The Good Wife – 7×02/03 Innocents & Cooked

The Good Wife - 7x02/03 Innocents & CookedDopo una claudicante sesta stagione The Good Wife cerca di tornare in carreggiata: anche se siamo ancora all’inizio della settima annata, è chiara la volontà di tornare ai punti forti che avevano caratterizzato la serie in passato, continuando però a muoversi su una base che presenta ancora alcune difficoltà ma in un territorio più familiare.

La premiere di stagione ci aveva voluto mostrare una Alicia Florrick decisa a ricominciare da zero, in un malcelato tentativo di espiare quelle che a suo modo di vedere devono essere state le “colpe” del fallimento politico: la stessa operazione di immagine che Ruth ha intenzione di portare avanti per riabilitare il suo nome è tutta tesa a ripristinare un’immagine di Alicia (Saint Alicia) che è notevolmente fuori tempo massimo. A gettare le basi per questo percorso ci vengono incontro due episodi che hanno l’indubbio pregio di riportarci alle atmosfere più sicure della narrazione passata, ma che mettono anche in evidenza come con il tempo la scrittura dei King abbia perso un po’ della propria lucidità, alternando a momenti molto riusciti storyline tutt’altro che accattivanti e soprattutto banalizzazioni che in passato non ci avrebbero servito.

7×02 Innocents

The Good Wife - 7x02/03 Innocents & CookedIl secondo episodio ricomincia sul calco di quanto costruito nel precedente appuntamento, mostrandoci ancora una volta Alicia nel suo nuovo ruolo di bar attorney – che rappresenta non solo la più grande novità di questo inizio di stagione, ma anche una delle scelte più fortunate perché ci permette di ritrovare un’Alicia giù dal piedistallo su cui era salita come name partner di un grosso studio legale. La sua discesa ad avvocato d’ufficio è funzionale a darle una velocità ed una tendenza a “sporcarsi le mani” che prima sembravano non appartenerle più. Da questa nuova direzione lavorativa dipendono i casi della settimana, quelle sfide in tribunale che solitamente occupano un solo episodio. E se c’è una cosa che i King non hanno perso è l’abilità di trattare temi difficili e delicati con estrema capacità di scrittura, mettendo in risalto le contraddizioni e le debolezze della nostra società attuale.

La difficile relazione tra arte fotografica e privacy diventa trampolino di lancio per un accennato ma riuscito sguardo alla complessità della vicenda, tanto più perché giocata tra madre e figlio: quali sono i limiti dell’arte e fino a che punto essa dev’essere preservata? In una vicenda del genere, in cui una mostra rischia di rovinare – più di quanto non abbia già fatto – la vita e la serenità del soggetto ritratto, fin dove possiamo spingerci prima di dover ideologicamente mettere un freno all’arte stessa? Domande di estrema complessità che certo The Good Wife non ha alcuna intenzione di soddisfare; tuttavia, com’è solita fare, la serie mette in scena anche argomenti che meriterebbero un’attenzione sociale e pubblica assai più forte, arricchendo così il proprio discorso fino in fondo.

The Good Wife - 7x02/03 Innocents & CookedNe avevamo avuto degli indizi nello scorso episodio, ma qui si conferma la nascita di una nuova amicizia che deve chiaramente prendere il posto di quella con Kalinda: ecco che la presenza di Lucca si fa sempre più incisiva sia a livello personale che soprattutto professionale, lasciando immaginare che in futuro la collaborazione tra le due donne possa svilupparsi anche in uno studio legale di ben altra natura. Se una nuova amica appare nell’orizzonte di Alicia, ritornano anche i procuratori e gli altri avvocati con cui ha avuto a che fare nella sua carriera: in questo senso rivedere Nancy ci riporta al recente passato fatto di avvocati e giudici che con le loro particolarità hanno costruito l’intera mitologia della serie. In questo senso spetta al giudice Dunaway fungere da comic relief dell’episodio, mettendo in risalto la forte ironia di una serie che riesce, grazie ad essa, a mantenere un ottimo ritmo anche quando si incammina su territori legali a volte difficili da seguire per lo spettatore a digiuno di conoscenze giuridiche.

The Good Wife - 7x02/03 Innocents & CookedJeffrey Dean Morgan si aggiunge al cast di The Good Wife e lo fa con un personaggio che, per quel poco che siamo riusciti a vedere sinora, ha le potenzialità per essere un’ottima aggiunta, nonché il probabile nuovo interesse amoroso di Alicia Florrick. E possiamo dirlo non solo perché la chimica mostrata finora dai due attori sembra funzionare perfettamente, ma anche perché l’uomo sceglie di collaborare con la Florrick nonostante un’offerta sostanzialmente più alta della Lockhart/Agos. Non ci è dato di sapere quanto ampia sarà la sua partecipazione alla serie, ma il suo sembra essere un ingresso in grado di portare la necessaria ventata di novità a questo racconto. Peccato che tutto questo sia stato possibile mediante una banalizzazione del personaggio di Amanda, un’investigatrice di alto livello costretta però a commettere errori di una mediocrità straordinaria; si sarebbe potuto raggiungere lo stesso obiettivo anche con dei comportamenti più coerenti.

Se a livello politico la presenza di Eli si fa più concreta (anche sarà in “Cooked” che le cose diverranno serie), arriviamo al tasto dolente di questa prima parte di stagione, ossia la Lockhart/Agos: se nella premiere si è speso tempo nei soliti meccanismi, qui non va meglio con una fanciullesca faida tra Cary ed Howard. Non solo le cose non possono essere prese sul serio (come sostiene David Lee è impensabile che Howard possa uscirne illeso), ma non sono nemmeno in grado di ravvivare una narrazione che fatica a trovare un obiettivo concreto. La crisi di questa storyline sarà evidente con il terzo appuntamento.

Voto 7×02: 7

7×03 Cooked

The Good Wife - 7x02/03 Innocents & CookedIn generale, con questo episodio facciamo un vero salto di qualità perché si tratta di una puntata molto più densa e al contempo riuscita, nonostante anche qui ci siano delle difficoltà tutt’altro che secondarie. Partiamo proprio da queste: se nello scorso episodio abbiamo visto come le vicende della Lockhart/Agos fossero sterili e poco interessanti, qui si aggiunge una prevedibilità che, sinceramente, proprio non ci saremmo attesi. È dal primo istante in cui Howard mette piede nell’abitazione di Alicia che è chiaro che questa vicenda servirà solamente ad inasprire, ancora una volta, i già tesi rapporti tra i due studi legali e nella fattispecie l’altalenante incontro/scontro tra Alicia e Diane; e, purtroppo, tutto si muove ancora sull’abusato tema del quid pro quo in cui la Florrick ormai incappa con una certa frequenza.

The Good Wife - 7x02/03 Innocents & CookedLa questione è molto semplice, ma va necessariamente posta: è tutto qui quello che i King sanno offrirci su questo lato? È ormai più di un anno che si va avanti a fasi alterne su questo scontro continuamente basato sul non detto e sulla palese mancanza di fiducia reciproca. Situazioni del genere, per di più alimentate dalla solita telefonata fortuita (anche qui, con l’ulteriore beffa della conversazione incompleta che fa trasparire il senso contrario rispetto a quello voluto), sembrano confermare una tendenza verso la sterilità inventiva nei confronti di storyline che hanno perso il proprio lustro. Ormai al netto di questi tre episodi iniziali, la Lockhart/Agos è il vero tallone d’Achille dei King, desiderosi di trattenere personaggi davvero fondamentali come Diane e Cary ma nel frattempo senza sapere come tirarli fuori da azioni ripetitive e poco edificanti. Inutile rimarcare quanto ciò sia un peccato, considerando quanto entrambi abbiano saputo dare e dire fino a questo momento. La sola speranza, a questo punto, è che si sia in attesa di qualcosa di più accattivante, quando le vicende politiche di Alicia lo consentiranno.

The Good Wife - 7x02/03 Innocents & CookedNonostante, quindi, questa palese défaillance che non fa certo del bene alla serie, tutto il resto veleggia su un livello molto più riuscito, come non di rado succede a questa serie (con la sola eccezione, forse, delle vicende romantiche tra Howard e Jackie che comunque rubano davvero poco tempo, per fortuna). L’intero episodio in effetti sembra essere costruito sulla volontà di mantenere costantemente teso il proprio pubblico con un gran numero di scontri e rese di conti che rendono il ritmo necessariamente più sostenuto ma mai ingestibile. Pur con i difetti di cui sopra, lo scontro Diane/Alicia è funzionale a questo clima a cui si aggiunge la madre (una sempre splendida Stockard Channing che riesce a rendere reale e vivo il difficile rapporto madre-figlia) ed il ricatto dell’informatore dell’FBI.

Trova spazio in questo anche lo scontro con Lucca nato dai sospetti di Alicia di essere la vittima – diretta o indiretta – dell’indagine dell’FBI, anche su suggerimento di Eli. La rottura della collaborazione tra le due, però, dura davvero pochissimo ed uno dei momenti più riusciti dell’intera puntata è proprio la facilità con la quale ristabiliscono il loro rapporto: niente tragedie, niente discorsi tesi a chiarire, ma semplici azioni e sguardi. A questo punto l’amicizia tra le due sembra instradarsi sempre più su un rapporto maturo ed umano, di ben altra natura rispetto a quello con Kalinda (indebolito, c’è da dirlo, oltre che dai leggendari rapporti tra le attrici, anche e soprattutto dal tarlo del tradimento).

The Good Wife - 7x02/03 Innocents & CookedIl piano di Eli di minare la professionalità e gli sforzi di Ruth sembrano disposti a rovinare anche gli obiettivi politici di Peter: Eli era perfettamente consapevole del disastro rappresentato da Veronica ed Alicia insieme, soprattutto in un contesto famigliare come la cucina televisiva. Le armi di Eli sono due: da un lato infatti sfrutta i suoi anni accanto ai Florrick contro la sua rivale, ma dall’altro si intromette persino in un caso criminale con il giudice corrotto per ordire il proprio piano contro Landau, responsabile di aver distrutto la carriera politica di Alicia. Al momento, quindi, si può affermare che Eli ha messo in moto il proprio piano vendicativo stando però attento a non coinvolgere, se non marginalmente, anche la sua assistita. Dopo alcuni anni di stanchezza e storyline poco convincenti, finalmente rivediamo Alan Cumming come abbiamo imparato ad amarlo ed un Eli sul piede di guerra era esattamente ciò di cui avevamo bisogno per tornare ad interessarci alle sue vicende. A trarne giovamento è tutto il filone politico che rischiava di essere una fotocopia di quanto avvenuto in passato con l’elezione a governatore.

Ne consegue quindi che le difficoltà della seconda parte della sesta stagione sono ben lungi dall’essere dimenticate e che qualcosa, al momento, continua a non funzionare come un tempo. Ciò detto, stiamo comunque parlando di una serie che è giunta alla sua settima stagione in una forma senza dubbio invidiabile e, se davvero questa sarà l’ultima stagione, allora i King avranno modo e tempo per farsi perdonare.

Voto 7×03: 7½

– Seguite The Good Wife Italia su Facebook per aggiornamenti sulla serie.

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

2 Risposte

  1. Genio in bottiglia scrive:

    Concordo con la recensione, c’è davvero parecchia approssimazione nelle storyline secondarie e, dall’uscita di Alici, L&A è la regina delle storyline secondarie. Fuori dal cono d’ombra di Alicia, tutti sono secondari, e i King non si sono mai distinti, sin dalle prime stagioni, per tratteggiare col pennello i comprimari. Ciò nonostante, se davvero questa sarà l’ultima stagione, notizia che ho letto qui per la prima volta con un tuffo al cuore, sarà una perdita immane.

     
  2. Birne scrive:

    Bella recensione, concordo praticamente su tutto e sulla valutazione. Come ho già scritto in precedenza sono una neofita di The Good Wife, di cui ho visto tutte insieme le sei serie in un recupero estivo molto piacevole. Il metodo dell’abboffata è una goduria assoluta, ti fai il tuo palinsesto giornaliero, soddisfi al bisogno la bulimia del momento e soprattutto hai chiaro il disegno e la scrittura complessivi; ma questa modalità ha il difetto di farti perdere non pochi dettagli, di farti scordare un po’ della regia, del “come” si racconta.
    Ora, rientrando in una fruizione normalmente scadenzata, mentre confermo che TGW resta una delle cose migliori, secondo me, che si possa vedere in questo scorcio di stagione, noto tuttavia più cose e – mi dispiace ammetterlo – più difetti. Quindi sto con il dubbio se ero io a non vederli prima o se, come penso sia probabile, prima semplicemente non c’erano (con eccezione riconosciuta per la sesta non indimenticabile annualità).
    E’ vero quel che dice Mario Sassi sulla capacità degli autori di affrontare sempre nuove tematiche – vistosamente legate all’attualità, alla politica o più raffinatamente di ordine civile, se posso dire così -, di non lasciarsi sfuggire manco una piega della realtà. Da questo punto di vista mi sembra che i formidabili coniugi non perdano botta, ma eleganza sì: il tema dell’arte/privacy nel secondo episodio era un po’ scombinato e il finale stiracchiato laddove forse in precedenza avrebbero saputo creare una narrazione fluida, logica e – proprio perché il tema esiste ed è sensibile – non legata al caso familiare, che secondo me non ha aiutato.
    Molto meglio l’episodio successivo, con qualche distrazione di troppo (no, dico, ma l’agente dell’FBI ha una copertura così frallocca che la scopre pure Grace con l’aiuto del fratello?) e effettivamente l’ormai vistoso problema di decidere cosa fare dello studio Lockart-Agos. Che fine hanno fatto tutti i giovani rampanti che erano il seguito di Cary? Possibile che non ci fosse uno spunto buono che facesse da volano a una ripresa, per esempio, del personaggio di Diane?
    La stessa Alicia per me è ancora ferma, ancora le truppe (le idee, i motivi) si stanno sistemando intorno a lei, ma in modo, credo, molto promettente.
    Per fortuna c’è l’adorabile Stockart Channing e il da me amatissimo Alan Cumming, tornato a livelli di guardia di spregiudicatezza e paraculaggine assolutamente deliziosi. A proposito, oggi ho letto che un alto esponente del Partito Democratico in America, fra i più fidati sostenitori di Hillary Clinton si chiama Elija Cummings: ma quanto si divertono i coniugi King?

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *