Homeland – 5×07 Oriole

Homeland - 5x07 OrioleAlla luce dei tragici fatti di Parigi ci si sarebbe aspettati un’interruzione nella programmazione di Homeland, che invece non rinuncia alla sua uscita settimanale ma ricorda agli spettatori che, nonostante i temi trattati, si tratta comunque di un’opera di finzione, che affonda le sue radici nella realtà ma se ne distacca; questo risulta sempre più chiaro episodio dopo episodio. 

Come è stato già osservato fin dall’inizio della stagione, quest’anno lo show attinge a piene mani dall’attualità e dai fenomeni politici contemporanei, dalla criminalità informatica al terrorismo internazionale; è anche vero, però, che questi grandi giochi di potere stanno lentamente passando in secondo piano rispetto alle vicende narrate, governate quasi interamente dai rapporti tra i personaggi. Sembra quasi che gli autori vogliano rimarcare la centralità della persona all’interno dello spionaggio, di quanto siano importanti le relazioni tra i singoli nell’equilibrio tra le forze in gioco. Questo è stato uno dei punti di forza della serie anche in passato (si pensi al rapporto Carrie-Brody nelle prime stagioni), ma non ha mai escluso così prepotentemente i temi portanti dello spionaggio internazionale che rappresentano la base di partenza dello show.

Homeland - 5x07 OrioleIn “Oriole” le storyline finalmente convergono tra loro, anche se nel modo più banale che ci si potesse aspettare. Ora che i documenti sono in mano a Carrie, la trama degli hacker perde definitivamente di importanza (nonché di interesse) lasciando il personaggio di Numan privo di una vera caratterizzazione, che difficilmente sarà recuperata in seguito; non sappiamo quasi nulla di lui, se non le pochissime informazioni che possiamo evincere dalle sue azioni nel corso degli episodi. Quasi lo stesso possiamo dire di Laura Sutton, personaggio funzionale nel far scoppiare lo scandalo spionistico sull’asse Washington-Berlino ma adesso accessorio rispetto alla trama principale.

Homeland - 5x07 OrioleL’unico nuovo personaggio degno di nota è Allison, interpretata da una Miranda Otto in gran forma. La direttrice di sede è il collante che tiene unite le diverse storyline, è una doppiogiochista e una manipolatrice; il lavoro sul suo personaggio è stato migliore, anche considerato il ruolo centrale che si è guadagnata nel corso della stagione, e ci si aspetta che venga ulteriormente approfondito e definito nei prossimi episodi. Quello che convince un po’ meno sono alcune scelte di scrittura che la riguardano, o meglio che riguardano i suoi modi di piegare gli eventi a suo piacimento: bisogna davvero passare sopra a tante forzature per riuscire ad accettare il fatto che nessuno abbia ancora un minimo dubbio sulla sua vera natura, anche perché ci fanno capire che la sua infiltrazione nella CIA non è un evento recente. Questa leggerezza in fase di scrittura viene ampiamente ripagata dallo stato d’animo contrastato in cui versa il personaggio, così duro e inattaccabile all’esterno quanto fragile e distrutto emotivamente dal ruolo che deve interpretare.

Homeland - 5x07 OrioleL’episodio vede anche un altro passaggio incolore che convince molto poco. Quinn sta per allontanarsi nuovamente dalle vicende che contano per un piano intavolato rapidamente grazie a una serie di colpi di fortuna/sfortuna che gli hanno permesso di infiltrarsi tra un gruppo di jihadisti diretti in Siria, oltretutto legati ad uno sceicco sulla lista nera dell’agenzia. Se già può risultare tutto un po’ forzato e poco interessante, è anche strano che Quinn non provi in nessun modo a rimettersi in contatto con Carrie, o perlomeno scoprire se sta bene. Sebbene la decisione degli autori per il personaggio sembri insensata, è ancora presto per poter dare giudizi; in fondo Homeland è una serie che punta molto sul colpo di scena e sulla costruzione dalla suspance, così come accade nel finale di “Oriole”.

Homeland - 5x07 OrioleSe la prima parte della puntata risulta un po’ lenta e a tratti mal gestita, non si può dire lo stesso con la seconda parte che riesce a rilanciare le aspettative dello spettatore verso una probabile escalation di eventi che culminerà nel season finale. L’indagine di Carrie e il suo viaggio ad Amsterdam funzionano molto bene sia nelle scene d’azione che in quelle investigative, regalando il protagonismo assoluto al personaggio, ancora capace dopo cinque stagioni di trascinare la narrazione sia per merito di una caratterizzazione eccellente che per la bravura della sua interprete (Claire Danes).

Homeland - 5x07 OrioleA completare questa cornice troviamo i personaggi di Otto e Saul, due mentori per Carrie tra passato e presente. Il primo rivela per la prima volta un atteggiamento ambiguo nei confronti della donna che preoccupa in vista degli episodi futuri, ma, proprio perché è solo un accenno, risulta impossibile da giudicare in alcun modo al momento. Il personaggio di Saul, invece, risente più di chiunque altro di una gestione altalenante da parte degli autori negli ultimi anni che lo hanno continuamente portato su strade discordanti tra loro. In quest’ultima fase rinnova la fiducia che ha nella sua protetta rivelando un legame che il tempo e i trascorsi non sono riusciti a spezzare, nemmeno dopo le grandi difficoltà della scorsa stagione.

Homeland sacrifica ancora una volta l’approfondimento dei temi geopolitici introdotti della serie in virtù dello sviluppo dei rapporti tra i suoi protagonisti, con momenti molto riusciti alternati a nette cadute di stile. A volte troppo didascalico, a volte poco incisivo, lo show non riesce ancora a trovare un equilibrio qualitativo stabile in questa stagione.

Voto: 7

 

Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.

3 Risposte

  1. SerialFiller scrive:

    Una delle puntate peggiori di Homeland secondo me. Poco verosimile, goffo e scene assurde ed impossibili da credere.

     
    • Davide Tuccella scrive:

      Non azzardo a dire che è una delle peggiori ma sono d’accordo sul fatto che stona molto rispetto a come era partita la stagione. Infatti, rileggendo la recensione che ho scritto e guardando il voto che ho dato a fine episodio forse adesso lo abbasserei almeno di un altro mezzo punto (senza dargli troppa importanza perchè a mio parere non si può giudicare un episodio con un voto numerico).

      Il problema principale secondo me è che non c’è stata una pianificazione ben fatta della stagione e sembra che le cose stiano succedendo un po’ a caso, o a volte che siano scene sì pensate e progettate dagli autori quando hanno scritto la trama stagionale, ma collegate malissimo tra loro, senza continuità o senso logico. Come se una cosa deve accadere in quel momento nella stagione senza costruirne le premesse.

       
      • SerialFiller scrive:

        Aldilà di alcuni errori strutturali quello che non riesco ad apprezzare ed accettare è l’approssimazione di talune scelte e singole scene.
        Insomma Dar Adal fa la figura del fesso a piu riprese e non mi pare che Allison faccia tanta fatica a tenerli a bada. Saul al contrario trattato senza un minimo di credibilità come fosse impazzito all’improvviso. Carrie bene o male da cadavere riesce a incontrare chiunque indisturbata e poi alla fine va a rivolgersi proprio ad Allison quando in quell’istante non si fida di nessuno..mah.
        Quinn…vabbè Quinn che viene addirittura curato e salvato da una cellula terroristica che decide di ammazzare il cap per salvare lo sconosciuto Quinn mah.

         

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