The Leftovers – 2×05 No Room at the Inn 9


The Leftovers - 2x05 No Room at the InnDopo un promettente inizio di stagione The Leftovers, forte del cambio di location e di una storyline ben più solida e densa di avvenimenti concreti, concentra un episodio sulla storia controversa del pastore Matt, già protagonista di uno degli episodi più suggestivi della prima stagione.

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You can’t give that to me and take it away again.

The Leftovers - 2x05 No Room at the InnIn seguito agli avvenimenti del giorno della Dipartita, la vita di Matt è stata scandita da una serie controllata di eventi che l’hanno resa piatta ed insignificante; una routine, legata alla malattia della moglie Mary, che scandiva le sue giornate fino a renderle tutte uguali. Ma all’arrivo a Miracle qualcosa è successo: un avvenimento così inaspettato da suscitare stupore ed incredulità, mettendo a dura prova le certezze dell’uomo. Il risveglio momentaneo della moglie Mary ha messo in moto degli avvenimenti in grado di modificare il corso della sua intera vita, regalandogli una speranza che ha riacceso il fuoco sopito del suo matrimonio. Ma dal momento in cui questo risveglio è stato un evento non più ripetutosi, l’uomo non può fare altro che ripercorrere i gesti che lo hanno preceduto, pregustando quel rituale quasi magico e riponendo tutta la sua fede e fiducia nel potere guaritore della città. Le scene che riguardano il ripetersi della giornata di Matt hanno una componente fortemente icastica ed incarnano profondamente lo spirito della serie: una lunga e complessa dissertazione del dolore in tutte le sue forme e delle modalità in cui ogni individuo decide di fronteggiarlo. Ma nel momento in cui l’uomo decide di mettere i piedi fuori Miracle, un’ondata di avversità e punizioni si abbatteranno su di lui, in seguito ad una delle notizie più sconvolgenti dell’episodio.

People don’t get healed.

The Leftovers - 2x05 No Room at the InnQuesto è il mantra di John, il cui pessimismo segna la cifra opposta al clima corrente nella città: non possono esserci miracoli a “Miracle”, e le persone non vengono guarite né dalla città né dal periodo che trascorrono nelle sue vicinanze. Risulta evidente che l’uomo nasconde qualcosa nel suo passato, qualcosa che è strettamente legato al misticismo della città, alla sua natura magica: per questo motivo rifiuta lo straniero così fiducioso e rigetta ogni contatto con la fede spropositata di Matt. Ma John non è l’unico ad aver espresso delle rimostranze sulla natura della città: anche il pastore della chiesa aveva impedito a Matt di proferire parole sul risveglio della moglie. Al di là delle possibili motivazioni riguardanti l’effettiva veridicità dell’accaduto, gli abitanti di Miracle non sembrano, almeno per ora, così convinti dell’intoccabilità della cittadina.
The Leftovers - 2x05 No Room at the InnNonostante la serie, in questa seconda annata, sembri pervasa da uno spirito ben diverso nelle sue fondamenta – uno spirito positivo e ricco di speranza per il futuro –, la cruda realtà si fa largo tra le crepe e minaccia il nuovo sistema così duramente costruito: l’incapacità di sentirsi al sicuro nelle proprie mura, la possibilità che arrivi un nuovo giorno ed una nuova Dipartita. I protagonisti sembrano tutti accomunati da un desiderio di rivalsa nei confronti del futuro, di riscossa: ma l’unico personaggio che sembra incarnare questo ideale, facendone il fondamento delle proprie azioni, è Matt, l’unico uomo che riesce a credere, ciecamente e con fedeltà – ed anche un po’ troppa semplicità – che ci sia un piano per ognuno di loro, un destino scritto nelle stelle in cui investire ogni momento della propria vita.

I need to get her back now.

The Leftovers - 2x05 No Room at the InnUn mantra ossessivo, ripetuto con fare quasi religioso: una preghiera ed un invito a fare ciò che sembra naturale e coerente in seguito alle novità ricevute dopo la visita medica. Tuttavia ciò che sembra facile si complica subito, quasi un segno dal cielo che ciò  che si sta compiendo è qualcosa di totalmente sbagliato. Ma Matt non la pensa così, ed ogni passo indietro viene recuperato tramite il suo credere incrollabile, la sua certezza inossidabile: in ogni momento in cui potrebbe fermarsi ed accettare la sconfitta, l’uomo riesce a lottare contro il suo fato avverso e ad iniziare con rinnovate energie il suo cammino.
La gravidanza di Mary è stato un segno propizio: un avvenimento che ha riportato alla luce sogni e speranze dell’uomo, ma allo stesso tempo lo ha reso passibile di avvenimenti quasi fuori dal normale. La fede cieca di Matt è un’arma a doppio taglio: così come lo spinge a credere che tutti siano convinti della buona fede della sue intenzioni, egli stesso è portato a credere che il mondo intero abbia delle intenzioni positive. Nel corso dell’episodio assistiamo ad un lento processo di formazione che avviene in seguito alle numerose prove incontrate dall’uomo, tutte affrontate con la convinzione che il percorso scelto sia giusto, non per propria scelta, ma perché è qualcuno o qualcosa di soprannaturale che lo ha scelto e indicato per noi. Ma nel credere di Matt c’è anche molta, troppa ingenuità: una mancanza di spirito pratico che lo porta a fronteggiarsi con alcune situazioni quasi fosse un bambino alle prese con le prime scottature della vita. La scena della perdita dei braccialetti assume dunque un significato ben più profondo, diventando l’emblema della totale innocenza e predisposizione al bene dell’uomo.

What happened to you?

The Leftovers - 2x05 No Room at the InnQuesta fiducia incrollabile porta il nostro protagonista a lasciare dietro di sé una scia di errori che continuano a perseguitarlo; a nulla servono i numerosi sforzi protratti, perché la meta, all’inizio così accessibile, d’un tratto diventa una montagna impossibile da scalare. L’intero episodio costituisce una metafora del percorso di ogni fedele: perché la fede implica cecità e totale affidamento verso il proprio dio, totale fiducia in un piano superiore di cui non si è per nulla a conoscenza.  Lo scontro con John è la chiave di volta dell’interpretazione dell’episodio e della psicologia apparentemente semplicistica dell’uomo. Per un personaggio così carico di certezze come Matt, essere a stretto contatto con John implica una serie di domande e presunzioni che gli fanno perdere, per l’ennesima volta, la vista di ciò che è realmente importante per portare a termine il suo compito: così Matt perde di nuovo un’occasione, a causa della sua totale incapacità di comprendere che non tutti possono credere quanto e come lui crede. Ma l’incontro con John è importante anche per il risveglio di Matt: in quel momento il pastore smette di percepirsi come un privilegiato, in relazione al suo personale miracolo, iniziando un percorso di maturazione che lo porterà a guardarsi come una persona diversa, una persona che, avendo usufruito di un tale dono salvifico e divino, ha bisogno di espiare le proprie mancanze.

Was that hard enough or do I need another oar?

The Leftovers - 2x05 No Room at the InnNel tentativo di portare a termine il suo piano, Matt si scontra con diverse realtà che lo portano ad agire in maniera fin troppo estrema e ad avere una nuova considerazione di sé: nonostante alcune scene siano  fini a se stesse (in primo luogo quella di Reggie) e denuncino una totale mancanza di maturità del personaggio – o di assuefazione alla granitica certezza di fare la cosa giusta – il risultato finale è coerente con quanto visto nell’intero episodio. La decisione di Matt di abbandonare la moglie alle cura di Nora, e conseguentemente di ringraziare il Cielo per il miracolo ricevuto, non sono il segno di una precoce pazzia né di un atto di resa.
The Leftovers - 2x05 No Room at the InnNel suo viaggio di formazione lungo una giornata Matt ha imparato forse la lezione più importante per un fedele, capace di ridimensionare totalmente le sue pretese: lui è uno come tanti altri, in un branco di pecore come tanti altri. Nel momento in cui ha ricevuto il suo miracolo ha agito in modo fin troppo assennato e violento, ma allo stesso tempo è stato insignito di una consapevolezza più grande: quella di dover espiare ogni suo peccato e diventare un fedele migliore, un uomo migliore e soprattutto un padre migliore, capace di tramandare al futuro nascituro un insegnamento che sia di rispetto e amore verso se stessi ed il prossimo.

The Leftovers confeziona un episodio atipico, ma ricco di simbolismi e rimandi, che ci fa riflettere duramente sul potere della fede, del credere senza limiti di ogni sorta. Questo “No Room at the Inn” può essere definito come una summa di tutto ciò che la serie ha tentato di dire allo spettatore fin dalla prima stagione: che il dolore è qualcosa di diverso per ognuno di noi e ha bisogno di essere vissuto e consumato per essere completamente accettato, che l’uomo non è altro che una pedina, una pecora in un gregge di pecore, allo stesso tempo vitale per il suo ecosistema e completamente inutile nell’insieme. Ma l’uomo non è mai solo di fronte alle sue sofferenze: perché chi crede riuscirà a credere anche quando tutto sembrerà finito, anche quando l’ultima lanterna che possiede finirà in un tetro canale di scolo, lasciandolo solo e confuso al buio.

Voto: 8,5

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Informazioni su Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.


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9 commenti su “The Leftovers – 2×05 No Room at the Inn

  • SerialFiller

    Serie stupenda. Dopo una prima annata fra alti e bassi ma fin troppo criticata secondo me, quest’anno l’intensità è altissima, il cast formidabile e si respira un’aria molto più lostiana nel senso positivo del termine e molto più intimista nel senso più positivo del termine.
    Serie che aspetto con più piacere insieme a The affair e fargo probabilmente in questa prima fase di stagione televisiva.

     
  • Filippo

    Puntata mastodontica.
    Non oso immaginare a quanti rimandi potrà mandare un rewatch della serie, una volta che essa sarà conclusa.
    Un’esplorazione del dolore, della perdita e dell’accettazione impeccabile.
    10/10.

    P.S. Io mi sono sparato tutta la prima stagione di seguito, e l’ho trovata assai superiore al modo in cui è stata descritta dai critici. La nona puntata, poi, è qualcosa di eccezionale.

     
  • Davide

    Puntata eccellente, la mia preferita assieme a Two boats and a helicopter (si vede che adoro Eccleston?). Una profonda riflessione sulla religione, ma sopratutto sulla fede in quelli che sono i suoi punti di forza e di debolezza. Una fotografia ed una regia eccezionale, che in ogni scena regala una perla televisiva (tranne la sigla, quella non riesce acora ad andarmi giù… Le musiche di Max Ricther sono perfette!). Non ho capito la scena del remo però… Qualcuno più illuminato di me ha qualche interpretazione (terra terra oppure ad un livello più astratto)?

     
    • mattia

      penso che essendo lui un prete scagliandogli il remo contro la schiena e spezzandolo lo libera dai peccati , una sorta di liberazione del peccato tramite punizione inflitta ( cioè secondo la mente malata di quella )

       
      • Davide

        Ci sta come spiegazione, in effetti in un episodio ricco di simboli come questo l’espiazione tramite dolore sarebbe un buon punto… Resto ancora un po’ interdetto sul “Urla Brian” ma ok… Segnalo anche che continua la presenza della capra. Nella prima stagione erano i cani, ora le capre, classico simbolo di sacrificio giusto? Sicuramente non è casuale!

         
        • Filippo

          Potrebbe effettivamente essere che nella prima stagione, in cui privilegiava la figura del cane, conosciuto come migliore amico dell’uomo, si volesse dare una metafora che, come i cani, anche l’uomo stava impazzendo.
          Nella seconda troviamo le capre, simbolo che a Miracle c’è speranza: si pensa che non è tutto perduto, che sono stati graziati, ma che bisogna pagare per questa grazia. Questo spiegherebbe anche la scena finale di questa puntata, in cui Matt accetta di “crocifiggersi”, simbolo che il filo conduttore del pensiero di questa città, altro non è che, appunto, il sacrificio.
          Quanto amo e odio nello stesso momento le MILLE chiavi di lettura proposte in ogni episodio di The Leftovers.
          Per Natale, quanto vorrei un sito di analisi profonda di ogni puntata, con annessa interpretazione/i di ogni simbolismo.

           
  • Davide

    Puntata pazzesca,ma è tutta la season2 che è di altissimo livello;abbastanza netto lo stacco con la 1a…peraltro sono d’accordo con Filippo,credo anch’io che la season1 sia stata esageratamente bistrattata e,come dice Filippo,il nono episodio è stato strepitoso…fra gli attori una nota per Ann Downd,già vista in “Master of Sex” e nel finale di stagione della season1 di “True Detective”…eclettica e bravissima…

     
  • Katia

    Ciao a tutti! Mi aggrego alle opinioni positive sulla prima serie: io me la sono goduta tutta, così com’era, e non ho sofferto per buchi di trama, indizi ambigui o spiegazioni non date. L’ho accettata con una “fede” simile a quella di Matt… Gli ultimi due episodi poi erano stupendi!
    In questa seconda serie c’è più carne sul fuoco in meno tempo, sono stressata per loro! 😉 I poveri Kevin e Nora non hanno un minuto di respiro, di tranquillità. L’unica a sorridere ancora è la figlia, che è stata imbronciata e incazzosa per tutta la prima serie.
    Chissà se Matt ha davvero visto quello che crede di aver visto, oppure no. Chissà perché la follia lega Kevin e suo padre. Chissà se Nora… (ho già visto la 2×06. Ora mi godo la prossima puntata).