The Leftovers – 2×06 Lens

The Leftovers – 2×06 LensSe non fosse abbastanza chiaro il valore della seconda stagione di The Leftovers, ci pensa il nuovo episodio “Lens” a rinforzare il concetto: l’evoluzione e la crescita, rispetto alla prima stagione, sono forti e sotto gli occhi di tutti, supportate dalla voglia di indagare su terreni ancora inesplorati.

Questo sesto episodio ci preannuncia già dal titolo quello che sarà il soggetto della puntata: il termine lens, ovvero lenti, ci fa subito pensare alle lenti d’ingrandimento o di un microscopio, qualcosa per vedere più a fondo, per comprendere meglio la cosa che stiamo osservando, con una connotazione scientifica molto alta. The Leftovers ci fa capire subito che due colossi si stanno per scontrare, la scienza e la fede – cosa diversa dalla religione –, rappresentata dalla cittadina di Miracle, una grande arca di Noè che ha salvato tutti coloro che vi erano al sicuro. La presentazione dello scienziato, che apre l’episodio, ha il compito di comunicare subito il confronto che si vedrà più avanti e il ruolo che l’uomo – o meglio chi e cosa lui rappresenti – avrà nel futuro della serie, anche in modo velatamente didascalico (il laboratorio che fa da sfondo alla sua camminata ne è un esempio), ma molto efficace.

The Leftovers – 2×06 LensA questo punto del racconto è interessante capire come la scienza verrà descritta all’interno di una serie che ha fatto della fede in quanto elemento buono e da seguire il suo punto fondante. Subito ci accorgiamo che la scienza, impersonificata dall’uomo, viene messa in scena in modo duro, senza fare sconti ad una disciplina che potrebbe smontare tutto quello che The Leftovers ha raccontato e che, soprattutto, potrebbe togliere quell’aura mistica che aleggia sin dal pilota. Il comportamento dell’uomo è chiaro: Lindelof e Perrotta disegnano il personaggio farcendolo di tutte quelle caratteristiche che un credente texano – dove è ambientata la serie – di Miracle potrebbe vedere nella scienza, costruendo un ritratto che sembra di parte. Un uomo scorbutico, indisponente, strafottente anche nei riguardi della polizia locale, questo è quello che ci viene mostrato nei primi due minuti di “Lens”.

The Leftovers – 2×06 LensÈ interessante anche il resto della messa in scena che riguarda il dottore, personaggio che si vede poco in “Lens” e presumibilmente anche nelle prossime puntate, ma che è molto importante per quello che rappresenta. Sotto questo punto di vista il percorso che fa per arrivare a casa di Nora è significativo: la scelta della macchinina elettrica sembra richiamare il mezzo che si usa sui set cinematografici. L’uomo, infatti, vede subito una coppia di visitatori che fotografano una sposa messa in posa, come se fosse uno spettacolo locale da immortalare. Così è vista da lui la città di Miracle, come qualcosa di finto, da osservare e studiare; quello che vediamo della comunità attraverso gli occhi dello scienziato è tutt’altro che positivo, mettendolo ancora di più in cattiva luce.

The Leftovers – 2×06 LensAnche la figura di John Murphy è utilizzata per alimentare il confronto tra scienza e fede: l’uomo continua a usare la violenza contro tutti coloro che vendono bugie, che cercano di guadagnare sui poteri miracolosi di Miracle e di quello che c’è all’interno, come la sua acqua. Se lo scienziato rappresentava il punto di vista scientifico di una visione laica della dipartita, John rappresenta quella autoritaria e violenta di coloro che rifiutano l’eccezionalità dell’evento e vogliono farla rifiutare anche agli altri. Il giudizio di valore sulla questione è preciso e i due autori non fanno neanche finta di essere superpartes: Lindelof e Perrotta non tentano di elevare i credenti, ma mettendo sotto una cattiva luce gli altri, il risultato è lo stesso.

“Lens” aggiunge anche qualche tassello per capire i tanti misteri che aleggiano su The Leftovers. Il ruolo di Jerry – l’uomo che uccide le capre – è chiarito direttamente da Erika: l’uccisione dell’animale è stata compiuta prima della dipartita e gli abitanti di Miracle credono che questo sacrificio li abbia protetti dalla tragedia che ha colpito il resto del mondo. La replica di quel rito terrebbe al sicuro tutta la cittadina, che da una parte crede al potere del gesto, dall’altra non vuole interromperlo per paura che abbia davvero un valore. Anche questo particolare si rifà alla religione, ai sacrifici animali per la prosperità della terra dei popoli primitivi e poi al grande sacrificio di Cristo che ha salvato l’umanità, stando al significato religioso e simbolico di quel gesto. The Leftovers conferma così, senza paura di essere giudicato, di essere una grande metafora religiosa, in cui la fede in qualcosa che è invisibile e inspiegabile è più potente di qualunque pensiero o giudizio razionale.

The Leftovers – 2×06 LensNonostante tutti i ragionamenti che si possono fare legati al simbolismo o alle metafore di cui fa uso The Leftovers, “Lens” ci mostra forse il momento più vero e profondo dell’intera serie: l’incontro tra Erika e Nora dopo la serata della raccolta fondi. Il loro confronto, imperniato sulla perdita, riassume il messaggio che lo show ci vuole trasmettere: “140 million people disappeared three years ago. Did you wish them away, too?” dice Nora, cercando di convincere Erika che la sparizione della figlia non può essere attribuita alla sua volontà. “Terrible things happen in this world. And the only comfort we get is that we didn’t cause them” aggiunge: anche queste sono parole dure da dire, un po’ egoiste, ma perfettamente rappresentative dell’unico modo che abbiamo per andare avanti, per sopportare tutto il male che c’è nel mondo, che continuerà anche senza il nostro permesso. Nora ha capito questo, frutto di una crescita lunga e dolorosa, che forse non risparmierà mai la donna dal dolore che prova, riportato a galla ogni volta che ripensa ai suoi figli. Questa scena, oltre a mettere sotto la giusta luce una Regina King formidabile, ci fa capire che The Leftovers, anche senza misteri, domande irrisolte, simbolismi e metafore, avrebbe potuto consegnare forte e chiaro il messaggio che vuole trasmettere, in questa stagione ancora più che nella precedente.

Per questo, nonostante “Lens” sia una puntata molto buona sotto tutti i punti di vista, il salto di qualità sensibile rispetto alla scorsa annata e l’intensità che cresce di settimana in settimana ci fanno credere che il meglio debba ancora venire.

Voto: 8+

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

9 Risposte

  1. Filippo scrive:

    Io non mi reputo una persona che dà giudizi basandosi su criteri che determinano l’assegnazione di voti altissimi a tutte le puntate.
    Ma davvero.
    Questa puntata è stata perfetta.
    Non posso che considerarmi fortunato e soddisfatto di aver creduto nel MAESTOSO potenziale di questa serie, di cui, secondo me, sentiremo parlare anche fra decenni.
    Anche perché penso che, solo per la rappresentazione di un qualcosa di mai sperimentato in televisione e la riuscita magistrale in questo, questa serie non potrà far altro se non entrare nella lista delle migliori serie televisive di tutti i tempi.
    Sempre ammesso che continui così, ovviamente.
    E, sinceramente, non mi sembra di aver dato un giudizio affrettato/immeritato.
    Voto: 10.

    P.S. Sarebbe stato un 9.5 per via della scena, a mio modesto parere, un tantino forzata, in cui Erika, facendo una scenata alla raccolta fondi, coglie anche l’opportunità di spiegare tre o quattro cose di Miracle che ancora non ci spiegavamo. Però, andiamo, c’era Regina King lì. Quella fottuta dea di Regina King.

    P.P.S. Continuo a pensare che le acclamazioni mosse a Carrie Coon siano troppo, troppo poche. Andiamo, interpreta il miglior personaggio in una serie che fa di essi le sue fondamenta ed è una delle attrici più realistiche che mi sia mai capitato di vedere sul piccolo schermo. Fra lei e la King, questa puntata ha ristabilito il concetto di “alta recitazione”, mamma mia.

    P.P.P.S. Parliamo anche di come Laurie stia FUMANDO nel chiamare Nora e del fatto che le trame si stanno convergendo in un modo meraviglioso, e che non vedo l’ora di vedere il prossimo episodio.

    P.P.P.P.S. Scusate, sto finendo, LOL. Volevo solo far notare come sia arrivato al punto di preferire questa seconda stagione di The Leftovers, rispetto a quella ECCEZIONALE di Fargo. Forse. No, mi sa proprio di sì. Standing ovation. Qua manca solo The Americans – per cui sono depresso, in quanto ho scoperto che la prossima stagione uscirà a MARZO. MARZO. Ci rendiamo conto?

    Vabbè, è finita che ho fatto un commento enorme, e niente, è tutta colpa della magnificenza di questa serie.

     
    • Davide scrive:

      D’accordo…;)…al 100% su quanto hai scritto…

       
    • SerialFiller scrive:

      Assolutissimamente daccordo

       
    • SerialFiller scrive:

      Spero davvero che non cancellino questa serie per via dei bassi ascolti perchè sta assumendo sempre + i connotati di un capolavoro. Questo autunno avevo paura di restare a corto di grandi serie con le dipartite di tantissime serie epocali come boardwalk empire, sons of anarchy, mad men e con il dimezzamento delle puntate di person of interest ed invece tocca ricredermi grazie all’ottimo the affair, l’immenso Doctor Who e questo gioiello che è diventata la creatura di Lindelof.

       
      • Filippo scrive:

        Ah, non dirmi così, che io devo recuperarmi tutte quelle serie!
        Sta di fatto che la mia personalissima Top 3 delle serie televisive in onda ora sono: The Leftovers, The Americans e Fargo (non necessariamente in questo ordine). Sto finendo di recuperare Daredevil, ho visto Mr. Robot e ho appena visto la prima stagione di The Good Wife, tutte ad ALTISSIMO livello. Poi, seguo anche altre serie di dubbia qualità, ma a cui sono affezionato/attaccato e che non mi sento di mollare. Detto ciò: qual è la vostra Top 3? E, soprattutto, GUARDATE THE AMERICANS NE’? Un gioiello della televisione che raschia il fondo del barile dello squallore in quanto a termini di telespettatori. La gente deve darsi un po’ una svegliata e capire che i numeri che fa ogni settimana The Big Bang Theory, se li meritano anche tutte quelle serie – tra cui The Leftovers, tra l’altro – che rappresentano la qualità televisiva con la “q” maiuscola.

         
  2. Jaccopo scrive:

    Serie tv splendida! la migliore al momento in circolazione, ogni episodio è reso perfettamente grazie alla bravura degli attori, ad una regia e ad una fotografia superbe.
    Ogni volta che finisco di vedere una puntata ho subito la voglia di vedere la successiva e di serie ne vedo molte.
    Purtroppo a quanto pare come in italia anche negli USA la serie non è seguitissima … spero con tutto me stesso che venga rinnovata ma ho paura che possa durare poco.

     
  3. 01010101 scrive:

    Stagione bellissima…di tutte le serie che avete citato, aggiungerei anche Halt And Catch Fire.

     
  4. Katia scrive:

    Scusate, una domanda: io non ho capito il senso del sasso tirato da Nora alla finestra della vicina, che poi gli restituisce il favore.

    Su questa stupenda serie ho già fatto la mia considerazione altrove, ne sono innamorata…

     

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