The Good Wife – 7×01 Bond

The Good Wife - 7x01 BondDopo una stagione che ha manifestato grossi segnali di stanchezza, soprattutto nella seconda parte, i coniugi King riprendono il racconto della brava moglie e lo fanno cercando di ripartire da zero sotto diversi punti di vista, con risultati tuttavia non sempre riusciti.

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La storyline politica di Alicia, su cui molti riponevano speranze di cambiamento per la serie – nei rapporti con i suoi vecchi collaboratori, ma anche con suo marito –, si è rivelata un buco nell’acqua già sul finire della scorsa annata, non lasciandoci altro se non le conseguenze di quanto accaduto.
The Good Wife - 7x01 BondMettere la nostra protagonista nella condizione di dover ricostruirsi un’immagine e soprattutto una carriera è sicuramente qualcosa di già visto, che ci riporta agli albori di questa serie, ma allo stesso tempo è qualcosa di completamente nuovo: quella Alicia che riprendeva a lavorare a seguito dello scandalo del marito non aveva nemmeno un decimo della sicurezza della donna di oggi, per evidenti motivi di crescita ma non solo. Come abbiamo imparato negli ultimi anni, e in particolare nell’ultima stagione, Alicia Florrick è tutto fuorché la donna integerrima che ci era stata presentata all’inizio della serie e, anzi, ha dimostrato in più di un’occasione di essere disposta a sporcarsi le mani per raggiungere i suoi obiettivi. Ecco perché questa volta ripartire ha un sapore diverso: perché è di sicuro la persona che pur di lavorare si “abbassa” ad un ruolo inferiore come quello della bar attorney, ma è anche la stessa donna che non riesce a dire di no a un diavolo tentatore (Canning) quando lui le procura clienti di alto livello con evidenti secondi fini.

For the first time in my life, I don’t have to answer to anyone.
It’s just me.

The Good Wife - 7x01 BondPartiamo proprio da Canning, con la cui proposta si era chiuso lo scorso season finale. Al di là di una collaborazione vera e propria tra i due, è innegabile che il cinismo ma soprattutto il realismo dell’uomo siano forse gli unici veri stimoli per Alicia, i soli capaci di farle ammettere le sue debolezze (significativa la questione del chiedere sempre istintivamente scusa) ma anche i suoi lati più oscuri – e non a caso la puntata si chiude con quel “No” così denso di significato. Tralasciando quanto per noi spettatori sia sempre entusiasmante vedere Michael J. Fox sullo schermo, possiamo tuttavia dire che non sempre il personaggio di Louis Canning sia stato gestito a dovere, e averlo utilizzato a chiusura di “Wanna Partner?” con la terza proposta ad Alicia nell’arco di tre anni di sicuro non ha aiutato. Eppure c’è in questa premiere, che pure si basa di nuovo sui dubbi della donna all’idea di accettare quanto a lei proposto, qualcosa di diverso: qui non si tratta di decidere se costruire una nuova firm con Cary, o di abbracciare una carriera politica spinta da Eli, bensì di comprendere quali sono i suoi limiti morali quando si tratta di avere a che fare con “il diavolo”.
È di sicuro ancora presto per capire se una tale gestione porterà a buoni risultati, ma di sicuro questa terza attesa per una decisione di Alicia sembra avere i presupposti per portare a qualcosa di molto diverso.

I voted for you.”
Oh. Sorry about that.”

The Good Wife - 7x01 BondUn nuovo inizio lavorativo ma anche di rapporti sociali: con l’allontanamento di Kalinda i King sembrano avere molta fretta di rimpiazzarla (nonostante negli ultimi anni non ci fossero state comunque altre interazioni di Alicia né con la sua ex amica, né con altre donne al di fuori di Diane). Ecco quindi il personaggio di Lucca Quinn, che si pone in maniera fin troppo evidente come alleata di Alicia – aiutandola al Tribunale Cauzioni – e in modo ancor più didascalico come l’opposto di Kalinda, quando decide di andare a ballare senza fermarsi al bancone con la Florrick nemmeno per un minuto (come invece era solito fare il personaggio di Archie Panjabi). È ovvio che non si possa rappresentare l’intero mondo come ostile ad Alicia (e in questa puntata di sfide ce ne sono parecchie), quindi non è certo in discussione l’introduzione di Lucca; tuttavia la necessità di ripartire da zero con una nuova amicizia non dovrebbe basarsi sul “non essere” Kalinda, ma sull’essere qualcosa di nuovo. È per questo che funziona decisamente meglio la scena in tribunale, quando la ragazza riesce a salvare il caso dell’eredità senza conoscere alcun dettaglio ma “solo” le leggi dell’Illinois – a differenza di Diane e David Lee. Puntare sulla capacità e sull’intelligenza di Lucca sembra un modo decisamente più interessante per creare un’amicizia e, perché no, una possibile alleanza lavorativa tra le due.

Il caso del dipinto firmato da Chagall ha inoltre altri due pregi: mettere in evidenza quanto ancora sia conflittuale il rapporto tra Alicia e la Lockhart/Agos (e quanto ancora possa peggiorare con lo zampino di Canning) e rappresentare il fiore all’occhiello della narrazione dei King, ovvero “il caso della puntata”. Un caso di eredità non è certo una questione difficile da trattare, eppure Robert e Michelle non risparmiano né il loro solito sarcasmo nei confronti di un sistema giudiziario a volte bizzarro e barocco, né una per niente velata critica a tutti quei legal drama che, pur di mettere in scena casi sempre più complessi, probabilmente si inventano davvero l’esistenza di certi “esperti”.

You just lost your greatest asset and made your worst enemy.

Benché il passaggio dal “non candidarti” al “candidati pure” di Alicia nei confronti di Peter sia stato dettato da una presa d’atto più figlia di esigenze di sceneggiatura che realistica, l’ennesima campagna del Governatore Florrick ha l’indubbio pregio di partire da basi assolutamente inaspettate. Sembrava impossibile vedere Peter e Eli separati in questa corsa verso la vicepresidenza, eppure la scelta – anch’essa forse troppo repentina, pur nel suo estremo pragmatismo – di assumere un’altra persona come campaign manager avrà di sicuro conseguenze interessanti per il futuro di diversi personaggi.

The Good Wife - 7x01 BondInnanzitutto abbiamo l’introduzione di un nuovo elemento, Ruth Eastman, che sembra tutto fuorché un personaggio malleabile (e l’interpretazione di Margo Martindale la dice già lunga su quale sarà il percorso della donna); poi troviamo una situazione vecchia per Alicia (essere di nuovo disegnata come “la buona e brava moglie”, per di più da riabilitare dopo lo scandalo) affrontata con un piglio totalmente diverso, che unisce alla nuova identità della Florrick un versione totalmente diversa di Eli Gold, che può diventare pericolosissimo e vendicativo proprio perché ferito; infine, una sorta di “Peter contro tutti”, in cui ci rimane da vedere come l’uomo potrà cambiare le carte in tavola ora che le persone che, nel bene e nel male, gli erano sempre state vicino sono davvero contro di lui. Forse è presto per cantare vittoria, ma già solo l’idea che Eli sarà una presenza molto più costante nello show non può che essere di buon auspicio; se poi a questo si somma uno scenario già visto ma con personaggi completamente cambiati, allora forse un po’ di fiducia ai King bisognerà ancora darla.

We’re seen as being old and out of touch.

The Good Wife - 7x01 BondDalla Stern, Lockhart & Gardner della prima stagione alla Lockhart/Agos sembra passato un secolo, e di sicuro le reincarnazioni dello studio sono state più d’una. Eppure ci si ritrova, ad inizio settima stagione, negli stessi studi, con più o meno gli stessi volti e con una stanchezza di storyline che si sente ancora prima che si entri nel vivo di questa annata. Ripartire da zero in questo caso è un’esigenza fin troppo urlata: nel pochissimo screen time dedicato allo studio si sente proprio l’urgenza di comunicare un messaggio (la Lockhart/Agos è vecchia, Cary non si sente a suo agio) che fa sorridere se si pensa che l’unica cosa cambiata rispetto all’anno scorso è solo la presenza di Alicia (e, con tutta la comprensione per le capacità di Mrs. Florrick, c’è da dubitare che la ventata di giovinezza fosse apportata solo da lei).
Purtroppo l’aggiunta di Diane alla Florrick/Agos, il ritorno ai vecchi studi e, con una scusa o con un’altra, il ricongiungimento con volti noti come David Lee non ha giovato per nulla ad una parte della narrazione che sembra non avere più niente da dire. L’esigenza di cambiare è stata percepita, ancor prima che dal buon Agos, da tutto il pubblico, che soprattutto l’anno scorso ha visto bistrattata l’intera parte che legava Alicia a Diane e a Cary. “Ripartire dall’inizio ma con cambiamenti di fondo” in questo caso non può funzionare: perché gli “inizi” dello studio sono stati fin troppi e perché purtroppo i personaggi che lo popolano non sono mai davvero cambiati. Urge davvero una svolta, e per questa è evidente che i King dovranno davvero lavorare sodo.

“Bond” è una premiere tutt’altro che tranquilla, in cui ciascun elemento viene rimesso in gioco; non in tutti i casi si può parlare di obiettivi raggiunti, ma di sicuro c’è fermento nell’aria e una volontà di riscrivere la propria storia partendo da presupposti nuovi che condurranno inevitabilmente a risultati diversi. Se poi saranno anche risultati buoni lo scopriremo solo con il prosieguo della stagione.

Voto: 8

Note:

– Il racconto di Milan Kundera di cui parla Canning è The Apologizer, pubblicato proprio quest’anno da “The New Yorker”. Lo trovate qui.
– L’inutile Grace in questa puntata è insospettabilmente utile, ma interessata in modo sospetto al lavoro della madre: che sia questo il perfetto ambito di studi per mandarla a studiare molto molto lontano e liberarci finalmente di lei?
– Tra tutte le parrucche utilizzate da Julianna Margulies per il suo personaggio, questa è quella che più di tutte urla “sono una parrucca”. Che l’apposito reparto faccia qualcosa per migliorare la situazione, per cortesia.
– Seguite The Good Wife Italia su Facebook per aggiornamenti sulla serie.

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

8 Risposte

  1. Travolta scrive:

    Interessante questo inizio di settima serie.Una sorpresa visto che la sesta stagione era stata tra tutte la piu’ deludente.
    8 pieno anche per me :-)

     
  2. Genio in bottiglia scrive:

    E’ vero: molte trovate in questa puntata gridavano da tutte le parti “manovre in corso per la settima stagione”. E probabilmente la (L)LA non ha più nulla da dire (salvo magari diventare il nuovo avversario perdente contro Alicia). TGW poteva sfidarsi e tentare l’inaudito (da legal drama a political drama) ma non l’ha fatto. Mi pare che i King stiano cercando di ricostruire il giocattolo. Questa prima puntata indica dove vogliono andare a parare. Ma TGW rimane un bel vedere. 8 anche per me.

     
  3. Birne scrive:

    Due giorni fa avevo postato un commento che è apparso per pochi secondi e poi una pagina con su scritto “error” tutto maiuscolo l’ha fatto scomparire spero per sempre. Ad evitare che possa riapparire successivamente e magari a cavolo, riscrivo più o meno il mio parere.
    Sono molto d’accordo con la recensione e il voto di Federica Barbera (a proposito, piccolo OT: grazie per le dritte sulla carriera di Jon Hamm, mi sono documentata con immenso piacere!).
    La brava moglie mi piace molto anche se ci sono arrivata tardi, guardandomi tutte di un fiato le sei annualità , perché precedentemente soffrivo del diffuso pregiudizio sulla CBS, sulla protagonista donna con relativa tematica femminile da intendersi in modo deteriore, ecc. ecc.
    Niente di più sbagliato, secondo me, perché TGW è un prodotto televisivo fra i migliori in campo, e lo è da molti anni senza cedimenti verticali. Sì, la sesta serie è moscia e talvolta persino noiosa ma certamente non inguardabile.
    Non ho trovato nel primo episodio di questa ripresa alcuna caduta di trama e di stile: divertente il tribunale, il giudice, gli espertoni, adoro Cumming anche se gigioneggia all’inglese e aspetto ogni volta M.J. Fox e ne sono sempre ripagata, ho trovato magistrale il modo di risolvere il problema che effettivamente c’è, come dice anche la recensione, di dare una mano di nuovo allo studio Lockart/Agos, introducendolo attraverso la frustrazione e la scontentezza di Cary.
    Ammiro soprattutto la scrittura dei due diabolici coniugi, che è fantastica e che mi fa sperare per il meglio in questo prossimo futuro.
    Perché Margulies porta le parrucche? Qualcuno lo sa?

     
    • Federica Barbera scrive:

      Ciao Birne (le dritte su Jon Hamm vanno diffuse nel mondo, mi raccomando! 😉 ), credo sia stato un errore di connessione momentaneo, a noi non è mai comparso quindi probabilmente è davvero perso per sempre!
      Tornando a TGW, diciamo che ha avuto un andamento altalenante in alcune annate (la quarta e la sesta soprattutto), ma sono difetti che magari non si colgono quando si recupera una serie tutta di fila e invece si notano di più guardando una puntata a settimana. Chiaro è che comunque stiamo parlando di una serie di alto livello, quindi l'”inguardabile” non si raggiunge, però su molte cose della sesta è davvero impossibile chiudere un occhio. A fronte di una prima metà eccezionale, la seconda (tolti alcuni casi) ha davvero aperto parentesi discutibili.
      La premiere quest’anno è stata indubbiamente godibile, ora bisogna vedere come gestiranno tutto questo nuovo capitolo.. spero con più accortezza rispetto alla parentesi politica di Alicia.
      La Margulies porta parrucche perché i suoi capelli sono naturalmente scuri e ricci (non so se guardavi E.R. ai tempi di Carol Hathaway.. ma comunque parliamo di un riccio riccio) e avrebbe dovuto sottoporli a trattamenti continui per averli così lisci, quindi sin dall’inizio della serie lei e i King hanno optato per delle più comode parrucche. Solo che a volte sono davvero improbabili, tipo questa!

       
      • Birne scrive:

        No, non guardavo E.R., ero giovane e saggiamente studiosa, non tanto però da non aver visto i Sopranos dove in effetti la nostra è bellissima ed effettivamente ha i capelli ricci. Niente da aggiungere: sei un pozzo di scienza…

         
        • Federica Barbera scrive:

          Ahah addirittura! Comunque l’essere giovani e studiosi non mi ha impedito di iniziare a vedere E.R. alla tenera età di 12 anni eheheh ero supernerd già da giovanissima!
          E sì, volevo scriverlo prima ma ovviamente si vedono i suoi capelli ricci anche nei Sopranos 😉

           
  4. Birne scrive:

    Eh lo so, la classe non è acqua, anche a dodici anni.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Più che di classe parlerei di preoccupante dipendenza dalle serie tv eheheh 😉
      Comunque mi ero dimenticata di aggiungere una cosa fondamentale sulla questione del pregiudizio su The Good Wife: è incredibile quanto sia diffuso, soprattutto in Italia – dove secondo me ha patito più che in America un bizzarro accostamento con Desperate Housewives – mentre in America è giustamente percepita come una serie di alto livello, più per il giudizio della critica che per gli ascolti. È una serie che si porta dietro un fardello difficile, vuoi per il nome, vuoi per la nomea o per i precedenti sulle tematiche femminili, come dicevi tu. Mi fa piacere che la serie ti abbia convinto del contrario, secondo me ne vale davvero la pena!

       

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