Ash vs. Evil Dead – 1×08/09 Ashes to Ashes & Bound in Flesh


Ash vs. Evil Dead – 1×08/09 Ashes to Ashes & Bound in FleshAd un passo dal finale di stagione, Ash vs. Evil Dead spara le ultime cartucce che ha a disposizione e che ha saputo tenere da parte per questo momento che, a causa di una piccola flessione negativa, stava iniziando a sollevare piccoli grandi dubbi sull’efficacia della costruzione di questo ciclo di puntate.

Dopo sette episodi era già chiaro che il punto forte della serie risiedesse nei singoli avvenimenti piuttosto che nella visione d’insieme della stagione: “Ashes to Ashes” e “Bound in Flesh” non fanno altro che rafforzare questo concetto. Sono infatti due puntate che prese singolarmente risultano potenti e divertenti, mentre in un’ottica generale sottolineano tutte le carenze di caratterizzazione dei personaggi e rendono palese una forte instabilità della trama orizzontale. La suspense, il sangue che scorre a fiumi e le mazzate sono i punti forti e quelli maggiormente caratteristici di questo prodotto, mentre tutto ciò che li lega sembra ancora abbozzato, non rifinito come il resto, prendendo esempio dalla trilogia a cui si ispira lo show. È importante tenere a mente questi dettagli, perché giudicare AVED come una serie qualunque non farebbe giustizia allo spirito del franchising, che nasce volutamente così e non diventa in questo modo per un’eventuale inadeguatezza del comparto autoriale.

Ash vs. Evil Dead – 1×08/09 Ashes to Ashes & Bound in FleshLette sotto questo punto di vista, “Ashes to Ashes” e “Bound in Flesh” hanno il pregio di mantenere tutti i punti forti di questa serie e di introdurre quegli elementi che ancora mancavano in AVED: antagonisti forti da battere e la madre di tutte le autocitazioni, la baita. L’introduzione del secondo Ash nell’episodio otto (ma anche lo svelamento della vera natura di Ruby nel nove) dà finalmente corpo ad un cattivo che prima non sembrava tale e quindi non destava preoccupazioni per la sorte dei nostri protagonisti. L’evil del titolo non ha mai avuto una forma propria neanche nei film, incarnandosi nei coprotagonisti che di volta in volta morivano, senza però ucciderlo. La scelta di far nascere un Ash malvagio in “Ashes to Ashes” ha dato al Male un corpo tutto suo, non facendolo più diventare un ospite di qualcuno e quindi rendendolo vulnerabile come era vulnerabile l’involucro che sceglieva.

Ash vs. Evil Dead – 1×08/09 Ashes to Ashes & Bound in FleshL’uccisione di Amanda ha lanciato un messaggio chiaro circa quello che possiamo definire un nuovo personaggio: Ash malvagio non condivide nulla con il protagonista della serie, se non le caratteristiche fisiche, che danno spazio alla prevedibile gag sullo scambio di persona. La morte di Amanda, che rappresenta il momento clou della puntata, ha il potere di farci capire subito le vere intenzioni di questo personaggio più delle tante parole che, come abbiamo visto, funzionano di meno in Ash vs. Evil Dead. La decisione di uccidere Ash malvagio, però, ci catapulta subito nei difetti della serie, capace solo di pensare a breve termine sbarazzandosi di un personaggio potenzialmente molto forte che avrebbe potuto legare le ultime tre puntate di questa stagione. Il ruolo di Ruby è l’ennesima conferma che in fase di scrittura alcuni passi falsi sono stati fatti: uno tra questi è proprio la mancanza di focus sul suo personaggio, che manca della verve che un cattivo dovrebbe avere.

Ash vs. Evil Dead – 1×08/09 Ashes to Ashes & Bound in FleshIl secondo elemento di novità introdotto in “Ashes to Ashes” e ripreso da “Bound in Flesh” è l’ambientazione delle puntate: la baita, che faceva da sfondo ai primi due film, ritorna protagonista, diventando il non plus ultra dell’autocitazionismo. Questo ritorno alle origini è un segno importante per lo show, che in qualche modo vuole ribadire la sua natura di prodotto a metà tra l’operazione nostalgia e il tentativo di giocare con qualcosa di ormai datato conferendogli una nuova vita – abbastanza da permettere alla serie di sopravvivere nel panorama televisivo di oggi. Così il bosco e la casa stessa, ma anche le stanze al suo interno, la botola in salotto e il capanno degli attrezzi, oltre a stuzzicare i ricordi dei tanti fan di quello che è stato il primo lungometraggio di Sam Raimi, creano un’iconografia e un’atmosfera che ci rimandano non solo a The Evil Dead, ma anche a quel genere di film horror splatter a basso costo degli anni ’80 che ha influenzato diverse generazioni successive di registi.

Nonostante Ash vs. Evil Dead abbia qualche problema legato soprattutto alla profondità dei protagonisti, è chiaro che sia una scommessa vinta, perché è riuscito ad essere fedele e coerente con se stesso e con i film di cui è sequel, rinnovando un genere che sembrava affascinante perché lontano nel tempo e intoccabile e facendolo fare a Raimi, il solo che avrebbe potuto portare a termine una missione che sembrava impossibile.

Voto 1×08: 7
Voto 1×09: 7

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Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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