American Horror Story: Hotel – 5×07 Flicker 2


American Horror Story: Hotel – 5x07 FlickerLa notizia del rinnovo per la sesta stagione è già arrivata e, contemporaneamente, anche uno dei migliori episodi di American Horror Story: Hotel, che continua ad essere una delle più riuscite stagioni della serie dai tempi di Asylum. Ma se finora la creatura di Ryan Murphy ha focalizzato i suoi sforzi sulla componente splatter, in questo “Flicker” l’autore decide di puntare su un altro cavallo di battaglia. 

Anzi, Murphy, con la preziosa complicità della regia di Micheal Goi, usa una combinazione di suoi pezzi forti: il primo (e che riguarda strettamente Hotel) è sicuramente Lady Gaga, qui danzante e in splendida forma; il secondo è la costruzione del “momento musicale”, tradotto in un tango sensuale e abbinato ad un omaggio al cinema muto. L’intera puntata infatti si concentra sul personaggio della Contessa per raccontare come l’innocente Elisabeth Johnson, una ragazzina qualsiasi arrivata ad Hollywood sognando il mondo delle star, sia diventata la più influente e longeva residente dell’Hotel Cortez.

American Horror Story: Hotel – 5x07 FlickerPiù la stagione entra nel suo vivo, e si delineano di conseguenza anche tutti i caratteri di coloro che la popolano, più ci accorgiamo di come Murphy abbia scritto e poi cucito sulla pelle della versatile pop star non solo il suo personaggio, ma buona parte di questo capitolo di American Horror Story. Forse non tutti avrebbero scommesso su questa scelta che, soprattutto all’inizio, poteva suonare come l’ennesima provocazione dell’autore, orfano della musa-protagonista Jessica Lange. Pur con una differenza abissale tra le due attrici, è innegabile che Lady Gaga sia una vera e propria rivelazione, perfetta finora nei panni algidi e senza scrupoli della padrona di casa. Fino allo scorso episodio, però, pur riconoscendone appunto la bravura, rimaneva di fondo la costante impressione di stare vedendo un suo video, dove la cifra visiva è sempre stata fortemente connessa a quella musicale. Con “Flicker” invece approfondiamo la storia del suo personaggio così da renderlo ancora più interessante e, per tanti versi, comprensibile, ma soprattutto vediamo l’attrice uscire dalla comfort zone per interpretare il suo passaggio da ragazzina immatura, ad amante di Rodolfo Valentino fino a vampiro immortale.

American Horror Story: Hotel – 5x07 FlickerUn altro aspetto fondamentale, e che ha sempre creato tanti problemi ai vari capitoli di AHS, è la quantità di personaggi che Murphy riesce ad inventare ed accumulare, generando spesso davvero troppa confusione, tanto da rendere alcuni di loro o assolutamente inutili o così fugaci da non darci neanche il tempo di memorizzarli. In questo caso, nonostante il numero di attori impegnati sia comunque alto, non c’è mai la sensazione di superfluo, ma ogni personaggio è ben inserito nella storia e viene collegato a tutto il resto senza particolari manierismi o sforzi. Se Tristan Duffy ha terminato in un bagno di sangue la sua relazione con la Contessa, nel passato il suo viso e il suo corpo erano quelli di Rodolfo Valentino, l’amante per antonomasia, un nome così immortale e famoso da andare ben oltre l’effettiva conoscenza che si può avere della sua biografia. Non a caso, infatti, egli è il creatore di Elisabeth, colui che le regala la vita eterna dopo averla avuta a sua volta da F. W. Murnau, il grande regista-simbolo dell’espressionismo tedesco. I passaggi sono chiari e affascinanti, e pescano dal grande cinema senza banalizzarlo, legando a questi nomi e storie che coincidono con il nostro immaginario e con quello che finora abbiamo visto nel corso degli episodi. Infatti in questo modo si spiega anche l’immediato legame che la Contessa aveva percepito con Tristan vedendolo sfilare nel Cortez, tanto da rinnegare Donovan al suo posto.

American Horror Story: Hotel – 5x07 FlickerIl passato quindi viene legato costantemente a doppio filo con il presente, con un’operazione che in genere non è esattamente uno dei punti forti di Murphy: la costruzione, anche al minimo consentito, di un racconto. Pur capendo che questo aspetto non sia particolarmente rilevante per la sua poetica, e men che meno in American Horror Story, basta però ripercorrere le passate stagioni per rendersi conto di come la forma, la regia, la struttura abbiano non solo sovrastato il racconto, ma l’abbiano fatto scomparire completamente al di sotto di troppa frammentazione visiva. In Hotel, come anche in Asylum, la velocissima mente dell’autore ha ritrovato il modo per far convivere le due cose – pur con la predominanza della componente visuale. Senza troppe forzature, infatti, riusciamo a mettere a posto tutti i tasselli: l’amore tra Rodolfo Valentino, sua moglie e the little mouse Elisabeth; il matrimonio di lei con Mr. March quando credeva i due coniugi morti e quindi il trasferimento al Cortez; la trasformazione eterna nella Contessa e infine la gelosia di March che mura vivi Rudy e Natacha (Alexandra Daddario) nell’hotel.

American Horror Story: Hotel – 5x07 Flicker“Flicker” è quindi un tassello molto bello ma anche utile all’architettura della stagione. L’episodio mette però in evidenza anche un altro aspetto, cioè quanto sia decisamente più interessante quello che succede all’interno dell’hotel rispetto a ciò che cade al di fuori di questa unità spaziale. Far svolgere le azioni in un perimetro delimitato aiuta sicuramente a costruire il racconto, perché con lo spazio tende a coincidere anche il tempo, non in senso strettamente cronologico quanto narrativo (raccontare il passato per parlare del presente). Infatti la parte dedicata alla famiglia Lowe si sta disgregando in più parti, così com’è successo anche al loro nucleo familiare, tanto che per il momento c’è solo molta confusione sia su quello stanno facendo sia su cosa accadrà loro. Inoltre, se da un lato i deliri visionari di Murphy si sono placati per dare spazio ad una maggiore organicità del racconto, ecco che invece si riversano tutti nella finta (?) instabilità psichica di John: la sequenza nell’ospedale psichiatrico, preceduta nello scorso episodio dall’ennesimo threesome nell’hotel, è infatti la diretta proiezione sia della volontà dell’autore di scioccare spettatore, che la parte più instabile e attualmente meno interessante della stagione.

Giunti alla quinta annata sembra che i pregi e i difetti di American Horror Story siano sempre gli stessi, a prescindere dal nome che ha la stagione e da cosa verrà messo in scena; e consapevoli di ciò, nonostante tutto, ogni anno puntualmente siamo ancora qui a raccontarceli: in questo Murphy è un maestro.
La fortuna è che con Hotel, almeno finora, non possiamo assolutamente lamentarci.

Voto: 7½

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Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).


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2 commenti su “American Horror Story: Hotel – 5×07 Flicker

  • Teresa

    Che bello. Solo quando vengo qui ho conferma del fatto di non essere una visionaria. Anch’io ritengo che questa stagione di AHS sia di alto livello. Ma a quanto pare a dirlo siamo solo io e voi 😀
    Questo episodio poi l’ho trovato bellissimo. Ho sopportato persino la parte dedicata al detective, perché il suo incontro con la bambina è girato da dio.
    Questa settimana AHS salta un giro, e io sono in astinenza. Se penso a quando guardare Coven mi era sembrata una punizione da girone dantesco…

     
  • Lorenzo

    Mah, io lo guardo più per abitudine che altro. Oramai noto difetti nella psicologia dei personaggi, difficoltà a tirare le fila delle storyline. Apprezzo sempre e solo l’aspetto estetico, con delle trovate registiche o musicali che rendono gli episodi meno banali, ma nulla di trascendentale!