalizzare la propria scrittura – tempo che potrebbe però stavolta non aver gestito al meglio.

The Bastard Executioner - 1x05/06 Piss Profit/Proffidwyr Troeth & Thorns/DrainCi sono ancora molti punti oscuri della trama e la sensazione che ci si stia muovendo molto lentamente (d’altronde mancano quattro episodi alla fine) è inevitabile: la vicenda del Serafino, per dire, è ancora troppo poco approfondita, così come la ricerca di vendetta di Wilkin e degli altri appare ancora un miraggio (che, però, potrebbe essere risolta troppo sbrigativamente). Nonostante qualche miglioramento ed alcuni personaggi piuttosto riusciti, Sutter non è stato in grado ad ora di creare una serie in grado di rivaleggiare con il proprio capolavoro, quel Sons of Anarchy quanto mai distante da quest’ultimo prodotto. Anche tenendoci alla larga da impropri paragoni, The Bastard Executioner è costellato di difetti più o meno gravi ed i lati positivi non riescono a soffocare del tutto la sensazione che si tratti di un’occasione al momento persa.

Voto 1×05: 6½
Voto 1×06: 5½

 

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4 commenti su “The Bastard Executioner – 1×05/06 Piss Profit/Proffidwyr Troeth & Thorns/Drain

  • Rinaldo

    Piccolo appunto: di episodi ne mancano 4, non 3. Per il resto, purtroppo mi ritrovo a condividere la recensione in toto.
    Anche Sons Of Anarchy, di cui sono stato fan sfegatato, era una serie partita con una prima stagione un po’ acerba, ma almeno era già dall’inizio uno show godibile da seguire… TBE invece temo che potrebbe ritrovarsi a dover subire una cancellazione prematura.
    Aggiungo un’altra cosa: io non sono un tecnico, nè un esperto del settore, ma ho sempre la sensazione costante che ci sia molta grossolanità anche nelle riprese.
    Le immagini, spesso e volentieri, tremolano come farebbero quelle di un video ripreso con un cellulare. Mi sbaglio?

     
  • Mario Sassi L'autore dell'articolo

    @Rinaldo: Quattro episodi, giusto, grazie per la segnalazione! 🙂
    Per quanto riguarda le riprese, sono d’accordo con te. Credo sia una volontà di dare maggiore realismo all’immagine,anche se spesso ha solo l’effetto di sembrare un lavoro amatoriale. Anch’io, come te mi pare d’aver capito, faccio parte di chi darà una chance all’intera prima stagione proprio per quello che Sutter ha saputo darci con Sons of Anarchy. Ma se l’avesse scritta un altro questa serie, probabilmente non staremmo a parlarne con tali speranze.

     
    • Rinaldo

      Sì, è così. Dopo essere stato un grande fan sia di Soa che di The Shield ancora prima, direi che la fiducia nei confronti di Sutter sia dovuta. Ma come dici tu, se l’autore fosse qualcun altro…

       
    • Rinaldo

      E aggiungo: non so cosa abbia portato realmente alla scelta di effettuare le riprese in quel modo…. ma il risultato finale è veramente insopportabile.