The Leftovers – 2×03 Off Ramp

The Leftovers - 2x03 Off RampTerza puntata della seconda stagione di The Leftovers, terzo diverso modo per introdurre le tematiche di quest’anno, tra personaggi nuovi e vecchie conoscenze. La mossa potrebbe apparire rischiosa, ma non c’è dubbio che ciò che anima questo secondo corso della serie sia dettato da una volontà e da un coraggio che la prima annata non aveva. 

È ormai evidente come queste prime puntate stiano cercando di fare qualcosa di ben diverso da ciò che avevamo visto nella prima stagione, che aveva avuto certamente delle buone intuizioni ma che spesso si era trovata davanti a molti ostacoli, scegliendo un racconto troppo dispersivo e con più di un difetto.
Quello che probabilmente non funzionava prima era la finalità: l’eccessivo pathos con cui si rappresentavano tutti i personaggi puntava i riflettori sulle reazioni delle persone ad una tragedia inspiegabile, non solo per loro ma anche per noi. Abbiamo infatti saputo sin da subito che le ragioni della dipartita non ci sarebbero mai state offerte, ed è dunque chiaro che entrare in empatia con le reazioni dei personaggi ad un evento che nemmeno noi conoscevamo fosse una sfida difficile da sostenere.
The Leftovers - 2x03 Off RampDove si trova, quindi, la differenza in questa annata? A fronte di questi tre episodi possiamo senza dubbio dire che si stiano gettando le basi di un nuovo racconto, che non si concentra più sulle reazioni delle persone alla Sudden Departure, ma sulle conseguenze dei comportamenti da loro adottati a seguito del trauma. Potremmo dire che il tema principale di quest’anno sia l’indagine di un seconda elaborazione del lutto, delle reazioni alle reazioni che tutti loro hanno avuto: quello a cui assistiamo, quindi, non è più legato a qualcosa che non conosciamo, bensì a ciò che abbiamo visto l’anno scorso, a eventi che sono a noi ben noti. Non è una novità per la serie proporre episodi separati tra loro, eppure queste prime puntate danno un senso di collegamento maggiore rispetto alla scorsa annata e il motivo è proprio questo: parlano di qualcosa che conosciamo, poggiano le loro basi su dei traumi che abbiamo visto.
Ci sono le reazioni degli abitanti di Jarden/Miracle alla loro versione del trauma, dunque le conseguenze del loro essere diventati speciali (una novità, ovviamente, ma al contempo l’altra faccia della medaglia rispetto ad una realtà che conosciamo bene, che è quella di Mapleton); troviamo quelle di Kevin, Nora e Jill, che cercano di liberarsi dei loro fardelli e di ricostruire una nuova vita, salvo poi dover confrontarsi con quello che si sono lasciati alle spalle; e infine ci sono le reazioni di Laurie, che, con nostra somma sorpresa, ritroviamo in un ambiente ben diverso da quello che immaginavamo.

But what I don’t know, Laurie, and what I need to know… is how you feel about it.

The Leftovers - 2x03 Off RampNon era facile in questo nuovo contesto reintrodurre i Guilty Remnant, che sembravano aver esaurito tutto il loro potenziale anche prima dello scorso season finale; del resto non è mai stato nemmeno molto chiaro che cosa facessero, cosa sapessero e perché. È per questo che “Off Ramp” colpisce sin dall’inizio, nell’opposizione chiara e solida tra i GR e Laurie: ne avevamo avuto un fugace accenno nello scorso episodio, quando per pochi brevi istanti avevamo visto la donna alla guida della sua auto non vestita di bianco, ma è qui (e la puntata decide di sottolinearlo subito) che la differenza si fa evidente. All’inizio dell’episodio troviamo Laurie contrapposta a Susan, percussioni e tamburi contro il silenzio, la velocità del montaggio in un caso e la lentezza delle riprese nell’altro: basterebbe questo a capire che stiamo assistendo ad un modo totalmente diverso di raccontare un personaggio, ben lontano dall’incomprensibilità della prima stagione. Non stiamo vedendo le conseguenze indicibili di una sofferenza enorme ed irraccontabile (la perdita di un figlio neanche nato), ma la reazione alla fuga da una setta, da un gruppo di persone con le quali Laurie ha condiviso tutto per moltissimo tempo.

The Leftovers - 2x03 Off RampL’idea è sicuramente una ventata d’aria fresca per il personaggio e per il gruppo stesso, di cui si parlerà più avanti; ma ciò che funziona di più per quanto riguarda la donna, complice un’interpretazione eccellente di Amy Brenneman, si trova nell’apparente tranquillità e al contempo nell’apparente puro entusiasmo che anima i suoi progetti. La serenità con cui inizialmente Laurie e Tom lavorano per salvare più persone possibili dai GR si trasforma nel giro di una puntata in qualcosa di più cupo, più complesso e disturbante, e lo fa di pari passo al disvelamento del loro vero stato d’animo. La sicurezza della donna nasconde a fatica uno stato di frustrazione, di rabbia e di dolore ancora inespresso, che esplode in occasioni di completa perdita del controllo nel momento in cui la realtà le ricorda che cosa ha fatto (quando i GR si fermano in mezzo alla strada, come faceva anche lei) o cosa ha rischiato di perdere (nel dialogo con l’editore, in quella che è una delle scene più intense dell’episodio). Dall’altra parte abbiamo il figlio, costretto a lavorare in incognito e a subire i lavaggi del cervello di persone che, nonostante tutto, offrono una loro versione della realtà: terribile, nichilista, devastante, ma pur sempre “qualcosa”.
C’è il tentativo di tornare ad una sorta di normalità, ma c’è anche un passato che lo impedisce: si tratta di un collegamento fortissimo soprattutto all’interno della famiglia Garvey, sottolineato dalla ripresa anche in questa puntata di “Where Is My Mind?” (qui in una piano version di Maxence Cyrin) che fa da sfondo sia alle azioni di Tom che della madre.

The Leftovers - 2x03 Off RampL’impatto e l’influenza che i Guilty Remnant hanno sulle vite delle persone non sono mai stati chiari come adesso. Non sono bastati dieci episodi della prima annata per raccontare quello che è riuscito a spiegare questa “Off Ramp”, che nella contrapposizione tra le due donne in apertura di puntata ha racchiuso tutto il peso di questo gruppo all’interno della società: se a stento si sta salvando Laurie, che ha due progetti enormi in cui credere e a cui aggrapparsi, come poteva sopravvivere una donna come Susan? Come poteva riemergere dalla prospettiva offerta dai GR senza avere nulla in cambio?

We know what the Guilty Remnant does, but what do they believe?”
They believe the world ended.”

The Leftovers - 2x03 Off RampDurante la discussione tra Tom e sua madre, il ragazzo le dice una frase importantissima per capire il ruolo – e forse lo scopo – dei Guilty Remnant: “You forgot what it’s like. They make sense”, ed è proprio questo che ha fatto la fortuna di tale gruppo, ossia dare un senso (qualunque esso sia) ad una tragedia inspiegabile. Non importa nemmeno più, giunti a questo punto, quale sia la spiegazione: che sia una speranza, una semplice constatazione dei fatti o una condanna per l’eternità, davanti all’incomprensibile qualunque certezza può essere vista come migliore di un dubbio.
Il mondo è finito e i GR (che ritengono di essere stati rifiutati da Dio e che sperano in una seconda dipartita) manifestano di essere pronti mostrando quanto poco a loro importi di tutto il resto: nulla di vitale ha quindi più senso, dai colori nei vestiti, alla salute da preservare, alle forme basiche dell’interazione umana come la comunicazione. C’è un senso in tutto questo, terribile ma c’è: è un’aspettativa post mortem, che svuota di significato tutto ciò che si trova al di qua di tale limite ma che a modo suo dà una spiegazione. Per questo con Susan basta una scritta su un foglio; per questo non è sufficiente limitarsi a portare via le persone dai GR: perché la percezione del nulla, del vuoto, può andarsene solo se sostituita da un pieno, da un contenuto altrettanto potente e tuttavia opposto.
Ad un ambiente in cui “your pain doesn’t matter”, come scrive una dei Guilty Remnant a Tom, deve essere contrapposto un luogo in cui il dolore è considerato importante e viene infine portato via. Da qui deriva l’esigenza di rimettere in gioco la figura di Holy Wayne, attraverso il trasferimento di poteri che sarebbe avvenuto tra lui e Tom; il discorso finale, tuttavia, emerge per il suo contenuto fortemente ambiguo, che ad una innegabile componente di speranza unisce un aspetto più spaventoso, più simile a quello che si sta cercando con tutte le forze di negare: il carattere di culto, di devozione all’ineffabile, di subdola coercizione.

The Leftovers - 2x03 Off RampStrettamente legata alla figura di Wayne potrebbe essere la scena più senza senso della puntata, ossia la violenza che Tom subisce da parte di una Meg chiaramente più potente di prima, che ha forse approfittato della morte di Patti e della fuga di Laurie per avanzare di posizione. Siamo ovviamente nel campo delle ipotesi, ma colpisce che nella stessa puntata si ricordi Wayne e soprattutto i suoi figli, tra cui la piccola Lily, che si sottolinei un collegamento (possibile, certo non confermato) tra l’uomo e Tom, e che quest’ultimo subisca quello che sembra essere un atto esclusivamente volto alla procreazione. Se così fosse, quale sarebbe il ruolo di questi bambini? Qualunque motivazione si decida di dare, è chiaro che su questo punto Lindelof e Perrotta dovranno lavorare molto per far sì che certe scelte (come una scena di questo calibro) abbiano una spiegazione valida e altrettanto potente.

“Off Ramp” è un episodio che scommette su molti punti, a partire dalla sua posizione di “terzo nuovo inizio” di stagione e arrivando fino al reinserimento nella serie di elementi ben noti della scorsa annata. Il risultato raggiunto, grazie ad una necessaria rielaborazione di personaggi, tematiche e sottotrame, è ottimo, a dimostrazione di come questa stagione abbia iniziato con un piglio totalmente diverso dalla precedente, cogliendone gli elementi positivi ma sviluppandoli in un modo nuovo e in una narrazione di più ampio respiro. Non ci rimane da sperare che la direzione intrapresa rimanga la stessa anche per i prossimi episodi.

Voto: 8½

Note:

– Abbiamo scoperto nella scorsa puntata che Garvey Senior vuole seguire ciò che gli dicono le voci e quindi andare in Australia, stesso posto citato in questo episodio in ben due occasioni: quando alla tv danno la notizia del ritorno di un uomo ritenuto morto e quando l’editore racconta di una persona che dice di essere andata nell’aldilà e di non poter morire.
– La scelta di spiegare solo a puntata inoltrata una scena apparentemente innocua come il lavaggio della macchina, visto la prima volta nel montaggio iniziale, rende ancora più inquietanti le azioni di Laurie, che è passata da un estremo (bloccare le persone in macchina) all’altro (investire i suoi ex “compagni” con la macchina).

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

3 Risposte

  1. Lorenzo scrive:

    Bellissima recensione, hai colto appieno i motivi dell’alto livello di questa stagione, fino ad ora. Una spanna sopra a quella dello scorso anno!

     
  2. Mario scrive:

    La puntata più bella di questa serie tv che a mio avviso è la migliore mai vista finora. Ottima la recensione e ottima l’interpretazione della Brenneman che rimane il mio personaggio preferito. Scene di forte impatto come quella dall’editore , quella quando travolge i suoi ex compagni e quella della violenza su Tom. Un episodio che mi ha tenuto incollato al video per tutto il tempo trasmettendomi fortissime emozioni. Decisamente migliore della prima stagione che avevo iniziato a vedere svogliatamente e che mi aveva preso tantissimo sono negli ultimi episodi ( in particolare il 9).

     
  3. Federica Barbera scrive:

    @Lorenzo e Mario: grazie per i complimenti!
    Sono d’accordo, questa seconda stagione sta dimostrando un approccio completamente diverso rispetto a quanto raccontato e per me il motivo è quello che ho cercato di spiegare all’inizio della recensione. Il nostro coinvolgimento è ora totalmente diverso, non dico in maniera soggettiva ma proprio nella mente di Perrotta e Lindelof: è come se prima ci avessero tenuto volutamente a distanza con una storia che non potevamo capire; ora non più perché quel trauma del post-dipartita noi lo abbiamo vissuto e lo conosciamo, quindi le sue conseguenze sono decisamente più alla nostra portata. Dopo una prima stagione così altalenante, era davvero impossibile prevedere che questa seconda funzionasse così bene! 😀

     

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