The Walking Dead – 6×01 First Time Again

The Walking Dead - 6x01 First Time AgainTerminata la parentesi californiana di Fear The Walking Dead, torna finalmente la serie madre, con un episodio che prepara il setting per il “governo” di Rick Grimes in quel di Alexandria.
Almeno fino a quando Alexandria durerà…

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Dopo che il prequel di The Walking Dead è riuscito nell’impresa quasi impossibile di farci rimpiangere la serie originale, torniamo a seguire le vicende di Rick e compagni, con una buona premiere che riprende il filone positivo degli episodi ambientati nella safe-zone di Alexandria.

The Walking Dead - 6x01 First Time AgainL’attuazione del piano per gestire una pericolosa orda di centinaia di zombie diventa il pretesto per raccontarci, con alcuni flashback in bianco e nero, le conseguenze del precedente season finale e l’introduzione dei nuovi equilibri che caratterizzeranno questa prima metà di stagione. Ciò che, però, questa premiere sancisce è soprattutto il passaggio della figura dello zombie, prima pericolo numero uno di questo mondo apocalittico, ad animale addomesticato e addomesticabile; ormai c’è infatti una totale aderenza dei protagonisti al mondo che li circonda nella gestione dei walkers, tanto che la differenza con chi quel mondo non l’ha ancora mai vissuto è ben evidente nella scarsa capacità dei cittadini di Alexandria di confrontarsi con i non morti.

The Walking Dead - 6x01 First Time AgainLo zombie dunque non è più il mostro, si aggira come un demone pronto a punire l’essere umano al primo errore di valutazione ma non rappresenta più il pericolo principale; bensì, è l’elemento umano spogliato della civiltà a delineare di nuovo quei contrasti su cui la serie vuole focalizzarsi (del resto, è proprio il clacson finale a scompigliare la “mandria” di zombie che invece procedeva guidata in una precisa direzione). È questo il terreno su cui la stagione sembra voler giocare: l’utopia di Alexandria come ultimo baluardo della civiltà umana e la sua necessità imprescindibile di dover scendere a compromessi con l'”insane world” finora ignorato al di là delle sue mura.

The Walking Dead - 6x01 First Time AgainIl problema principale è sempre quello: la ripetitività. Certo, lamentarsi ormai della ciclicità con cui The Walking Dead reitera i suoi schemi è pressoché inutile. È un dato di fatto, fa parte ormai del DNA di una serie che non ha una sua precisa direzione narrativa. Pete era stato il nuovo Shane, punto di svolta per il personaggio di Rick verso il baratro della follia e l’instaurazione di una nuova Ricktatorship; Morgan è il nuovo Hershel (per fortuna meno religioso) a cui spetterà il ruolo di bussola morale col compito di riportare il protagonista sulla retta via (ma speriamo non a coltivare di nuovi fagioli negli orti).

The Walking Dead - 6x01 First Time AgainChe lo si accetti o lo si rifiuti, The Walking Dead è dunque ormai questo: ripetizione. Ogni volta, ci sembra già di sapere come funziona il gioco e soprattutto come probabilmente andrà a finire (la caduta di Alexandria per mano degli zombie o per implosione della comunità interna). È dunque, però, tutto da buttare? Non del tutto. Se da una parte è vero che questa “ripetizione” genera una prevedibilità talvolta imbarazzante (qui non c’era altro da fare che aspettare il momento in cui il piano sarebbe andato storto) e riduce spesso gli unici momenti di interesse alla scoperta dei nuovi setting e alle apparizioni delle orde di zombie, dall’altra parte è anche vero che, quando questi schemi vengono applicati bene, persiste comunque una dose sufficiente di intrattenimento.

The Walking Dead - 6x01 First Time AgainDiversamente dalle parentesi dell’ospedale o di Terminus o, ancora peggio, di quello che era stato il viaggio verso Terminus, il mondo di Alexandria è sempre stato costruito fin dall’inizio abbastanza bene, con personaggi molto più interessanti che in passato e, di conseguenza, con dinamiche più riuscite. Deanna funziona come leader, soprattutto perché un po’ più credibile e realistico come personaggio rispetto a quello più fumettistico del Governatore; allo stesso modo, funziona il rapporto tra Rick e Morgan (con Michonne interessante terzo elemento, seppure per ora solo silenziosa osservatrice).

The Walking Dead - 6x01 First Time AgainE poi, come altre volte già sottolineato, The Walking Dead riesce lì dove c’è il gruppo ad agire e non il singolo. Il ritmo dell’episodio beneficia proprio di queste dinamiche corali, e può permettersi di mettere da parte personaggi come Carol o Michonne (le più sacrificate di questa premiere) perché alla fine ciò che conta di più è l’unità rispetto alle sue singoli parti (sulle quali, invece, la serie ha quasi sempre fallito quando ha deciso di approfondirle). Ed è anche per questo che il percorso di Rick diventa più convincente proprio quando messo a confronto con le persone del suo stesso gruppo, rispetto a quando si rapporta con le singole figure di leader che ha incontrato nel suo viaggio.

The Walking Dead - 6x01 First Time AgainThe Walking Dead riparte dunque con un episodio non entusiasmante ma comunque interessante, in cui si rende evidente la stanchezza a livello narrativo che ormai sta divorando lentamente la serie, ma anche quanto di buono è stato fatto fin dall’anno scorso con il microcosmo di Alexandria. Il quesito principale da porsi è: quanto durerà questa situazione? Come trovare un escamotage che non sia la solita invasione di un elemento esterno per portare la narrazione allo step successivo? E soprattutto, quale sarà lo step successivo? Un’altra safe-zone? Un’altra comunità? Sono principalmente questi i dubbi che si addensano su una serie che comunque non sembra avere più molto da dire.

Voto: 7

– Cliccate QUI per i punteggi del TheWalkingGame relativi all’episodio.

 

10 Risposte

  1. Boba Fett scrive:

    …e per aggirare l’ostacolo della ripetitività, del deja vu e della prevedibilità occorre una dose sempre più massiccia di spettacolo, proprio come quello che ci è stato offerto in questo inizio. Però ormai lo sanno tutti, partire (o finire) col botto è tecnicamente impegnativo e infatti poi fra una première e un mid season finale o un season finale, le acque si calmano. Comunque intanto godiamoci quanto visto: i nostri eroi ci sono tutti, tante new entry/carne da macello, uno spettacolare zombie rave, un Daryl in versione pifferaio di Hamelin, una spruzzata di bianco e nero per sottolineare i flashback, ma forse anche per omaggiare Romero. Ce n’è abbastanza per gratificare noi seguaci incalliti che una volta a settimana ci caliamo volentieri nell’atmosfera come quei fan del Rocky Horror Picture Show che si ritrovano mascherati e truccati in quel cinemino newyorchese e si divertono a ripetere le battute in sinc con gli attori e ad aprire gli ombrelli quando nel film piove…

     
  2. Fabrizio scrive:

    Non so che dire…
    Ritengo che la base, l’ABC di un buon thriller sia costruire la storia con tanto di scene preparatorie ed anche di contorno, fino a raggiungere il climax, qui invece…
    Forse l’episodio non sarebbe stato male se avesse seguito queste semplici regole invece di proporre a caso scene di “prima” e “durante” con la differenza del bianco e nero e colore.
    A mio parere la tensione è stata totalmente annullata creando solo confusione, fastidio e noia.
    Ma è possibile che anche quando gli autori riescono per una volta a creare un episodio abbastanza buono debbano rovinare tutto con una presentazione assurdamente spezzettata solo perchè, secondo loro, così fa più figo…???

    Mi hanno veramente rotto i cosiddetti…

     
  3. Ambrosia scrive:

    Ho trovato questa puntata abbastanza godibile rispetto alla passata stagione. Sì, prevedibile, ma è passata bene. Ovviamente il leader (per poco ancora) è d’accordo con tutto quello che dice Rick, ovviamente il suo piano è il migliore, ovviamente lui è il solo che sa quello che è giusto fare (un po’ il complesso di Tom Mason, no?).
    Unico momento degno di nota il due di picche a Rick :)

     
  4. 999sickboy666 scrive:

    Concordo pienamente con la recensione, sia nella valutazione che nell’analisi. C’è solo una cosa che mi preme aggiungere, perché mi ha disturbato grandemente durante tutto l’episodio: il bianco e nero.

    Il problema del bianco e nero è che è “un’immagine a colori ma senza i colori”: bisogna saperlo fotografare. Un esempio lampante di cosa intendo può venir fuori facendo il confronto con la seconda puntata di American Horror Story: Hotel.
    Non mi riferisco al fatto che, nel caso di AHS, si sia scelto per un contrasto molto più aggressivo (con ovvi riferimenti all’espressionismo cinematografico tedesco), quanto alla profondità di campo.
    Quando, in questa puntata di TWD, si passava dal colore al bianco e nero l’immagine diventava improvvisamente piatta, la prospettiva completamente soffocata – un po’ come succederebbe con l’uso approssimativo di un filtro fotografico scadente di Instagram.

    Il che è terribile perché, mentre il bianco e nero può essere una bella scelta (seppure, in questo contesto, parecchio pretenziosa) per sottolineare la differenza tra la storyline attuale e quella passata, in questo modo diventa solo fastidioso: e per tutta la puntata non ho fatto che pensare a quanto sarebbe stata più funzionale una desaturazione dei colori che, magari partendo dal b/n, riguadagnasse colore e contrasto man mano che le due linee narrative si avvicinavano al punto d’incontro.
    Peccato, poteva essere una bella soluzione e, invece, ha avuto (almeno su di me) solo l’effetto di “buttarmi fuori” dalla storia ad ogni cambio cromatico.

    Per il resto, complimenti: bella recensione, ben scritta che – come già detto – condivido appieno.

     
  5. 999sickboy666 scrive:

    ERRATA CORRIGE:

    Ovviamente, all’inizio del secondo paragrafo, ho mancato un “non”: la frase sarebbe dovuta essere

    ‘Il problema del bianco e nero è che NON è “un’immagine a colori ma senza i colori”’.

     
  6. Angela scrive:

    Prima della messa in onda, avevo letto questa dichiarazione sulla premiere: “Sia Gimple che Nicotero sono d’accordo su questo punto: questa è la puntata più complicata che abbiano mai realizzato, almeno fino ad oggi. Hanno infatti rivelato che sarà una sorta di puzzle che gli spettatori dovranno risolvere, ma “entro la fine dell’episodio [il pubblico] sarà arrivato alla conclusione a cui vogliamo farlo arrivare.”
    Peccato che la soluzione del puzzle ci venga spiattellata con l’uso (peraltro maldestro come sottolineava 999sickboy666) del bianco e nero per distinguere le due timeline. È come entrare in un labirinto e trovare cartelli con le frecce che ti indicano la direzione da prendere.
    Serie nel complesso mediocre, da seguire solo quando si inizia a sentire il rantolo degli zombie.

     
    • Joy Black scrive:

      Penso che il bianco e nero sia un riferimento al fumetto. Poi si può discuterne o meno sulla fattura come ha fatto 999sickboy666, ma come idea a me personalmente non è dispiaciuta.

       
    • 999sickboy666 scrive:

      @Angela: wow. Secondo Gimple e Nicotero due timeline messe in convergenza, esposte in modo completamente lineare e differenziate da una contrapposizione colore/bianco e nero rendono “complicata” la narrativa di un episodio.

      Questo la dice lunga su che idea hanno, del pubblico, questi due gentiluomini e su che genere di audience siano tarate le scelte di produzione.
      Cioè – per riprendere un argomento venuto fuori discutendo il season finale di FTWD – questo vuol dire che non sono i detrattori di TWD a pensare che chi segue questa serie non sia particolarmente intelligente: sono i produttori e realizzatori stessi della serie, a pensarla così.

       
  7. Asturiano scrive:

    L’episodio mi è piaciuto parecchio,è riuscito a mantenere alta la suspance e ho trovato interessante la dissonanza tra la tensione visiva e i dialoghi surreali, mi verrebbe da dire alla Tarantino(immagino che piu di uno storcerà la bocca).Nel complesso un’ottima premiere,e il filone di Alexandria promette bene.

     

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