American Crime – 2×01 Season Two: Episode One (Pre-air)

American Crime – 2×01 Season Two: Episode One (Pre-air)Il bello delle serie antologiche è la capacità di rinnovarsi di anno in anno, restando fedeli ad un’idea o un tema e stravolgendo tutto il resto: la seconda stagione di American Crime fa esattamente questo, rivoluzionando la narrazione e mantenendo allo stesso tempo una coerenza fortissima con la prima annata.

Per questo la premiere del secondo ciclo di puntate ha contemporaneamente l’odore di un episodio pilota, ma propone dei link strettissimi con la stagione di debutto, che ci vengono forniti dalla caratterizzazione dei personaggi – ancora poco conosciuti, ma di grandissimo impatto – e da come verrà trattato l’evento scatenante della stagione.

American Crime – 2×01 Season Two: Episode One (Pre-air)Ambientata in una ricca scuola superiore, la seconda annata mette in scena un altro crimine americano, questa volta dai contorni ancora meno definiti: Taylor, giovane tutt’altro che popolare, si trova nei guai dopo la pubblicazione di alcune foto rubate che lo ritraggono ubriaco ad una festa; dopo essere stato espulso da scuola trova il coraggio di reagire e denunciare un crimine che sostiene di aver subito: una violenza sessuale da parte dei membri del team di basket della scuola. La sua decisione avrà delle conseguenze, prima fra tutte la formazione di due schieramenti a favore e contro di lui: la madre deciderà di sostenerlo, mentre i rappresentanti della scuola, che ricopriranno un ruolo attivo nella vicenda, cercheranno con tutte le loro forze di sopprimere ogni eventuale rumor per proteggere il nome dell’istituto.

American Crime – 2×01 Season Two: Episode One (Pre-air)John Ridley (12 Anni Schiavo), showrunner e sceneggiatore di questa premiere, decide di abbandonare uno dei fili conduttori che ha caratterizzato la prima stagione, il tema del razzismo, virando su una storia che probabilmente ne parlerà – in quanto problema profondamente radicato nella società americana moderna –, ma che vuole raccontare altro – anche se è ancora presto per dire quali siano le tematiche che una serie complessa come questa voglia trattare. Sicuramente il tema del dubbio – rispetto a chi sia il colpevole –, come è stato centrale nella prima stagione, lo sarà anche ora, alimentato dal fatto che, se nella scorsa annata un omicidio c’era stato, ora le prove della violenza sono tutt’altro che palesi. Il tema della giustizia ne è strettamente legato: giustizia che non sempre è dalla parte delle vittime, soprattutto se i colpevoli ricoprono un ruolo sociale più elevato, come in questo caso. Le differenze tra l’outsider Taylor e il giocatore di basket Kevin vengono subito evidenziate sin dalle prime inquadrature della puntata: se il primo sta da solo sugli spalti del campo da basket con il telefono in mano, il secondo suda davanti al canestro sotto gli occhi di tutti, mentre si allena per la partita che lo dovrà vedere protagonista. Anche le loro case ci parlano: quella di Taylor è modesta, scura e raccolta; la villa di Kevin invece ha delle stupende pareti in vetro da cui passa molta luce, metafora non solo di quello che posseggono, ma anche di quello che hanno dentro.

American Crime – 2×01 Season Two: Episode One (Pre-air)Sembra quindi che il razzismo protagonista della scorsa annata, sia stato soppiantato da una divisione di classe, in cui non c’è più una guerra tra bianchi e neri, ma tra ricchi e poveri. Su questa base sono stati costruiti alcuni personaggi molto interessanti, a partire dai ragazzi – che però ancora hanno avuto poco tempo sullo schermo – fino alle figure autoritarie che orbitano nelle loro vite: i genitori, la preside della scuola, gli insegnanti. Questi sono i veri punti forti dell’episodio, capace di costruire una realtà scolastica totalizzante rispetto alle vite di chi la frequenta, che non è neanche libero di ubriacarsi fuori dall’orario scolastico senza essere sospeso. La preside – interpretata da una Felicity Huffman che conferma la sua bravura straordinaria – acquista, di conseguenza, un potere e un’autorità forse eccessivi, arrivando ad essere consultata al posto della polizia dalla madre di Taylor. Leslie Graham prende subito in mano le redini della situazione, andando oltre la mansioni che una preside comunemente ha e lo fa perché la comunità di cui è a capo glielo permette. Al contrario, la madre di Taylor, esterna alla scuola, perde ogni suo potere sul figlio, che non riesce a controllare  e che ha smesso di capire e conoscere; la telefonata che apre e chiude l’episodio è il gesto estremo di quella donna che sente di aver perso il controllo e che spera di poter aggiustare le cose. È chiaro che la rappresentazione che viene prodotta della scuola non è del tutto positiva: viene mostrata come un microcosmo capace di inglobare ogni aspetto della vita, non più solo luogo destinato al sapere, ma unico e solo scopo delle proprie giornate, disegnando un modello non discorde da quelli già proposti dalla cinematografia di genere. In questo caso, però, vengono evitati tutti i cliché sulla high school, puntando a creare un prodotto che parla di scuola – e quindi di crescita –, ma per adulti.

American Crime – 2×01 Season Two: Episode One (Pre-air)Oltre a questo cambio di traiettoria che, come nella prima stagione, avrà bisogno di tempo per rivelare le sue vere potenzialità, “Season Two: Episode One” è interessante per i collegamenti all’episodio pilota dello show: oltre alla chiamata al 911, che apre entrambi gli episodi, i rapporti tra i personaggi costruiscono dei parallelismi che ci fanno intuire come si svilupperà la stagione. La relazione tra la coloro che si trovano davanti all’autorità e l’autorità stessa è precaria come lo era stato nella prima annata: la deposizione che Anne fa alla preside è tanto ingenua come quella di Tony, il giovane latino arrestato nel pilot. Anche i personaggi interpretati da Huffman basano il loro giudizio dell’accaduto su preconcetti, legati al colore della pelle nella stagione uno e alla situazione economica nella due, così come fa il coach Sullivan. Ultima, ma non per importanza, Regina King, che di nuovo interpreta un familiare di quello che sarà uno degli accusati, basando la sua difesa sui pregiudizi della vittima, a favore di un personaggio che ricopre un ruolo ambiguo nella storia.

Se la prima stagione dello show è stata una sorpresa inaspettata, soprattutto perché trasmessa da un canale generalista come ABC, la qualità di questo ritorno stupisce ancora di più. È palese che John Ridley non abbia avuto un colpo di fortuna, ma abbia messo le basi per una narrazione solida e adulta di uno show che, nonostante non sia supportato da alti ascolti, testimonia il fatto che la qualità possa essere anche non cable.

Voto: 8

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

1 Risposta

  1. Teresa scrive:

    Mi è piaciuto moltissimo, e sono felice del fatto che quest’anno si affronti la più antica e profonda divisione sociale, cioé quella di classe. A maggior ragione in USA, dove c’è il mito della land of opportunity for everyone. Mito falsissimo.

     

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